STORIA
Civita Castellana é un Comune di 15.047 abitanti della Provincia di Viterbo, posto nella Valle del Tevere su uno sperone tufaceo a 145 m.s.l.m..
La cittadina, tra le principali mete turistiche della Provincia, venne fondata sul colle dove si erge tutt'ora intorno al I millennio a.C. dai Falisci, una popolazione che occupava la zona occidentale del Viterbese, al confine con l'Umbria, con il nome di Falerii Veteres.
Con la fondazione di Roma e la sua espansione nel Lazio, la popolazione falisca venne assoggettata dai Romani, che trasferirono la città in pianura lungo le rive del Fiume Tevere, abbandonando l'originario insediamento falisco sulla collina, fondando la colonia di Falerii Novi.
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, il sito romano in pianura venne abbandonato e, per sfuggire alle nuove incursioni saracene del IX secolo, la città venne ritrasferita sull'originaria collina, sviluppandosi vino a costituire l'odierna Civita Castellana.
Nel Medio Evo entrò a far parte dello Stato Pontificio, divenendo rifugio dei Pontefici viterbesi Clemente III e Adriano IV, e fu teatro di scontro tra le Famiglie feudali, schierate tra le fazioni guelfa e ghibellina, tra cui i Prefetti Di Vico e i Savelli. Nel 1426 il feudo venne devoluto alla Camera Apostolica.
Anche nel Cinquecento divenne dimora di Papi tra i quali Alessandro VI, Giulio II e Pio VI.
Nel 1527 venne assediata dai Lanzichenecchi che, una volta saccheggiata Roma, risalirono il tracciato storico della Via Flaminia, puntando verso Narni. Durante il saccheggio venne dato alle fiamme l'archivio cittadino. Nel 1799 vi transitarono le truppe del Generale francese Mac Donald, i garibaldini e Vittorio Emanuele II.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Come antica capitale dell'Agro Falisco, Civita Castellana presenta un centro storico medievale, con elementi architettonici di gusto rinascimentale e barocco, testimonianza tangibile dell'evoluzione storica e artistica conosciuta dalla cittadina laziale nel corso del tempo.
Nelle vicinanze del centro storico, al confine col territorio comunale di Fabrica di Roma, é possibile visitare il sito archeologico romano di Faleri Novii, colonia romana fondata dai Romani sulle rive del Tevere, poi abbandonato in favore del trasferimento in una posizione più difendibile.
Torre medievale
1) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
La Cattedrale di Santa Maria Assunta costituisce la principale architettura religiosa della cittadina, simbolo dello stile romanico e cosmatesco della Provincia, e dell'architettura medievale del territorio.
La sua realizzazione ebbe inizio nel XII secolo, e buona parte degli interni sono stati posti in opera dalla nota famiglia di marmorari romani dei Cosmati. I Cosmati aprirono le loro botteghe a Roma e nelle altre città laziali tra il XII e il XIV secolo, realizzando composizioni pavimentali a tessere policrome con figure geometriche ripetute.
Il corpo principale della chiesa venne affidato agli Architetti Jacopo e Cosma di Lorenzo. Tra il 1736 e il 1740 la chiesa venne ristrutturata in forme barocche su progetto di Gaetano Fabrizi.
ESTERNO
L'esterno della chiesa presenta una facciata preceduta da un portico, al cui centro si trova un grande architrave arricchito da motivi cosmateschi, ove é posta una scritta in oro di cui rimangono oramai poche tracce.
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Tra i due pilastri centrali c'é un arco a tutto sesto, sulla cui fascia mediana si legge la scritta GLORIA IN EXCELSIS DEO... . Al di sopra dell'arco corre un'imponente trabeazione con scritta in oro e blu.
I quattro pilastri portanti del protiro sono scolpiti con i simboli dei quattro evangelisti mentre, al centro dell'arco a tutto sesto, é collocato l'Agnus Dei, simbolo di Cristo. Nei due triangoli dell'attico si trovano due Pellicani marmorei, simbolo dell'Eucaristia.
Il portale centrale a tutto sesto é ricompreso tra due stipiti corinzi, due dei quali poggianti su statue leonine stilofore, adagiati in atteggiamento di riposo.
Portale maggiore
INTERNO
A seguito degli interventi di restauro del 1736, l'interno della chiesa, con pianta a croce latina, presenta una navata unica con cappelle laterali.
Interno a navata unica in stile neoclassico e barocco
Il pavimento é impreziosito da una splendida decorazione cosmatesca, in particolare nella fascia centrale composta da quattordici archi concentrici, che indicano al fedele la direzione per raggiungere l'altare maggiore.
Pavimentazione cosmatesca a cerchi concentrici
Nei due bracci del transetto, destro e sinistro, sono rispettivamente situati due altari laterali barocchi: alla fine del transetto destro é riposto l'Altare della Madonna della Luce mentre, sul braccio sinistro, l'Altare della Madonna del Rosario.
L'altare del transetto destro mostra un affresco raffigurante la Madonna della Luce, realizzato in una data anteriore al 1200, con il Bambino che reca in mano un cartiglio ove é posta la scritta "Ego sum lux".
Altare della Madonna della Luce con l'icona dipinta della Madonna con Bambino che reca in mano un cartiglio con la scritta "Ego sum lux"
L'altare del transetto sinistro, dedicato alla Madonna del Rosario, é invece impreziosito dall'affresco della Madonna del Rosario, dipinto di scuola romana del XV secolo, che rappresenta Angeli che porgono al Bambino due vassoi di frutta. In basso é raffigurato San Domenico mentre, nella cornice che circonda l'opera sono raffigurati i quindici Misteri del Rosario.
Altare della Madonna del Rosario
In fondo alla navata centrale si trova la zona del presbiterio e dell'abside, sovrastati da una tela dipinta del XVIII secolo, opera di Pietro Nelli, raffigurante la Madonna Annunziata, e due affreschi raffiguranti, sulla sinistra, la Resurrezione di San Giovanni e, sulla destra, il Martirio dei Santi Marciano e Giovanni.
Presbiterio e abside semicircolare
L'altare maggiore é costituito da un sarcofago, probabilmente del VI secolo, decorato a rilievi raffiguranti sette nicchie divise da piccole colonnine strigliate. Nelle nicchie sono riposte le sculture che, a partire dalla prima a sinistra, rappresentano: il Sacrificio di Abramo, Cristo che predice a Pietro la sua triplice negazione, la guarigione del paralitico, la Consegna delle chiavi a San Pietro, l'Emorroissa, la Trasformazione dell'acqua in vino alle Nozza di Cana e Daniele che uccide il Serpente adorato come Dio dai Babilonesi.
Altare maggiore costituito da un Sarcofago del VI secolo
La nicchia centrale raffigura la Consegna delle chiavi a San Pietro. Nella prima e nella settima nicchia sono rappresentati un Cesto di Frutta e Corone, simbolo di abbondanza e premio, che il fedele riceverà una volta raggiunta la vita eterna.
Rilievi scolpiti del Sarcofago con la scena, tra le altre, della Consegna delle chiavi a San Pietro
CRIPTA
Nella zona sottostante il presbiterio si trova la cripta, sulla cui origine sono state avanzate molte ipotesi, tra cui quella secondo cui venne edificata tra il VII e l'VIII secolo con l'originale funzione di tempio pagano.
Cripta della Cattedrale del XII secolo
Tuttavia la sua struttura a sala, con la lunghezza delle murature pari all'altezza, la fa accreditare al XII secolo. Sulla sinistra della cripta si trova murato un altare in marmo, su cui sono rappresentati a rilievo, la Madonna con Bambino con due angeli, nel registro inferiore e, in quello superiore, i Santi Marciano e Giovanni Battista. In basso é scolpito a rilievo lo Stemma dei Borgia. L'opera venne realizzata nel 1482 dallo scultore Pietro da Siena.
Volte a crociera della cripta
Sulla destra si trova un secondo ciborio, decorato con rilievi raffiguranti Cristo crocifisso con il calice e l'ostia mentre, ai lati, l'Annunziata e l'Arcangelo Gabriele.
Nell'abside centrale della cripta si trova un grande medaglione in marmo di Carrara del 1728, raffigurante i Santi Gratiliano e Felicissima.
Abside della cripta
2) CHIESA DI SANTA MARIA DEL CARMINE
La Chiesa di Santa Maria del Carmine costituisce l'architettura religiosa più antica della cittadina.
La struttura venne edificata tra il VI e nil VIII secolo, anni in cui la popolazione abbandonò il sito romano di Falerii Novi per tornare ad abitare nell'antica capitale falisca.
La chiesa svolse per anni la funzione di Cattedrale, prima dell'edificazione dell'odierna basilica dei Cosmati. Particolare é il campanile a sezione quadrata traforato da bifore, costituito da blocchi sovrapposti a sezione quadrangolare.
Chiesa di Santa Maria del Carmine
3) FORTE SANGALLO
Il Forte Sangallo costituisce la principale opera architettonica dell'Agro Falisco. Venne potenziata durante il pontificato di Giulio II della Rovere, che commissionò ad Antonio da Sangallo il Giovane lo splendido cortile centrale quadrangolare.
L'edificio fu residenza pontificia fino al 1800. Risiedettero qui i Pontefici Paolo III Farnese, Clemente VIII, Pio V e Pio VII. A partire dal 1819, fino alla Breccia di Porta Pia del 1870, venne utilizzato come carcere.
DESCRIZIONE
La struttura é costituita da un cortile centrale quadrangolare, disposta su più livelli, di cui uno interrato, che ospita le prigioni, composte da diciassette piccole celle, utilizzate con funzione detentiva a partire dalla seconda metà del XVIII secolo.
La possensa delle sue murature lo resero adatto a svolgere la funzione di carcere, ove vennero rinchiusi i principali oppositori politici del potere temporale dei Papi.
Le celle carcerarie occupano la zona più sicura e appartata della fortezza, e hanno una superficie di 12 mq ciascuna. Sulle pareti sono visibili scritte dei detenuti.
Forte Sangallo
4) MUSEO ARCHEOLOGICO DELL'AGRO FALISCO
Il Forte Sangallo ospita al suo interno il Museo Archeologico dell'Agro Falisco, che costituisce, insieme al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, la principale testimonianza della Civiltà Falisca.
I reperti dell'Agro Falisco vennero ospitati nelle sale espositive della fortezza a partire dal 1950, venendo inaugurato nel 1977. I reperti esposti sono stati rinvenuti nei siti delle necropoli falische di Falerii e Narce.
Il museo ricomprende la storia di questa civiltà a partire dal X secolo a.C., da cui é possibile comprendere l'importanza che ebbe l'arte ceramica e vascolare per gli artigiani locali.
Molte sono le tipologie dei reperti esposti, tra cui vasellame a figure nere, statue di divinità e fibule in bronzo. Tra i principali reperti sono ammirabili i reperti del Santuario dei Monte Li Santi, l'Antefissa a Testa di Sileno rinvenuta nella necropoli falisca di Narce e le ceramiche attiche a figure rosse.
NB. Le informazioni sulla storia di Civita Castellana, sono state estrapolate dal post "Storia di Civita Castellana", nel portale Internet "MyTuscia. SCOPRI, ASSAPORA, AMA LA TUSCIA", in www.mytuscia.com.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cattedrale di Santa Maria Maggiore sono state estrapolate dal post "La Cattedrale di Santa Maria Maggiore", nel portale Internet ufficiale della "Diocesi di Civita Castellana", in www.diocesicivitacastellana.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria del Carmine, sono state estrapolate dal post "Chiesa Santa Maria del Carmine", nel portale Internet "INAGROFALISCO", nel sito www.inagrofalisco.it.
NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Forte Sangallo, sono state estrapolate dal post "Forte Sangallo", nel portale Internet "INAGROFALISCO", in www.inagrofalisco.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Museo Archeologico dell'Agro Falisco, sono state estrapolate dal post "Forte Sangallo", nel portale Internet "INAGROFALISCO", in www.inagrofalisco.it.
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