STORIA
Il Parco Archeologico di Ostia
Antica custodisce le rovine, ben conservate, dell’antica città di
Ostia, fondata sulle rive del Tevere, nelle vicinanze della foce
del fiume che si getta nel Mar Tirreno.
Mentre oggi il fiume corre
nel settore occidentale dell’area archeologica, in origine
costeggiava il lato settentrionale dell’abitato. Anche la linea di
costa è cambiata nei secoli: mentre in epoca romana il litorale
era proprio nei pressi dell’area archeologica, oggi dista 4 km, a
causa dell’avanzamento della terraferma per il depositarsi dei detriti
fluviali negli ultimi duemila anni.
Secondo la leggenda Ostia
venne fondata da Anco Marzio, quarto Re di Roma, intorno al 620 a.C.,
per garantire lo sfruttamento delle riserve di sale alla foce del Tevere.
I primi insediamenti umani nella zona sono, tuttavia, precedenti
all’epoca monarchica: già nel IV secolo a.C. coloni romani edificarono
un castrum, ossia un villaggio fortificato, proteggendolo con mura
in blocchi di tufo per scopi esclusivamente militari. Quando nel II
secolo a.C., cominciò a venir meno l’esigenza militare, la città divenne un
importante scalo commerciale della Repubblica, prima e dell’Impero, poi.
Nel IV secolo Costantino
rese indipendente la vicina città di Porto, rinominandola Civitas
Flavia Costantiniana e spostando nella cittadina tutte le attività
economiche già presenti ad Ostia, trasformando al contempo l’antico porto
in una lussuosa zona residenziale.
Con l’inizio della Guerra
Greco Gotica fra Ostrogoti e Bizantini vennero tagliati tutti
gli acquedotti di Roma, compreso l’acquedotto di Ostia, che smise di
funzionare. Nel IX secolo venne saccheggiata dai Saraceni, per
essere definitivamente abbandonata con la fondazione del borgo
medievale di Gregoropoli, attuale borgo di Ostia dominato
dall’imponente Castello, fatto edificare nel 1487 da Giulio II
all’Architetto Baccio Pontelli. Nel 1557 una grande alluvione
causò la comparsa di acquitrini stagnanti e il diffondersi della Malaria,
con il definitivo abbandono dell’abitato.
I primi scavi archeologici
vennero condotti dall’Archeologo Giuseppe Petrini tra il 1801 e
il 1805, per poi essere ripresi nel 1825 dagli Archeologi Carlo
Fea, Pietro Ercole e Carlo Ludovico Visconti.
ITINERARIO
La città di Ostia aveva la
tipica forma del castrum romano, con le due vie perpendicolari
del cardus maximus e del decumanus maximus che s’intersecano nel foro
e, la tipica pianta ippodamea con la città distinta in centurie
da vie parallele ai due assi stradali principali.
Il decumanus maximus era
impostato sul tracciato della Via Ostiense, proveniente da Roma.
Più tardi la città s’ingrandì
anche al di fuori del nucleo originario, denominato pomerium,
a sua volta circondato da mura e, a partire dal I secolo a.C.,
venne circondato da nuove mura.
Verso sud si apriva la Porta
Laurentina, inizio del cardus maximus mentre, verso ovest,
ossia verso la costa, era ubicata la Porta Marina, inizio del decumanus
maximus, terminante ad est a Porta Romana, dove la Via
Ostiense usciva dalla città ed era ubicata la necropoli.
Portici della città nelle vicinanze delle mura
MURA
Prima di entrare
nella cittadina ci si trova dinanzi all’imponente cinta muraria,
edificata nel I secolo a.C., che ancora circonda l’area archeologica. Le
mura dello spessore di 1,50 metri, hanno una struttura in opera
quadrata con l’ausilio di grandi blocchi di Tufo di Fidene.
PORTA ROMANA E NECROPOLI
La visita all’area archeologica ha inizio da Porta Romana, attraversata
dalla Via Ostiense, decumanus maximus della città. Poco al di
fuori della via si trova la Necropoli, la più antica ed estesa della
città. Venne istituita nel II secolo a.C. e utilizzata fino alla tarda
età imperiale.
Vi si trovano diverse
tipologie di sepolcri: quelli più antichi, a forma di olle
cinerarie, sono datate al II secolo a.C. mentre, al I secolo a.C.
risalgono i primi monumenti funebri edificati con muratura in opera
quadrata. Nel III secolo si diffusero i colombari con
buche ove deporre le olle cinerarie.
TERME DI NETTUNO
Di
seguito s’incontrano le Terme di Nettuno, principale edificio termale
realizzato ad Ostia, inaugurate nel 139 da Adriano e Antonino
Pio.
Introdotte da un portico
monumentale a pilastri, vennero ampliate da Domiziano con la
realizzazione di una grande piscina, denominata Natatio,
circondata da un colonnato marmoreo.
Vi si accedeva dall’ingresso
monumentale con pilastri in laterizio, attraverso un vestibolo
fiancheggiato da una latrina. Una volta attraversato il vestibolo, si
entrava in un disimpegno che ad ovest, conduceva alla palestra
mentre, a sud, alle terme. Il frigidarium era dotato da una parete
di fondo con tre nicchie, introdotto da due colonne in granito grigio.
Seguivano due tepidari, una sauna e un calidarium.
Gli ambienti delle terme
sono dotati di splendide pavimentazioni musive: nell’ambiente a sud
del disimpegno si trova il mosaico a tessere bianche e nere
di Nettuno su un carro trainato da cavalli marini e circondato da tritoni e
creature marine. Nel disimpegno è Anfitrite, sposa di Nettuno, su
un cavallo marino, accompagnata da Imeneo, protettore del rito del matrimonio.
La ninfa viene accompagnata ad incontrare il suo sposo.
Nel frigidarium è
rappresentato il mostro Scilla con i lunghi tentacoli da piovra che lotta
contro altri mostri marini.
TEATRO
Di seguito alle
Terme di Nettuno si trova il Teatro, emblema del sito di Ostia.
Venne edificato da Vipsanio
Agrippa, genero dell’Imperatore Augusto, nel 17 a.C., secondo la
modalità tipica dei teatri greci, scavati nel fianco naturale di una
collina, per incrementarne l’acustica.
La cavea è sostenuta da arcate
affacciate sul decumanus maximus, ove si trovano due archi in
laterizio che facevano da ingresso al teatro, parte dell’arco romano del 216
dedicato all’Imperatore Caracalla.
La struttura esterna
presentava uno zoccolo in travertino che sosteneva pilastri in
laterizio sui quali, a loro volta, poggiavano lesene tuscaniche che
inquadravano le arcate del primo ordine. La struttura esterna era
costituita, in origine, da due ordini di arcate di cui, quelle superiori,
in ordine ionico.
All’interno era riposto un
deambulatorio, solcato da sedici corridoi radiali, denominati vomitoria,
che immettevano all’interno della cavea. L’interno del teatro era
composto dalla scena, dove si esibivano gli attori, dalla fossa
dell’orchestra, e dalle gradinate che occupavano la cavea,
distinta in imma cavea, media cavea e summa cavea. Il proscenio,
ossia la struttura rettangolare dove si esibivano gli attori era
fornita da due paradoi, corridoi laterali che consentivano l’ingresso
degli stessi.
FORO E CAPITOLIUM
Sempre
procedendo dritti si raggiunge la zona del foro, dove si trova il
Capitolium, ossia il tempio dedicato alla Triade Capitolina
degli dei Giove, Giunone e Minerva.
Il foro è la piazza
rettangolare, iniziata in età augustea e terminata da Adriano,
con forma stretta e allungata, fiancheggiata da portici.
Il Capitolium occupa una
delle estremità del foro, in posizione sopraelevata sulle più
antiche rovine del castrum repubblicano. La sua realizzazione risale al 120,
sempre sotto l’Imperatore Adriano che ne commissionò la ricostruzione,
come mostrano i bolli di fabbrica qui rinvenuti.
Posto dinanzi al foro cittadino,
vi si accedeva salendo una rampa di ventuno gradini, con struttura prostila
ed esastila, ossia con pronao su un solo lato dotato di sei
colonne. Sotto al podio vennero ricavati quattro ambienti,
tutt’ora accessibili, pavimentati in opus spicatum, la cui funzione
rimane ancora sconosciuta.
Forse erano utilizzati per
ospitare il tesoro del tempio, per la conservazione delle statue
votive. Nella parete di fondo si aprono tre nicchie di cui,
quella centrale, circolare mentre, quelle laterali,
rettangolari, ove venivano riposte statue.
Dinanzi al Capitolium si
trova il Thermopolium, la sala utilizzata come tavola calda,
realizzata nel III secolo sul lato settentrionale dell’Insula. La struttura
era costituita da tre locali affacciati sulla pubblica via e, sul retro
di questi, un cortile interno, ove i commensali potevano consumare
all’aperto.
All’interno si
distinguevano due ambienti, la cucina, per la preparazione delle
pietanze e il locale destinato alla vendita. Un piccolo bancone
laterale era pensato per gli avventori, coloro che chiedevano di
poter consumare i pasti nonostante il poco tempo disponibile. La stanza
interna conserva un grande bancone in lastre di marmo ove erano incassate
grandi anfore, utilizzate per raccogliere cibo e bevande.
Thermopolium con il bancone dove venivano servite le pietanze
Interno del bancone del Thermopolium
Contenitori per mantenere i cibi riscaldati
TERME DEL FORO
Deviando
verso sud est, si raggiungono le Terme del Foro, realizzate nel II
secolo.
Tali terme, di estensione quasi
doppia rispetto alle Terme di Nettuno presentano, a nord, stanze
simmetriche affacciate sul centrale frigidarium quadrangolare mentre,
a sud, una serie di stanze riscaldate.
Ad est si trovava l’ambiente
sotterraneo con i praefurnia, i forni per il riscaldamento a
pavimento degli ambienti. In origine erano pavimentati a mosaico. A sud
si apre la palestra a pianta triangolare, circondata da tabernae.
BASILICA
Proseguendo
verso Porta Marina, si giunge alla Basilica, realizzata tra la
fine del I e l’inizio del II secolo.
All’esterno, nel lato
rivolto verso il foro, presentava un doppio porticato con undici
arcate marmoree mentre, nel lato rivolto verso il decumano,
presentava dette arcate marmoree. Internamente, lo spazio era
delimitato da colonne di marmo africano in ordine corinzio. La navata
centrale era pavimentata da grandi lastre marmoree.
PORTA MARINA E TERME
L’itinerario alla scoperta degli scavi di Ostia Antica si conclude a sud,
ossia alla fine del Cardus Maximus, con l’uscita dal sito presso Porta
Marina.
Uscendo dalle mura cittadine
rimane un’ultima visita da effettuare, quella dell’area termale posta al
di fuori della porta, in una zona extra – moenia della città.
Vennero edificate agli inizi del II
secolo, rimaste in funzione fino al VI secolo.
Al complesso si accede da Nord,
dove si trovano una piscina absidata e il locale adibito a frigidarium,
da cui si accedeva grazie all’apodytherion, ossia il vestibolo
d’ingresso, voltato a botte. Nella parte meridionale del
complesso, verso la spiaggia, si trovano i bagni riscaldati.
NB. Le informazioni sulla storia e i monumenti sono state estrapolate dal post "Scavi di Ostia e Museo Ostiense", nel portale Internet ufficiale di "OSTIA ANTICA. PARCO ARCHEOLOGICO", nel sito www.ostiaantica.cultura.gov.it.


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