POGGIODOMO
Poggiodomo é un Comune di 92 abitanti della Provincia di Perugia, il meno popoloso della Regione e tra i più piccoli d'Italia per popolazione ed estensione. Arroccato sulle montagne della Valnerina, sorge ad una quota di 974 m.s.l.m., che ne fa il secondo Comune più alto della Regione dopo Monteleone di Spoleto.
Il nome del Castello deriva dall'antico termine latino di podium, ossia "poggio" o "altura". Il territorio comunale, comprende tre frazioni, Usigni, Roccatamburo e Mucciafora, anch'esse arroccate su cime montuose.
Sorto nella valle del Torrente Tessino, affluente del Fiume Nera, e sovrastato dai Monti Carpenale e Coscerno, ebbe origine nel XII secolo. Nei secoli XIII e XIV il territorio comunale venne conteso tra le più influenti Spoleto e Cascia.
Inizialmente aggregato a Spoleto, non ne fece più parte già nel 1361, mentre nel 1377 figura sotto il contado di Cascia. Il 1' Settembre 1529, Poggiodomo si dotò di uno statuto, ove veniva riconosciuta la sovranità spoletina sul suo territorio.
Il Comune di Poggiodomo venne ufficialmente istituito all'inizio del XIX secolo, durante le Campagne Napoleoniche. Nel 1809, con l'occupazione dello Stato della Chiesa da parte di Napoleone, Poggiodomo venne separato da Cascia, e da allora gode dell'autonomia amministrativa.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Nonostante i monumenti presenti non siano molti, il borgo presenta significative opere d'arte, che mostrano molto bene la sua evoluzione storica e artistica. Il centro storico, nonostante sia poco popolato, é ricco d'iniziative sociali che puntano a tenerlo vivo e a contrastarne lo spopolamento.
1) CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO
La Chiesa di San Carlo Borromeo sorge nella piazza centrale del centro storico, parte del nucleo medievale.
Venne eretta nel 1655, in sostituzione della preesistente Chiesa di Sant'Antonio, di cui non si ha più traccia.
DESCRIZIONE
L'interno della chiesa, a navata unica, ospita nove altari lignei di gusto barocco, realizzati tra il XVII e il XVIII secolo.
Il primo altare sulla sinistra é ornato dalla tela raffigurante la Madonna Assunta il cielo con Gesù e Dio Padre tra una teoria di Angeli e Santi. Nel quadro é raffigurato San Carlo Borromeo che versa acqua sulle anime purganti per lenire i tormenti.
Nel secondo altare sulla sinistra é la tela di San Francesco d'Assisi che riceve le stimmate mentre, in quello seguente, é la tela che raffigura la Madonna in trono con Bambino tra gli angeli, con in basso a sinistra Sant'Antonio Abate, e a destra Santa Maria Maddalena.
Nel quarto altare di sinistra é la tela del Battesimo di Cristo.
L'altare maggiore é sovrastato da una splendida macchina lignea, con ai lati le statue lignee di San Macario e San Rocco. L'altare maggiore é sovrastato dal Crocifisso ligneo e da una tela dipinta con i tre Santi Protettori di Poggiodomo: San Pietro Apostolo, San Carlo Borromeo e San Lorenzo.
Altre tele dipinte presenti nella chiesa sono: il dipinto della Madonna del Rosario nel terzo altare di destra; quello raffigurante la Visitazione nel secondo altare di destra e la tela della Natività nel primo altare di destra.
2) CHIESA DI SAN PIETRO
Al di fuori del centro storico si trova la splendida Chiesa di San Pietro, purtroppo al momento non visitabile perché in stato di abbandono.
La chiesa risale al XIV secolo e, nel corso del tempo, venne più volte rimaneggiata, in particolare con l'intervento del XVI secolo, quando venne abbattuta la torre campanaria e demolito l'abside.
Dove prima si trovava l'abside, ove si trova un portale cinquecentesco.
INTERNO
L'interno é a navata univa, voltata a crociera. Nel vano d'ingresso, sulla parete sinistra, sono affrescati San Pietro e San Giovanni Evangelista. Sulla parete destra Santa Rita da Cascia e Santa Maria Maddalena, mentre nelle vele i Quattro Evangelisti.
Sul pilastro di sinistra é affrescato San Sebastiano. All'interno della prima cappella di sinistra si trova una nicchia, sulla sinistra, ove sono affrescati San Sebastiano e San Rocco.
Nella nicchia sono raffigurati anche la Madonna con Bambino, e i Santi Rocco e Paolo, dell'inizio del XVI secolo. Il fronte dell'abside é affrescato con l'Annunciazione, posta entro due tondi.
Sulla parete dell'abside sono affrescati, a sinistra, San Martino a cavallo che dona il mantello al povero, al centro San Paolo seduto in cattedra e, sulla destra la Madonna di Loreto. Sempre a destra é affrescato Sant'Antonio Abate.
Lungo la parete destra é raffigurato San Cristoforo, risalente al XVII secolo. Di seguito é affrescato San Giacomo Maggiore e, sull'imposta della volta, un Santo Papa. Nella nicchia seguente si trova un tabernacolo rinascimentale in pietra, sovrastato da un affresco della Trinità, in basso a sinistra una Deposizione, a destra la Resurrezione, nel sottarco i Santi Pietro e Paolo e l'Agnus Dei al centro.
USIGNI
Lungo la strada che congiunge Poggiodomo a Monteleone di Spoleto, sorge la frazione di Usigni, adagiato su una collina a 1.001 m.s.l.m., che domina la sottostante valle del torrente Tessino.
Il toponimo deriva dal termine usina, utilizzato per identificare un generico opificio.
Il Castello venne fondato in epoca longobarda, probabilmente in funzione antibizantina, ma il primo documento scritto che ne attesta l'esistenza risale al 1121. Nel documento viene citato il Monastero di San Salvatore, abitato da monaci benedettini e posto sotto la giurisdizione dell'Abbazia di Sassovivo.
Il primo fatto d'armi documentato risale al 1268 quando, approfittando della sede Pontificia vacante, l'esercito di Cascia occupò i Castelli di Monteleone e Vetranola, sottraendoli a Spoleto. Quando gli spoletini si riappropriarono dei due Castelli, distrussero il borgo di Usigni.
Da un documento risalente al 23 Ottobre 1276 si apprende che, in seguito alla distruzione del Castello causata dagli scontri tra Cascia e Spoleto, questo venne donato a Spoleto dalla nobildonna Mimalnaldesca di Oderisio. La cessione concedeva solo a Spoleto la possibilità di ricostruire il Castello distrutto.
Nel secolo seguente, Usigni entrò a far parte del contado di Norcia, subendo molte scorrerie militari e distruzioni. Nel 1527, in occasione delle scorrerie di Sciarra Colonna in Valnerina, il borgo tornò sotto Spoleto, per poi tornare nuovamente tra i possedimenti di Cascia per accettazione del ricorso presentato da quest'ultima alla Camera Apostolica.
In questo periodo Usigni, pur riconoscendo la sovranità di Spoleto, godette di maggiore autonomia, concessa tramite l'approvazione di un proprio statuto nel 1529, all'interno della Chiesa di San Salvatore.
Nel 1536 lo Stato Pontificio impose ai Comuni di Spoleto e Cascia di concordare una pace, ordinando anche il riordino politico del territorio casciano. A seguito della risistemazione territoriale Usigni tornò sotto la giurisdizione di Cascia. Per timore di un'imminente invasione spoletina, il piccolo borgo ottenne da Cascia l'autorizzazione all'edificazione di un nuovo torrione nel 1553.
Nel XVII secolo il Castello venne integralmente restaurato su iniziativa del Cardinale Fausto Poli, nato nel 1581, al fine di riparare i gravi danni portati dal terremoto che colpì la Valnerina nel 1599.
L'intervento di restauro modificò profondamente il tessuto urbano medievale. Venne lasciata la Chiesa di San Salvatore nella parte più elevata e abbattute le antiche mura.
Con l'occupazione napoleonica del 1809 Usigni venne separato dalla giurisdizione di Cascia. Nel 1816 Papa Pio VII confermò questo distacco, accorpando il borgo al Comune di Poggiodomo.
Il nuovo Comune venne confermato con l'Unità d'Italia del 1861, nonostante nel 1869 i cittadini di Usigni avanzarono la richiesta di essere aggregati a Monteleone di Spoleto.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Pochi sono i monumenti presenti a Usigni, che tuttavia si presenta ben conservato e anche animato dalle tante iniziative della piccola comunità che vi abita.
1) CISTERNA DEL CARDINALE POLI
Il monumento più particolare del borgo é la Cisterna del Cardinale Poli, realizzata in modo tale che la camera idraulica sia riposta in uno spazio che si affacci sulla sottostante vallata.
Il parapetto quadrangolare porta scolpito, in superficie, lo stemma cardinalizio, ed é sovrastato da una struttura in ferro. La cisterna, importante opera urbanistica medievale, venne realizzata dai Maestri Lombardi o Comacini, maestri che esercitavamo l'arte dello scalpellino.
Il pozzo in pietra é composto da due parti, la base e l'architrave. Il basamento, di forma quadrangolare é costituito da cornici modanate nella parte superiore, e impreziosito da due insegne scolpite appartenenti al casato del Poli.
Altro pregevole elemento architettonico é il portale lapideo, scolpito e modanato, utilizzato per il prelevamento delle acque.
NB. Le informazioni sulla storia del Comune, sono state estrapolate dalla sezione "Storia del Comune", nel Portale istituzionale del "Comune di Poggiodomo. Provincia di Perugia", in www.comune.poggiodomo.pg.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Carlo Borromeo di Poggiodomo, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Carlo Borromeo - Poggiodomo (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Pietro a Poggiodomo, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Pietro - Poggiodomo (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni sul borgo di Usigni, sulla storia e i monumenti, sono state estrapolate dal post "Castello di Usigni - Poggiodomo (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.








Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.