STORIA
Sessa Aurunca é un Comune di 20.027 abitanti della Provincia di Caserta, in Campania, posto ad una quota di 203 m.s.l.m., in corrispondenza della pianura che accoglie anche le cittadine di Caserta e Santa Maria Capua Vetere.
La cittadina sorge su un territorio pianeggiante in prossimità della catena dei Monti Aurunci, da cui prende il nome, il cui toponimo é a sua volta derivante da quello dell'antica popolazione italica degli Aurunci, che s'insediarono nel territorio prima della conquista romana.
La cittadina ha origini molto antiche, venendo probabilmente fondata dagli Aurunci nel 337 a.C. con il nome di Suessa, seguita alla distruzione della più antica città di Aurunca da parte della popolazione dei Sidicini.
Dopo la Guerra Sociale del 90 a.C. venne elevata al rango di municipium, e l'Imperatore Augusto vi fondò una fiorente colonia con il nome di Colonia Julia Felix Classica Suessa.
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente e la spartizione dell'Italia tra Longobardi e Bizantini, la cittadina si ritrovò a far parte, a partire dall'849, del Ducato longobardo di Salerno, con l'adozione della legge Divisio Ducatus mentre, a partire dal X secolo, entrò a far parte del territorio del Ducato di Capua.
Con la conquista normanna del Ducato di Benevento nel 1053 da parte delle armate di Roberto il Guiscardo, la Campania venne distinta in Giustizierati, e Sessa entrò a far parte del Giustizierato di Terra di Lavoro, fino all'Unità d'Italia del 1861.
Nel 1864 le venne aggiunto l'aggettivo Aurunca nel toponimo, per distinguerla dall'omonimo Comune di Sessa Cilento, in Provincia di Salerno, a seguito dell'approvazione del Regio Decreto n. 1998 del 23 Ottobre 1864.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro abitato di Sessa Aurunca sorge sulle pendici dell'antico vulcano, oramai spento, di Roccamonfina. Venne collegata alla Via Appia dai Romani tra il I e il II secolo con la realizzazione del Ponte Ronaco, che la collegò alle cittadine limitrofe.
Vicoli del centro storico
Colonne romane di spoglio dell'antica città romana di Suessa
1) CATTEDRALE DEI SANTI PIETRO E PAOLO
Principale testimonianza artistica e architettonica del centro storico é la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, edificata a partire dal 1103 sui resti di un tempio pagano. L'edificio venne consacrato al culto cattolico nel 1113.
ESTERNO
La Cattedrale presenta una struttura imponente, in stile romanico, realizzata con l'impiego di materiali di spoglio di epoca romana, provenienti dai templi di Mercurio ed Ercole, e dal teatro.
L'esterno presenta una facciata preceduta da un portico a tre arcate, sorrette da possenti pilastri, ornato da motivi scultorei che raffigurano pantere e maschere sceniche, realizzati nel XIII secolo. I rilievi raccontano inoltre le storie dell'Antico e Nuovo Testamento e le scene della vita di San Pietro.
Nell'ordine superiore si apre una grande finestra, riposta all'interno di un'edicola triangolare, arricchita da sculture.
Facciata della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
INTERNO
L'interno é distinto in tre navate, ornate da una splendida decorazione in stucco, sovrastate da archi.
Le colonne che separano le navate sono costituite da blocchi monolitici realizzate con vari materiali, sormontati da capitelli romani di spoglio.
Interno barocco della Cattedrale distinto in tra navate
La navata centrale é ornata da uno splendido pavimento musivo del XII secolo, decorato con una trama con motivi geometrici. La sesta arcata é impreziosita dalla presenza di un grande pergamo, decorato con mosaici e motivi geometrici. La cassa rettangolare del protiro é retta da colonnine, poggianti a loro volta su statue leonine stilofore.
Pergamo ornato da decorazioni cosmatesche a motivi geometrici e colonne poggianti su statue leonine stilofore
Notevoli sono la cassa dell'organo e il monumentale cero pasquale, realizzati nel XIII secolo, decorati da mosaici con elementi figurativi su fondo dorato.
Nella zona sottostante il presbiterio si trova la cripta sostenuta da venti colonne.
Cripta della Cattedrale
2) MONASTERO DI SAN GERMANO
La Chiesa e il Convento di San Germano sono tra i principali esempi di stile barocco presenti nel centro storico. Il monastero venne fondato nel XIII secolo, su strutture architettoniche preesistenti, risalenti al periodo romano di cui si possono notare i materiali di spoglio nella muratura.
Nel corso dei secoli la chiesa subì vari rifacimenti e interventi di restauro, in particolare nel XVIII secolo, anno in cui venne trasformata in forme barocche.
DESCRIZIONE
La facciata ha mantenuto la sua originale struttura romanica, mentre l'interno ha subito pesanti rifacimenti nel XVIII secolo, venendo completamente trasformato in stile barocco.
Lo spazio é completamente ornato da stucchi e marmi policromi, oltre alla presenza di pregevoli dipinti, realizzati in particolare, dall'artista Giuseppe de Pascale.
Facciata della Chiesa di San Germano
3) CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO
Sorta nella parte bassa del centro storico, la Chiesa di San Carlo Borromeo nacque intorno al XII secolo, sui resti di una Cappella dedicata alla Madonna della Neve.
Fra il 1211 e il 1253, anni in cui San Francesco d'Assisi dimorò a Sessa uno dei frati sessani ampliò la piccola chiesa intitolandola a San Francesco "ai pignatari".
Nel 1615 si ebbe la fondazione della Compagnia dei Laici, cui si deve l'ampliamento della struttura, e la ricostruzione con le forme che possiamo osservare.
DESCRIZIONE
La struttura é costituita da due distinti corpi di fabbrica: una basilica superiore e una cripta sotterranea.
Chiesa di San Carlo Borromeo dove, nei sotterranei, sono state rinvenute strutture di epoca romana
La cripta venne edificata per conservare, in una piccola cella annessa, un'immagine del Santo d'Assisi, mentre oggi presenta una fattura barocca, ornata da un pavimento marmoreo del 1778 raffigurante la Rosa dei Venti intrecciata da volute e incorniciata da fasce di racemi e grappoli d'uva.
Sul lato sinistro della cappella si trova una piccola stanza funeraria con quattro vasche, due per lato, sovrastate da nicchie con all'interno piccoli seggi, ove venivano legati i cadaveri in attesa della loro decomposizione.
Sulla parete di fondo della saletta si trova il dipinto raffigurante la Madonna delle Sette Spade con le Anime del Purgatorio. Nei sotterranei sono state ritrovate murature di epoca romana in opus reticolatum.
4) CASTELLO DUCALE E MUSEO ARCHEOLOGICO
Il Castello Ducale di Sessa Aurunca é adibito ad ospitare le sale espositive del Museo Archeologico, i cui reperti sono stati rinvenuti da scavi archeologici effettuati tra il 1999 e il 2003.
Nella sala principale del Castello é esposta la grande statua di Matidia Minore, cognata dell'Imperatore Adriano, realizzata con l'ausilio di due differenti marmi: Grigio per la veste e bianco per le parti nude del corpo.
Notevole é anche il busto di Sabina Augusta, moglie di Adriano, il ritratto di Sabina Matidia, madre di Matidia Minore. Sulle pareti sono esposte la colossale Testa di Livia Augusta e la statua del dio Nilo con intorno gli angeli.
5) TEATRO ROMANO
Portato alla luce tra il 1999 e il 2003, rappresenta una delle principali opere di architettura romana scoperte in Campania. Venne realizzato nel I secolo dall'Imperatore Augusto, e portato a compimento nel II secolo da Antonino Pio.
Venne scavato sul versante occidentale della collina di Sessa, che guarda verso il Golfo di Gaeta, fatto ampliare da Matildia Minore, cognata dell'Imperatore Adriano.
DESCRIZIONE
Il Teatro ha un'altezza di venti metri con una cavea di 110 m di diametro scavata sulle pendici della collina, con tre ordini di gradinate in calcare in grado di ospitare fino a diecimila spettatori.
Si possono notare anche i resti della struttura che sosteneva il velarium, il tendone che proteggeva gli spettatori dalle giornate di pioggia e sole. Vero elemento di pregio del teatro é la scena, ornata da sculture marmoree raffiguranti capitelli, fregi e architravi.
Complesso del teatro romano con cavea e proscenio
Cunei del Teatro Romano
Veduta del teatro verso il proscenio
Le colonne sono realizzate con l'impiego di cinque specie di marmi colorati, mentre gli architravi sono scolpiti in marmo bianco di Carrara o di Atene. Alle spalle della scena sorgeva il porticus pone scaenam, per la sosta degli spettatori durante gli intervalli degli spettacoli.
Ai sui lati sorgevano due aule, una a nord e una a sud: l'aula a sud era affrescata e dotata di ninfeo, mentre quella a nord era dotata di una cripta di collegamento alla viabilità extraurbana, da cui era possibile accedere ed uscire dalla struttura.
6) CHIESA DI SANTA MARIA DELLA GROTTA
Poco al di fuori del centro storico di Sessa Aurunca, nella campagna che circonda la frazione di Rongolise, si trova un autentico gioiello poco conosciuto del patrimonio culturale della cittadina, la Chiesa rupestre di Santa Maria della Grotta.
Al suo interno sono conservati pregevoli affreschi, tra i quali quelli raffiguranti la Madonna col Bambino e la Dormitio Virginis del XII secolo.
7) CRIPTOPORTICO ROMANO
A poca distanza dal teatro si trova il Criptoportico romano, affacciato sulla via scoperta pavimentata in opus spicatum. Realizzato in epoca sillana, presenta una struttura distinta in tre bracci, distinti in due navate, separate da file di pilastri e coperte da volte a botte lunettate.
Le pareti conservano i rivestimenti in stucco bianco e presentano aperture strombate per fa entrare la luce.
Criptoportico romano
8) CHIESA DI SAN GIOVANNI A PIAZZA
La Chiesa di San Giovanni a Piazza, così denominata per la sua centralità nel borgo medievale, venne edificata nel XIII secolo, per essere ristrutturata nel XVIII secolo con la realizzazione del campanile e della torre dell’orologio, e la risistemazione dell’interno.
Subì nuovi restauri nel XIX e XX secolo.
DESCRIZIONE
La chiesa conserva ancora elementi dell’antica struttura medievale nelle monofore presenti sul lato sinistro. Ai lati della struttura si trovano due campanili, tra cui la torre campanaria e la torre dell’orologio.
L’interno, a navata unica, presenta un altare posto sul lato sinistro, commissionato dall’ex Confraternita della Misericordia.
La copertura é costituita da lastre di cemento frutto di restauri risalenti al XX secolo.
Chiesa di San Giovanni a Piazza
Interno della chiesa in stile neoclassico
Cupola della chiesa
Altare maggiore della chiesa
Coro ligneo della chiesa retrostante l'abside
Pavimentazione della chiesa con piastrelle in ceramica
9) CHIESA DI SAN MATTEO (O DEL SANTISSIMO RIFUGIO)
La Chiesa del Santissimo Rifugio é così denominata per essere divenuta sede, a partire dal 1760, dell’omonima confraternita, approvata dal Sovrano Ferdinando IV.
Inizialmente consacrata a San Matteo Apostolo, non se ne conoscono né la data di fondazione, né l’originale aspetto. Tuttavia si conosce la sua prima citazione come “ecclesia”, quindi luogo di culto, rintracciabile in due edizioni della Raccolta delle Decime, quella del triennio 1308 - 1310, e quella del 1326.
DESCRIZIONE
La facciata presenta nelle murature alcuni materiali di spoglio di epoca romana, come una lastra frammentaria in calcare, che commemora la realizzazione di una strada a spese dell’Imperatore Adriano nel 132. Ristrutturata nel 1760 presenta un ordine di lesene ioniche, sormontato da un timpano triangolare spezzato.
Esterno della Chiesa del Santissimo Rifugio
Epigrafe romana incastonata nella facciata della chiesa
L’interno é ad aula unica con copertura a botte lunettata. Sulla destra dell’ingresso é la tela dipinta del 1758 raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Antonio e Agostino. Sugli altari di destra e di sinistra due tele di Giuseppe de Pascale del 1804: quella sulla destra rappresenta San Vincenzo Ferrer Evangelizzatore, quella sulla sinistra la Vergine del Carmelo tra le anime purganti.
Splendida é la pavimentazione della chiesa ornata da pregevoli piastrelle maiolicate.
Il presbiterio é rettangolare con volta a botte lunettata, separato dalla navata da un pregevole cancello in ferro battuto. L’altare maggiore é sovrastato dalla tela dipinta raffigurante la Madonna tra angeli e un vescovo.
Interno della chiesa
Cancellata absidale in ferro battuto
NB. Le informazioni generali sul centro storico e sulla storia, sono state estrapolate dal post "Sessa Aurunca: Arte, Storia, Cultura, Prodotto Tipici, Dove dormire, Dove mangiare, cosa fare nella Provincia di Caserta", nel portale Internet ufficiale della "Provincia di Caserta", in www.provinciadicaserta.com.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, sono state estrapolate dal post "Cattedrale di Sessa Aurunca", in www.provinciacaserta.com.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Carlo Borromeo, sono state estrapolate nel post "LA CHIESA", nel portale ufficiale della "CONFRATERNITA DI SAN CARLO BORROMEO", in www.sancarloborromeo.org.
NB. Le informazioni sul Castello Ducale e sul Museo Archeologico, sono state estrapolate dal post "CASTELLO DUCALE", nel portale Internet di "ITALIA.IT", in www.italia.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria della Grotta sono state estrapolate dal post "CHIESA RUPESTRE DI SABTA MARIA DELLA GROTTA", nel portale Internet ufficiale del "Fondo Ambiente Italiano - FAI", in www.fondoambiente.it.
NB. Le informazioni sul Teatro Romano di Sessa Aurunca sono state estrapolate dal post "SUESSA - SESSA AURUNCA (Campania)", nel pagina Internet "ROMANO IMPERO", in www.romanoimpero.com.
NB. Le informazioni sul Criptoportico Romano sono state estrapolate dal post "SUESSA - SESSA AURUNCA (Campania)", nel portale Internet "ROMANO IMPERO", in www.romanoimpero.com.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Giovanni a Piazza sono state estrapolate dal post “Chiesa di San Giovanni a Piazza <Sessa Aurunca>”, nel portale Internet “LE CHIESE DELLE DIOCESI ITALIANE. Chiese e Parrocchie italiane”, in www.chieseitaliane.chiesacattolica.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Matteo detta del Santissimo Rifugio, sono state estrapolate dal post “Chiesa di San Matteo (detta del SS. Rifugio)”, nel portale Internet della “Diocesi di Sessa Aurunca”, in www.diocesisessa.it.
Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.