domenica 21 luglio 2024

ROCCAMANDOLFI: PAESE DI PIETRA NELLE MONTAGNE MOLISANE

 STORIA

Roccamandolfi é un Comune di 823 abitanti della Provincia d'Isernia, posto ad una quota di 850 m.s.l.m., che conserva un borgo medievale tra i più scenografici della Regione.

Non esistono notizie storiche scritte, che testimoniano con precisione l'epoca e le circostanze storiche che portarono alla nascita dell'abitato di Roccamandolfi. Le origini del centro antico possono essere fatte risalire all'epoca romana o longobarda, come testimonia lo stesso nome del paese.

Fu proprio nel periodo longobardo che si ebbe il periodo di maggiore sviluppo del centro abitato. Il nome deriva dalla Rocca, castello fortificato che sovrasta il centro storico, edificato durante il governo del Sovrano longobardo Maginulfo che, alla fine del IX secolo divenne Gastaldo di Aquino.

Sotto la dominazione longobarda, Roccamandolfi fece parte della Contea di Bojano mentre, durante il periodo di governo dei Normanni, il borgo venne incluso nella Contea del Molise.

Alla fortezza di Roccamandolfi sono legati due importanti eventi storici: nel 1195 vi si rifugiò Ruggero di Mandra, Conte del Molise che, nel 1196, durante la guerra che vide contrapposti gli eserciti del Principe normanno Tancredi e dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VI di Svevia, resistette fino allo stremo all'assedio della rocca da parte delle truppe imperiali, finché non venne costretto alla resa.

Nel 1220 l'Imperatore Federico II ordinò la distruzione di tutte le fortezze che potevano costituire una minaccia per il suo controllo del territorio, compresa quella di Roccamandolfi, il cui guardiano era Tommaso Berardi, Conte di Celano e del Molise.

Tommaso da Celano resistette alle minacce di Federico II e di Tommaso d'Aquino, rifugiandosi all'interno della rocca. Per far capitolare la rocca, Tommaso d'Aquino optò per uno stratagemma: uscito di notte e radunato una buona quantità di soldati, partì alla conquista del Castello.

L'impresa riuscì, ma risultò inutile, perché Giuditta, moglie del Celano, stanca delle precarie condizioni in cui versavano i suoi uomini, decise di arrendersi nel 1223, gettandosi dalle mura della fortezza. Il centro abitato e il castello vennero demoliti, su ordine del Conte di Acerra.

Con la distruzione della rocca il paese venne riedificato più in basso rispetto al luogo ove era stato edificato in origine, nella località nota come "Casale", identificato con l'attuale centro abitato di Roccamandolfi.

Dopo tali eventi il feudo perse progressivamente la sua importanza. Nel 1269 il Sovrano Carlo I d'Angiò, assegnò Roccamandolfi a Tommaso d'Evoli, nel 1272 a Berengario di Tarascona e, alla morte di questo, nel 1278, a Fulcone di Roccafoglia, che lo governò fino al XIV secolo, periodo in cui passò agli Artois e ai Fratelli Gugleilmo e Giovanni Roccafoglia, i cui eredi lo conservarono fino al 1391.

Fino al 1543 il feudo venne governato dalla Famiglia Perez, anno in cui Francesco Perez lo cedette a Giovanni Luigi Riccio, che ne mantenne il possesso fino al 1549.

Il feudo venne abolito nel 1806, con la dominazione napoleonica, periodo nel quale venne dominato dalla Famiglia Pignatelli. Nel 1807 Roccamandolfi venne assegnata al Distretto di Isernia e al Governo di Bojano. Nel 1816 venne aggregata al Circondario di Cantalupo del Sannio.

L'Unità d'Italia del 1861 non fu bene accolta a Roccamandolfi. Nell'Ottobre del 1860 ebbe inizio una rivolta contadina, intenta a restaurare la deposta monarchia di Francesco II di Borbone.

Nonostante la sconfitta del brigantaggio, il fenomeno ebbe talmente tanta risonanza nel territorio, che viene ricordato ancora oggi con un museo appositamente dedicato.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante non siano presenti pregevoli opere d'arte, il centro storico di Roccamandolfi, immerso in uno straordinario contesto paesaggistico di boschi e montagne, conserva al suo interno importanti testimonianze storiche del suo illustre passato.


Borgo medievale di Roccamandolfi

1) CASTELLO MEDIEVALE

La principale attrazione del centro storico é il Castello medievale, che sovrasta il centro storico.

Le mura originarie del Castello erano costituite da tipiche mura difensive, molto spesse, intervallate da cinque torri angolari, una delle quali più possente delle altre. La rampa di accesso, scavata direttamente nella roccia, immetteva in un atrio, oggi leggermente più alto rispetto all'originario piano di calpestio.

Il piano di residenza dei nobili era molto ampio e confortevole, così come gli spazi destinati agli armamenti e al magazzino. La fortezza si presenta oggi in condizioni di rudere, ben consolidata e restaurata. Nelle vicinanze della fortezza si trova il Ponte Tibetano.


Castello medievale sulla cima dell'altura


Veduta del Castello medievale


Interno del Castello


Interno del Castello


Interno del Castello


Veduta del Monte Miletto (2050 m.s.l.m.),
vetta più elevata del Massiccio del Matese

2) MISURE DI PIETRA

All'esterno della Chiesa di San Giacomo Maggiore, appena prima dell'Arco Santo, si trovano le misure circolari di pietra perfettamente conservate, corrispondenti al "tomolo", al "mezzetto", al "quarto" e alla "misura", adottate per la misurazione del grano.

Al di sopra del blocco delle misure, é posta un'epigrafe, che testimonia l'importante contributo dato da Roccamandolfi all'economia del Sannio e l'esistenza del toponimo già a partire dal 1695.


Misure di pietra per la quantificazione della merce e del grano,
distinte, da sinistra a destra, in tomolo, mezzetto, quarto e misura


Visuale delle misure del tomolo e del mezzetto

3) CROCE STAZIONARIA

Al di sotto di un arco di pietra rinascimentale é posta la scultura della Croce Stazionaria.

Nel Medio Evo si era soliti innalzare una Croce di tal genere nelle piazze dei centri abitati.

Tali croci venivano erette tra due rioni, due proprietà, nei posti dove si tenevano importanti adunanze pubbliche, oppure anche nei luoghi in cui i cittadini avevano diritto di asilo in caso di commissione di un reato e, in tal caso, non erano perseguibili.

La croce in pietra presenta bracci di uguale lunghezza, al cui centro é una cornice circolare lavorata con motivi a foglie geometriche finemente incise.


Croce stazionaria in pietra del XIV secolo

Su una delle due facce é raffigurato il bassorilievo di Cristo in Croce mentre, sull'altra, é raffigurato Cristo Benedicente seduto in trono. Al di sopra del Crocifisso é scolpito un Angelo con le ali spiegate.

Il bassorilievo é sostenuto da una colonna a sezione circolare, composta da quattro ordini di pietra sovrapposti, probabilmente risalente all'Alto Medio Evo.


Una delle due facce della croce decorata da
un bassorilievo raffigurante Cristo in Croce

NB. Le informazioni relative alla storia di Roccamandolfi, sono state estrapolate dal post "Storia", dal portale ufficiale del "Comune di Roccamandolfi. Provincia di Isernia", in www.comune.roccamandolfi.is.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Castello di Roccamandolfi, sono state estrapolate dal post "Il Castello di Roccamandolfi", nella pagina ufficiale "Visit Molise", in www.visitmolise.eu.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Croce Stazionaria, sono state estrapolate dal post "Monumenti", nella pagina ufficiale del "Comune di Roccamandolfi. Provincia di Isernia", in www.comune.roccamandolfi.is.it.

Nessun commento:

Posta un commento

Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

  STORIA Poggio Nativo è un Comune di 2.589 abitanti della Provincia di Rieti posto al confine con la Città Metropolitana di Roma Capital...