STORIA
Considerata una delle città più antiche del mondo, Matera vanta un centro storico di grande bellezza, sorto su un territorio ininterrottamente abitato sin dal Paleolitico. Tale carattere é stato confermato da numerosi resti archeologici rinvenuti sia nel centro storico, che nel circostante Parco dell'Alta Murgia.
La città sorse in un'area rupestre a ridosso di enormi spaccature carsiche presenti nel territorio compreso tra le Regioni Puglia e Basilicata, chiamate "Gravine". La zona delle Gravine e l'Altopiano delle Murge, sono caratterizzate dalla presenza di villaggi preistorici.
Nel VI secolo il territorio di Matera era parte dell'entroterra di importanti città della Magna Grecia, tra le quali Taranto, Metaponto e Crotone. Il primo nucleo abitato della città si sviluppò sulla "Civita", la zona posta esattamente al centro dei due Sassi, Caveoso e Barisano e, nella parte più alta, la maestosa Cattedrale, eretta nel XIII secolo e consacrata al culto della Madonna della Bruna.
I romani dotarono la città di mura difensive, mentre a seguito del crollo dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e l'inizio del Medio Evo, Matera venne dapprima annessa dai Longobardi al territorio del Ducato di Benevento, per poi essere distrutta con la conquista franca dei territori del Regno Longobardo.
A partire dall'VIII secolo la città divenne teatro di un'imponente immigrazione di comunità benedettine e bizantine, che si stabilirono in numerose grotte scavate all'interno della gravina, trasformandole in meravigliose chiese rupestri, ben conservate e visitabili. A scopo conservativo é stato istituito il Parco delle Chiese Rupestri che a partire dal 1993, insieme al centro storico, é entrato a far parte della lista dei beni dichiarati dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Nelle epoche successive, la città venne distrutta più volte, in particolare nel 994, quando la città venne distrutta dai pirati Saraceni. Con l'inizio dell'XI secolo la città venne rifondata dai Bizantini, per poi essere sottomessa da vari dominatori, tra i quali il Sovrano Ferdinando II d'Aragona che affidò il feudo della città al Conte Carlo Tramontano. A partire dal 1638 la città venne dominata dagli Orsini.
Compresa nel territorio del Regno delle Due Sicilie, la città fece parte del territorio della Terra d'Otranto fino al 1663, anno in cui venne distaccata dalla Puglia e annessa alla Lucania o Basilicata e nominata capoluogo regionale. Con le Guerre Napoleoniche, nel 1806 la città perse il titolo di capoluogo regionale ad opera del Governatore Gioacchino Murat, che trasferì la sede dell'amministrazione regionale a Potenza, attuale capoluogo di regione.
La zona dei Sassi venne regolarmente abitata fino al 1966, anno in cui il Governo italiano ne ordinò l'evacuazione, a causa delle scarse condizioni igieniche e sanitarie in cui vivevano le famiglie. Molti dei loro membri erano stipati all'interno di ambienti umidi e assai inospitali, spesso insieme agli animali posseduti. Molti dei bambini nati, morivano nei primi anni di vita.
Solo a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo, l'intera Italia venne a conoscenza di questa realtà, anche grazie alla pubblicazione, nel 1945, del famoso libro di Carlo Levi "Cristo si é fermato a Eboli", che accese i riflettori sulle assai precarie condizioni di vita dei cittadini dei Sassi.
Il riconoscimento del titolo di Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 1993, e la nomina della città a Capitale Europea della Cultura nel 2019, hanno rilanciato appieno l'economia della città e la sua fama nel mondo. Matera costituisce ai giorni nostri, una delle principali mete culturali italiane, anche per la grande voglia di rinascita dei suoi cittadini e per l'ottimo cibo, anche se molte zone sono tutt'ora dirute e necessitano di un urgente restauro e riqualificazione.
Veduta notturna del centro storico di Matera
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
L'organizzazione di un buon itinerario di visita della città, deve necessariamente comprendere sia il centro storico che si erge al di sopra dello sperone roccioso, sia i siti del patrimonio rupestre, non solo religiosi, a volte nascosti difficilmente individuabili.
Il post si pone l'obiettivo di aiutare e consigliare i turisti nell'organizzazione di un itinerario il più possibile completo, con informazioni utili sia sui siti d'interesse più famosi, che su quelli meno noti, che possono facilmente sfuggire al turista poco attento.
La visita della città seguirà tre itinerari ben distinti, considerando innanzi tutto, la città visibile in superficie. Nel secondo itinerario verranno considerati i siti rupestri presenti in città mentre, nell'ultimo itinerario, verrà approfondita la visita al Parco delle Chiese Rupestri, che si aprono nella collina dinanzi al centro storico.
A) CENTRO STORICO
1) CATTEDRALE DI MARIA SANTISSIMA DELLA BRUNA E SANT'EUSTACHIO
Principale luogo di culto della città, posta nel punto più elevato del centro storico, la Cattedrale, innalzata a sede vescovile della Diocesi di Matera - Irsina, venne edificata nel XIII secolo in stile romanico pugliese.
Recenti scavi effettuati nei suoi sotterranei, testimoniano la sua edificazione sui resti del castello normanno e di un precedente edificio di culto paleocristiano, del quale sono visibili i resti dell'abside, ammirabili nel percorso espositivo del Museo Diocesano.
Sull'area dell'antico monastero benedettino consacrato a Sant'Eustachio, protettore della città, ebbe inizio l'edificazione della Cattedrale a partire dal 1230, alcuni anni dopo che il Pontefice Innocenzo III innalzò la città di Matera al rango di arcidiocesi insieme ad Acerenza. La sua realizzazione venne portata a termine nel 1270.
ESTERNO
La Cattedrale presenta una struttura in stile romanico pugliese, con una bella facciata rivolta verso il Sasso Barisano. Nell'ordine inferiore della facciata si apre il portale maggiore, i cui stipiti sono ornati da splendidi bassorilievi a motivi floreali. Nella nicchia al di sopra del portale é riposta la statua della Madonna della Bruna, Protettrice della città mentre, nelle nicchie che si aprono ai lati del portale, sono riposte le statue raffiguranti San Pietro, sulla destra e San Paolo, sulla sinistra.
Facciata della Cattedrale dell'Annunziata
Le nicchie esterne laterali contengono le statue raffiguranti Sant'Eustachio, a destra e Santa Teopista, a sinistra, considerati compatroni di Matera. Le sculture sono attribuibili ai Persio, famiglia di scultori molto attiva nella città alla metà del Cinquecento.
Il rosone centrale, formato da piccoli archetti e colonnine, rimanda al gioco della Ruota della Fortuna. Il rosone, di forma circolare, é sovrastato dalla statua dell'Arcangelo Michele che schiaccia il drago e circondato da personaggi appartenenti alle classi più agiate dell'epoca: un ricco sulla destra, un artigiano a sinistra e nu nobile in basso.
La chiesa si compone anche di una facciata laterale, che presenta due portali monumentali, quali la Porta di Piazza, ornata in sommità da una piccola formella contenente un bassorilievo di Abramo, scelto da Dio per portare avanti il dono della fede. Ai lati del portale si trovano le statue di due monaci benedettini, l'uno in atteggiamento di preghiera, l'altro intento nella lettura di un libro. Sono inoltre presenti decorazioni del portale a motivi vegetali.
Sulla facciata laterale si apre una seconda porta di accesso, chiamata Porta dei Leoni, così denominata dalle due statue leonine accovacciate. Nella zona superiore sono presenti decorazioni con pigne sporgenti, motivi floreali e teste di angeli, che rimandano alla purezza della Chiesa.
La torre campanaria che affianca il corpo principale della chiesa, é a sezione quadrangolare, ha un'altezza pari a 52 m, divisa in due tronchi da un terrazzo.
INTERNO
L'interno della chiesa ha una pianta a croce latina, riedificata in un esuberante stile barocco, ricco di stucchi, marmi colorati e decorazioni aggiunte nel XVIII secolo. Il soffitto originale venne ricoperto nel 1719 da un controsoffitto ligneo, mentre nel XIX secolo vi vennero inserite tra tele dipinte da Battista Santoro, raffiguranti San Giovanni da Matera; la Visitazione della Vergine e Sant'Eustachio.
Nei riquadri delle pareti posti subito al di sotto del soffitto, sono state affrescate le Storie della Vergine, opera di Anselmo Palmieri. Sulla destra dell'ingresso principale si trova l'affresco del Giudizio Universale, unico affresco superstite dell'originaria decorazione medievale della Cattedrale, realizzato alla fine del Duecento da Rinaldo da Taranto. Nell'ordine inferiore dell'affresco é raffigurato l'Arcangelo Michele che trafigge i peccatori nell'inferno. Nella parte superiore dell'affresco é rappresentata la rinascita delle anime purificate. Vi é poi una teoria di Santi quattrocentesca, ove sono rappresentati San Pietro Martire, San Giuliano, la Madonna con Bambino e San Luca.
Nella navata destra sono invece affrescate le scene della Madonna delle Grazie tra i Santi e Giovanni da Matera, realizzate da Domizio Persio nel 1592, mentre nei pressi della Porta dei Leoni, é riposta la tela raffigurante San Gaetano, dipinta da Carlo Rosa nel 1652.
L'altare maggiore, realizzato in marmo bianco, é sovrastato dalla Cona Grande, eseguita da Fabrizio Santafede e acquistata a Napoli nel 1580. Nella parte centrale é rappresentata la Vergine, attorniata dai Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Biagio, Donato, Pietro e Paolo mentre, nell'ovale in alto, la Santissima Trinità.
Alle spalle dell'altare maggiore é riposto il coro ligneo, intagliato nel 1453 da Giovanni Tantino da Ariano Irpino, composto da cinquanta stalli. Degno di nota é il presepe, riposto nella Cappella di San Michele al Cimitero, scolpito nel 1534 da Altobello Persio e Sannazzaro da Alessano in pietra calcarea dipinta. L'ultima cappella della navata sinistra, realizzata da Altobello Persio alla metà del Cinquecento, é costituita da una volta a cassettoni e ornata dalla statua riposta sull'altare, raffigurante la Vergine e l'Angelo. Nella lunetta superiore è una Pietà, mentre ai lati due statue raffiguranti i Santi Rocco e Caterina d'Alessandria. Il terzo altare é sovrastato dalla tela raffigurante Sant'Anna e la Vergine, opera di Francesco da Martina del 1632.
Il primo altare della chiesa, precedentemente utilizzato come altare maggiore sino al 1776, ospita l'affresco della Madonna della Bruna del 1270.
Affreschi dell'antico abside della Cattedrale
2) MUSEO DIOCESANO DI MATERA (MATA)
Il Museo Diocesano di Matera (MATA), é stato inaugurato nel 2011, allestito nei locali dell'Ex Seminario, realizzato nel 1906 da Raffaele Rossi, allora Arcivescovo di Matera.
Il percorso espositivo si snoda attraverso tre sale, ove sono esposti importanti oggetti di arte sacra provenienti dal Tesoro della Cattedrale di Matera e dalla Chiesa di Santa Chiara, relativi ad un periodo di tempo compreso tra l'XI e il XIX secolo.
Tra gli oggetti conservati, molto bella é l'Enkolpion, anche detta Croce Astile, di manifattura bizantina, risalente alla metà dell'XI secolo.
3) CHIESA DI SAN PIETRO CAVEOSO
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, principalmente conosciuta come Chiesa di San Pietro Caveoso, risale ad un'epoca compresa tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV.
La realizzazione della chiesa venne avviata a partire dal 1218. Nel 1752 la chiesa venne riconsacrata dall'Arcivescovo Lanfranchi e venne ulteriormente modificata. L'interno venne rivestito di stucchi, mentre il campanile sormontato da una cuspide.
ESTERNO
La facciata barocca é impreziosita da paraste che incorniciano i portali dell'edificio, mentre nelle nicchie sono riposte le statue raffiguranti San Pietro, a sinistra e San Paolo, a destra.
Nella nicchia centrale é riposta la statua raffigurante la Madonna della Misericordia, simbolo della Chiesa Universale, che accolgono sotto il suo mantello coloro che invocano protezione.
Ordine superiore della facciata
INTERNO
L'interno é protetto da una copertura originaria del XVIII secolo, celata da un controsoffitto di tavoloni in legno dipinto, con scene che rappresentano il Cristo che affida il futuro della Chiesa a San Pietro; la Madonna del Gonfalone e la Conversione di San Paolo.
Interno in stile romanico a tre navate
Nei medaglioni sono affrescati San Giovanni da Matera; San Donato e gli Angeli e, in corrispondenza dell'altare maggiore, l'Incoronazione della Vergine. Nelle nicchie, da destra verso sinistra, sono inserite le statue raffiguranti San Leonardo, la Madonna con Bambino nella Cappella del Gonfalone del XVI secolo e l'ultima raffigurante San Giovanni da Matera.
Pala d'altare maggiore dell'Incoronazione della Vergine
L'altare maggiore del XVIII secolo é sovrastato da un polittico ligneo, realizzato intorno al 1540 da un anonimo pittore materano, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Pietro e Paolo. Nella predella é raffigurata l'Ultima Cena mentre, nella parte superiore, l'Eterno.
Nella navata sinistra si aprono quattro cappelle: la prima é dedicata alla Vergine Addolorata, contenente la tela seicentesca di Alessandro Fracanzano raffigurante la Pietà. Nella seconda cappella, ornata da stucchi settecenteschi, sono presenti affreschi seicenteschi realizzati da Martino Deghello, che rappresentano le Storie della vita dei Santi: il primo affresco raffigura la Vergine, Sant'Antonio Abate e San Lorenzo, il secondo San Domenico, San Pietro e San Paolo mentre, nell'ultimo, posto nel catino absidale, sono raffigurati Cristo Pantocratore con Santi e un piccolo offerente
Fonte battesimale in pietra del XIII secolo
4) CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
La Chiesa di San Francesco d'Assisi sorge su Piazza Ridola, la piazza principale di Matera, che costituisce il salotto della città, luogo dove i materani s'incontrano ogni giorno, e che divide la parte antica della città dalla parte nuova.
ESTERNO
La facciata principale della chiesa, realizzata nel Duecento dagli Architetti Vito Valentino e Tommaso Pennetta, venne riedificata nel XVIII secolo in stile barocco.
L'imponente prospetto si presenta diviso in due ordini, superiore e inferiore, da un marcapiano. Nell'ordine inferiore le cinque finestre e il portale principale, sono impreziosite da cornici a volute vegetali mentre, al centro dell'ordine superiore, si apre una nicchia ove é riposta la statua della Madonna Immacolata, circondata da Angeli che Le sorreggono il drappeggio barocco. Nelle due nicchie poste ai lati della nicchia centrale, sono riposte sulla destra, la statua di San Francesco d'Assisi mentre, sulla sinistra, quella di Sant'Antonio da Padova.
INTERNO
L'interno si presenta a navata unica, ai cui lati si aprono quattro cappelle. La seconda cappella sulla destra contiene un altare ligneo molto elaborato, con la statua lignea di Sant'Antonio da Padova, realizzata da Stefano da Putignano. Nella stessa cappella é riposto il sarcofago di Eustachio Paulicelli mentre, nella seconda cappella di sinistra si trova la tela dell'Immacolata Concezione, dipinta da Antonio Stabile nel 1580. La scultura rappresenta la Vergine che schiaccia il Serpente, circondata da una cornice di nuvole.
Nella terza cappella é riposta una botola che conduce alla Cripta dei Santi Pietro e Paolo, che contiene gli affreschi più antichi tra tutti i siti rupestri materani. Il sotterraneo é composto da due ambienti: nel primo é presente un affresco che rappresenta San Vincenzo, mentre nel secondo é affrescata la Madonna con Bambino affiancati dagli Arcangeli Gabriele e Raffaele.
Un altro affresco rappresenta l'evento storico della visita a Matera compiuta dal Pontefice Urbano II nel 1093, seduto in trono con una veste dalmatica e affiancato dall'Abate Stefano che regge in mano la regola dell'Ordine Francescano.
Sempre all'interno della chiesa é riposto il polittico smembrato del XV secolo, sistemato nella balaustra della cantoria, contenuto in una bella cornice seicentesca. L'opera, attribuita a Lazzaro Bastiani, é distinta in tre riquadri: in quello centrale é raffigurata la Madonna in trono con Bambino, sulla sinistra i Santi Pietro, Francesco d'Assisi, Caterina da Siena ed Elisabetta mentre, sulla destra, i Santi Paolo, Antonio Abate, Bernardino da Siena e Ludovico da Tolosa. Nelle vicinanze del portale d'ingresso é riposta una splendida acquasantiera scolpita del XIII secolo.
5) CHIESA DEL PURGATORIO
Terminata nel 1747, la Chiesa del Purgatorio si presenta con una ricca facciata tardo barocca, dalla forma curvilinea, opera di Giuseppe Fatone. Commissionata dalla Confraternita delle Sante Anime del Purgatorio, di cui porta il nome, presenta il tema ricorrente della Morte, molto in voga all'epoca, in quanto considerata non tanto come una fine, quanto un nuovo inizio.
ESTERNO
L'originale facciata della chiesa, si presenta curvilinea e distinta in due ordini, superiore e inferiore, da una cornice marcapiano. La facciata é ripartita verticalmente da quattro lesene.
Nell'ordine superiore si apre una nicchia contenente la statua della Madonna con Bambino, oltre a decorazioni scolpite che rappresentano angeli, ghirlande di fiori e frutta, e fiamme che avvolgono le anime penitenti. L'ordine inferiore, impreziosito anch'esso da un gran numero di decorazioni, presenta due nicchie contenenti, la statua dell'Arcangelo Michele, sulla destra, e quella dell'Arcangelo Raffaele, sulla sinistra.
Nell'ordine inferiore si apre il portale ligneo intagliato, impreziosito da decorazioni con motivi a volute e, sull'architrave, due scheletri che affiancano un'anima dannata mentre, sulla superficie del portale ligneo sono scolpiti trentasei riquadri, che raffigurano tibie e teschi, alcuni di questi ornati da copricapi di regnanti e prelati.
INTERNO
L'interno della chiesa é a pianta centrale, del tutto differente dalle altre chiese presenti nel centro storico, sormontato da una cupola poggiante su quattro pilastri e ripartita in otto settori, all'interno dei quali sono rappresentati gli Evangelisti Marco, Luca, Matteo e Giovanni, ed i Padri della Chiesa Ambrogio, Girolamo, Agostino e Gregorio Magno.
Le otto tele presenti nella chiesa, realizzate dal pittore Francesco Oliva nel 1765, rappresentano le Scene della Passione di Gesù. Sono inoltre presenti tre altari, tra i quali l'altare maggiore, contenente le reliquie dei Santi Giovanni da Matera, Prospero e Callisto, la tela settecentesca raffigurante San Gaetano che intercede presso la Vergine per le anime del Purgatorio, realizzata da Antonio Conversi nel XVIII secolo.
Nel catino absidale sono affrescati i Santi Protettori della città, ossia Maria Santissima della Bruna e Sant'Eustachio. L'organo della chiesa venne realizzato dall'intagliatore Castelli nel 1755.
Su uno degli altari laterali é riposta la tela realizzata dal Conversi, raffigurante la Morte di San Giuseppe con San Nicola da Tolentino, la Vergine e le Anime del Purgatorio.
6) MUSEO NAZIONALE "DOMENICO RIDOLA"
Il Museo Nazionale di Matera é distinto nelle due sedi distaccate di Palazzo Lanfranchi e del Museo Nazionale "Domenico Ridola", alloggiato nel complesso edilizio, la cui realizzazione venne commissionata dall'Arcivescovo di Matera Antonio de Ryos Culminarez tra il 1668 e il 1702.
L'esposizione museale venne inaugurata nel 1911, intitolata a Domenico Ridola, medico, archeologo e senatore, che donò allo Stato le sue collezioni di reperti.
Il museo ospita, in particolare, materiale risalente alle epoche del Paleolitico, del Neolitico e dell'Età del Ferro e del Bronzo. Sono inoltre esposti corredi funerari provenienti da antiche necropoli, santuari e centri abitati dislocati sull'altopiano del Parco della Murgia Materana, oltre a importanti testimonianze della Magna Grecia. L'esposizione museale é distribuita in sette sale.
7) PALAZZO LANFRANCHI
Il palazzo venne commissionato dal Vescovo Vincenzo Lanfranchi nel 1678, inizialmente destinato ad assolvere la funzione di seminario.
Dopo l'Unità d'Italia venne adibito a liceo classico e, proprio in questa sede, vi insegnò tra gli anni 1882 e 1884, il poeta Giovanni Pascoli. Attualmente ospita la sede della Soprintendenza per il Patrimonio Artistico ed Etnologico della Basilicata e il Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna.
Nel palazzo vengono organizzate mostre temporanee e congressi, che si svolgono nella Sala Congressi.
8) CHIESA DI SANTA CHIARA
In prossimità del Museo Nazionale "Domenico Ridola", si trova la Chiesa di Santa Chiara, la cui visita non deve essere sottovalutata durante la visita della città "in superficie".
La chiesa venne edificata su commissione dell'Arcivescovo di Matera Antonio del Ryos Culminarez tra il 1668 e il 1702, all'interno del quartiere denominato "Case Nuove", destinato ai componenti del Seminario che, secondo i dettami del Concilio di Trento, doveva essere presente in ogni sede diocesana.
ESTERNO
L'esterno della chiesa presenta una facciata ripartita da lesene, sormontate da capitelli corinzi. Il Portale centrale é fiancheggiato da due colonne scanalate.
Nella nicchia al centro della facciata é riposta la statua della Madonna del Carmine, mentre in quelle poste ai lati del portale si trovano, sulla destra, la statua di San Francesco d'Assisi e, sulla sinistra, la statua di Santa Chiara.
La nicchia centrale posta in alto, é ornata dalla statua raffigurante Dio Padre Benedicente mentre, nell'ordine inferiore, si apre il portale ligneo del XVIII secolo, decorato con motivi a foglie e con lo stemma dell'Arcivescovo del Ryos. Lo stemma é inserito in una ricca cornice decorata con motivi floreali.
INTERNO
L'interno é a navata unica terminante con un arco a sesto acuto, e impreziosito da numerosi altari.
Di particolare pregio é la grande macchina lignea che sovrasta l'altare maggiore. All'interno della macchina sono riposte due tavole tra le quali, sulla sinistra, quella raffigurante Sant'Agnese, giovinetta romana che subì il martirio sotto il Regno dell'Imperatore Decio.
Nella vicinanze della macchina é disposto il coro, luogo entro il quale le monache di clausura esercitavano i loro rituali religiosi. Al centro si trova la tela settecentesca raffigurante la Madonna con Bambino, Santa Chiara e San Francesco d'Assisi.
Gli altari disposti sul lato sinistro sono dedicati rispettivamente, a San Michele Arcangelo e alla Vergine Immacolata. Sulle pareti della navata sono disposti differenti dipinti compresi tra la seconda metà del XVIII secolo e i primi anni del XIX, raffiguranti la Madonna del Rosario; San Gioacchino con Sant'Anna e, infine la Presentazione di Gesù bambino al vecchio Simeone.
Sulla destra é disposto un bel pulpito pentagonale in legno intagliato, dorato e policromo. Dopo il pulpito, seguono altri due altari, dedicati rispettivamente a Cristo e a Sant'Anna.
9) CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
La Chiesa di San Giovanni Battista, rappresenta una delle testimonianze artistiche principali della città medievale, in grado di mettere in relazione tra loro gli elementi tipici del romanico, con quelli del gotico. Il prospetto costituisce in realtà la facciata laterale, in quanto quella principale venne inglobata, a partire dal 1610, nella costruzione dell'adiacente Ospedale.
Anticamente conosciuta con l'appellativo di Santa Maria La Nuova, venne destinata alle nove monache penitenti di Accon, trasferite a Matera nel 1193 dalla Palestina. Prima costruzione sacra a sorgere fuori le mura, venne portata a compimento nel 1233, venendo poi abbandonata durante l'Invasione Turca di Otranto del 1480, in quanto il luogo era ritenuto pericoloso per le monache.
Venne riaperto al culto solo a partire dal 1695, su iniziativa di Monsignor del Ryos, venendo poi abbandonato per un lungo periodo di tempo.
ESTERNO
La facciata della chiesa, molto elaborata e dalle grandi dimensioni presenta, nell'ordine inferiore, uno splendido portale, opera dei maestri scalpellini Michele del Giudice e Marco di Lauria, finemente intagliato con motivi di volute vegetali e testine scolpite mentre in alto, al centro del timpano, é un piccolo rosone circondato da figure zoomorfe scolpite.
Al di sotto del rosone é riposta una statua in pietra policroma, raffigurante San Giovanni Battista che reca in mano il Vangelo sul quale é poggiato un agnello, realizzata nel XVIII secolo.
Sulla superficie esterna dell'abside, nell'ordine superiore, é riposto un agnello scolpito che veglia sulla Chiesa mentre, nell'ordine inferiore, in posizione centrale, si trova un grande arco a tutto sesto affiancato da mensole sormontate da elefanti. Ancora più in basso, una finestra ornata da colonnine con figure zoomorfe illumina l'interno.
INTERNO
Varcando il portale principale della chiesa, si accede all'interno dalle dimensioni imponenti e dall'austero aspetto medievale. Ciò che é possibile ammirare ai giorni nostri, si deve al contributo determinante dell'Abate Marcello Morelli, che nel 1926 ha fatto rimuovere gli stucchi settecenteschi che si sovrapponevano all'elegante pietra calcarea, riportando l'ambiente alla sua originaria semplicità ed eleganza.
Presenta una pianta a croce latina distinta in tre navate, scandite da pilastri quadrilobati con semicolonne addossate. Ognuna di queste colonne é sovrastata da splendidi capitelli figurati, che presentano motivi fitomorfi, zoomorfi e vegetali, l'uno differente dagli altri. I pilastri con capitelli sorreggono grandi arcate trasversali che compongono grandi volte a crociera.
La prima cappella che si apre sulla navata sinistra, presenta l'affresco della Madonna delle Nove, risalente al XVI secolo. Sulla cimasa é riposto un gruppo scultoreo della bottega di Altobello Persio, raffiguranti l'Annunciazione e Dio Padre che reca in mano la sfera, simbolo dell'umanità.
La successiva cappella é dedicata ai Santi martiri Cosma e Damiano, rappresentati in due statue lignee, ornati da mantelli rossi e verdi, portati in processione l'ultima domenica di Settembre.
Nella stessa cappella, l'altare é sovrastato dalla tela settecentesca di Vito Antonio Conversi, raffigurante la Vergine in gloria con i Santi Antonio Abate, San Domenico, Sant'Egidio, San Cosma, San Biagio e San Vincenzo. Lungo la medesima navata, é riposta la Pietà, scultura in legno policromo realizzata nel 1888 dallo scultore Pasquale Calabrese.
Il fonte battesimale, di recente fattura, venne realizzato nel 1929 da Ercole Raduzzi. Nella stessa navata, in una nicchia, é riposta una statua in tufo del Cinquecento, raffigurante San Giovanni Battista.
10) CASTELLO TRAMONTANO
A valle della città si erge l'imponente struttura fortificata del Castello Tramontano, realizzata a partire dai primi anni del Cinquecento su commissione del Conte di Matera Gian Carlo Tramontano.
Edificato secondo lo stile architettonico degli Aragonesi, il maniero venne ideato con lo scopo di difendere la città. Rimase incompiuto a causa dell'assassinio del Conte durante la sommossa popolare del 29 dicembre 1514.
Nella muratura esterna della struttura é posto lo stemma cittadino. Il Castello, mai abitato, é in corso di restauro, mentre la zona circostante il maniero é oggetto di riqualificazione con la realizzazione di un parco cittadino.
B) I SASSI E LA CITTA' SOTTERRANEA
Una volta dedicata la vostra attenzione alla città in superficie, occorre prendere in considerazione le ricchezze offerte dal sottosuolo della murgia materana, lo sperone roccioso su cui si erge la città.
L'esplorazione del sottosuolo del centro storico, consente di andare alla scoperta di vere meraviglie sotterranee che comprendono abitazioni private, magazzini e chiese decorate con antichi affreschi. Il post si pone l'obiettivo di spiegare ciò che é possibile visitare e le potenzialità offerte dalla città. La visita alla maggior parte delle chiese rupestri é possibile, per la maggior parte, solo con la prenotazione di tour guidati. All'interno di alcuni siti rupestri, che verranno opportunamente indicati, non é possibile fare foto.
11) CHIESE RUPESTRI DI SANTA MARIA DE IDRIS E SAN GIOVANNI IN MONTERRONE
La visita alle chiese rupestri di Matera, può avere inizio dalla struttura ritenuta più rappresentativa, che si erge sulla sommità del Sasso Barisano, ossia la Chiesa di Santa Maria de Idris, e quella contigua dedicata a San Giovanni del Monterrone. Le due chiese si presentano l’una dentro l'altra, in un ambiente di grande suggestione.
CHIESA DI SANTA MARIA DE IDRIS
La Chiesa Rupestre di Santa Maria de Idris risulta, per metà, scavata nella roccia e, per l'altra metà, edificata successivamente al crollo della volta a botte avvenuta prima del XVI secolo. Sul masso roccioso che fiancheggia la chiesa, si erge il piccolo campanile.
L'interno presenta un aspetto molto semplice, privo di elementi decorativi degni di nota. Un tempo le pareti dovettero essere interamente affrescate. Parte di tali affreschi sono stati distaccati all'inizio degli anni Settanta del XX secolo ad opera della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici a causa delle pessime condizioni di conservazione e dell'elevato tasso di umidità.
Sull'altare della chiesa é riposto un affresco del XVII secolo raffigurante la Madonna con Bambino. Sulla destra é raffigurato Sant'Eustachio, Patrono della città, ritratto nell'atto della sua conversione, quando, andando a caccia, si ritrova dinanzi un cervo con una croce d'oro tra le corna.
Sulla destra dell'affresco é rappresentato un Presepe, poi Sant'Antonio Abate, risalenti al XVII secolo.
Proseguendo la visita sulla destra, dopo l'angolo del muro, é possibile ammirare l'affresco di una Crocifissione che ha come sfondo la città di Matera. In basso uno stretto cunicolo conduce ad un'antica cisterna. Sulla sinistra dell'altare maggiore é presente un affresco della Madonna Annunziata mentre, sulla parete adiacente a sinistra, un altro affresco rappresenta San Michele Arcangelo che calpesta il demonio, ove il diavolo viene rappresentato con fattezze umane e non sotto forma di demonio.
CHIESA DI SAN GIOVANNI IN MONTERRONE
Percorrendo un buio cunicolo si raggiunge la Chiesa di San Giovanni in Monterrone. Inizialmente le due chiese erano divise da un sottile tramezzo di tufo. Il passaggio é arricchito da pregevoli affreschi, realizzati tra il XII e il XIII secolo.
Sulla parete sinistra si trova un affresco raffigurante il Cristo Pantocratore risalente al XII secolo, rappresentato nell'atto di sorreggere un Vangelo aperto, con un testo scritto in greco.
In alto, su di un arco mozzato, é affrescato un Santo monaco non identificato, risalente al XIII secolo. Di fronte a questo é posto San Nicola, Vescovo di Mira, in Turchia, le cui ossa furono trasferite a Bari e oggi custodite nella basilica a lui consacrata. L'affresco risale al XIV secolo.
Uscendo da un cunicolo, ci si ritrova nell'ambiente adibito a cripta, riccamente affrescata. Nella rientranza di fronte, sulla sinistra, é raffigurata un'Annunciazione del XIII secolo mentre, dinanzi ad essa un affresco raffigurante San Giacomo Minore posto all'interno di una cornice ad arco del XIII secolo. A fianco ad esso é posto un ulteriore affresco raffigurante San Pietro della metà del XIII secolo.
Tali affreschi sono stati attribuiti al maestro della Bruna. In basso a destra é affrescata la stella di Davide mentre, sulla sinistra un Crocifisso, e particolari graffiti lasciati dai pellegrini che, diretti in Terra Santa, erano di passaggio a Matera. Sulla destra, svoltando l'angolo, sono affrescati i Santi Gerolamo e Apollonia. Segue poi un affresco raffigurante la Madonna Odigitria, raffigurata nell'atto di indicare il Bambino. Sulla parete opposta della chiesa é riposto l'affresco più recente del complesso, raffigurante il Cristo e Sant'Agnese, che subì il martirio sotto l'Imperatore Decio, protettrice delle fanciulle e delle vergini.
12) CHIESA RUPESTRE DI SANT'AGOSTINO A CASALNUOVO
Il Complesso monastico di Sant'Agostino domina il Sasso Barisano dalla sommità di uno sperone roccioso. Il Complesso venne fondato dai Monaci Eremitani nel 1592. Gli agostiniani edificarono la struttura al di sopra di un antico ipogeo consacrato a San Guglielmo, risalente all'XI secolo.
Nel 1750 la chiesa venne consacrata da Monsignor Antonio Antinori. Il nucleo originario del complesso é ubicato al di sotto della struttura attuale, composto da ambienti ipogei destinati alla vita conventuale.
Sulla destra dell'altare maggiore é ubicata la cripta, ossia la chiesa ipogea consacrata al culto di San Guglielmo da Vercelli. Nella parete destra si trovano resti di affreschi, i più recenti dei quali vengono fatti risalire al XVII secolo, tra i quali si distinguono una Madonna con Bambino, una Consegna della regola di Sant'Agostino e una Trinità, raffigurante Padre e Figlio incoronati con la Colomba dello Spirito Santo su una sfera dorata.
ESTERNO
La facciata della chiesa é articolata su due ordini, uno superiore e l'altro inferiore coronate da un timpano mistilineo. Nell'ordine inferiore, si apre un portale sormontato da una nicchia ove é riposta la statua di Sant'Agostino. Al di sopra del cornicione é posta una nicchia con la statua di un Santo Vescovo Benedicente e ai lati, le statue dei Santi Pietro e Paolo. Il campanile, realizzato in pietra calcarea, é costituito da un parallelepipedo, ove su ogni faccia si apre una finestra.
INTERNO
La chiesa presenta una piata a croce latina, a navata unica con altari laterali che si aprono sulle pareti, su cui si aprono nicchie separate tra loro da pilastri ornati in sommità da capitelli impreziositi con motivi a foglie d'acanto.
Gli altari che ornano la chiesa, sono stati realizzati con differenti materiali, tra i quali marmo policromo e stucco bianco, opera di maestranze napoletane nel corso del biennio 1748 - 1749. Il primo altare a sinistra, é realizzato in pietra intagliata e dipinta in stile tardobarocco. L'altare é sovrastato da una tela incorniciata da motivi a putti, volute e foglie, con la rappresentazione della Maddalena, San Giovanni Battista e la Madonna ai piedi della Croce. Nel livello inferiore dell'affresco sono raffigurate una monaca agostiniana insieme a Santa Rita.
Il secondo altare a sinistra é dedicato alla Madonna delle Grazie, realizzato con marmi policromi e intarsi che riproducono foglie e frutti. Sull'altare é riposto un affresco del 1595, raffigurante la Madonna delle Grazie con il Bambino Benedicente.
Il terzo altare della chiesa é sovrastato da una tela raffigurante San Nicola da Tolentino, che reca in mano un libro e un giglio, San Vito accompagnato da cani, la Madonna con Bambino, Sant'Apollonia e Santa Caterina rappresentata con le Anime del Purgatorio. Sulla cimasa dell'altare, é riposto un medaglione raffigurante una Croce, una Corona, un Giglio e una Palma. La statua in legno policromo raffigura Sant'Apollonia con tunica dorata e marmo rosso.
Fra il secondo e il terzo altare é riposto un pulpito ligneo del XVIII secolo. Nel braccio sinistro del transetto é riposta la statua raffigurante San Vito, risalente al XVII secolo. La statua posta sulla destra rappresenta Sant'Agostino nell'attodi scacciare l'eresia, che giace sotto i piedi nelle sembianze di una donna, risalente al XVIII secolo.
Sull'abside, in fondo al presbiterio, é riposto un coro ligneo composto da quattordici stalli. Dinanzi al coro é riposto l'altare maggiore in marmo policromo intarsiato, al di sopra del quale é posto un crocifisso ligneo del XVI secolo. Dietro l'altare é riposto un organo a canne del 1770, dorato e dipinto, opera dei Fratelli Liguori di Montemurro.
Gli altari di destra e di sinistra, in pietra scolpita e dipinta, sono sovrastati da tele. Il primo altare é sovrastato dalla tela raffigurante San Francesco da Paola, San Pasquale di Baylon, San Leonardo e, in alto, San Giuseppe e Sant'Anna. Il quadro della Madonna delle Grazie é sovrastato da due Angeli.
Il secondo altare é sormontato dalla tela della Santissima Trinità, che raffigura Sant'Agata, sulla sinistra, Santa Lucia sospesa tra le nuvole, Sant'Ilario inginocchiato e San Biagio.
Il terzo altare é sovrastato dalla tela raffigurante la Madonna delle Grazie, con in basso Sant'Agostino, Santa Monica e un Santo Vescovo. Sulla destra dell'ingresso é riposto un fonte battesimale in pietra. Sulla controfacciata é presente lo Stemma degli Agostiniani: il cuore di Gesù trafitto da una freccia con in basso un libro e una cintura.
13) CASA GROTTA DI VICO SOLITARIO
Una visita molto interessante e particolare, del sottosuolo di Matera, concerne la Casa Grotta di Vico Solitario, posta tra la Chiesa di San Giovanni in Monterrone e quella di San Pietro Caveoso.
Costituisce una semplice abitazione ipogea, che consente di comprendere gli usi, i costumi e, in particolare, la qualità della vita degli abitanti dei Sassi. L'ambiente comprende una stanza arredata, tipica di tali abitazioni. La cucina ospita il focolare, al centro della stanza é disposto un grande tavolo, sul quale veniva posto l'unico piatto dove tutti mangiavano.
Interno della Casa - Grotta di Vico Solitario
Il letto é composto da due assi di legno e il giaciglio, costituito da un materasso ripieno di foglie di granturco. Di fronte al letto é riposta la stalla che ospitava il mulo, ove sono ben visibili la mangiatoia, la cava tufacea e una cavità circolare utilizzata come letamaio.
Giaciglio della casa rupestre di Vico Solitario
Altra foto della neviera di Vico Solitario
14) CHIESA RUPESTRE DI SANTA LUCIA ALLE MALVE
La Chiesa Rupestre di Santa Lucia alle Malve, costituisce uno dei principali esempi di arte rupestre materana, conosciuta per gli splendidi affreschi custoditi al suo interno.
Primo insediamento monastico femminile dell'Ordine Benedettino, venne edificato nell'VIII secolo, e fu per molto tempo parte integrante della vita sociale di Matera, seguendone lo sviluppo storico urbanistico.
Il fronte esterno si sviluppa lungo la parete rocciosa con una serie di accessi, che consentono l'ingresso ad altrettante cavità interne. Nella zona superiore della parete, sono scolpiti a rilievo, i simboli del martirio di Santa Lucia: il calice contenente i due occhi della Santa.
L'ingresso della chiesa é posto sulla destra del complesso, composto da blocchi di tufo squadrati, terminanti con una struttura ad arco a sesto acuto.
INTERNO
L'interno della chiesa é distinto in tre navate, delle quali la navata di destra é sempre rimasta aperta al culto, mentre le altre due navate sono state trasformate in abitazioni civili e in deposito negli anni Cinquanta.
Il presbiterio, comune alle tre navate, si presentava in origine richiuso da una serie di colonne, attualmente mozzate, che scendevano dalla volta. La navata centrale era impreziosita da un'iconostasi, elemento divisorio che separa la navata principale della chiesa, detta aula, e la zona presbiteriale, ornata da sottili colonne, e da una base arricchita da affreschi.
La chiesa é decorata da affreschi antichissimi, alcuni dei quali hanno un millennio di età. Grande importanza rivestono gli affreschi che decorano le pareti laterali della navata. Degno di nota é l'affresco raffigurante la Madonna del Latte, eseguito nel 1270 dallo stesso pittore che ha dipinto la Madonna della Bruna nella Cattedrale, denominato perciò "Maestro della Buna".
L'affresco mostra la Madonna che allatta il Bambino. Per non risultare blasfemo, l'artista cui venne commissionata l'opera, ha dipinto l'affresco della Madonna con il seno decentrato e di piccole dimensioni, rispetto alla reale anatomia femminile.
Nella nicchia affianco, si trova un affresco di San Michele Arcangelo, realizzato nel 1250, raffigurato nella sua funzione di Messaggero di Dio. In una mano stringe un sigillo con iscritta una croce greca mentre, nell'altra il labaro e sotto i suoi piedi é posto il dragone attorcigliato, iconografia cristiana del diavolo.
Sul pilastro che separa la navata sinistra da quella centrale, é affrescato un Santo che reca sul capo la mitra mentre, nella mano sinistra il pastorale. L'affresco é datato intorno alla metà del XIII secolo.
In alto é raffigurato il volto di un Santo ignoto, della prima metà del XII secolo. Nell'intradosso dell'arco, posto sulla sinistra dell'ingresso sono riposti San Benedetto e Santa Scolastica mentre, accanto a San Benedetto é raffigurato San Giovanni Battista, ricoperto con la pelle di cammello che reca in mano un cartiglio con scritto un brano tratto dal Vangelo di Giovanni. I tre affreschi risalgono tutti al XIII secolo.
La parete della navata destra é impreziosita da un pannello raffigurante l'Incoronazione della Vergine, ove il Cristo pone simbolicamente la corona sul capo della Vergine. Ai lati del pannello, sono raffigurati sulla destra, San Giovanni Battista e San Pietro mentre, sulla sinistra, San Lorenzo e Santo Stefano. Nell'ordine superiore, sulla destra é rappresentata la Crocifissione di Cristo mentre, sulla sinistra, San Nicola di Mira. Tali affreschi risalgono tutti al XIV secolo.
Al lato, un affresco di Santa Lucia realizzato nel 1610 e, di seguito, San Vito dipinto con un cagnolino posto ai suoi piedi. Sulla sinistra é raffigurata una Madonna con Bambino.
All'esterno, sulla destra, una ripida scalinata conduce ad un livello inferiore della struttura, ove di aprono delle fosse nel terreno, che costituiscono tombe di una necropoli longobarda, scavate nella roccia, destinate alle inumazioni dei defunti.
15) CHIESA DELLA MADONNA DELLE VIRTU' E MONASTERO DI SAN NICOLA DEI GRECI
MADONNA DELLE VIRTU'
La Chiesa della Madonna delle Virtù é parte di un grande complesso monastico risalente all'anno 1000, e presenta la peculiarità di essere interamente scavata nella roccia di calcarenite, pertanto non presenta alcuna facciata esterna.
L'interno presenta una pianta basilicale a tre navate, scandite da grandi pilastri, che sorreggono una volta a schiena d'asino, nelle quali é scolpito ad altorilievo un matroneo, ornato da due ordini di archetti sovrapposto e colonne tortili. Gli absidi delle navate sono semicircolari, mentre la volta culmina in una vera e propria cupola circolare, con una croce greca iscritta a rilievo.
L'ingresso é posto nella navata laterale, in quanto l'originaria entrata é stata stravolta dalla realizzazione della strada di collegamento dei Sassi realizzata nel 1934. La costruzione dell'infrastruttura stradale ha comportato la necessità di dimezzare la navata sinistra ed eliminare il passaggio che dall'interno della chiesa conduceva alla cripta di San Nicola dei Greci, oggi accessibile solamente dall'esterno.
Nonostante gli affreschi della chiesa si presentino in cattivo stato di conservazione, possono essere identificati, la Crocifissione con la Vergine e San Giovanni, nell'abside centrale, risalente al XVIII secolo, mentre un'altra Crocifissione può essere individuata nella navata destra, risalente ad un periodo compreso tra il Trecento e il Quattrocento.
Alla metà della navata destra é riposta la camera quadrangolare utilizzata come cava di tufo.
MONASTERO DI SAN NICOLA DEI GRECI
Connesso alla Chiesa della Madonna delle Virtù é il Monastero di San Nicola dei Greci, utilizzato fino al 1956 come abitazione privata. Della struttura originaria é possibile riconoscere le due navate absidate parallele e un'iconostasi con struttura arcuata.
Ingresso alle due nicchie del monastero
Cunicoli sotterranei che percorrono il monastero
Nel catino absidale della navata destra é affrescata un Crocifissione trecentesca, richiusa in una cornice rossa, ove Cristo é rappresentato con il capo reclinato sul braccio destro. Ai lati della croce sono posti la Madonna e San Giovanni Evangelista, che regge il rotolo del Vangelo. Sono inoltre rappresentati dei fiori che sbocciano.
Nella navata sinistra é posto un trittico del XIII secolo, che rappresenta Santa Barbara, San Nicola e San Pantaleone che regge un cofanetto con ampolle. Accanto é affrescata una Madonna con Bambino risalente al Duecento. All'ingresso si notano affreschi posteriori, tra i quali San Pietro martire, raffigurato con i simboli del martirio e Sant'Antonio Abate, entrambi risalenti al Cinquecento.
Al livello sottostante della chiesa é possibile scendere nella cripta mentre, salendo le scale, si accede agli ambienti che compongono il secondo piano del monastero, anch'essi scavati nella roccia.
16) SITO RUPESTRE DI CORTE SAN PIETRO
Al di sotto della struttura alberghiera di Corte San Pietro, si cela un'autentica meraviglia nascosta, costituita da un ambiente caratterizzato da cisterne circolari, connesse tra loro da cunicoli sotterranei scavati nella roccia.
Le tre cisterne e i cunicoli, si trovano in perfetto stato di conservazione, e sono pienamente fruibili dai turisti, restituendo il suggestivo scenario della complessità della rete idrica celata al di sotto delle nuove case della città.
17) PARCO DELLE CHIESE RUPESTRI DELLA MURGIA MATERANA
Proprio dinanzi al centro storico della città, dall’altro lato della gravina, si estende il grande Parco delle Chiese Rupestri della Murgia Materana, che si sviluppa in un ambiente incontaminato di eccezionale bellezza, che si é conservato intatto nel corso dei secoli. Dichiarato dall’UNESCO sito Patrimonio Mondiale dell’Umanità, insieme al centro storico materano, il parco racchiude un ambiente unico al mondo, dove sono accessibili una grande quantità di chiese molto antiche, ospitate all’interno di cavità rocciose assai suggestive.
I siti rupestri tutelati sono circa centocinquanta, e ricoprono un periodo di tempo compreso tra l’Alto Medio Evo e il XIX secolo.
Il patrimonio delle chiese rupestri materane comprende tutte le componenti etniche, culturali e religiose d’Europa. Siti molto differenti tra loro, tra i quali sono ricompresi monasteri, santuari, antiche parrocchie e istituzioni vescovili, tutti enti che hanno contribuito nel tempo ad utilizzare e preservare le strutture e la memoria delle stesse chiese rupestri.
É impossibile trattare di tutte le architetture religiose rupestri presenti. Per motivi di sintesi ci limiteremo ad esaminare le tre chiese più rappresentative del parco: la Chiesa di San Falcione, l'Asceterio o Chiesa di Sant'Agnese e la Chiesa di San Vito alla Murgia.
CHIESA DI SAN FALCIONE
La chiesa, anche nota come San Cassone o Cascione o, come si evince da alcuni atti notarili della prima metà del XVI secolo, San Canio o San Canione.
L’architettura della chiesa ricalca quella delle chiese bizantine risalenti al X secolo, con aula a pianta quadrata e area presbiteriale separata da due arcate sorrette da un pilastro centrale. Il muro che circonda il complesso venne realizzato nel XIX secolo dai Conti Gattini, per convertirlo in ovile, come testimonia il doppio passaggio ove venivano fatte parlare in fila le pecore da mungere per essere contate, per questo denominato “contapecore”.
Interno della Chiesa rupestre di San Falcione
Gli ultimi lavori di restauro, eseguiti nel biennio 2020 - 2021, hanno reso gli affreschi presenti più leggibili. Tra le rappresentazioni vi sono San Nicola, un Santo Vescovo, probabilmente San Felice, mentre nella nicchia é affrescata la Presentazione di Gesù al Tempio.
ASCETERIO O CHIESA DI SANT’AGNESE
L’Asceterio di Murgia Timone, é conosciuto anche come Chiesa di Sant’Agnese o Santa Maria dell’Arco.
Vi sono dubbi sulla correttezza del termine “asceterio”, in quanto ciò presuppone la presenza di un asceta di cui le fonti storiche non narrano. Un’ipotesi é che potesse essere in realtà una chiesa dedicata a San Lupo Vescovo.
L’ingresso é costituito da un arco parabolico che immette in una piccola cella a pianta quadrata con un vano rettangolare sul fondo, dotato di giacitoio e banchina perimetrale.
Sulla parete di fondo vi sono tracce di un affresco, dalle piccole dimensioni e dai colori vivaci, probabilmente riconducibile a quello di San Lupo Vescovo, asportato nel 1962 dal Professor Rudolf Kubesch.
CHIESA DI SAN VITO ALLA MURGIA
La Chiesa di San Vito alla Murgia, anche nominata Chiesa di San Biagio Vecchio, presenta una navata interna di forma irregolare, con un coro sopraelevato.
Due archi a tutto sesto fungono da iconostasi e introducono in due presbiteri: quello di sinistra é caratterizzato da due nicchie absidali; quello di destra é sormontato da una cupoletta a cerchi concentrici, ricavata da un banco roccioso, e presenta sul fondo tre nicchie con tracce di affreschi.
Questi ultimi non risultavano leggibili, ma con i restauri del biennio 2020 - 2021, si é riusciti a riconoscere, da sinistra verso destra, Sant’Antonio da Padova, un Santo Vescovo, forse identificato con San Biagio o San Rocco.
NB. Le informazioni storiche riportate sulla città di Matera. sono state estrapolate dal post "La Storia di Matera", nel portale "TURISMO Matera.it", in www.turismomatera.it.
NB. Le informazioni sulla Cattedrale di Matera, sono state estrapolate dal post "La Cattedrale", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Chiesa di San Pietro Caveoso, sono state estrapolate dal post "San Pietro Caveoso", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Chiesa di San Francesco d'Assisi, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Francesco d'Assisi", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Chiesa del Purgatorio, sono state estrapolate dal post "Chiesa del Purgatorio", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni riportate sul Museo Nazionale "Domenico Ridola", sono state estrapolate dal post "Museo Ridola", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni riportate su Palazzo Lanfranchi, sono state estrapolate dal post "Palazzo Lanfranchi", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Chiesa di Santa Chiara, sono state estrapolate dal post "Santa Chiara", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
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NB. Le informazioni riportate sul Castello Tramontano, sono state estrapolate dal post "Castello Tramontano", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni sulle Chiese di Santa Maria de Idris e di San Giovanni in Monterrone, sono state estrapolate dai post "Madonna dell'Idris" e "San Giovanni in Monterrone", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Sant'Agostino a Casalnuovo, sono state estrapolate dal post "Sant'Agostino", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni relative alla Casa Grotta di Vico Solitario, sono state estrapolate dalla pagina "Storica Casa - Grotta di Vico Solitario", nel sito www.casagrotta.it.
NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Santa Lucia alle Malve, sono state estrapolate dal post "Santa Lucia alle Malve", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni relative alla Chiesa della Madonna delle Virtù, sono state estrapolate dal post "Madonna delle Virtù", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni relative al Monastero di San Nicola dei Greci, sono state estrapolate dal post "San Nicola dei Greci", nel portale "SASSI WEB", in www.sassiweb.it.
NB. Le informazioni relative al Parco delle Chiese Rupestri della Murgia Materana, sono state estrapolate dal post “Le Chiese Rupestri”, nel portale “Parco della Murgia Materana”, in www.parcomurgia.it.
NB. Le informazioni relative al sito rupestre di Corte San Pietro, sono state estrapolate dalla pagina ufficiale di "CORTE SAN PIETRO", in www.cortesanpietro.it.
NB. Le informazioni relative al Museo Diocesano, sono state estrapolate dalla pagina ufficiale del "MATA - MUSEO DICESANO MATERA", in www.museimatera.it.
NB. Le informazioni relative alla Cripta del Peccato Originale, sono state estrapolate dalla pagina "Cripta del Peccato Originale", in www.isassidimatera.com.

































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