STORIA
Sepino é un Comune di 1.798 abitanti della Provincia di Campobasso, posto ad una quota di 698 m.s.l.m..
Le origini del borgo medievale sono antichissime. Il centro abitato sorge all'interno della Valle del Fiume Tammaro, ricca di sorgenti e di boschi secolari. Nata lungo il percorso del tratturo come luogo di riposo delle greggi lungo le Vie della Lana, con le Guerre Sannitiche gli abitanti si spostarono sulla montagna, nell'area oggi denominata Terravecchia.
I Sanniti fortificarono la cittadina con la costruzione delle sue possenti mura, che resistettero agli assalti delle truppe romane in occasione della III Guerra Sannitica, guidate dal Console Papirio nel 293 a.C..
Con la salita al potere dell'Imperatore Augusto, gli abitanti dell'antico villaggio sannitico si spostarono in pianura, dove nacque la fiorente cittadina romana di Saepinum.
La città acquistò presto grande importanza nel mondo romano, grazie alla laboriosità dei suoi abitanti e alle ricche famiglie che vi risiedevano.
Nel IV secolo a.C. la città entrò in un periodo di crisi. Con lo scoppio della Guerra Greco - Gotica, tra il 535 e il 553, le condizioni della popolazione e quelle generali del centro abitato si aggravarono, comportando il crollo delle strutture romane più significative.
Per contrastare il grave periodo di decadenza, nel 667 i Duchi di Benevento concessero ad una colonia di bulgari d'insediarsi a Sepino. L'arrivo di cittadini stranieri ripopolò il borgo e aprì una fase di ripresa che perdurò fino al IX secolo quando, a causa delle incursioni delle truppe saracene, costrinsero gli abitanti ad abbandonare l'antica città romana di pianura e rifugiarsi sulle montagne circostanti.
E' questo il periodo in cui nacque il Castellum Sepini, l'attuale borgo di Sepino, erede legittima dell'antica città romana.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
La visita di Sepino si distingue in due principali itinerari. Il primo comprende il sito archeologico della città romana di Saepinum, in buone condizioni di conservazione.
Il secondo comprende invece la visita al borgo medievale di Sepino, protetto da mura medievali ben conservate, sui sono custodite interessanti monumenti storici.
Centro storico di Sepino
AREA ARCHEOLOGICA DI SAEPINUM
L'area archeologica di Saepinum, sorge all'incrocio tra due importanti vie di pellegrinaggio: il Tratturo Pescasseroli - Candela, e il sentiero che partendo dal territorio del Matese, nel basso Molise, raggiunge la costa.
La città romana visibile, é il frutto del trasferimento in pianura dell'antico insediamento sannitico, precedentemente sorto nella località oggi nota come "Terravecchia".
L'antico insediamento é protetto dalla cinta muraria, tutt'ora esistente, realizzata in opera poligonale e ben conservata nella maggior parte del tracciato.
Ai lati dell'arco sono presenti due bassorilievi raffiguranti due prigionieri barbari, a ricordo della vittoria contro i popoli Germani. La decorazione dei bassorilievi é completata da un'iscrizione commemorativa che menziona i principi Tiberio e Druso, che finanziarono la realizzazione della cinta muraria, eretta tra il 2 a.C. e il 4 d. C..
Le porte che si aprono nelle mura sono ad unico fornice, fiancheggiate da due torri circolari.
Nel settore settentrionale dell'area archeologica si trova il Teatro, l'edificio più monumentale del sito. Di esso si conservano l'orchestra e i primi due ordini di gradinate della cavea. A questi si accede attraverso due ingressi monumentali denominati "Tetrapili".
All'incrocio tra il cardo e il decumano si trova l'area del foro, centro politico e amministrativo.
Il foro ha una pianta trapezoidale con basolato in pietra. Un'iscrizione romana, posta al centro della pavimentazione, reca i nomi dei finanziatori dell'opera. All'interno del foro sono presenti tombe risalenti al VII - VIII secolo.
Di fronte al lato corto del foro si trova la basilica, a pianta rettangolare, con un peristilio di venti colonne sormontate da capitelli ionici. Svolgeva funzioni commerciali, giudiziarie e, dopo il 313, religiose. Nelle vicinanze della basilica si trova il macellum, a pianta trapezoidale con, al centro, un atrio di forma esagonale.
Tra gli edifici di culto presenti nell'area archeologica, degni di nota sono: un edificio adiacente al decumano distinto in due parti, di cui un pronao preceduto da due pilastri quadrati posto dinanzi alla cella principale, destinata al culto della divinità. Nell'altro edificio, sul lato nord orientale del foro, sono presenti due cippi commemorativi con dediche all'Imperatore Costantino e a sua moglie Elena.
L'edilizia privata di Sepinum é rappresentata dai quartieri abitativi dislocati lungo il tracciato del decumano.
All'esterno delle mura si trova l'area adibita a necropoli, contraddistinta da due monumenti funerari appena al di fuori di Porta Boiano e di Porta Benevento, la prima di proprietà della famiglia di Numisio Ligio, l'altra di quella di Ennio Marso.
MUSEO ARCHEOLOGICO
Nelle abitazioni rurali sovrastanti la cavea del Teatro é stato allestito il Museo Archeologico.
I vani che compongono le struttura sono stati resi comunicanti fra loro. Il percorso espositivo comprende reperti archeologici di epoca romana provenienti dall'area del sito archeologico e della necropoli.
I reperti esposti sono ordinati cronologicamente, compresi nel lasso di tempo che intercorre tra le epoche più antiche e il Basso Medio Evo.
Nella seconda sala del museo sono esposti reperti risalenti all'epoca ellenistica, compresa tra il IV e il I secolo a.C., provenienti sia dal sito archeologico, che dalla Località San Pietro di Cantoni, dove sono stati ritrovati vasellame da mensa, monete, ornamenti e oggetti di uso quotidiano.
Sarcofago di Mettia Veleriana del III - IV secolo d.C.
CENTRO STORICO
Il centro storico di Sepino, racchiuso da mura medievali, conserva al suo interno importanti testimonianze del suo passato, oltre a una grande quantità di architetture religiose.
Percorrendo le vie del borgo é possibile imbattersi nella Fontana Monumentale, con annesso lavatoio, realizzata nel XIII secolo, e in una serie di torrette circolari, parte delle antiche mura castellane.
Nelle vicinanze si trova anche la Fontana del Mascherone, di origine romana, qui trasferita dal sito archeologico di Saepinum.
Nella piazza principale del paese si trova il Palazzo Giacchi, sede degli uffici comunali, che reca nella facciata un pregevole portale in pietra di epoca romana.
1) CHIESA DI SANTA CRISTINA
Nonostante non si abbiano informazioni certe sulla fondazione della Chiesa di Santa Cristina, documenti storici ne attestano l'esistenza nel 1241, anche se si ritiene che la sua origine sia precedente.
Sembra plausibile che risalga alla fine del IX secolo. Alcune fonti ritengono che sia stata realizzata insieme al Castello di Sepino, con la funzione originaria di cappella gentilizia.
ESTERNO
L'ingresso principale é affacciato sulla piazza principale e, all'ordine inferiore, presenta un portale del XVII secolo, sormontato dallo stemma del Comune di Sepino.
L'accesso inferiore si affaccia, invece, su una scalinata al di sopra della quale é posta un'epigrafe risalente al 1781. Sulla sinistra si erge il campanile, crollato con il terremoto del 1805 e ricostruito nel 1824. Presenta una pianta a sezione quadrangolare sormontato da una cuspide ottagonale incorniciata da una struttura in ferro battuto del 1800.
INTERNO
L'interno é ripartito in tre navate, distinte da due file di pilastri sormontati da capitelli decorati con festoni e teste di cherubini.
Sul secondo pilastro é posta un'iscrizione in pietra, che ricorda il 1679 come data di realizzazione dell'opera, su commissione dell'arciprete Giangiacomo Brini. Il soffitto della navata centrale é decorato con cinque tele del maestro Amedeo Trivisonno del 1968, raffiguranti cinque scene bibliche.
La zona del transetto, é composta dal presbiterio, realizzato nel 1781, e dalle cappelle consacrate all'Immacolata e a San Giuseppe. Il presbiterio é sovrastato da una cupola del 1846, decorata con otto tele raffiguranti gli otto Dottori della Chiesa, dei quali quattro della Chiesa Orientale, e quattro della Chiesa Occidentale.
L'altare maggiore é decorato in marmi policromi di scuola napoletana, con decorazioni floreali e rivestimento in marmo rosso, giallo e grigio su fondo nero, con al centro una croce circondata da raggi.
L'altare maggiore é sorretto da due mensole in marmo del XVII secolo, decorate da due cherubini.
Nella zona retrostante l'altare maggiore é posto il pregevole coro ligneo, in legno intarsiato, della seconda metà del 1700. Gli intarsi degli stalli raffigurano motivi animali e vegetali.
Sulla destra del presbiterio é posta la tela raffigurante l'Immacolata Concezione. L'altare su cui é posta la tela venne realizzato nel 1630. Infondo alla navata destra é posta la Cappella di San Carlo Borromeo, realizzata su progetto degli Architetti Carlo e Tommaso Maglieri. La cappella ospita un altare e un dossale realizzati in pietra locale.
La cappella ospita un ex voto, costituito da un dipinto del 1660 raffigurante Santa Cristina che guarisce un malato.
La chiesa ospita importanti tele dipinte, tra le quali: la tela della Madonna del Riposo di Giulio Romano; la tela raffigurante San Nicola di Bari, di autore ignoto della prima metà del XIX secolo; la tela raffigurante il Miracolo di Santa Cristina che libera una donna posseduta dal demonio, del 1838 di autore ignoto; un'icona di Santa Cristina realizzata dal Professor Marcello Moschini nel 1995 in ricordo del gemellaggio tra Sepino e Bolsena e la tela della Madonna delle Grazie, raffigurante la Madonna tra San Giuseppe e San Francesco di Paola, realizzata nel 1816 da G. M. Griffon.
Nel fondo della chiesa é posto un organo a canne del 1742, restaurato nel 1828.
Nella navata destra, un portone secentesco in legno scolpito introduce alla Cappella del Tesoro. L'architrave del portale riporta un'epigrafe, ove viene attribuita la paternità dell'opera a Francesco Carafa nel 1609.
Nel soffitto della cappella sono inserite le tele di L. Paglione, raffiguranti il Patrocinio di Santa Cristina sugli Emigrati; l'Arrivo delle reliquie della Santa a Sepino e l'Ingresso delle stesse reliquie nella chiesa.
Sull'altare maggiore si apre la nicchia ove sono collocati il busto reliquiario di Santa Cristina, contenente la sacra reliquia del braccio della Santa. Il busto di Santa Cristina e gli altri otto reliquiari presenti, sono stati realizzati ad opera di un artigiano napoletano nel 1600.
Il busti di Santa Cristina, in argento e rame dorato, vennero realizzati nel XVII secolo.
CRIPTA
Al di sotto del presbiterio si trova la cripta, realizzata nel 1570. Nell'ambiente si trova la statua lignea di Santa Cristina, che veste una tunica bianca ornata da fiori, che ha sulle spalle un mantello rosso, nella mano destra una freccia e una fronda di palma, mentre con la sinistra sorregge Sepino.
Da una porta laterale della cripta si accede ad una sala dove sono esposti alcuni ex voto e una maschera funebre di San Carlo Borromeo.
Statua lignea di Santa Cristina con la tunica bianca
NB. Le informazioni sulla storia di Sepino, sono state estrapolate dal post "Storia. Sepino: tra passato e presente", nella pagina Internet ufficiale del "COMUNE DI SEPINO", in www.comune.sepino.cb.it.
NB. Le informazioni relative all'Area Archeologica di Saepinum e al Museo Archeologico, sono state estrapolate dal post "Archeologia", nella pagina Internet ufficiale del "COMUNE DI SEPINO", in www.comune.sepino.cb.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Cristina sono state estrapolate dal post "LA CHIESA DI SANTA CRISTINA", nella pagina Internet del "Comitato Festa Santa Cristina di Sepino", in www.comitatosabtacristinasepino.it.
NB. Le informazioni descrittive sul centro storico medievale di Sepino, sono state estrapolate dal post "Centro storico medievale", nella pagina istituzionale dell'associazione "PRO SEPINO", nel sito www.sepino.net.





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