STORIA
Comune italiano di 14.184 abitanti, capoluogo dell'omonima Provincia insieme a Pesaro, Urbino costituisce uno dei principali centri di sviluppo del Rinascimento italiano, maturato in città sia dal punto di vista artistico, che architettonico.
Edificata in pietra arenaria e circondata da una lunga cinta di mura in cotto, in buono stato di conservazione, presenta un centro storico ricco di edifici monumentali, testimonianze storiche e artistiche tutte da scoprire.
Le origini della città vengono fatte risalire all'epoca romana, quando per la sua posizione strategica, fu dotata di imponenti mura difensive e trasformata in una città fortificata.
Nel Quattrocento la città raggiunse il periodo di massimo splendore, divenendo feudo della Famiglia dei Montefeltro. Grazie all'accorta politica adottata da Federico Da Montefeltro, principale esponente della famiglia feudataria, Urbino beneficiò di un'intensa stagione di sviluppo artistico e architettonico.
Nel Rinascimento la città venne trasformata in un grande laboratorio d'arte, ove trovarono impiego, oltre a Raffaello, nativo proprio di Urbino, e a suo padre Giovanni Santi, artisti del calibro di Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Piero della Francesca, Leon Battista Alberti e Francesco di Giorgio Martini, che lasciarono alla città inestimabili capolavori artistici, che ancora oggi possono essere ammirati.
L'ultimo periodo di splendore della città fu il XVIII secolo, epoca in cui il Pontefice Clemente XI, poco dopo la sua elezione al soglio pontificio nel 1701, commissionò ad artisti e architetti dell'epoca, la ristrutturazione di uffici e palazzi.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico della città nasconde importanti vestigia del suo illustre passato, relativo in particolare all'epoca rinascimentale, periodo in cui in città si diede grande impulso allo sviluppo delle arti e della cultura.
Porta Santa Lucia
1) PALAZZO DUCALE
Principale monumento della città é, senza dubbio, l'imponente Palazzo Ducale, la cui realizzazione venne commissionata dal Duca Federico Da Montefeltro, tra il 1444 e il 1482.
Nonostante la scarsità dei documenti in grado di riportare le circostanze della nascita della struttura, é stato accertato che alla sua realizzazione parteciparono i più importanti artisti del Rinascimento.
Tra questi possono essere considerati gli architetti Maso di Bartolomeo, il dalmata Luciano Laurana, il senese Francesco di Giorgio Martini, e diversi artisti che contribuirono a rendere il palazzo dei Montefeltro una delle più maestose residenze signorili italiane.
All'interno del palazzo é ospitata la Galleria Nazionale delle Marche, che ospita importanti tele di vari artisti attivi nella Regione.
ESTERNO
La struttura del palazzo ebbe due principali fasi di sviluppo: il nucleo più antico, conosciuto con il nome di "Appartamento della Jole", venne edificato su commissione del Conte Guidantonio da Montefeltro, padre di Federico.
La facciata, realizzata dall'Architetto Luciano Laurana, presenta due maestosi torrioni cilindrici mentre, nel 1474, l'Architetto senese Francesco di Giorgio Martini progettò il particolare impianto idrico.
Nel XVI secolo, quando ai Montefeltro succedettero i Della Rovere, il palazzo venne nuovamente ampliato, con l'aggiunta di un secondo Piano Nobile.
Cortile d'onore
Loggiato del cortile d'onore
Cisterna del cortile d'onore
INTERNO
L'interno del palazzo é composto da due piani, ove é possibile visitare tre importanti percorsi espositivi, tra i quali il Muso Lapidario, gli Appartamenti Ducali e la Galleria Nazionale delle Marche, ove sono esposte tavole, tele, incisioni, arazzi, arredi lignei intarsiati e altre opere, tutte riferibili ad un periodo compreso tra il Trecento e il Seicento.
MUSEO LAPIDARIO
Nel Museo Lapidario sono esposti importanti materiali archeologici, portati a Urbino per volontà del Cardinale Giovan Francesco Stoppani, che mantenne la carica in città dal 1747 al 1756.
Il Cardinale commissionò le opere di allestimento del percorso espositivo all'erudito pesarese G. B. Passeri e all'Architetto riminese G. F. Buonamici.
Il museo venne inaugurato l'8 Settembre 1756: durante l'evento venne dedicata al Cardinale Stoppani l'iscrizione oggi conservata nella prima sala del museo.
Nell'attuale allestimento le lapidi commemorative in pietra sono collocate in ventidue specchi lungo le pareti, mentre altre tipologie di materiali, tra i quali urne, cippi e lapidi funerarie, sono conservate nelle cinque sale del museo.
APPARTAMENTI DUCALI
Al primo piano si trovano la Sala dei Banchetti, la Biblioteca e l'Appartamento Privato del Duca, ove sono ospitati capolavori del Quattrocento.
Caminetto decorato nell'appartamento del Duca
Appartamento privato del Duca
Aquila simbolo del Duca Federico
Studiolo del Duca Federico da Montefeltro
Soffitto a lacunari lignei dello studiolo
Arredi lignei intarsiati dello Studiolo
Decorazione lignea a intarsio del mobilio
Altre tarsie lignee del mobilio dello studiolo del Duca
Le sale di rappresentanza custodiscono opere di Leon Battista Alberti, Paolo Uccello e arazzi realizzati da Raffaello.
Successivo all'Appartamento Privato del Duca, é l'Appartamento della Duchessa, ove sono conservate splendide tele realizzate da Raffaello e Tiziano.
Appartamento della Duchessa
Camino in pietra decorato nell'Appartamento della Duchessa
Decorazione a rilievo del fregio del camino in pietra
Tela della Resurrezione di Tiziano Vacelio
Tela del Ritratto di Nobildonna di Raffaello
Tela della Città Ideale, di autore sconosciuto
Sala degli Arazzi
GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE
Al secondo piano sono custodite altre opere d'arte di artisti che hanno frequentati l'ambiente culturale marchigiano. Tra questi, degno di nota sono Orazio Gentileschi, di origine marchigiana, Francesco Guerrieri e Giovan Battista Salvi detto "il Sassoferrato".
Seguono alcune opere di Giovanni e Bartolomeo Zuccari, originari di Sant'Angelo in Vado, centro marchigiano a poca distanza da Urbino, dell'urbinate Federico Barocci, e le opere cinquecentesche del Tintoretto.
Sono inoltre presenti le opere della Collezione Volponi, donata alla Galleria Nazionale dal collezionista Paolo Volponi in memoria del figlio Roberto, tragicamente scomparso in un incidente aereo. La collezione é costituita, in particolare, da opere del Seicento romano, tra le quali spiccano quelle di Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Guercino e Mattia Preti.
La sezione settecentesca é incentrata sul pontificato di Clemente XI, Cardinale Giovanni Francesco Albani, nativo di Urbino, che s'impegnò molto a portare in città i migliori artisti dell'epoca, donando al centro storico un nuovo periodo di splendore.
Altre sezioni espositive più specifiche, poste all'interno del palazzo, sono il Gabinetto dei Disegni, ove sono esposte opere del Domenichino e di Annibale Carracci e, infine, la Galleria del Pasquino e la sala attigua, ove viene conservata una ricca collezione di ceramiche, prodotte nel territorio comprensorio urbinate e, in generale, nel territorio del Montefeltro.
2) CASA NATALE DI RAFFAELLO
La casa dove il grande pittore Raffaello nacque nel 1483, venne edificata nel XV secolo, e acquistata nel 1460 da Giovanni Santi, padre dell'artista, umanista, poeta e scrittore alla corte dei Montefeltro.
Proprio nella corte dei Signori di Urbino aveva luogo la bottega del padre, ove Raffaello apprese le prime nozioni di pittura.
Acquistata nel 1635 dall'Architetto urbinate Muzio Oddi, nel 1873 divenne la sede dell'Accademia Raffaello, fondata nel 1869 da Pompeo Gherardi, con lo scopo di promuovere ricerche e studi relativi alla vita del pittore.
Esterno della casa natale di Raffaello Sanzio
INTERNO
La palazzina é composta da più piani: al primo piano é posta un'ampia sala con soffitto a cassettoni, dove é conservata la tela dell'Annunciazione di Giovanni Santi, insieme alle copie ottocentesche delle tele raffaellesche della Madonna della Seggiola e la Visione di Ezechiele.
In una stanza attigua dalle esigue dimensioni, ritenuta il luogo di nascita del pittore é collocato l'affresco della Madonna con Bambino, attribuito a Giovanni Santi. Sono anche presenti un disegno attribuito al Bramante, e una raccolta di ceramiche rinascimentali, deposito temporaneo della Collezione Volponi.
Al piano superiore, sede dell'Accademia, sono conservati manoscritti, ritratti e monete, tutti oggetti appartenenti al XIX secolo.
3) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
La Cattedrale di Santa Maria Assunta, principale edificio religioso della città e della diocesi urbinate, venne edificata intorno al 1063, su commissione del Vescovo Beato Mainardo, e consacrata a Maria Assunta in Cielo.
Nel Quattrocento Federico da Montefeltro ne ordinò la riedificazione, su progetto di Francesco di Giorgio Martini. Nonostante ciò le modifiche strutturali e le ricostruzioni non ebbero termine, e alla fine del XVIII secolo, la chiesa venne nuovamente riedificata, fino ad assumere l'attuale aspetto neoclassico, su progetto dell'Architetto Giuseppe Valadier.
ESTERNO
L'esterno del duomo presenta una facciata in pietra, progettata dall'Architetto Morigia, che contrasta con le strutture in mattoni che caratterizzano le costruzioni circostanti.
Il campanile, coevo alla facciata risale al XVIII secolo. Sulla facciata sono state riposte sette statue di Santi, tra cui si può notare quella di San Crescentino, Patrono della città.
Lungo il fianco sinistro é posto un portico realizzato nel 1621 su progetto di Muzio Oddi, in fondo al quale si accede all'Oratorio della Grotta.
Esterno del Duomo di Urbino con portico di Maurizio Oddi del 1621
INTERNO
L'interno, edificato su disegno di Giuseppe Valadier, presenta una pianta a croce latina, in stile neoclassico, distinto in tre navate.
Interno del duomo, in stile neoclassico, a tre navate
La navata centrale, di dimensioni maggiori, termina con un abside semicircolare ove si trova l'altare maggiore, al di sopra del quale é riposta la tela della Madonna Assunta di Cristoforo Unterberger, e le statue in bronzo forgiate da Camillo Rusconi.
Tra le principali tele presenti nella chiesa, possono essere considerate quelle raffiguranti la Traslazione della Santa Casa di Loreto, di Claudio Ridolfi, il Martirio di San Sebastiano realizzata da Federico Barrocci e quella dell'Annunciazione di Raffaello Motta.
Cappella barocca del duomo
Stucchi della volta della cappella barocca
Tela della Natività nella cappella barocca
Seconda cappella barocca del duomo
Volta a botte della seconda cappella decorata in stucco
La cupola emisferica é affrescata con la rappresentazione dei Quattro Evangelisti, attribuita a differenti pittori.
Cupola emisferica del duomo, sovrastante il presbiterio
Nella cripta del duomo é presente l'Oratorio della Grotta, con accesso esterno alla chiesa, ove viene conservata la scultura del Cristo Morto e Madonna, opera di Giovanni Bandini.
4) MUSEO DIOCESANO
Nell'aula della Cattedrale adibita a Sagrestia é allestito il Museo Diocesano, dedicato alla Famiglia Albani. L'esposizione custodisce vari arredi sacri e oggetti liturgici, tra i quali il Tesoro del Duomo, costituito da suppellettili sacre donate, in particolare, dal Pontefice Clemente XI, tra i quali Corali Miniati del Quattrocento.
5) CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO
L'edificazione della Chiesa e del Convento di San Francesco, vengono fatte risalire alla seconda metà del Trecento.
Inizialmente realizzata come struttura a due navate, venne poi profondamente modificata con una serie d'interventi apportati tra il 1532 e il 1751.
ESTERNO
Nonostante la facciata si presenti in stile romanico, dell'antica chiesa resta solo il portale maggiore, ornato da decorazioni e fregi eseguiti dall'artista Costantino Trappola nel biennio 1516 - 1517.
L'ordine inferiore della facciata presenta un portico con tre arcate a tutto sesto separate da pilastri a sezione ottagonale, mentre l'ordine superiore é rimasto incompleto.
Portico ad arcate della Chiesa di San Francesco
La torre campanaria, perfettamente conservata nel corso del tempo, presenta una struttura in muratura, ove si aprono finestre bifore e impreziosita da curvature ad arco, conci di pieta e bianche fasce realizzate in Pietra del Furlo, che conferiscono alla facciata maggiore grazia e leggerezza.
INTERNO
L'interno é in stile romanico, distinto in tre navate, di cui la centrale di dimensioni maggiori rispetto a quelle laterali.
Interno neoclassico a tre navate
Abside semicircolare
Nella chiesa sono riposte le spoglie mortali di illustri personaggi urbinati, tra i quali i genitori di Raffaello, i pittori Timoteo Viti e Federico Barocci, l'Architetto Giovan Battista Comandino e l'artista Bernardino Baldi.
La cripta presenta diciotto altari con i sacelli appartenenti alle famiglie nobili di Urbino, come le Famiglie Biancalana, Boni, Palma, Buffi e tanti altri.
Tra le opere ivi conservate, possono essere considerate, nella zona del coro, la tela del Barocci raffigurante il Perdono di Assisi, un Crocifisso attribuito al Salimbene, un affresco del XV secolo e il Cristo Morto riposto nella Cappella Paltroni.
Crocifisso ligneo del Salimbene
Ambone scolpito della chiesa
Corpo di un Santo nella Chiesa di San Francesco
6) CHIESA DI SAN DOMENICO
La Chiesa di San Domenico venne consacrata nel 1365 e, dopo il rifacimento del XVIII secolo, tra gli elementi medievali presenti nella facciata, sono ancora visibili il fregio in cotto e, nell'ordine superiore, l'oculo centrale, ornato con motivi vegetali.
DESCRIZIONE
Nell'ordine inferiore della facciata, si apre il portale maggiore, sovrastato da una lunetta raffigurante la Madonna con Bambino e Santi di Luca Della Robbia. Per garantirne una migliore conservazione, la lunetta originale é attualmente conservata nelle sale espositive del Palazzo Ducale mentre, nella facciata della chiesa, é stata riposta una copia.
L'interno é a navata unica, completamente riedificato nel XVIII secolo, ha purtroppo perduto gran parte delle decorazioni ad affresco che ne abbellivano le pareti interne.
Nell'arco trionfale sono riposte due tele di Francesco Vanni, entrambe raffiguranti gli Angeli.
L'altare maggiore é sovrastato da una tela di Giovanni Conca, raffigurante la Madonna con Bambino, San Domenico, Santa Caterina da Siena e Santa Rosa da Lima.
Attualmente la chiesa é sconsacrata, ed é aperta alle visite solo in occasione delle mostre d'arte e delle manifestazioni culturali che periodicamente ospita.
7) ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Tra le principali attrazioni che possono essere visitate nel centro storico di cittadina, degno di nota é l'Oratorio di San Giovanni Battista, che costituisce una delle manifestazioni principali della pittura gotica della Regione.
DESCRIZIONE
Edificata come sede ufficiale dell'omonima confraternita, presenta una struttura a pianta quadrangolare, coperta da un soffitto ligneo a carena di nave, mentre la facciata del complesso, restaurata nel 1900, venne edificata su progetto dell'Architetto urbinate Diomede Catalucci.
L'interno venne affrescato dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da Sanseverino che, coadiuvati da Cola da Camerino e Gentile da Fabriano, realizzarono uno tra i più straordinari cicli di affreschi dell'intera Regione.
Gli affreschi della parete destra rappresentano le Scene della vita di San Giovanni Battista. Nella parete di fondo, ove si trova l'abside, é affrescata una grande Crocifissione del 1416, firmata e datata.
La parete di sinistra é affrescata con la rappresentazione della Madonna dell'Umiltà, mentre gli affreschi che completano la decorazione dell'Oratorio, sono attribuibili a diversi autori, tra i quali probabilmente Antonio Alberti da Ferrara, deceduto nel 1449.
8) ORATORIO DI SAN GIUSEPPE
L'Oratorio é sede dell'omonima Confraternita, nata agli inizi del XVI secolo ad opera del padre francescano Gerolamo Recalchi da Verona.
I primi confratelli si riunirono in ambienti di piccoli dimensioni posti nelle vicinanze del luogo in cui sorge l'odierno Oratorio di San Giovanni Battista. In seguito, verso il 1503, si avvertì l'esigenza di dotare la Confraternita di una propria sede.
Tra le personalità più legate alla Confraternita, vi furono i membri della Famiglia Albani, tra i quali figurano il Pontefice Clemente XI e il Cardinale Annibale Albani. Grazie al loro contributo, l'Oratorio divenne uno dei più ricchi scrigni dell'arte rinascimentale della città.
DESCRIZIONE
L'interno dell'oratorio, é costituito da un'unica aula rettangolare, con la superficie completamente ricoperta da affreschi, sulle pareti laterali, sulla volta e nell'abside, realizzati dal pittore urbinate Carlo Roncalli.
Dello stesso artista sono le quattro grandi tele che ornano le pareti laterali, raffiguranti gli Episodi della Vita di San Giuseppe, tra i quali lo Sposalizio della Vergine, la Nascita di Cristo, la Fuga in Egitto e il Transito di San Giuseppe.
L'altare maggiore é dominato da una grande edicola marmorea, donata alla città dal Pontefice Clemente XI nel 1732, ornata da due pregevoli colonne in porfido rosso, provenienti dal Pantheon di Roma, al cui centro é collocata una statua in marmo bianco raffigurante San Giuseppe, realizzata da Giuseppe Lironi, proveniente dalla Basilica di San Giovanni in Laterano.
L'interno dell'Oratorio conserva inoltre una statua della Natività di Gesù Cristo, realizzata in tufo e pietra pomice tra il 1545 e il 1550, dallo scultore Federico Brandani. L'intera cappella ove é conservata la statua é ornata da un rivestimento in tufo, al fine di ricreare, nel modo più fedele possibile, l'ambiente della grotta.
Nella sagrestia é possibile osservare ritratti settecenteschi di illustri confratelli e un armadio ligneo intarsiato, con le scene delle vedute dei paesaggi.
9) FORTEZZA ALBORNOZ
La visita alla città ha termine, con i possenti bastioni della Fortezza Albornoz, imponente fortificazione posta sulla vetta del Monte San Sergio, punto più elevato del centro storico.
La fortezza deve il suo nome al Cardinale Egidio Albornoz, a cui tradizionalmente viene attribuita la realizzazione della struttura, anche se alcuni studi attribuiscono la paternità dell'opera al suo successore, il Cardinale spagnolo Grimoard.
Fu realizzata nella seconda metà del XIV secolo in funzione difensiva, in quanto la precedente rocca medievale, allora esistente, non venne più ritenuta idonea per la difesa della città.
Nel corso dei secoli venne più volte distrutta e riedificata: nei primi anni del Cinquecento, epoca della realizzazione delle mura commissionate dal Pontefice Giulio II Della Rovere, la fortezza venne raccordata con la cinta muraria medievale della città.
Nel 1673 la proprietà della fortezza fu ceduta all'Ordine dei Carmelitani Scalzi, che risiedettero nel vicino Convento, oggi sede dell'Accademia delle Belle Arti. Nel 1799, in piena epoca napoleonica, la rocca venne riedificata e adattata alle esigenze militari del tempo. In seguito, con la caduta di Napoleone, tornò in possesso dell'ordine carmelitano.
DESCRIZIONE
La struttura, completamente realizzata in laterizio, presenta una pianta rettangolare, rinforzata da possenti strutture angolari, come bastioni e due torri semicircolari.
Rampa elicoidale della Fortezza Albornoz
Pozzo centrale della fortezza
Al suo interno é oggi ospitato il percorso espositivo del Museo "Bella Gerit", distinto in due sezioni, l'una riservata all'esposizione dei rinvenimenti archeologici, l'altra alla storia dell'equipaggiamento di battaglia, in uso tra il 1300 e il 1500.
Sin dal 1975 la struttura in superficie della rocca é stata adibita a parco pubblico, dedicato alla Resistenza.
NB. Le notizie storiche riportate, sono state estrapolate nel post "Urbino, il centro storico. Urbino, culla del Rinascimento intatta nel tempo", nella pagina Internet "ITALIA.IT", in www.italia.it.
NB. Le informazioni riportate sulla storia e sull'esterno del Palazzo Ducale, sono state estrapolate dal post "Palazzo Ducale", sulla pagina Internet "LET'S MARCHE! BEAUTIFUL LAND OF COURSE", in www.let'smarche.it.
NB. Le informazioni riportate sull'interno del Palazzo Ducale, sono state estrapolate dal post "PALAZZO DUCALE", nella pagina Internet "Visite Guidate a Urbino e Gradara", nel sito www.guideturisticheurbino.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Museo Lapidario, all'interno del Palazzo Ducale, sono state estrapolate dal post "Museo Lapidario", nella pagina ufficiale della "REGIONE MARCHE", nel sito www.regione.marche.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Casa Natale di Raffaello, sono state estrapolate nel post "Casa Natale di Raffaello", nella pagina Internet "LET'S MARCHE! BEAUTIFUL LAND OF COURSE", in www.let'smarche.it.
NB. Le informazioni sulla Cattedrale di Santa Maria Assunta e sul Museo Diocesano, sono state estrapolate nel post "Cattedrale di Santa Maria Assunta", nella pagina Internet "LET'S MARCHE! BEAUTIFUL LAND OF COURSE", in www.letsmarche.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa e Convento di San Francesco, sono state estrapolate dal post "Chiesa di S. Francesco", nella pagina Internet "Turismo Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Domenico, sono state estrapolate dal post "Chiesa di S. Domenico", nella pagina Internet "Turismo Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Oratorio di San Giovanni Battista, sono state estrapolate dal post "Oratorio di San Giovanni Battista", nella pagina Internet "LET'S MARCHE! BEAUTIFUL LAND OF COURSE", in www.letsmarche.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Oratorio di San Giuseppe, sono state estrapolate dal post "Oratorio di San Giuseppe", nella pagina Internet "LET'S MARCHE! BEAUTIFUL LAND OF COURSE", in www.letsmarche.it.
NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Fortezza Albornoz, sono state estrapolate dal post "Fortezza Albornoz e Parco della Resistenza", nella pagina Internet "Turismo Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.















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