STORIA
Monteleone di Spoleto é un Comune italiano di 586 abitanti della Provincia di Perugia, all'interno del comprensorio della Valnerina, non lontano dal tracciato dell'antica Via Consolare Flaminia, oggi SS3.
Il centro storico medievale conserva evidenti tracce del suo passato, non solo dal punto di vista artistico, ma anche relative alla vita quotidiana delle famiglie, caratteristica che lo rende un paese dove la storia e le epoche passate sono non solo visibili, ma anche percepibili, semplicemente percorrendo i vicoli del borgo antico.
Proprio per queste sue caratteristiche, Monteleone di Spoleto é stato inserito nella lista dell'associazione privata de "i Borghi più Belli d'Italia", oltre ad essere stato varie volte promosso anche nelle trasmissioni televisive. Caratteristica peculiare del centro storico é la sua posizione geografica: sorge a ben 978 m.s.l.m., caratteristica che ne fa il Comune più elevato della Regione Umbria.
Il territorio é caratterizzato dalla presenza di elevate cime montuose, tra le quali il Monte Coscerno e il Monte Aspra ad ovest e, infine, il Monte Cornuvolo ad est, luogo di nascita del Fiume Corno, affluente di sinistra del Nera.
Il territorio di Monteleone di Spoleto venne abitato già nell'epoca preromana, da popolazioni umbre, etrusche e sabine. Ciò é stato verificato grazie al ritrovamento, sul pendio settentrionale del Colle del Capitano, di una necropoli etrusca, composta da quarantaquattro tombe, nelle quali venne rinvenuto un ricchissimo corredo funerario. La principale testimonianza di epoca etrusca é la Biga Etrusca di Monteleone, rinvenuta nel 1902 proprio sul Colle del Capitano, oggi conservata al Metropolitan Museum di New York.
Durante la dominazione romana, Monteleone era probabilmente un oppuidum, cioè un villaggio periferico amministrato dal municipium di Interamna Nahars, corrispondente all'odierna città di Terni.
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e la Guerra Greco - Gotica (545 - 554), il territorio entrò in possesso dei Longobardi e, in particolare del Ducato di Spoleto.
Con il ritorno in Valnerina del Conte Attone, intorno all'880, vennero edificati numerosi Castelli con funzione difensiva, tra i quali Arrone e lo stesso Monteleone di Spoleto. Nel 1228 il Castello venne distrutto, per poi essere integralmente riedificato nel 1265 dalla famiglia feudataria dei Tiberti, d'ispirazione ghibellina, con l'aiuto provvidenziale del Comune di Spoleto. Con le nuove guerre che opposero gli Svevi del Re Manfredi agli Angioini di Carlo d'Angiò per il dominio dell'Italia meridionale Monteleone, minacciata dalle scorrerie delle truppe Sveve, si sottomise volontariamente a Spoleto.
Nel 1326 Monteleone si affrancò dal dominio spoletino, per passare sotto il diretto controllo della Santa Sede, guadagnandosi l'autonomia amministrativa, e venendo riconosciuto come Libero Comune.
Il Castello era distinto, così come ai giorni nostri, in Terzieri, tra i quali, ciascuno con una propria chiesa principale: San Nicola, Santa Maria e San Giacomo.
Nel XV secolo anche Monteleone fu teatro delle lotte tra la fazione guelfa e quella ghibellina. Nel 1527, durante il Sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi di Carlo V, il ghibellino Sciarra Colonna, nemico del Pontefice Clemente VII Medici, assoggettò con la forza anche Monteleone. Quando poi il Pontefice, rifugiatosi a Orvieto, tornò a Roma, anche Monteleone venne nuovamente occupata dalle truppe spoletine.
Dopo anni di distruzioni causate dagli eventi bellici, nel 1535 i monteleonesi cacciarono il Podestà impostogli dagli spoletini, e tornò ad essere Libero Comune. Fu in tale periodo che venne eretto il mercato, di cui oggi restano significative testimonianze.
Nonostante l'autonomia, Spoleto continuò di fatto, a tenere sotto controllo la vita politica ed economica dei monteleonesi che, stanchi dell'occupazione, si ribellarono nuovamente. Stavolta la reazione spoletina fu decisamente più determinata: gli spoletini devastarono i raccolti delle famiglie monteleonesi, mettendo a soqquadro l'intero territorio.
Per risolvere definitivamente la questione, Monteleone fece appello a Paolo IV di liberarli da dominio spoletino, cosa che infine si verificò. Da questo momento in poi, Monteleone non fu più soggetto alla dominazione spoletina, divenendo un avamposto militare contro le incursioni del Regno di Napoli.
Dal 1562 al 1565, con il governo di Alberto Cibo, Signore di Massa, Monteleone visse il suo periodo di massimo splendore: si provvide al restauro dei casali, alla ricostruzione delle chiese e alla sistemazione delle contese territoriali, il commercio si sviluppò, e il borgo visse un periodo di pace e sviluppo economico. Tale periodo di prosperità venne bruscamente interrotto dal terremoto del 1703, lo stesso che rase al suolo la città dell'Aquila.
Con la Rivoluzione Francese e le Campagne Napoleoniche, nel 1798 Monteleone entrò a far parte del territorio del Cantone di Cascia, perdendo il riconoscimento di Comune autonomo. Tornò in possesso dello Stato Pontificio il 26 Giugno del 1800. Nel 1817 con l'adozione dell'Editto del Cardinal Consalvi, Monteleone entrò a far parte del Comune di Cascia. Successivamente il territorio comunale venne spartito tra i comuni di Spoleto e Rieti.
Nel 1849 transitò a Monteleone Giuseppe Garibaldi, diretto a Roma al fine di difendere la Repubblica Romana. A seguito del plebiscito del 4 Novembre 1860, Monteleone di Spoleto, insieme a tutta l'Umbria, entrò a far parte del Regno d'Italia. Con l'istituzione della Provincia di Terni nel 1927, Monteleone rimase nel territorio della Provincia di Perugia.
Borgo medievale di Monteleone di Spoleto
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Monteleone di Spoleto vanta un centro storico ben restaurato a seguito degli eventi sismici che colpirono il centro Italia nel 2016, e si caratterizza per la presenza, anche nei suggestivi vicoli, d'importanti tracce del suo passato, risalenti sia all'epoca medievale, che all'epoca rinascimentale, riconoscibile, in particolare, sui portali dei palazzi gentilizi.
Piazza principale del borgo
Vicolo del centro storico
Vicolo del centro storico
1) PORTA SPOLETINA
L'accesso al centro storico vero e proprio, avviene oltrepassando la Porta Spoletina, rivolta a sud, verso la città di Spoleto.
La porta si presenta come un'apertura ogivale all'interno di una struttura a torre. Nella chiave di volta dell'arco é scolpito lo stemma comunale, raffigurante un leone rampante su cinque monti.
La copertura é costituita da un tetto a falda, coronato da beccatelli, utilizzati per garantire il sostegno di una struttura sporgente, non più esistente. La porta appartiene alla terza e ultima cinta muraria, eretta nel XV secolo a protezione del borgo.
Costituisce l'inica porta di accesso al centro storico, ad aver mantenuto la sua originaria struttura turrita.
La parte inferiore della struttura é in conci di pietra regolari, mentre la sezione superiore, presenta una struttura in conci di pietra irregolari.
Porta Spoletina
Arco di accesso a sesto acuto di Porta Spoletina
Mura medievali che cingono il centro storico
2) PALAZZO RAINALDI BERNABEI
Riconoscibile per il maestoso portale che affaccia sul corso principale, il Palazzo Rainaldi - Bernabei é il risultato dell'accorpamento di più corpi edilizi, uno dei quali risalente al XV secolo.
La facciata del palazzo che dà sul corso, risale invece al XVIII secolo, e presenta due portali gemelli in pietra lavorati in bugnato, e sovrastati entrambi dallo stemma comunale di Monteleone di Spoleto.
Palazzo Rainaldi - Bernabei
Lo stemma della Famiglia Rainaldi é visibile sia nell'angolo superiore dello spigolo sinistro, che nella ringhiera del balcone di sinistra. L'ordine superiore della facciata, presenta due file di finestre, separate da una fascia marcapiano.
La cornice del tetto presenta motivi decorativi in stucco.
Portale del palazzo, sovrastato dallo stemma comunale
3) PORTA DI SAN GIACOMO
Altra porta che si apre sulle mura del borgo, rivolta a nord, é la Porta di San Giacomo, nota in precedenza come Porta della Fonte, poiché da essa parte un tracciato che conduce alla Fonte di Nempe.
La porta, citata nel Codice Pelosius del 1393, si presenta alta e slanciata, con arco a tutto sesto e a unico fornice, ornato da cornici impreziosite da motivi vegetali e palmette. Tale decorazione tuttavia, é successiva all'edificazione della porta, probabilmente del XVIII secolo.
L'arco principale presenta, in sommità, una chiave di volta, su cui é scolpita a rilievo l'insegna civica raffigurante l'antico stemma del leone con la spiga di grano affiancato ad un monte.
4) TORRE DELL'OROLOGIO
La Torre dell'Orologio, simbolo del centro storico monteleonese e sottesa da un arco a tutto sesto, costituisce l'accesso alla parte più antica del borgo, di origine medievale, caratterizzato da un labirinto di viuzze e vicoli in pietra.
In origine vi sorgeva una trifora, ove era contenuta la campana, utilizzata per le adunanze pubbliche del Comune. La campana venne sostituita dapprima con una meridiana, poi con l'odierno orologio meccanico. Nel paramento murario sottostante l'orologio, é posta una targa in memoria delle vicende del Risorgimento italiano.
Scalinata verso la Torre dell'Orologio
Torre dell'Orologio
Arco a sesto acuto della torre
Fontana in pietra sottostante la torre
5) BUCA POSTALE
Sotto la Torre dell'Orologio si conserva la copia di una buca in marmo, che costituisce una delle più antiche buche postali d'Italia, tra le prime piastre di spedizione delle lettere, risalente al 1707, realizzata sotto la magistratura del Luogotenente della posta Gaspare Rosato di Calvi.
L'originale é conservata a Roma. Sotto la lastra é posta la cassetta con lo sportello metallico per la raccolta delle lettere in partenza.
Il servizio postale veniva espletato dal Maestro della Posta, cui spettava la direzione della stazione di smistamento chiamata Tenenza. Il Maestro della Posta doveva recarsi a Spoleto, nella Stazione Postale di Piazza San Gregorio, due volte a settimana, al fine di prelevare la posta in entrata e depositare quella in uscita.
Copia della buca postale. L'originale é conservato a Roma
6) PIAZZA DEL MERCATO
Tra gli scorci più caratteristici, suggestivi e meglio conservati del centro storico di Monteleone di Spoleto, vi é la Piazza del Mercato, circondata dagli uffici volti all'amministrazione della vita civile ed ecclesiastica.
Lo scorcio ove sorgeva la Piazza del Mercato risale al XVI secolo, epoca in cui venne eretto il porticato coperto dalla Torre dell'Orologio, al di sotto della quale vennero riposte le unità di misurazione pubbliche garantite dallo Stato Pontificio.
Portico del XVI secolo ove si teneva il mercato
Il loggiato comunica con la piazza tramite due arconi a sesto ribassato, e presenta una quota di calpestio più bassa, corrispondente all'antica sistemazione dello spazio pubblico medievale, successivamente sopraelevato. La zona venne restaurata negli anni Ottanta del XX secolo.
Pietra utilizzata per la misurazione della merce. Le misure, dalle dimensioni variabili, assumevano i nomi di Scorzo, la più ampia da 56 kg, Mezzenga, la mediana da 28 kg e Quarto, da 14 kg
Pietra della contrattazione
Vasca per la raccolta dell'acqua dalla sovrastante cisterna
7) MUSEO DELLA BIGA ETRUSCA
La principale testimonianza storica legata a Monteleone di Spoleto, é la pregevole Biga, anche conosciuta con l'appellativo di "Carro d'Oro", rinvenuta nel 1902 nei pressi di Monteleone di Spoleto, in Località Colle del Capitano.
La Biga, faceva parte del corredo funerario di una tomba a tumulo, contenente il corpi di un uomo e di una donna, con vari oggetti di corredo, come due coppe, antiche statue di figure nere databili al 530 a.C., che hanno consentito di datare la Biga alla seconda metà del VI secolo a.C..
Il prezioso manufatto é ora esposto presso il Metropolitan Museum di New York, dove venne collocata nel 1903, da mercati fiorentini.
LA BIGA
Il manufatto, conservato a New York, é in legno di noce interamente rivestita in lamine di bronzo dorato lavorato a sbalzo su pannelli.
La scultura presenta un timone che sembra uscire dalla bocca di un cinghiale, rappresentato con la sola testa. Al termine della biga é posto un uccello rapace.
Testa di cinghiale dalla quale sembra uscire il timone
Il giogo per l'attacco dei due cavalli é caratterizzato da due anse nastriformi, terminanti con due teste di serpente. Il corpo centrale della biga é rivestito da tre pannelli con bordi arrotondati e curvilinei, dei quali il centrale é più alto di quelli laterali.
Le ruote, realizzate in legno rivestite con lamine di bronzo, presentano nove raggi ciascuna, con un diametro di 67 cm. I pannelli metallici che rivestono la biga, sono decorati a rilievo, con scene tratte dalla mitologia greca.
Il pannello centrale é decorato col rilievo di un uomo e una donna, l'uno di fronte all'altro, separati da uno scudo bilobato sormontato da un elmo crestato con teste di ariete. In alto, ai lati del copricapi, sono presenti due uccelli rapaci che volano verso il basso, mentre al di sotto dello scudo é un cerbiatto maculato, probabilmente morto.
Rilievo frontale della biga con un uomo e una donna posti l'uno di fronte all'altro, separati da uno scudo bilobato sormontato da un elmo crestato con teste di ariete
La donna veste una lunga tunica e un mantello che tiene poggiato sulla testa: entrambi gli indumenti sono rigidi e senza pieghe, e avvolgono completamente la figura.
L'uomo é rappresentato barbato, con i capelli lunghi, caratterizzati da riccioli piatti che gli cadono sulle spalla, corpo slanciato, vita sottile e gambe divaricate.
Indossa un chitone e due gambali, arricchiti da decorazioni. L'uomo afferra uno scudo bilobato, decorato a rilievi, con le rappresentazioni, nella parte superiore, della testa di una gorgone mentre, nella parte inferiore, di un felino maculato.
Rappresentazione di un guerriero che reca in mano uno scudo bilobato
Sul pannello di destra é rappresentato un guerriero vittorioso in un duello, che punta la spada verso l'avversario colpendolo.
Pannello destro con un uomo vittorioso in un duello che punta la spada verso l'avversario e lo colpisce
Sul pannello sinistro é raffigurata una scena di apoteosi: un guerriero vincitore su un carro trainato da cavalli alati, rappresentato nell'istante in cui spiccano il volo. Al di sotto del carro é sdraiata una figura femminile che, con il braccio alzato, tenta di difendersi dai colpi degli zoccoli dei cavalli.
Pannello sinistro con una figura femminile sdraiata che viene calpestata da cavalli alati mentre spiccano il volo
L'uomo e la donna del pannello centrale, sono stati identificati come Teti che consegna le armi al figlio Achille; nel pannello di destra é riportata la scena di Achille e Memnone che combattono sul corpo di Antiloco; mentre la scena finale, quella del pannello sinistro rappresenta Achille mentre ascende al cielo per essere accolto come un semidio.
La fascia sottostante i tre pannelli é decorata con figure di animali in combattimento, persone in corsa e grifoni. il pannello centrale rappresenta un kuros, ossia un giovane nudo in posizione frontale.
Il carro trainato da cavalli faceva solitamente parte del corredo funerario di una persona benestante, quindi é possibile desumere la posizione sociale dei committenti dell'opera.
8) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA O SAN FRANCESCO D'ASSISI
La Chiesa di San Francesco d'Assisi costituisce l'architettura religiosa più monumentale e ricca del centro storico, edificata nel XIV secolo, al di sopra di un antico insediamento benedettino del XII secolo.
Nonostante la chiesa sia consacrata al culto dell'Assunta, viene comunemente identificata come Chiesa di San Francesco da quando, a partire dal 1280, vi s'insediarono i primi frati Francescani.
Inizialmente concepita come un'unica struttura, tra il 1385 e il 1398 la chiesa venne tagliata in due con la realizzazione di una volta a tutto sesto, con cui vennero ricavate due chiese, una superiore e l'altra inferiore. Il terremoto del 1703 recò gravi danni al monumento, tra i quali il crollo del tetto e della parte superiore della facciata con il rosone.
ESTERNO
L'esterno della chiesa presenta una facciata con, nell'ordine inferiore, uno splendido portale, realizzato in peperino locale, duro e lucido.
Esterno della Chiesa di San Francesco
Campanile della chiesa a sezione quadrangolare
Portale della chiesa a tutto sesto
La cornice del portale é impreziosita da sei fasce: inizia all'esterno con una fascia di stelle esagonali a punta di diamante, seguono tre colonne tortili con insenature concave.
Nel portale sono scolpite da quarantaquattro figure, raffigurati simboli che richiamano al Cantico delle Creature, come fiori, frutti, animali, santi, angeli, draghi, sole e luna. Gli stipiti poggiano su due statue leonine, intente a portare cibo ai cuccioli.
Lunetta ogivale del portale
Lo stipite sinistro del portale, molto più ricco del destro, raffigura un leone che agguanta un cervo che porta ancora un ramoscello in bocca. Negli incavi sono scolpiti, in successione, il giglio guelfo, una faccia di uomo, l'aquila ghibellina e, infine, un'altra faccia di uomo.
Cornice sinistra del portale
Capitelli che sovrastano lo stipite sinistro
INTERNO
All'interno della chiesa, nella parete sinistra, é riposta una statua lignea del XVI secolo raffigurante Sant'Antonio Abate e, di seguito, un ricco altare bronzeo in legno dorato in stile rococò, contenente le reliquie di San Felice Martire.
La decorazione della chiesa presenta numerosi affreschi, tra i quali la Dormitio Virginis, San Giorgio, altre due immagini della Madonna, il resto di una Crocifissione, una Madonna con Bambino in Trono, un'altra immagine della Madonna con Bambino, di cui sono visibili solamente le teste. Tutti questi affreschi sono attribuibili ad un pittore di scuola umbra del XIV secolo.
In una ricca cornice seicentesca é contenuta una tela raffigurante la Madonna con Bambino, San Francesco di Paola e San Gaetano da Thiene.
Un'altra tela, sprovvista di cornice, raffigura l'Annunciazione, dipinta nel 1723 da Agostino Masucci.
Nella zona presbiteriale é riposto l'altare barocco di Sant'Antonio, realizzato in marmo nel 1694.
L'altare maggiore é impreziosito da un paliotto in pietra ornato da teste di angeli. Al centro é riposto lo stemma della Famiglia De Rubeis. Nella zona retrostante l'altare maggiore, é posto il coro in noce, con quattordici stalli lignei, del XV secolo.
Al centro del coro, é posto un Crocifisso ligneo del XIV secolo. Nel due lati del presbiterio, si trovano affreschi del XVI secolo, raffiguranti San Leonardo e Santo Stefano. Sotto l'arco della prima cappella é riposto un tabernacolo in pietra rinascimentale, ornato da pilastrini e angeli adoranti.
Al di sopra del tabernacolo, sono presenti due immagini della Madonna della Quercia.
Nella zona retrostante il fonte battesimale in pietra, é posta una grande cornice in noce intagliata e dorata, contenente una tela raffigurante l'Immacolata e, in basso, un paesaggio classico con frasi inneggianti alla Vergine.
Lungo la parete esterna sono riposti affreschi raffiguranti San Giuseppe e Sant'Antonio da Padova del 1532, e una Madonna di Loreto del 1527.
Sulla parete di fondo é posto un paliotto in marmo intarsiato, sovrastato da un grande Crocifisso ligneo del XVI secolo, con ai lati due statue in cartapesta, raffiguranti la Madonna Addolorata e San Giovanni Evangelista.
Al di sopra del Confessionale é posta una tela raffigurante l'Adorazione del Santissimo Sacramento, e lo stemma di Giovanni Antonio de Rubeis.
SAGRESTIA
Attraverso una piccola porta si accede alla Sagrestia, contenente un grandioso e ricco complesso, tenuto in ottimo stato, ove viene conservato tutto il tesoro di suppellettili della chiesa.
Nel vano della Sagrestia, sono conservate due statue lignee, entrambe raffiguranti la Madonna con Bambino. La prima risale al XIII secolo, l'altra al XVII.
CHIOSTRO
Nel lato sinistro della chiesa é riposto il chiostro, risalente al 1300. La struttura, composta inizialmente da un singolo porticato con tetto, venne poi sopraelevato e, in parte, adibito ad abitazioni per il convento.
Tra la tettoia e la parete, sono presenti nove lunette affrescate con le scene della vita di San Francesco, realizzate nella prima metà del XVIII secolo. Lungo tutta la parete del corridoio, sono riposti frammenti epigrafici e scultorei di epoca romana.
NB. Le informazioni sulla storia di Monteleone di Spoleto, sono state estrapolate dal post "Castello di Monteleone di Spoleto (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni concernenti la Porta Spoletina, il Palazzo Rainaldi Bernabei, la Porta San Giacomo, la Torre dell'Orologio, la Buca Postale e la Piazza del Mercato, sono state estrapolate dal post "Castello di Monteleone di Spoleto (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni concernenti la Biga di Monteleone di Spoleto, sono state estrapolate dal post "La Biga - Monteleone di Spoleto (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni concernenti la Chiesa di San Francesco, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni concernenti il chiostro della Chiesa di San Francesco, sono state estrapolate dal post "Chiostro superiore del monastero di San Francesco - Monteleone di Spoleto (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.















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