sabato 17 maggio 2025

PALAZZO BARBERINI: IL PROTOTIPO DEL BAROCCO ROMANO

 STORIA

Palazzo Barberini, simbolo del barocco romano, é il risultato del lavoro svolto dai principali architetti romani del tardo Cinquecento e del Seicento, tra i quali Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.

Venne commissionato dal Cardinale Maffeo Barberini, che nel 1623 venne eletto Papa con il nome di Urbano VIII e, appena due anni dopo, acquistò la proprietà della villa sul Quirinale, commissionando all'Architetto Carlo Maderno la realizzazione del nuovo palazzo.

Il Maderno non demolì l'Ala Sforza, già esistente alla data del trasferimento di proprietà ai Barberini, ma la ingloba in una struttura più grande. composta da un'ulteriore ala dirimpettaia, e da un corridoio centrale di collegamento tra le due ali. Nello spazio vuoto che si viene a creare al centro, viene realizzato un ampio cortile.

ESTERNO

La facciata del palazzo é anticipata da un vasto giardino, e presenta un portico con una finta loggia vetrata, probabilmente opera di Gian Lorenzo Bernini, cui venne affidata l'opera dopo la morte di Carlo Maderno nel 1629.

Facciata e cortile del Palazzo Barberini


Tela dipinta dell'Autoritratto in veste di Bacco, realizzata da Caravaggio nel 1595 - 96


Tela dipinta del Narciso realizzata da Caravaggio


Tela dipinta di Giuditta che decapita Oloferne
realizzata da Caravaggio tra il 1599 e il 1600


Tela dipinta della Cena di Emmaus, realizzata
da Caravaggio nel 1606, conservata presso
la Pinacoteca di Brera a Milano

APPARTAMENTO DI TADDEO BARBERINI

Nel piano terra del palazzo é ospitato l'Appartamento di Taddeo Barberini, Principe di Palestrina, nipote del Pontefice Urbano VIII.

La decorazione venne realizzata dal pittore maltese Michelangelo Marulli. La volta della sala venne decorata nel 1678 con allegorie di figure mitologiche rappresentate come allegorie delle Virtù Cardinali.

Il soffitto della sala, affrescato da Agostino Tassi e Simone Lagi nel 1630, presenta una balaustra rappresentata in scorcio prospettico con uccelli e animali. Al centro é la corona del titolo principesco.


Appartamento di Taddeo Barberini


Volta affrescata con la Corona del titolo principesco


Balaustra della volta dipinta in prospettiva

SCALONE D'ONORE

Lo Scalone d'Onore, posto sul lato settentrionale, costituisce l'accesso agli appartamenti del piano nobile. La funzione della scala non era solo onorifica, ma anche pratica.

Nelle nicchie che si aprono alle pareti dello Scalone, sono riposte le statue raffiguranti quattro imperatori romani, tra cui Massimo Trace, Commodo, Adriano e Tiberio. La scala termina con la scultura a rilievo raffigurante il Leone, simbolo di forza e ascendente zodiacale del Pontefice Urbano VIII.

Accanto al Leone é collocata la scultura raffigurante Apollo Sauroctono, ossia "uccisore del Pitone", simbolo del male.


Scalone d'Onore


Cortile quadrangolare che ospita lo scalone

SALA DEL CANTIERE ROMANO

La Sala del Cantiere romano contiene le opere di vari artisti del Quattrocento che, in qual periodo, si recarono a Roma su commissione del Pontefice Martino V, che riunisce a riunire interpreti dell'arte dallo con linguaggi stilistici molto differenti fra loro, come il Beato Angelico e Gentile da Fabriano.


Sala del Cantiere Romano


Tela dipinta della Natività con i Santi Lorenzo e
Andrea, realizzata da Antoniazzo Romano
tra il 1485 e il 1490


Tela dipinta
della Madonna con Bambino e Santi,
realizzata da Niccolò di Liberatore detto
"l'Alunno", tra il 1465 e il 1470


Tela dipinta raffigurante la Strage degli Innocenti,
realizzata nel biennio 1570 - 1571 da Niccolò
Circignani detto "il Pomarancio"


Scala Borrominiana


Gradini della Scala Borrominiana


Vano interno della scala

SALA "LA MANIERA"

A partire dal XVI secolo si sviluppa in Italia una nuova corrente artistica, conferendo all'arte e alla figura dell'artista, il rango di una vera e propria professione. L'Architetto che metterà per iscritto la definizione dell'Artista come figura professionale fu Giorgio Vasari.

Le regole dell'arte non sono più solo quelle che si insegnano all'interno delle botteghe e degli ateliers, ma anche gli insegnamenti teorici riportati nei trattati, come la scienza che sta dietro la prospettiva, o la conoscenza dell'anatomia umana.


Sala "la Maniera"


Tela dipinta nel 1541 da Giorgio Vasari,
raffigurante l'Allegoria dell'Immacolata
Concezione

SALONE DI RAPPRESENTANZA

L'ambiente principale del palazzo é costituito dal Salone di Rappresentanza, dalle maestose dimensioni, affrescato da Pietro da Cortona con la raffigurazione del Trionfo della Divina Provvidenza.

Al salone si accede da un lato, tramite una scala a pozzo quadrato, probabilmente del Bernini e, dal lato opposto, terminante con un vano ove si trova una scala elicoidale, progettata dal Borromini.

Salone di Rappresentanza

Il grande affresco venne realizzato tra il 1632 e il 1639, e celebra il potere politico e spirituale della Famiglia Barberini. Nella scena trovano luogo più di cento personaggi, raffigurati in uno spazio indefinito che dissolve i limiti spaziali imposti dalle forme architettoniche.

Affresco del 1639 di Pietro da Cortona, raffigurante il Trionfo della Divina Provvidenza

Nel bordo della rappresentazione si trova una balaustra in finto marmo dipinta in prospettiva, che distingue la volta in cinque sezioni.

Al centro é raffigurata la figura allegorica della Divina Provvidenza, seduta su un trono di nuvole che, impugnando lo scettro, comanda alla Fama di incoronare lo Stemma della Famiglia Barberini.

Affresco centrale della volta, raffigurante la Divina Provvidenza che, seduta su un trono di nuvole, impugna lo scettro e comanda alla Fama di incoronare lo Stemma della Famiglia

Nei due riquadri laterali si affrontano due principi contrapposti: la prima rappresentazione vede sfidarsi le allegorie dei Vizi e delle Virtù, la seconda quelle del bene e del male: Minerva che atterra i Giganti, la Teologia e la Religione che allontanano la dissolutezza, Ercole che scaccia le arpie e, infine, il Buongoverno che bandisce la guerra e garantisce la pace.

Affresco della volta raffigurante Ercole che scaccia le arpie


Affresco della dea Minerva che atterra i Giganti

SALA DELLA DIVINA SAPIENZA

La sala, a pianta quadrangolare, é impreziosita sulla volta a padiglione, dall'affresco raffigurante la Divina Sapienza, realizzato da Andrea Sacchi intorno al 1630.

Sala della Divina Sapienza


Statua equestre di Carlo Barberini realizzata nel 1630 da Francesco Mochi

La figura rappresentata é illuminata dal Sole della Sapienza e inscritta nelle Stelle che circondano la Sapienza Divina. La Sapienza é circondata da figure allegoriche che rappresentano le personificazioni delle costellazioni della volta celeste.

Sotto la stessa volta stellata é raffigurata l'unione tra il Principe Taddeo Barberini e della Principessa Anna Colonna mentre le figure del Sole e delle Sirene, simboli allegorici delle due casate, si intrecciano come a presagire la nascita di una cospicua discendenza.

CAPPELLA

Alla Sala della Divina Sapienza é direttamente collegata la pregevole Cappella, dalle ridotte dimensioni, con affreschi che rappresentano il tema dell'Incarnazione della Sapienza nella figura di Cristo, e del parallelo fatto tra l'unione dei committenti Taddeo Barberini e Anna Colonna, e quello della Sacra Famiglia di Nazareth.

L'ambiente é affrescato su quattro lati più la sovrastante lunetta, e la cupola terminale.

Cupola sovrastante la Cappella

La parete frontale é affrescata con la Crocifissione mentre la sovrastante lunetta, con la raffigurazione di Dio Padre e gli Angeli. La parete d'ingresso, alle spalle di chi entra, é affrescata con l'Annuncuiazione mentre, la sovrastante lunetta, con la raffigurazione di San Francesco di Paola che attraversa il mare.

Tela dipinta della Crocifissione

Sulla parete sinistra della cappella é affrescata la scena dell'Adorazione dei Pastori mentre, nella sovrastante lunetta, é riposta la Sacra Famiglia con Sant'Anna.

Infine la parete destra rappresenta l'Ascensione mentre, nella lunetta, é affrescato il Riposo durante la fuga in Egitto.

Parete sinistra con la tela dell'Adorazione dei Pastori e, nella lunetta, la Sacra Famiglia con Sant'Anna

SALA 19

La Sala 19 venne fatta affrescare nel 1585 circa su commissione di Paolo I Sforza di Santa Fiora, che fece realizzare le decorazioni ad artisti vari, tra i quali Niccolò Circignani detto "il Pomarancio" e Baldassarre Croce.

Gli affreschi rappresentano gli Stemmi dei Cardinali che alludono alla protezione divina accordata alla famiglia.

Sala 19


Volta della sala affrescata


Affresco degli Stemmi dei Cardinali che alludono alla protezione divina accordata alla famiglia

SALA DEI PAESAGGI MATTEI

La Sala dei Paesaggi Mattei raffigura scene di paesaggi, un genere di pittura che aumento gradevolmente la propria importanza nel corso del XVII secolo.

Il paesaggio perse il suo carattere accessorio e diventa il soggetto dominante della rappresentazione.

Al centro della volta era posto un quadro, già andato perduto quando, nel 1625, i Barberini acquistarono l'edificio. Nel resti della volta sono affrescate figure di Profeti in paesaggi di natura fiamminga, e Sibille con i libri delle profezia, alludenti alla nascita del Messia.

Sala dei Paesaggi Mattei

Scena affrescata con un Profeta nella natura. Negli angoli destro e sinistro, due Sibille

SALA DI RENI E GLI EMILIANI

Nella sala sono esposti importanti dipinti di Guido Reni, pittore tra i caravaggeschi, che operò in larga misura a Bologna, insieme ai Fratelli Carracci.

Le tele di Reni sono caratterizzate da una grande eleganza delle forme, molto vicini alla visione classicista, che conferiscono alle scene maggiore pathos e, alle forme dei personaggi, una forte sensualità.

Tela dipinta di Guido Reni raffigurante la Maddalena Penitente, realizzata nel 1631 - 1632


Tela dipinta del Guercino, del biennio 1617 - 1618, raffigurante San Girolamo nello studiolo che sigilla una lettera

SALA DELLA PITTURA VENEZIANA

La Sala 20 intitolata "Venezia" é dedicata a decorazioni ad affresco realizzate nel corso del XVI secolo, su commissione della Serenissima, dei ceti religiosi o dei mercanti.

Il soffitto della sala é affrescato con la raffigurazione del Carro di Apollo con le Quattro Stagioni, eseguito nel 1693 dal pittore Giuseppe Chiari, raffigurante la Nascita del Giorno con il carro del sole guidato da Aurora, realizzato in occasione delle nozze tra il Principe Urbano Barberini e Felice Ventimiglia Pignatelli.

NB. Le informazioni storiche su Palazzo Barberini, sono state estrapolate dai post "PALAZZO BARBERINI" e "GALLERIA CORSINI", nel portale Internet ufficiale del "GALLERIE NAZIONALI BARBERINI CORSINI", in www.barberinicorsini.org,

NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'affresco del Trionfo della Divina Sapienza, sono state estrapolate dal post "Il Trionfo della Divina Provvidenza e il compiersi dei suoi fini sotto il pontificato di Urbano VIII", nel portale Internet ufficiale delle "GALLERIE NAZIONALI BARBERINI CORSINI", in www.barberinicorsini.org,

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