STORIA
Sismano é una frazione del Comune italiano di Avigliano Umbro, di 433 abitanti, 17 dei quali nel centro storico, posto al di sopra di un colle ad una quota di 433 m.s.l.m., immerso nel paesaggio collinare della bassa Umbria, tra i Comuni di Acquasparta a Todi.
Anticamente indicato con i toponimi alternativi di Susmano, Sosmano o Submano, forse derivante dal nome della Gens romana Sismia, venne nominato per la prima volta nel documento del Catasto di Todi del 1322. In borgo veniva qui descritto come abitato da ventuno fuochi, cioè famiglie, munita di una fortezza a guardia delle scorrerie messe in atto dal Comune ghibellino di Todi.
Nel 1254 venne devastato dalla Lega Guelfa, condotta dai Comuni di Orvieto, Perugia, Spoleto, Narni e Firenze, contro i ghibellini di Todi.
Tra il 1281 e il 1294 vi soggiornò per lunghi periodi, alternati fra loro, il Cardinale Benedetto Caetani, futuro Papa Bonifacio VIII.
Il futuro Pontefice acquistò il Castello di Sismano, messo in vendita dal mercante fiorentino Mainetto di Rinaldo dei Pucci, per la somma di 8.500 fiorini d'oro.
Durante il Conclave di Perugia, svoltosi nel 1296, nel quale venne eletto Papa Celestino V, il Cardinale Caetani si recò varie volte a Sismano. Tuttavia, quando Celestino V abdicò alla carica di Pontefice, il 13 Dicembre dello stresso anno, Benedetto Caetani venne eletto Papa con il nome di Bonifacio VIII.
Sismano rimase sotto la giurisdizione del Comune di Todi fino al 1' Dicembre 1383, quando il Pontefice Urbano VI lo cedette al guelfo tuderte Catalano Atti che, poco tempo dopo, venne decapitato all'interno della Rocca di Orte nel 1393. Catalano Atti era stato imprigionato a Orte dal figlio di Pandolfo III Malatesta da Rimini.
Il Castello di Sismano venne riconquistato dalla vedova di Catalano Atti, che guidò un proprio esercito verso Sismano nel 1396.
All'inizio del Quattrocento il governo di Todi passò alla fazione ghibellina dei Chiaravalle, noti per aver messo a ferro e fuoco tutto il territorio tuderte e dei Monti Martani.
Figura di spicco della Famiglia fu Matteo di Ulisse Chiaravalle, che occupò il borgo nel 1462, cacciando i guelfi Atti che, tuttavia, tornarono a Todi nel 1494 con l'aiuto dei Baglioni di Perugia, catturarono Matteo e lo fecero impiccare. I parenti del Chiaravalle si vendicarono sui guelfi locali incendiando il Castello tuderte di Fiore, dove uccisero donne e bambini.
Un punto di svolta della situazione tra le famiglie tuderti, venne trovato dal Pontefice Alessandro VI, Cardinale Rodrigo Borgia, padre di Cesare, il Duca Valentino, che stava conquistando l'Italia Centrale per crearsi un proprio Ducato e Lucrezia, che nel frattempo era stata nominata Duchessa di Nepi.
Alessandro VI fece catturare Altobello Chiaravalle, fratello di Matteo, che intanto era stato sconfitto nella cruenta battaglia che oppose i Comuni di Todi e Amelia nelle località guelfa di Collicello e ghibellina di Canale. Dopo la cattura venne imprigionato, trucidato e squartato ad Acquasparta il 6 Agosto del 1500.
Nel 1507 Ludovico Atti divenne Signore di Todi e, nel 1503, rase al suolo la rocca della città.
Nel 1528 governò Todi Angelo Atti, sepolto nella chiesa di Casigliano, frazione di Acquasparta, che acquistò Sismano dal Pontefice Clemente VII per 800 ducati d'oro. Eleonora Atti, figlia di Angelo, sposò Orso II Orsini, uomo violento e assai brutale, che costrinse la moglie a nascondersi dalla sua ira per non essere violentata.
Eleonora si rifugiò a Morlupo ma, una volta scoperta, venne ricondotta dal consorte che la uccise a pugnalate il 14 Ottobre 1475.
Alla notizia della morte di Eleonora, Orso cercò di rifugiarsi a Firenze alla corte Medicea, ma la Signoria fiorentina non lo ricevette. Gli Atti rimasero feudatari del Castello fino al 1500.
Alla fine del Cinquecento i membri della Famiglia Atti s'impossessarono del Castello di Casigliano.
Proprio a Casigliano, nel 1563, in occasione di un banchetto organizzato tra i membri della Famiglia Atti e quelli della Famiglia Cesi, i membri dei Cesi sterminarono quelli degli Atti, nel tentativo d'impossessarsi dei loro feudi.
Tuttavia il tentativo non andò a buon fine dato che, dopo l'eccidio, i feudi vennero confiscati dal Papa e incamerati tra i beni della Camera Apostolica già nel XVI secolo, compreso il Castello di Casigliano.
Nel 1607 il borgo venne acquistato da Bartolomeo Corsini, mercante membro della famiglia che poco tempo dopo elesse pontefice Clemente XII.
In seguito i Corsini vennero nominati Principi di Sismano dal Pontefice Urbano VIII Barberini, titolo che si rinnova e si tramanda ancora oggi.
Pio Tommaso Corsini, ottavo Principe di Sismano, partecipò nel 1947 alle sedute dell'Assemblea Costituente che diede una Costituzione repubblicana all'Italia. I nuovi duchi trasformarono il borgo in una grande impresa, puntando in particolare, sullo sviluppo dell'agricoltura.
MONUEMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Sismano si presenta ben tenuto, caratterizzato dalla presenza di strette vie, che s'intrecciano fra loro, delimitate da file di botteghe medievali ancora ammirabili.
Si accede al centro storico attraversando due porte di cui, la prima, più esterna mentre, la seconda, posta più all'interno. La porta interna é composta da un unico fornice a tutto sesto e presenta, nell'architrave, gli Stemmi scolpiti a rilievo, degli Atti e dei Caetani.
1) CASTELLO DI SISMANO
L'imponente Castello che sovrasta il centro abitato, venne edificato nell'XI secolo, a pianta rettangolare.
La struttura é composta da cinque piani con, agli angoli, due torri circolari.
La fortezza é collocata al di sopra di un terrapieno a scarpa, che lo rende ancora più alto e imponente, accentuando la sua mole e rendendolo visibile in tutto il territorio circostante.
Fino ai primi anni del XX secolo, l'interno del Castello era adibito a frantoio per macinare le olive, e vi si trovavano anche una cucina per la produzione di latticini, come formaggio e ricotta e i magazzini del grano.
Nei sotterranei si trovavano le cantine, dove erano riposte le botti di vino, che venivano lasciate fermentare per trasformarsi in aceto. Le antiche cantine e le stalle, sono state trasformate dalla proprietaria nel Ristorante "I Due Papi".
2) CHIESA DI SANT'ANDREA
Vicino al Castello, sempre all'interno del borgo, si trova la Chiesa di Sant'Andrea, realizzata a partire dal 1635.
La struttura venne edificata a seguito della canonizzazione di un membro della Famiglia, Andrea Corsini, nato nel 1301 e deceduto nel 1374, nominato Vescovo di Fiesole.
Il Santo é anche un antenato dell'attuale proprietaria del Castello, erede della Famiglia Corsini.
Facciata della Chiesa di Sant'Andrea
NB. Le informazioni storiche su Sismano, sul Castello Corsini e sulla Chiesa di Sant'Andrea, sono state estrapolate dal post "Castello di Sismano - Avigliano Umbro (TR)", nel portale Internet "I Luoghi del Silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
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