STORIA
Palazzo Barberini, simbolo del barocco romano, é il risultato del lavoro svolto dai principali architetti romani del tardo Cinquecento e del Seicento, tra i quali Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.
Venne commissionato dal Cardinale Maffeo Barberini, che nel 1623 venne eletto Papa con il nome di Urbano VIII e, appena due anni dopo, acquistò la proprietà della villa sul Quirinale, commissionando all'Architetto Carlo Maderno la realizzazione del nuovo palazzo.
Il Maderno non demolì l'Ala Sforza, già esistente alla data del trasferimento di proprietà ai Barberini, ma la ingloba in una struttura più grande. composta da un'ulteriore ala dirimpettaia, e da un corridoio centrale di collegamento tra le due ali. Nello spazio vuoto che si viene a creare al centro, viene realizzato un ampio cortile.
ESTERNO
La facciata del palazzo é anticipata da un vasto giardino, e presenta un portico con una finta loggia vetrata, probabilmente opera di Gian Lorenzo Bernini, cui venne affidata l'opera dopo la morte di Carlo Maderno nel 1629.
Facciata e cortile del Palazzo Barberini
SALONE DI RAPPRESENTANZA
L'ambiente principale del palazzo é costituito dal Salone di Rappresentanza, dalle maestose dimensioni, affrescato da Pietro da Cortona con la raffigurazione del Trionfo della Divina Provvidenza.
Al salone si accede da un lato, tramite una scala a pozzo quadrato, probabilmente del Bernini e, dal lato opposto, terminante con un vano ove si trova una scala elicoidale, progettata dal Borromini.
Salone di Rappresentanza
Il grande affresco venne realizzato tra il 1632 e il 1639, e celebra il potere politico e spirituale della Famiglia Barberini. Nella scena trovano luogo più di cento personaggi, raffigurati in uno spazio indefinito che dissolve i limiti spaziali imposti dalle forme architettoniche.
Affresco del 1639 di Pietro da Cortona, raffigurante il Trionfo della Divina Provvidenza
Nel bordo della rappresentazione si trova una balaustra in finto marmo dipinta in prospettiva, che distingue la volta in cinque sezioni.
Al centro é raffigurata la figura allegorica della Divina Provvidenza, seduta su un trono di nuvole che, impugnando lo scettro, comanda alla Fama di incoronare lo Stemma della Famiglia Barberini.
Affresco centrale della volta, raffigurante la Divina Provvidenza che, seduta su un trono di nuvole, impugna lo scettro e comanda alla Fama di incoronare lo Stemma della Famiglia
Nei due riquadri laterali si affrontano due principi contrapposti: la prima rappresentazione vede sfidarsi le allegorie dei Vizi e delle Virtù, la seconda quelle del bene e del male: Minerva che atterra i Giganti, la Teologia e la Religione che allontanano la dissolutezza, Ercole che scaccia le arpie e, infine, il Buongoverno che bandisce la guerra e garantisce la pace.
Affresco della volta raffigurante Ercole che scaccia le arpie
SALA DELLA DIVINA SAPIENZA
La sala, a pianta quadrangolare, é impreziosita sulla volta a padiglione, dall'affresco raffigurante la Divina Sapienza, realizzato da Andrea Sacchi intorno al 1630.
Sala della Divina Sapienza
La figura rappresentata é illuminata dal Sole della Sapienza e inscritta nelle Stelle che circondano la Sapienza Divina. La Sapienza é circondata da figure allegoriche che rappresentano le personificazioni delle costellazioni della volta celeste.
Sotto la stessa volta stellata é raffigurata l'unione tra il Principe Taddeo Barberini e della Principessa Anna Colonna mentre le figure del Sole e delle Sirene, simboli allegorici delle due casate, si intrecciano come a presagire la nascita di una cospicua discendenza.
CAPPELLA
Alla Sala della Divina Sapienza é direttamente collegata la pregevole Cappella, dalle ridotte dimensioni, con affreschi che rappresentano il tema dell'Incarnazione della Sapienza nella figura di Cristo, e del parallelo fatto tra l'unione dei committenti Taddeo Barberini e Anna Colonna, e quello della Sacra Famiglia di Nazareth.
L'ambiente é affrescato su quattro lati più la sovrastante lunetta, e la cupola terminale.
Cupola sovrastante la Cappella
La parete frontale é affrescata con la Crocifissione mentre la sovrastante lunetta, con la raffigurazione di Dio Padre e gli Angeli. La parete d'ingresso, alle spalle di chi entra, é affrescata con l'Annuncuiazione mentre, la sovrastante lunetta, con la raffigurazione di San Francesco di Paola che attraversa il mare.
Tela dipinta della Crocifissione
Sulla parete sinistra della cappella é affrescata la scena dell'Adorazione dei Pastori mentre, nella sovrastante lunetta, é riposta la Sacra Famiglia con Sant'Anna.
Infine la parete destra rappresenta l'Ascensione mentre, nella lunetta, é affrescato il Riposo durante la fuga in Egitto.
Parete sinistra con la tela dell'Adorazione dei Pastori e, nella lunetta, la Sacra Famiglia con Sant'Anna
SALA 19
La Sala 19 venne fatta affrescare nel 1585 circa su commissione di Paolo I Sforza di Santa Fiora, che fece realizzare le decorazioni ad artisti vari, tra i quali Niccolò Circignani detto "il Pomarancio" e Baldassarre Croce.
Gli affreschi rappresentano gli Stemmi dei Cardinali che alludono alla protezione divina accordata alla famiglia.
Sala 19
SALA DEI PAESAGGI MATTEI
La Sala dei Paesaggi Mattei raffigura scene di paesaggi, un genere di pittura che aumento gradevolmente la propria importanza nel corso del XVII secolo.
Il paesaggio perse il suo carattere accessorio e diventa il soggetto dominante della rappresentazione.
Al centro della volta era posto un quadro, già andato perduto quando, nel 1625, i Barberini acquistarono l'edificio. Nel resti della volta sono affrescate figure di Profeti in paesaggi di natura fiamminga, e Sibille con i libri delle profezia, alludenti alla nascita del Messia.
Sala dei Paesaggi Mattei
Scena affrescata con un Profeta nella natura. Negli angoli destro e sinistro, due Sibille
SALA DI RENI E GLI EMILIANI
Nella sala sono esposti importanti dipinti di Guido Reni, pittore tra i caravaggeschi, che operò in larga misura a Bologna, insieme ai Fratelli Carracci.
Le tele di Reni sono caratterizzate da una grande eleganza delle forme, molto vicini alla visione classicista, che conferiscono alle scene maggiore pathos e, alle forme dei personaggi, una forte sensualità.
Tela dipinta di Guido Reni raffigurante la Maddalena Penitente, realizzata nel 1631 - 1632
SALA DELLA PITTURA VENEZIANA
La Sala 20 intitolata "Venezia" é dedicata a decorazioni ad affresco realizzate nel corso del XVI secolo, su commissione della Serenissima, dei ceti religiosi o dei mercanti.
Il soffitto della sala é affrescato con la raffigurazione del Carro di Apollo con le Quattro Stagioni, eseguito nel 1693 dal pittore Giuseppe Chiari, raffigurante la Nascita del Giorno con il carro del sole guidato da Aurora, realizzato in occasione delle nozze tra il Principe Urbano Barberini e Felice Ventimiglia Pignatelli.
NB. Le informazioni storiche su Palazzo Barberini, sono state estrapolate dai post "PALAZZO BARBERINI" e "GALLERIA CORSINI", nel portale Internet ufficiale del "GALLERIE NAZIONALI BARBERINI CORSINI", in www.barberinicorsini.org,
NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'affresco del Trionfo della Divina Sapienza, sono state estrapolate dal post "Il Trionfo della Divina Provvidenza e il compiersi dei suoi fini sotto il pontificato di Urbano VIII", nel portale Internet ufficiale delle "GALLERIE NAZIONALI BARBERINI CORSINI", in www.barberinicorsini.org,













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