venerdì 27 settembre 2024

AREZZO: CITTA' D'ARTE DI GIORGIO VASARI E FRANCESCO PETRARCA E DELLA GIOSTRA DEL SARACINO

 STORIA

Arezzo é uno Comune italiano di 99.469 abitanti, capoluogo dell'omonima Provincia in Toscana.

La città d'arte é famosa nel mondo per aver dato i natali al pittore Giorgio Vasari, di cui si può ammirare la sua dimora colma di affreschi e opere d'arte.

La fondazione della città risale all'Epoca Villanoviana, ma subì sin da subito l'influenza del popolo etrusco, aumentando sempre più la sua importanza fino ad entrare a far parte nella lega delle dodici lucumonie conosciuta come dodecapoli.

Le prime testimonianze archeologiche sono datate alla fine del VI secolo a.C.. Di quest'epoca sono presenti tratti di mura e le splendide sculture della Chimera e della Minerva, statue in bronzo del III e del V secolo a.C. conservate presso il Museo Archeologico di Firenze.

Nel 311 a.C. la città venne conquistata dai Romani. Durante le due guerre civili che videro opposti gli eserciti di Cornelio Silla e Caio Mario, e la successiva guerra tra Cesare e Pompeo, la città si schierò in entrambe le occasioni con gli sconfitti. Con la vittoria di Cesare divenne una colonia.

Con l'inizio dell'Impero Arezzo accrebbe la sua importanza, e vennero edificate le terme, l'anfiteatro e il teatro. Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente, nel 456, e la successiva Guerra Greco - Gotica (545 - 554), la città mantenne la sua importanza strategica, venendo occupata dai Longobardi.

Con la sconfitta longobarda da parte dei Franchi la città entra a far parte del Sacro Romano Impero.

A partire dall'anno 1000 la città si rese sempre più autonoma dal dominio imperiale, costituendosi in Libero Comune. A partire dal Duecento venne abbellita con pievi romaniche e case torri.

Nelle contese tra guelfi e ghibellini, Arezzo si schiera dalla parte di questi ultimi e, dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento nel 1266, ucciso sul campo di battaglia dagli Angioini, la città rimase l'ultimo baluardo ghibellino. Per assoggettarla definitivamente, il Papato finanziò truppe fiorentine e mercenari francesi che sconfissero gli aretini a Campaldino nel 1289.

Nel Trecento la città si risollevò economicamente e, nel 1304, vi nacque il celebre poeta Francesco Petrarca. Dopo la disfatta di Campoaldino e la fine dell'autonomia comunale, il feudo di Arezzo venne acquistato dal Signore Guido Tarlati, con cui prese avvio un periodo di sviluppo e una nuova fase di ampliamento.

Nel Cinquecento alla Signoria dei Tarlati succedette quella Medicea, il cui governo si rivelò purtroppo infausto. Il Palazzo Comunale e il vecchio duomo vennero abbattuti, e si diede avvio a una nuova opera di fortificazione. Le condizioni economiche della città peggiorarono, coincidendo con una fase di declino demografico. Nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Arezzo, tra i più visitati e conosciuti d'Italia, ospita al suo interno un vasto patrimonio di opere d'arte, risalenti in particolare al Quattrocento e al Cinquecento, fatto che ha portato la città a possedere una grande varietà di cicli pittorici e opere d'arte eseguiti, tra gli altri, da grandi artisti italiani.

L'itinerario di visita può avere inizio o dalla parte alta della città, ove si trovano il duomo, il Museo Diocesano e il Palazzo Comunale, o dalla suggestiva Piazza Grande, con la visita al Palazzo della Fraternità dei Laici e alla grande Chiesa di Santa Maria della Pieve.

Qualunque itinerario si preferisca, la città saprà soddisfare le aspettative.

1) MUSEO DELLA CASA VASARI

La visita al centro storico può avere inizio dal Museo della Casa Vasari, elegante residenza dell'artista, da questo acquisita nel 1541. Giorgio Vasari (1511 - 1574) fu sempre legato alla sua città natale.

Il piano nobile venne personalmente affrescato dallo stesso pittore, con temi allegorici, biblici e mitologici, oltre ai dipinti su tavola incastonati nel soffitto a cassettoni lignei.

Tra gli ambienti della casa spicca la Quadreria, ove sono esposte opere in gran parte provenienti dalle Gallerie Fiorentine.

Nella residenza si conserva anche l'Archivio Vasariano, non aperto al pubblico, ove viene conservata la corrispondenza dell'artista aretino.


Museo della Casa Vasari


Camera di Abramo con soffitto ligneo
affrescato nel 1548 con Dio che
benedice il seme di Abramo
promettendogli un'infinita discendenza 

DESCRIZIONE

Salita la scalinata si accede alla casa dalla Sala del Camino affrescata nel soffitto con la Cacciata dell'Invidia e della Fortuna da parte delle virtù e, alle pareti, con figure allegoriche e paesaggi dell'antichità.

Sulla destra della sala si accede alla Cappellina voltata a botte. La volta é affrescata con la raffigurazione della Madonna Assunta, realizzata da Fra Paolino, mentre lo splendido pavimento maiolicato risale al XVI secolo.


Cappellina

Pavimento maiolicato della Cappellina

Dalla Cappellina si percorre il Corridoio di Cerere, con affreschi tardo manieristi. Tra di essi possono essere ammirati la Circoncisione di Mirabello Cavalori e la Morte di Ardone di Jacopo Zucchi.


Corridoio di Cerere

Si passa poi alla Camera Nuziale, con soffitto ligneo affrescato dal Vasari con la raffigurazione di Abramo posto tra le figure allegoriche di Pace, Concordia, Virtù e Modestia.

Oltre alla Camera Nuziale, il corridoio permette di accedere alla stanza adibita a Cucina, affrescata nel 1827 da Raimondo Zaballi.


Cucina


Volta affrescata della Cucina decorata nel
1827 da Raimondo Zaballi con due figure non
identificate, di cui una rappresentata nell'atto
d'incoronare l'altra

Di seguito é la Camera di Apollo, affrescata con la raffigurazione di Apollo affiancato dalle nove Muse e dall'Allegoria dell'Amore coniugale.

Si giunge infine alla stanza più nota della casa, la Camera della Fama, impreziosita con la pregevole decorazione ad affresco raffigurante, sul soffitto ligneo la Fama e, nelle lunette, le quattro Arti.


Camera della Fama


Soffitto ligneo affrescato con l'allegoria della Fama

Il piccolo ambiente attiguo contiene il modellino ligneo della Loggia del Vasari, oltre ad altre statue dalle ridotte dimensioni, opera di Santi di Tito, raffiguranti la Madonna con Bambino, Sant'Elisabetta e San Giovannino.

Oltrepassata la Camera della Fama si esce sul Giardino Privato, utilizzato dal Vasari come orto.


Quadreria


Volta affrescata della Quadreria


Giardino Privato del Palazzo

2) PALAZZO PRETORIO

Imboccando la salita di Corso Italia, il primo monumento del centro storico con cui si viene a contatto é il pregevole Palazzo Pretorio, oggi sede della Biblioteca Comunale di Arezzo.

Il palazzo ebbe origine grazie all'accorpamento di più palazzi duecenteschi, appartenuti alle nobili Famiglie medievali di parte guelfa degli Albergotti, Lodomeri e Sassoli.

A partire dal 1290 il palazzo ospitò la sede del Capitano di Giustizia e le varie magistrature.

La porzione del palazzo di proprietà della Famiglia Sassoli, venne utilizzata come carcere a partire dal Quattrocento.

Nel corso del tempo cambiò spesso la sua destinazione d'uso, fino a ricoprire quella di biblioteca, a partire dal 1959.

DESCRIZIONE

La struttura attuale é in stile rinascimentale, riportato al suo aspetto originario negli anni Trenta del XX secolo. La splendida facciata é abbellita dalle sculture raffiguranti gli Stemmi di Podestà, Capitani, Commissari e Vicari scelti da Firenze per il governo della città.


Palazzo Pretorio


Facciata del Palazzo Pretorio abbellito dagli
stemmi signorili scolpiti. Al centro é lo
Stemma con il giglio mediceo

Dopo aver oltrepassato l'ingresso della facciata settentrionale, si accede all'ampio cortile quadrangolare.

Nelle sale interne del palazzo che ospitano la Biblioteca Comunale, si trovano affreschi realizzati tra il XV e il XVII secolo. Nel 1609 venne istituita la Biblioteca della Fraternità dei Laici, che raccoglie la più grande raccolta di volumi della città.


Vestibolo della Biblioteca Comunale


Affreschi dello scalone del Palazzo Pretorio

Di fronte alla facciata del Palazzo Pretorio si trovano i Giardini del Praticino. Nella parte orientale dei giardini sono i resti del Palazzo del Capitano del Popolo, edificato nel 1278 e smantellato a partire dal 1539.

Nei giardini é posta la statua bronzea denominata la Hermana y la Herida (la Sorella e la Ferita), realizzata dall'artista catalano Abel Vallmitjana negli anni Cinquanta del XX secolo.

3) CATTEDRALE DEI SANTI PIETRO E DONATO

Nella parte più alta del Colle di San Pietro su cui sorge il centro storico, si erge la Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, principale luogo di culto cattolico della città.

Nel 1203 Papa Innocenzo III ordinò che la Cattedrale fosse trasferita entro le mura castellane.

Grazie al lascito testamentario di Papa Gregorio X, morto in città nel 1276, l'anno successivo vennero avviati i lavori per l'edificazione della nuova imponente Cattedrale, promossi su iniziativa del Vescovo Guglielmo degli Ubertini. Nei secoli successivi, a causa delle guerre sostenute dal Comune, il cantiere venne bloccato due volte, per essere portato a compimento nel 1511.

ESTERNO

Il prospetto meridionale della chiesa, presenta numerosi rimaneggiamenti architettonici dovuti alle varie interruzioni subite dal cantiere di edificazione. La scalinata in travertino che conduce all'ingresso é settecentesca, la facciata é dell'inizio del XX secolo, mentre la cuspide campanaria risale al 1937.

Infine la zona presbiteriale, venne completamente rifatta nel 2012 ad opera di Giuliano Vangi.

Sul fianco rivolto verso Via Ricasoli si trova il portale trecentesco mentre, nella zona retrostante, é riposto l'abside poligonale del Duecento.


Facciata romanica della Cattedrale dei
Santi Pietro e Donato


Portale maggiore ogivale della Cattedrale


Lunetta del portale maggiore, impreziosita
da un pregevole gruppo scultoreo


Abside poligonale del duomo, affiancato
dal campanile

INTERNO

L'interno della chiesa, realizzato in stile gotico, presenta una pianta a croce latina a tre navate, interrotte da un transetto. Splendide sono le volte a crociera completamente affrescate.


Interno della Cattedrale in stile
gotico a tre navate

Numerose sono le opere d'arte conservate. Partendo dalla navata di sinistra, si trova il fonte battesimale esagonale, impreziosito dal bassorilievo raffigurante il Battesimo di Gesù, realizzato nel 1425 - 30, attribuito a Donatello.

Di seguito é la Cappella della Madonna del Conforto, affrescata a partire dal 1796 con splendide decorazioni neoclassiche. All'interno della cappella si nota l'altare del 1823 con la maiolica della Madonna del Conforto.

Nella cappella si trovano opere in terracotta inventariata di Andrea della Robbia, il più celebre ceramista italiano. Degne di nota sono le tele ritraenti Giuditta che mostra al popolo la testa di Oloferne, realizzata nel 1803 da Pietro Benvenuti e Abigail che placa l'ira di David, eseguita da Luigi Sabatelli nel 1806.


Cappella della Madonna del Conforto


Cupola della Cappella della Madonna
del Conforto

Sulla parete sinistra del duomo si trova la tela del Martirio di San Donato, opera di Pietro Benvenuti del 1794 e la Cappella Ubertini, contenente la statua della Madonna con Bambino.

L'organo venne disegnato nel 1536 da Luca da Cortona e rifornito di un basamento in pietra realizzato da Giorgio Vasari. Nella parete sinistra é lo splendido Cenotafio di Guido Tarlati del 1330, realizzato in marmo da Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura. Di fianco al Cenotafio si trova il pregevole affresco di Piero della Francesca del 1459, raffigurante Santa Maria Maddalena.


Cenotafio marmoreo di Guido Tarlati, realizzato
nel 1330 da Agostino di Giovanni e Agnolo
di Ventura

Monumento sepolcrale di Ciuto Tarlati del 1334 con affresco del Crocifisso tra la Madonna e i Santi col donatore Ciuccio di Vanni Tarlati di Pietramala

Nella piccola abside di sinistra é un altare sovrastato dalla teca contenente il corpo del Pontefice Gregorio X.


Teca in vetro contenente il corpo del Pontefice
Gregorio X

L'altare maggiore é sovrastato dalla pregevole Arca di San Donato, realizzata in marmo da Giovanni di Francesco e Betto di Francesco con l'aiuto di altre maestranze, tra il 1364 e il 1365.


Arca di San Donato

La navata centrale presenta pregevoli volte affrescate. A partire dall'ingresso, le prime tre volte vennero decorate tra il 1520 e il 1526 da Guillaume de Marcillat mentre, le altre tre volte, sono state affrescate da Salvi Castellucci tra il 1660 e il 1664. Gli affreschi raffigurano le Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento.

4) PALAZZO DEI PRIORI

Di fianco al duomo sorge il Palazzo dei Priori, sede ufficiale del Municipio.

Venne realizzato al fine di ospitare la magistratura del Libero Comune, e gli organi amministrativi che si sono succeduti.

DESCRIZIONE

Il palazzo venne edificato a partire dal 1337. Nel 1472 venne completata la prima ristrutturazione, ad opera di Domenico del Fattore e Bartolomeo Serragli.

Nel 1572 venne nuovamente rinnovato su progetto di Alfonso Parigi il Vecchio, cui si deve il loggiato a tre ordini. L'intervento terminò nel 1602. Nel 1650 il crollo della facciata distrusse il loggiato quattrocentesco, mai più riedificato.

Nel 1800 il quadrante dell'orologio sulla torre campanaria venne abbellito con le decorazioni delle Quattro Stagioni e delle allegorie di Giustizia e Fortezza, affrescate da Luigi Catani.


Palazzo dei Priori


Facciata del Palazzo ornata da una merlatura
ghibellina aggiunta nel XX secolo

L'ultima ristrutturazione si ebbe nel periodo 1930 - 1933, ad opera degli Architetti Giuseppe Castellucci e Umberto Tavanti. Questi operarono interventi di medievalizzazione del palazzo progettando la loggetta esterna e inserendo la merlatura ghibellina. Anche il torrione venne sovrastato con una cuspide a merlatura ghibellina.

All'interno é visibile la Sala del Consiglio Comunale, ove si conserva un affresco staccato del Quattrocento di Parri di Spinello, che rappresenta Cristo in Croce tra la Madonna e San Giovanni Evangelista. La Sala della Giunta Comunale espone due tele del Vasari, raffiguranti i ritratti di Benedetto Accolti e Pietro Accolti e gli affreschi del 1610 di Teofilo Torri, raffiguranti dodici Storie di Arezzo romana e medievale.

5) MUSEO DIOCESANO (MUDAS) E PALAZZO VESCOVILE

MUSEO DIOCESANO (MUDAS)

Una visita da non mancare nel centro storico é quella al Museo Diocesano, ove sono conservati preziosi oggetti di uso liturgico. Il percorso espositivo si articola in cinque sale, collocate all'interno del Palazzo Vescovile, e offre al visitatore un insieme di opere d'arte che vanno dal XII secolo fino ai giorni nostri.

La collezione iniziò ad essere raccolta nel 1950, su iniziativa degli storici dell'arte Roberto Longhi e Mario Salmi.

Tra i cimeli conservati da ammirare é lo stendardo della Compagnia San Giovanni de' Peducci, del 1548 affrescato, da un lato, con la Predica di San Giovanni Battista e, dall'altro, con il Battesimo di Cristo.

Altra importante opera é la scultura della Madonna della Misericordia, commissionata dalla Confraternita della Fraternità dei Laici.

Reliquiario Ostensorio in oro e argento fuso, sbalzato e cesellato e rame dorato del 1815


Corale C del 1240 - 1250

PALAZZO VESCOVILE

Dopo aver visitato il Museo Diocesano, sito al piano terra, per completare la visita occorre salire al piano nobile e ammirare le meravigliose stanze del Palazzo Vescovile.

Odierna residenza del Vescovo della Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, il palazzo venne edificato su commissione di Guglielmino degli Ubertini.

Nel 1468 l'artista Bartolomeo della Gatta progettò uno splendido loggiato, per mettere in collegamento il palazzo con la Cattedrale. Dopo la sua edificazione numerosi furono gli interventi di rifacimento, tra i quali, in particolare, quello voluto dal Vescovo Pietro Usimbardi a partire dal 1595.


Facciata del Palazzo Vescovile

DESCRIZIONE

Il piano nobile del palazzo svolgeva la funzione di dimora del Vescovo, oltre alle funzioni di ricevimento in occasione di incontri formali.

Il primo ambiente che s'incontra é il Vestibolo, caratteristica stanza di accoglienza con le pareti affrescate con raffigurazioni dei Santi e luoghi di culto principali del territorio aretino.


Vestibolo affrescato con raffigurazioni di
Santi e luoghi di culto principali del
territorio aretino

Procedendo, si accede alle stanze affrescate tra il 1606 e il 1609 da Teofilo Torri, che rappresentano le Scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

La principale sala espositiva del palazzo é la Sala della Giustizia, decorata con uno straordinario ciclo di affreschi che ne ricopre completamente le pareti. Gli affreschi, anch'essi realizzati dal Torri, rappresentano Allegorie dei Vizi Capitali.


Sala della Giustizia

Affresco della parete settentrionale


Affresco della parete di fondo

Il Torri eseguì anche gli affreschi della Cappella Palatina, rappresentando le Storie di Gesù e San Pietro.

Le ultime tra sale del palazzo, la Sala Rossa, la Sala Verde e la Sala Gialla, espongono tele dipinte, realizzate tra il XVI e il XIX secolo. Nella Camera dei Papi, destinata ad ospitare i Pontefici che si recano in visita ad Arezzo, si trovano affreschi neoclassici del 1794, realizzati da Pietro Benvenuti, raffiguranti le Allegorie di Pace e Giustizia.

Sala Rossa

Soffitto ligneo dipinto della Sala Rossa

Sala Verde

Soffitto ligneo della Sala Verde

6) CHIESA DI SAN DOMENICO

Superato il Palazzo Vescovile, prima di scendere nella Piazza Grande, é d'obbligo una vista a una delle chiese più rappresentative della città, la Chiesa di San Domenico.

L'edificio di culto venne realizzato in stile gotico, nel luogo in cui, a partire dal 1240, si stanziarono i Frati Domenicani. I lavori di edificazione della chiesa vennero terminati agli inizi del Trecento.


Facciata della Basilica di San Domenico


Portale maggiore della basilica
a tutto sesto

DESCRIZIONE

La struttura presenta un interno solenne, ove sono contenute opere d'arte di grande valore.


Interno della basilica in stile gotico

Sulla sinistra della controfacciata si trova un affresco di Spinello Aretino della fine del Trecento, raffigurante le Storie dei Santi Filippo e Giacomo, sormontate dalla lunetta affrescata con il Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria e il successivo martirio.


Affresco in controfacciata a due ordini.
Nell'ordine inferiore sono raffigurate le
Storie dei Santi Filippo e Giacomo mentre,
nella lunetta superiore, sono affrescati
il Matrimonio mistico di Santa Caterina
d'Alessandria e il martirio

Sulla parete sinistra sono affrescati San Vincenzo Ferrer, attribuito a Lazzaro Vasari, le Storie di San Cristoforo e, di nuovo, il Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria di Parri di Spinello. Tutti gli affreschi citati risalgono al primo periodo del Quattrocento.

Di seguito si ammirano tre opere del XV secolo di Giovanni d'Agnolo di Balduccio raffiguranti la prima, la Madonna con il Bambino tra San Clemente e San Lorenzo, la seconda l'Annunciazione e l'ultima il Crocifisso tra San Giovanni e San Michele Arcangelo.


Affresco della controfacciata in due ordini.
Nell'ordine inferiore é la Crocifissione
tra i Santi Giovanni e Michele Arcangelo

La Sagrestia é accessibile tramite un portale duecentesco, sovrastato da Angeli musicanti del XVIII secolo di Bernardino Santini.

Nella zona absidale si aprono tre cappelle gotiche voltate a crociera, con la centrale dalle maggiori dimensioni rispetto alle due laterali.


Le tre cappelle gotiche che si aprono nel
fondo della chiesa

La cappella sinistra nell'area absidale é ornata con il dipinto dell'Annunciazione, realizzato nel 1386 da Spinello Aretino, e il dipinto della Crocifissione tra la Madonna, San Giovanni e due cavalieri, opera della prima metà del Trecento attribuito al Maestro delle Sante Flora e Lucilla.

Nella stessa cappella é collocata la tela della Madonna con Bambino del XIV secolo.

Nei pressi dell'ingresso, sulla parete destra si possono ammirare pregevoli affreschi raffiguranti Cristo Giudice e la Madonna del Popolo della prima metà del XIV secolo, realizzati dal Maestro del Vescovado.

Segue un affresco rovinato di Parri di Spinello della prima metà del Quattrocento, ove rimangono visibili gli Angeli musicanti. Segue la splendida terracotta inventariata nel periodo 1515 - 1520 della bottega di Giovanni e Girolamo della Robbia, raffigurante San Pietro Martire.

Ad un livello più elevato é un affresco della fine del Duecento di Montano d'Arezzo, raffigurante la Predica del Beato Ambrogio Sansedoni.

Proseguendo s'incontra la Cappella Dragomanni, realizzata da Giovanni di Francesco Fetti tra il 1360 e il 1377. Al suo interno si trova l'affresco del 1321 di Donato e Gregorio d'Arezzo, raffigurante la Disputa tra Gesù e i Dottori nel tempio.

Sulla destra della controfacciata, si ammira l'affresco raffigurante il Crocifisso tra la Madonna, San Nicola, San Giovanni e San Domenico e la lunetta con le Storie di San Nicola, affrescate da Parri di Spinello nella prima metà del Quattrocento.

CROCIFISSO DI CIMABUE

L'altare maggiore della basilica, é sovrastato da uno dei principali capolavori dell'arte medievale italiana ed europea, il Crocifisso su tavola lignea, realizzato dal pittore Cenni di Pepo, meglio conosciuto come Cimabue, maestro di Giotto.

La grandiosa opera d'arte venne realizzata tra il 1265 e il 1271, e consiste in una pregevole tavola lignea sagomata e dipinta a tempera e olio su tela, che propone la tradizionale iconografia del Cristo Penitente, rappresentato con gli occhi chiusi, la testa appoggiata sulla spalla, il corpo incurvato a sinistra e la muscolatura marcata.

Nel Crocifisso sono raffigurate anche le figure dei due dolenti a mezzobusto, comprese all'interno di due piccole cornici disposte ai lati delle due braccia del Crocifisso. La piccola cornice sulla sinistra racchiude una tavola della Madonna mentre, quella di destra, rappresenta San Giovanni Evangelista.

Sia la Madonna che San Giovanni, sono rappresentati nell'atto di poggiare la testa nella mano in segno di sofferenza. Sopra la testa di Cristo, si legge la tradizionale scritta latina "Questo é Gesù Nazzareno, Re dei Giudei", solitamente abbreviata nell'acronimo INRI.

Al di sopra del cartello con la tradizionale scritta INRI, si trova una piccola cornice circolare con un Cristo benedicente a mezzobusto.


Crocifisso ligneo di Cimabue

7) PIAZZA GRANDE

Completata la visita alla parte alta del centro storico, é possibile scendere al livello più basso e pianeggiante. Tra le due zone della città si trova Piazza Grande, cuore pulsante del centro storico e splendida scenografia della Giostra del Saracino.

Sorta intorno al 1200, venne fortemente modificata nel corso del tempo, con la realizzazione degli edifici monumentali che ne definiscono il perimetro. Tra le principali architetture che vi si affacciano, si possono considerare il Palazzo delle Logge, la Pieve romanica di Santa Maria Assunta, la centrale fontana del 1603 progettata da Gherardo Mechini e il Palazzo della Fraternità dei Laici.


Piazza Grande


Veduta di Piazza Grande dalla torre
del Palazzo della Fraternità dei Laici


Corso Italia


Vetrina del Cory Music, negozio
discografico in Corso Italia

8) PALAZZO DELLE LOGGE

Il Palazzo delle Logge, progettato da Giorgio Vasari nel 1573, domina il lato superiore di Piazza Grande.

Alla morte del Vasari, il palazzo venne portato a compimento nel 1595.

La struttura presenta superfici intonacate, in cui risaltano gli elementi architettonici in pietra locale, tra cui pilastri, cornici marcapiano, finestre e archi voltati a crociera.

9) PALAZZO DELLA FRATERNITA' DEI LAICI

L'altro lato della Piazza Grande é chiuso dal Palazzo della Fraternità dei Laici, la cui costruzione ebbe inizio nel 1375.

La realizzazione della facciata, affidata a Baldino di Cino e Niccolò di Francesco, venne interrotta nel 1377. Nel biennio 1395 - 1396 la lunetta del portale maggiore venne affrescata da Spinello Aretino con la raffigurazione di Cristo in pietà tra Maria e San Giovanni dolenti.


Palazzo della Fraternità dei Laici


Portale maggiore del Palazzo sovrastato
da una lunetta impreziosita dall’affresco
di Cristo in pietà tra Maria
e San Giovanni dolenti

Il secondo piano del palazzo venne progettato nel 1433 da Bernardo Rossellino, che realizzò il bassorilievo della facciata raffigurante la Madonna della Misericordia con il Bambino, tra i protomartiri Loretino e Pregentino, affiancata dalle statue di San Donato e San Gregorio.

Il campanile a vela che impreziosisce la facciata, venne progettato da Giorgio Vasari nel 1549.

Sul campanile venne posto l'orologio astronomico realizzato da Felice Salvatora da Fossato nel 1552.

Visitando l'interno del palazzo e salendo le scale della torre, é possibile ammirare gli ingranaggi dell'orologio, che scattano ogni ora e vengono tutt’ora rimessi a mano da uno speciale addetto.


Meccanismo dell'orologio del Palazzo
della Fraternità dei Laici


Meccanismo dell'orologio tutt'ora rimesso a mano


Cella Campanaria del Palazzo della
Fraternità dei Laici


Panorama del centro storico dal campanile
del palazzo


Scalone d'Onore


Sala espositiva del palazzo, dove sono
esposte varie tele dipinte


Sala con tavolo ligneo centrale ove
sono conservati documenti storici


Sala ove sono conservati storici orologi


Mobilio che conserva i preziosi orologi


Meccanismi che compongono gli orologi

10) CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIEVE

Di fianco al Palazzo della Fraternità dei Laici sorge la Chiesa di Santa Maria della Pieve, che rivolge alla Piazza Grande, non la facciata principale, rivolta verso Corso Italia, ma lo splendido abside semicircolare. La struttura costituisce la principale architettura romanica della città, caratterizzando l'inconfondibile profilo della piazza.

La visita alla Pieve una tappa imprescindibile nell'itinerario alla scoperta del centro storico.

Le origini della chiesa vengono fatte risalire tra il V e il VI secolo, sui resti di un edificio pagano, sostituito da un secondo edificio dalle maggiori dimensioni, intorno al IX secolo.

Nel XII secolo la primitiva pieve venne demolita, e ne venne edificata una nuova in stile romanico.

Nella prima metà del Duecento venne riedificata la facciata, mentre nel XII secolo venne edificata l'abside e scavata la cripta.

Negli anni Sessanta del Cinquecento la struttura venne rimaneggiata secondo i progetti di Giorgio Vasari. Nei secoli XVII e XVIII l'interno venne modificato in forme barocche mentre, tra gli anni 1859 e 1880, la chiesa venne riportata al presunto aspetto romanico originario, apportandovi modifiche presumibilmente non conformi.

Tra gli interventi più invasivi si ricordano lo smantellamento, nel 1865, della splendida cappella gotica che dava su Piazza Grande e la riedificazione della cripta.

ESTERNO

L'esterno della chiesa presenta una splendida facciata romanica, attualmente in restauro, caratterizzata da tre ordini, inferiore, mediano e superiore.


Campanile romanico della Chiesa
di Santa Maria della Pieve

L'ordine inferiore é suddiviso in cinque arcate cieche poggianti su colonne di granito, al quale si sovrappone il loggiato superiore composto da tre ordini, scandito da colonne dalle ridotte dimensioni, tutte differenti fra loro.

Il portale centrale é sovrastato dalla lunetta recante il gruppo scultoreo raffigurante la Vergine Assunta in Cielo tra due Angeli, del 1216, attribuita ad uno scultore di nome Marchio o Marchionne.

Al di sotto della statua corre un fregio scolpito con le figure della Madonna tra gli arcangeli Michele e Gabriele, i Santi Satiro e Donato e gli Apostoli.

L'archivolto é decorato con lo splendido ciclo scultoreo dei Mesi, vero capolavoro della scultura medievale realizzato nel Duecento da maestranze padane.

Il portale laterale destro é sovrastato dalla lunetta recante il bassorilievo del Battesimo di Gesù mentre, nella lunetta del portale laterale sinistro sono scolpiti tralci di vite e grappoli d'uva. Entrambe le lunette risalgono alla prima metà del XIII secolo.

Anche il portale che si apre su Via Seteria é ornato con un bassorilievo del XIII secolo, raffigurante una trama di croci, foglie e grappoli d'uva.

INTERNO

L'interno si presenta in stile romanico, distinto in tre navate. Nella controfacciata é una lastra marmorea con altorilievo raffigurante l'Adorazione dei Magi, opera del Marchionne degli inizi del Duecento. L'opera rappresenta la Vergine Incoronata con Bambino in Trono che riceve la visita dei Magi e con il piede schiaccia i drago della tentazione e del peccato.


Interno romanico della chiesa a tre navate

Sulla parete sinistra si ammira un bassorilievo marmoreo del XII secolo, raffigurante il Presepio, donata alla città tra il 1910 e il 1912.

Dallo stesso lato si apre la Cappella del Santissimo Sacramento, edificata nel 1593, e impreziosita da una statua quattrocentesca della Madonna con Bambino, e dai pregevoli affreschi neoclassici del 1815 di Luigi Ademollo, raffiguranti le Storie del Nuovo e del Vecchio Testamento.


Cappella del Santissimo Sacramento
decorata con affreschi neoclassici


Volta della Cappella del Santissimo Sacramento


Affreschi della medesima cappella realizzati
nel 1815 da Luigi Ademollo, raffiguranti
le Storie del Nuovo e del Vecchio Testamento

Il presbiterio sopraelevato é raggiungibile salendo alcuni gradini. E' sovrastato dal Crocifisso del 1260 di Margarito d'Arezzo, e dall'affresco raffigurante San Domenico e San Francesco d'Assisi del 1360, realizzato da Andrea Nerio. La principale opera d’arte é il polittico di Pietro Lorenzetti, realizzato tra il 1320 e il 1324, raffigurante la Madonna con Bambino tra Santi.


Presbiterio sopraelevato


Abside semicircolare


Polittico di Pietro Lorenzetti del 1320 - 24,
raffigurante la Madonna con Bambino
tra Santi

Tornando verso l'uscita si osserva il pregevole fonte battesimale esagonale, decorato con formelle scolpite a bassorilievo da Giovanni d'Agostino, tra il 1330 e il 1332.

CRIPTA

Nella zona del presbiterio, scendendo le scale, si accede alla cripta, ove si ammira il pregevole busto reliquiario di San Donato, realizzato nel 1346 in argento dorato, sbalzato e cesellato, impreziosito da smalti traslucidi e pietre dure.

Il busto reliquiario venne forgiato nella bottega degli orafi Paolo Ghiselli e Pietro Vanni.


Accesso alla cripta


Cripta a tre navate sottostante
il presbiterio


Pilastro della cripta sovrastato
da un capitello


Altare maggiore della cripta


Busto reliquiario di San Donato, realizzato nel
1346 in argento dorato, smaltato e cesellato
arricchito di smalti e pietre dure

Pozzo di San Donato

11) CHIESA DEI SANTI MICHELE E ADRIANO

Lungo Corso Italia si trova la Chiesa dei Santi Michele e Adriano, nell'omonima piazzetta.

Il piccolo luogo di culto venne edificato in epoca longobarda, presumibilmente intorno all'VIII secolo.

I primi documenti che attestano l'esistenza della chiesa risalgono all'XI secolo. Nel 1095 la chiesa figurava come dipendente dai Monaci Camaldolesi e, fin dal Medio Evo, svolse la funzione di parrocchia, i cui confini vennero sanciti nel 1150.

Dapprima realizzato in stile romanico, nella prima metà del Trecento l'edificio venne ampliato e modificato in stile gotico, con l'aggiunta di cappelle, affreschi e altre opere d'arte.

Nel 1652 il monastero venne chiuso e, con il successivo trasferimento dei monaci, mantenne il solo titolo di parrocchia.

ESTERNO

L'esterno della chiesa presenta un pronao dipinto in stile neoclassico, nei primi anni del XIX secolo, provvisto di quattro colonne, frontone e timpano. Le decorazioni vennero eliminate su progetto di Giuseppe Castellucci negli anni Trenta del XX secolo.

Nel 1934 al di sopra del portale maggiore venne realizzato il mosaico raffigurante Cristo Re tra i Santi Michele e Adriano, realizzato da Giovanni Bassan nel 1934.

INTERNO

L'interno, a navata unica, é ricco di opere d'arte. Nel lato sinistro della chiesa si trova l'affresco staccato della Vergine e il Bambino della seconda metà del XIV secolo attribuito ad Andrea di Nerio.

Sempre sulla sinistra é l'affresco della Crocifissione degli ultimi anni del Trecento, insieme alla tavola del Sacro Cuore di Gesù, realizzata nel 1941 da Aldo Dragoni, e il Crocifisso ligneo della fine del Seicento di un anonimo pittore toscano.

La decorazione della parete di sinistra é conclusa con l'altare neogotico che accoglie la pala di Aldo Dragono del 1940, raffigurante i tre Carmelitani, come San Giovanni della Croce, Santa Teresa d'Avila e Santa Teresa Margherita Redi.

L'altare maggiore é impreziosito dalla tavola di Neri di Bicci, realizzata nel 1466, raffigurante la Madonna in trono con Bambino tra i Santi Benedetto, Michele, Giovanni Battista e Romualdo.

Ai piedi dei personaggi é affrescata una Crocifissione con angeli inginocchiati in preghiera.

Sulla destra dell'altare maggiore si trova l'ingresso alla Sagrestia, sovrastato dalla statua della Madonna con Bambino, scultura di scuola napoletana del XVIII secolo.

12) BADIA DELLE SANTE FLORA E LUCILLA

Tra gli edifici più imponenti del centro storico, a poca distanza da Corso Italia, é la splendida Badia delle Santa Flora e Lucilla, principale monastero benedettino della città.

Nel 1196 il Comune di Arezzo costrinse i monaci a trasferirsi all'interno delle mura cittadine al fine di limitare la loro sfera d'influenza. Nel 1209 i monaci si stabilirono a ridosso della cinta muraria medievale. Il complesso architettonico venne rinnovato nel 1315 ma, gli interventi più corposi, si ebbero a partire dal 1489, con la realizzazione del chiostro.

Il primo edificio venne realizzato agli inizi del Duecento, ma negli anni Sessanta dello stesso secolo le dimensioni vennero ingrandite. Nel 1564, su progetto di Giorgio Vasari, la chiesa venne ingrandita ancora una volta, con la realizzazione delle navate laterali.

Tra il 1649 e il 1711 venne innalzato il campanile ottagonale.


Badia delle Sante Flora e Lucilla


Portale maggiore della chiesa

DESCRIZIONE

L'interno della chiesa é a navata unica, voltato a botte.

La visita ha inizio dalla controfacciata dove, sulla parte sinistra, si ammira l'affresco del San Lorenzo, dipinto nel 1476 da Bartolomeo della Gatta. La controfacciata é impreziosita anche da altre opere, tra le quali la tela dell'Immacolata Concezione del 1603 di Teofilo Torri.


Interno romanico a navata unica

Gli altari disposti nella parete sinistra, ospitano splendide tele. Il primo di tali altari é sovrastato dalla tela della Vergine in Gloria tra i Santi Bartolomeo e Martino e da quella raffigurante i Santi Benedetto e Scolastica, entrambe realizzate nel 1606 da Marco Mezzaroppi.

Vi sono poi i dipinti della Madonna della Pappa, attribuito a Jacques Stella, della prima metà del XVII secolo, e la tela del San Mauro Taumaturgo, realizzata da Paolo de Matteis nel 1690.

Nel transetto sinistro é lo splendido tabernacolo scolpito di Benedetto da Maiano del 1478.

Nella chiesa si trova inoltre il Monumento Sepolcrale che accoglie le spoglie di Giorgio Vasari e dei membri della sua famiglia, realizzato tra il 1562 e il 1564 dallo stesso architetto coadiuvato dai suoi collaboratori. Il lato anteriore del monumento presenta la scultura della Vocazione dei Santi Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, realizzato nel 1551 mentre, nella parte retrostante il monumento, é la scultura raffigurante San Giorgio e il drago, realizzata da Giovanni Stradano.

Il transetto é sovrastato dalla finta cupola affrescata da Andrea Pozzo nel 1702.


Altare maggiore della chiesa


Finta cupola affrescata da Andrea Pozzo nel 1702

Sul transetto destro é riposto l'affresco raffigurante le Mistiche nozze di Santa Caterina d'Alessandria, realizzato da Teofilo Torri nel biennio 1605 - 1606. Nei pressi dell'uscita é collocato il Crocifisso su tavola del 1319, opera di Segna di Bonaventura.

Gli altari della parete destra sono impreziositi dalle opere della Madonna con Bambino e i Santi Mauro, Lucia e Luigi IX, realizzata nel XVII secolo da Bernardino Santini, del Crocifisso ligneo di Braccio da Montelupo eseguito tra il 1504 e il 1510 e dalla Visitazione di Giovanni Antonio Lappoli del biennio 1524 - 1526.

Nella parete destra della controfacciata é esposta la Pala Albergotti, una tavola lignea dipinta da Giorgio Vasari, caratterizzata da una parte centrale del 1566 raffigurante l'Assunzione e Incoronazione della Vergine, alla quale, a partire dal 1570, vennero aggiunti San Francesco d'Assisi e San Donato.

13) CHIESA MUSEO DI SAN FRANCESCO

La principale tappa dell'itinerario di visita della città é la Chiesa Museo di San Francesco, visitabile con un biglietto acquistabile dalla vicina biglietteria.

I Frati Francescani vi si stabilirono tra il 1211 e il 1217, e la chiesa venne progettata da Fra' Giovanni da Pistoia. L'edificazione si protrasse fino a gli anni Settanta del XIV secolo. Tra il XVI e il XVII secolo venne edificato il campanile.


Facciata della Chiesa di San Francesco


Portale maggiore della chiesa

DESCRIZIONE

L'interno della chiesa, a navata unica, é ricco di cappelle e affreschi, che vanno dal XIV al XVI secolo.

Tra i più rilevanti s'incontrano, nella controfacciata, la Madonna in Trono con Bambino di Domenico Pecori del XVI secolo, e alcuni affreschi quattrocenteschi, come la Cena in casa del Fariseo e San Francesco in Gloria di Giovanni d'Agnolo di Balduccio.

Al di sopra dell'abside si ammira la vetrata raffigurante il Perdono della Porziuncola, realizzato da Guillame de Marcillat nel 1524.


Interno della chiesa in stile romanico con
tre absidi gotici nella parete di fondo

Oltrepassate le scale che conducono alla chiesa inferiore, s'incontrano la Cappella di Sant'Antonio, affrescata con le Storie di Sant'Antonio da Padova e, più in alto, la Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta del 1280 di Loretino d'Andrea.

Sul lato destro della chiesa si apre la Cappella Catenacci, con un pregevole ciclo di affreschi del primo Quattrocento raffigurante San Francesco glorioso e San Michele Arcangelo.

Nella successiva Cappella Muratori si osservano gli affreschi dell'Estasi di San Francesco, realizzati da Bernardino Santini nella prima metà del Seicento e l'Adorazione dei Magi di Giovanni Antonio Lappoli del 1529.

Nella zona absidale si aprono tre splendide cappelle ogivali.

Sulla sinistra dell'abside si trova la Cappella Tarlati, ove sono visibili l'Annunciazione di Neri di Bicci del 1470, e l'affresco staccato del primo Cinquecento dell'Annunciazione, realizzato da Matteo Lappoli.


Decorazione della Cappella Tarlati distinta in tre ordini. Nell'ordine superiore é affrescata l'Annunciazione di
Neri di Bicci del 1470

STORIE DELLA VERA CROCE

Il cuore pulsante della Chiesa di San Francesco é l'abside centrale, chiamato Cappella Bacci, ove é visibile lo straordinario ciclo di affreschi delle Storie della Vera Croce, eseguito da Piero della Francesca tra il 1452 e il 1466.


Cappella Bacci. Nella parete
di fondo, in basso a destra,
é raffigurato il Sogno di Costantino,
prima scena notturna della storia
dell'arte

Le scene rappresentate, raccontano la leggenda del rinvenimento del legno che servì per la realizzazione della Croce di Cristo, rifacendosi alla Legenda Aurea narrata da Jacopo da Varagine nel XIII secolo.


Affreschi di Piero della Francesca
raffiguranti le Storie della
Vera Croce


Volta a botte affrescata della Cappella Bacci

Il ciclo pittorico si sviluppa su tre livelli, la narrazione della storia ha inizio dalla lunetta di destra posta in alto.

Qui é rappresentata la scena dell'Esaltazione della Croce, con l'Imperatore bizantino Eraclio che riporta la Croce a Gerusalemme durante un pellegrinaggio. I fedeli cristiani accorrono e s'inginocchiano dinanzi alla reliquia.

Di seguito sono raffigurati i Profeti Ezechiele e Geremia, per poi passare alla scena della Morte di Adamo. Della scena sono rappresentati tre diversi momenti. Sulla destra é raffigurato Adamo accasciato che sta per morire contornato dai figli e dall'anziana Eva alle sue spalle.

La scena centrale mostra il momento del Ritrovamento delle tre croci e la verifica della Croce, con Elena, madre dell'Imperatore Costantino, nell'atto di far scavare il terreno sul Golgota rinvenendo i resti della Croce di Cristo insieme a quelle dei Ladroni.


Cappella Bacci raffigurante,
nell'ordine superiore, l'Esibizione della Croce, nella
scena centrale il Ritrovamento delle tre Croci e la verifica della Croce

Sulla parete destra sono affrescate su tre livelli le scene della Tortura dell'Ebreo, del Sollevamento della Croce e dell'Adorazione della Croce e l'Incontro tra il Re Salomone e la Regina di Saba.


Parete destra della cappella raffigurante,
nell'ordine superiore la Tortura dell'Ebreo,
nell'ordine mediano, l'Incontro tra il Re Salomone
e la Regina Saba mentre, nell'ordine inferiore,
le scene del Sollevamento della Croce e
dell'Adorazione della Croce

Nella prima scena, la Croce, dopo la morte di Cristo, é stata sepolta, e solo un ebreo di nome Giuda é a conoscenza della sua posizione. Per obbligarlo a parlare, Elena lo sottopone a supplizio, calandolo in un pozzo, e lasciandovelo fino a che non si decide a parlare. Nella scena sono mostrati dei funzionari che lo tirano fuori dalla cisterna. Insieme alla Tortura dell'Ebreo é affrescata la scena del Sollevamento della Croce.

Nella fascia centrale si trova la seconda scena, che mostra l'Adorazione della Croce e l'Incontro tra il Re d'Israele Salomone e la Regina di Etiopia e Yemen Saba. Nella raffigurazione la Regina Saba si sta recando in visita dal Re Salomone, seguita dalla corte delle sue dame e, in una trave, riconosce il legno dell'Albero della Conoscenza

Nella parte destra, all'interno del palazzo, la Regina incontra il Re Salomone, davanti al quale s'inginocchia, rivelando l'identificazione della Vera Croce.

Affresco de la Tortura dell'Ebreo e l'incontro tra Re Salomone e la Regina Saba

Vi é poi la Battaglia di Eraclio e Cosroé, dove Cosroé II, Re persiano della dinastia Sasanide, conquista Gerusalemme requisendo la reliquia della Vera Croce, facendosi adorare alla stregua di una divinità cristiana. L'esercito cristiano, comandato dall'Imperatore Bizantino Eraclio, lo cattura e lo fa decapitare nel Gennaio del 628.

In alto é raffigurata l'Annunciazione, ove si nota Dio che invita l'Arcangelo Gabriele ad informare Maria della nascita di Cristo, tramite la discesa dello Spirito Santo. La penultima scena raffigura il Sogno di Costantino, e mostra l'Imperatore che dorme nel letto la notte prima dello scontro decisivo con Massenzio, che riceve un angelo in sogno che gli preannuncia la vittoria a Ponte Milvio.

Infine l'affresco che raffigura la Vittoria decisiva di Costantino su Massenzio, avvenuta nel 312 a Ponte Milvio. Il futuro Imperatore mostra la Croce agli avversari pagani che si ritirano a causa della sconfitta.


Affresco della parete sinistra su tre livelli con l'ordine superiore decorato con
l'Annunciazione, l'ordine centrale affrescato con
Dio che invita l'Arcangelo Gabriele ad informare Maria
della nascita di Cristo, tramite la discesa dello Spirito Santo
mentre, nell'ordine inferiore é raffigurata la Vittoria di
Costantino su Massenzio

NB. Le informazioni storiche della città di Arezzo, sono state estrapolate dal post "Storia di Arezzo", nel portale Internet ufficiale "Visit Arezzo", in www.visitarezzo.com.

NB. Le informazioni sul Museo della Casa Vasari, sono state estrapolate dal post "Museo di Casa Vasari", nel portale Internet ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni sul Palazzo Pretorio sono state estrapolate dal post "Palazzo Pretorio", nel portale Internet ufficiale "Visit Arezzo", in www.visitarezzo.com.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, sono state estrapolate dal post "Duomo", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni sul Palazzo dei Priori, sono state estrapolate dal post "Palazzo dei Priori", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni relative al Museo Diocesano, sono state estrapolate dal post "MUDAS Museo Diocesano", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni relative al Palazzo Vescovile, sono state estrapolate dal post "Palazzo Vescovile", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa di San Domenico, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Domenico", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni relative al Crocifisso di Cimabue, sono state estrapolate dal post "Crocifisso di Cimabue", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni sul Palazzo della Fraternità dei Laici, sono state estrapolate dal post "Palazzo della Fraternità dei Laici", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Santa Maria della Pieve, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria della Pieve", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni sulla Chiesa dei Santi Michele e Adriano, sono state estrapolate dal post "Chiesa dei Santi Michele e Adriano", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni relative alla Badia delle Sante Flora e Lucilla, sono state estrapolate dal post "Badia della Sante Flora e Lucilla", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

NB. Le informazioni sulla Chiesa Museo di San Francesco, sono state estrapolate dal post della "Basilica di San Francesco", nel portale ufficiale "discover Arezzo", in www.discoverarezzo.com.

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