STORIA
Serrone é un Comune di 2.955 abitanti della Provincia di Frosinone, posto a 738 m.s.l.m., alle pendici del Monte Scalambra, cima della catena dei Monti Ernici, al confine tra Lazio e Abruzzo, non lontano dagli Altopiani di Arcinazzo Romano, nella Città Metropolitana di Roma Capitale.
Il territorio venne abitato, in origine, dalla popolazione italica degli Ernici che, a difesa della capitale Anagni, stabilirono un piccolo villaggio fortificato nell'odierna Località Lesca. Dell'antico villaggio ernico rimangono alcune testimonianze, tra le quali due torri.
Nel 306 a.C. il territorio ernico venne conquistato dai Romani. Nel periodo imperiale, i ricchi patrizi vi fecero realizzare numerose ville, come testimoniano i resti del III secolo di una di esse, rinvenuti in Località Grotte.
La nascita del primo insediamento fu dovuta alle vie di comunicazione, che mettevano in connessione Roma con le cittadine erniche di Trevi nel Lazio, Subiaco e Vallepietra.
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, e la successiva Guerra Greco - Gotica (545 - 554), che oppose le truppe degli Ostrogoti a quelle bizantine, il borgo passò sotto il controllo bizantino.
Con l'invasione dei Longobardi, Serrone non entrò in possesso dei nuovi arrivati, rimanendo in mano bizantina. Nel X secolo il territorio ricadde sotto la giurisdizione dei monaci benedettini di Subiaco.
Nel 1378 il Pontefice Gregorio XI, concesse il feudo alla Famiglia Conti di Segni mentre, nel 1427, il Castello passò sotto la dominazione dei Colonna. La Signoria dei Colonna raggiungerà la sua massima potenza nel 1569, con l'istituzione del Ducato di Paliano.
Nel 1799 il borgo venne conquistato dalle truppe francesi di Napoleone Bonaparte, entrando a far parte della Repubblica Romana, nel Distretto di Tivoli. Nel 1870, insieme a Roma e al resto del Lazio, Serrone venne annesso al Regno d'Italia, nel Circondario di Frosinone mentre, a partire dal 1927, entrò nel territorio della neocostituita Provincia di Frosinone.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il borgo medievale si presenta compatto, composto da un dedalo di vicoli, tipici dell'urbanistica medievale, per impedire alle truppe nemiche di spostarsi agevolmente al suo interno.
1) CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO
La principale architettura religiosa del borgo é la Chiesa di San Pietro Apostolo. A causa della mancanza di documenti storici, non si ha notizia della data esatta dell'edificazione della chiesa.
Solo grazie alla visita pastorale del 1754, si é venuti a conoscenza che già nel 1192 esisteva nel territorio una chiesa soggetta al Vescovo di Palestrina.
La chiesa, più volte modificata e ampliata nel XVII secolo, é distinta in tre navate, un presbiterio rialzato, un coro e la Cappella del Sacro Cuore di Gesù, edificata su commissione del Vescovo Monsignore Aronne.
Degno di nota é il pulpito ligneo finemente scolpito, dotato di colonne scanalate, capitelli ionici e cornicione spezzato. Sulla facciata del pulpito si aprono tre nicchie, con piccole statue in legno raffiguranti tre evangelisti. L'organo in controfacciata risale al XVIII secolo.
Il pavimento della chiesa venne rifatto nel 1926 e, con buona probabilità, cela un cimitero d'ignota datazione. Il soffitto ligneo della navata centrale é impreziosito da una tela dipinta, mentre le navate laterali sono ornate da altrettante tele. Alle pareti sono stati rinvenuti pregevoli affreschi di scuola umbra.
Nella parete destra é ospitata un'immagine rovinata, ritraente Erode con la testa di Giovanni Battista in mano e Salomé con il piatto portato in avanti che volta la testa dall'altra parte per non vedere.
Nella stessa parete é presente un altro affresco che ritrae un Papa in primo piano, che poggia il cappello sulla testa di un cavaliere per affidargli un importante incarico. Sulla parete opposta, é un affresco probabilmente ritraente Luigi Gonzaga intento a dare la Comunione ad un Santo cavaliere con l'aureola dorata. L'ultimo affresco della parete sinistra, raffigura l'Apparizione dell'angelo a San Pietro.
Sull'altare maggiore é posta la tela di San Michele Arcangelo, Patrono di Serrone, di autore ignoto, realizzata tra il 1660 e il 1680, appartenente alla scuola romana di Carlo Maratta.
La tela prende spunto dall'opera di Guido Reni, del 1635, anch'essa ritraente San Michele Arcangelo.
L'opera é sovrastata da un'ulteriore tela raffigurante San Pietro Apostolo. Le opere sono inglobate da una cornice in stucco seicentesca.
2) SANTUARIO REGINA DELLA PACE, CAPPELLA VOTIVA E CROCE DEL MONTE SCALAMBRA
Il Monte Scalambra, alle cui pendici sorge Serrone, é l'ultima propaggine dei Monti Ernici, e raggiuge una quota di 1.420 m.s.l.m..
Sulla vetta della montagna si trova il Santuario Regina della Pace con l'attigua cappella votiva, voluto nel 1976 dagli ex combattenti della Seconda Guerra Mondiale come ricordo dei caduti di tutte le guerre.
Il Santuario e la cappella vennero progettate dall'Ingegner Aurelio Leone e dal fratello Architetto Pietro.
La statua bronzea della Madonna che sorregge una croce, posta in corrispondenza della vetta della montagna, ha un'altezza di 6,12 m e poggia su un piedistallo della medesima altezza.
La statua bronzea é posta su un piedistallo di 6,12 m
NB. Le notizie storiche, sulla Chiesa di San Pietro Apostolo, sul Santuario Regina della Pace, la Cappella Votiva e la Croce del Monte Scalambra, sono state estrapolate dalla sezione "Storia e Territorio", nella pagina ufficiale del "Comune di Serrone", in www.democrito.gazzettaamministrativa.it.













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