sabato 27 dicembre 2025

PARCO ARCHEOLOGICO DI OSTIA ANTICA: IL PRIMO E PRINCIPALE PORTO DI ROMA

 STORIA

Il Parco Archeologico di Ostia Antica custodisce le rovine, ben conservate, dell’antica città di Ostia, fondata sulle rive del Tevere, nelle vicinanze della foce del fiume che si getta nel Mar Tirreno.

Mentre oggi il fiume corre nel settore occidentale dell’area archeologica, in origine costeggiava il lato settentrionale dell’abitato. Anche la linea di costa è cambiata nei secoli: mentre in epoca romana il litorale era proprio nei pressi dell’area archeologica, oggi dista 4 km, a causa dell’avanzamento della terraferma per il depositarsi dei detriti fluviali negli ultimi duemila anni.

Secondo la leggenda Ostia venne fondata da Anco Marzio, quarto Re di Roma, intorno al 620 a.C., per garantire lo sfruttamento delle riserve di sale alla foce del Tevere. I primi insediamenti umani nella zona sono, tuttavia, precedenti all’epoca monarchica: già nel IV secolo a.C. coloni romani edificarono un castrum, ossia un villaggio fortificato, proteggendolo con mura in blocchi di tufo per scopi esclusivamente militari. Quando nel II secolo a.C., cominciò a venir meno l’esigenza militare, la città divenne un importante scalo commerciale della Repubblica, prima e dell’Impero, poi.

Nel IV secolo Costantino rese indipendente la vicina città di Porto, rinominandola Civitas Flavia Costantiniana e spostando nella cittadina tutte le attività economiche già presenti ad Ostia, trasformando al contempo l’antico porto in una lussuosa zona residenziale.

Con l’inizio della Guerra Greco Gotica fra Ostrogoti e Bizantini vennero tagliati tutti gli acquedotti di Roma, compreso l’acquedotto di Ostia, che smise di funzionare. Nel IX secolo venne saccheggiata dai Saraceni, per essere definitivamente abbandonata con la fondazione del borgo medievale di Gregoropoli, attuale borgo di Ostia dominato dall’imponente Castello, fatto edificare nel 1487 da Giulio II all’Architetto Baccio Pontelli. Nel 1557 una grande alluvione causò la comparsa di acquitrini stagnanti e il diffondersi della Malaria, con il definitivo abbandono dell’abitato.

I primi scavi archeologici vennero condotti dall’Archeologo Giuseppe Petrini tra il 1801 e il 1805, per poi essere ripresi nel 1825 dagli Archeologi Carlo Fea, Pietro Ercole e Carlo Ludovico Visconti.

ITINERARIO

La città di Ostia aveva la tipica forma del castrum romano, con le due vie perpendicolari del cardus maximus e del decumanus maximus che s’intersecano nel foro e, la tipica pianta ippodamea con la città distinta in centurie da vie parallele ai due assi stradali principali.

Il decumanus maximus era impostato sul tracciato della Via Ostiense, proveniente da Roma.

Più tardi la città s’ingrandì anche al di fuori del nucleo originario, denominato pomerium, a sua volta circondato da mura e, a partire dal I secolo a.C., venne circondato da nuove mura.

Verso sud si apriva la Porta Laurentina, inizio del cardus maximus mentre, verso ovest, ossia verso la costa, era ubicata la Porta Marina, inizio del decumanus maximus, terminante ad est a Porta Romana, dove la Via Ostiense usciva dalla città ed era ubicata la necropoli.

Portici della città nelle vicinanze delle mura


Fornaci in pietra per la cottura dei laterizi


Mosaici all'ingresso di una domus con due Navi

MURA

Prima di entrare nella cittadina ci si trova dinanzi all’imponente cinta muraria, edificata nel I secolo a.C., che ancora circonda l’area archeologica. Le mura dello spessore di 1,50 metri, hanno una struttura in opera quadrata con l’ausilio di grandi blocchi di Tufo di Fidene.

PORTA ROMANA E NECROPOLI

La visita all’area archeologica ha inizio da Porta Romana, attraversata dalla Via Ostiense, decumanus maximus della città. Poco al di fuori della via si trova la Necropoli, la più antica ed estesa della città. Venne istituita nel II secolo a.C. e utilizzata fino alla tarda età imperiale.

Vi si trovano diverse tipologie di sepolcri: quelli più antichi, a forma di olle cinerarie, sono datate al II secolo a.C. mentre, al I secolo a.C. risalgono i primi monumenti funebri edificati con muratura in opera quadrata. Nel III secolo si diffusero i colombari con buche ove deporre le olle cinerarie.

TERME DI NETTUNO

Di seguito s’incontrano le Terme di Nettuno, principale edificio termale realizzato ad Ostia, inaugurate nel 139 da Adriano e Antonino Pio.

Introdotte da un portico monumentale a pilastri, vennero ampliate da Domiziano con la realizzazione di una grande piscina, denominata Natatio, circondata da un colonnato marmoreo.

Vi si accedeva dall’ingresso monumentale con pilastri in laterizio, attraverso un vestibolo fiancheggiato da una latrina. Una volta attraversato il vestibolo, si entrava in un disimpegno che ad ovest, conduceva alla palestra mentre, a sud, alle terme. Il frigidarium era dotato da una parete di fondo con tre nicchie, introdotto da due colonne in granito grigio. Seguivano due tepidari, una sauna e un calidarium.


Ambiente delle latrine delle terme


Altro scorcio dei blocchi delle latrine

Gli ambienti delle terme sono dotati di splendide pavimentazioni musive: nell’ambiente a sud del disimpegno si trova il mosaico a tessere bianche e nere di Nettuno su un carro trainato da cavalli marini e circondato da tritoni e creature marine. Nel disimpegno è Anfitrite, sposa di Nettuno, su un cavallo marino, accompagnata da Imeneo, protettore del rito del matrimonio. La ninfa viene accompagnata ad incontrare il suo sposo.

Nel frigidarium è rappresentato il mostro Scilla con i lunghi tentacoli da piovra che lotta contro altri mostri marini.


Mosaico a tessere bianche e nere della zona sud del disimpegno con Nettuno su un carro trainato da cavalli marini e circondato da tritoni e creature marine


Mosaico nel  disimpegno a tessere bianche e nere che mostra Anfitrite, sposa di Nettuno, su un cavallo marino, accompagnata da Imeneo, protettore del rito del matrimonio. La ninfa viene accompagnata ad incontrare il suo sposo.

TEATRO

Di seguito alle Terme di Nettuno si trova il Teatro, emblema del sito di Ostia.

Venne edificato da Vipsanio Agrippa, genero dell’Imperatore Augusto, nel 17 a.C., secondo la modalità tipica dei teatri greci, scavati nel fianco naturale di una collina, per incrementarne l’acustica.

La cavea è sostenuta da arcate affacciate sul decumanus maximus, ove si trovano due archi in laterizio che facevano da ingresso al teatro, parte dell’arco romano del 216 dedicato all’Imperatore Caracalla.

La struttura esterna presentava uno zoccolo in travertino che sosteneva pilastri in laterizio sui quali, a loro volta, poggiavano lesene tuscaniche che inquadravano le arcate del primo ordine. La struttura esterna era costituita, in origine, da due ordini di arcate di cui, quelle superiori, in ordine ionico.

All’interno era riposto un deambulatorio, solcato da sedici corridoi radiali, denominati vomitoria, che immettevano all’interno della cavea. L’interno del teatro era composto dalla scena, dove si esibivano gli attori, dalla fossa dell’orchestra, e dalle gradinate che occupavano la cavea, distinta in imma cavea, media cavea e summa cavea. Il proscenio, ossia la struttura rettangolare dove si esibivano gli attori era fornita da due paradoi, corridoi laterali che consentivano l’ingresso degli stessi.


Teatro romano


Gradinate della cavea

FORO E CAPITOLIUM

Sempre procedendo dritti si raggiunge la zona del foro, dove si trova il Capitolium, ossia il tempio dedicato alla Triade Capitolina degli dei Giove, Giunone e Minerva.

Il foro è la piazza rettangolare, iniziata in età augustea e terminata da Adriano, con forma stretta e allungata, fiancheggiata da portici.


Foro di Ostia


Edifici che delimitano il Foro


Mosaici degli ambienti affacciati sul foro

Il Capitolium occupa una delle estremità del foro, in posizione sopraelevata sulle più antiche rovine del castrum repubblicano. La sua realizzazione risale al 120, sempre sotto l’Imperatore Adriano che ne commissionò la ricostruzione, come mostrano i bolli di fabbrica qui rinvenuti.

Posto dinanzi al foro cittadino, vi si accedeva salendo una rampa di ventuno gradini, con struttura prostila ed esastila, ossia con pronao su un solo lato dotato di sei colonne. Sotto al podio vennero ricavati quattro ambienti, tutt’ora accessibili, pavimentati in opus spicatum, la cui funzione rimane ancora sconosciuta.

Forse erano utilizzati per ospitare il tesoro del tempio, per la conservazione delle statue votive. Nella parete di fondo si aprono tre nicchie di cui, quella centrale, circolare mentre, quelle laterali, rettangolari, ove venivano riposte statue.


Scalinata che raggiunge il Capitolium

THERMOPOLIUM

Dinanzi al Capitolium si trova il Thermopolium, la sala utilizzata come tavola calda, realizzata nel III secolo sul lato settentrionale dell’Insula. La struttura era costituita da tre locali affacciati sulla pubblica via e, sul retro di questi, un cortile interno, ove i commensali potevano consumare all’aperto.

All’interno si distinguevano due ambienti, la cucina, per la preparazione delle pietanze e il locale destinato alla vendita. Un piccolo bancone laterale era pensato per gli avventori, coloro che chiedevano di poter consumare i pasti nonostante il poco tempo disponibile. La stanza interna conserva un grande bancone in lastre di marmo ove erano incassate grandi anfore, utilizzate per raccogliere cibo e bevande.

Thermopolium con il bancone dove venivano servite le pietanze

Interno del bancone del Thermopolium

Contenitori per mantenere i cibi riscaldati

TERME DEL FORO

Deviando verso sud est, si raggiungono le Terme del Foro, realizzate nel II secolo.

Tali terme, di estensione quasi doppia rispetto alle Terme di Nettuno presentano, a nord, stanze simmetriche affacciate sul centrale frigidarium quadrangolare mentre, a sud, una serie di stanze riscaldate.

Ad est si trovava l’ambiente sotterraneo con i praefurnia, i forni per il riscaldamento a pavimento degli ambienti. In origine erano pavimentati a mosaico. A sud si apre la palestra a pianta triangolare, circondata da tabernae.

BASILICA

Proseguendo verso Porta Marina, si giunge alla Basilica, realizzata tra la fine del I e l’inizio del II secolo.

All’esterno, nel lato rivolto verso il foro, presentava un doppio porticato con undici arcate marmoree mentre, nel lato rivolto verso il decumano, presentava dette arcate marmoree. Internamente, lo spazio era delimitato da colonne di marmo africano in ordine corinzio. La navata centrale era pavimentata da grandi lastre marmoree.

PORTA MARINA E TERME

L’itinerario alla scoperta degli scavi di Ostia Antica si conclude a sud, ossia alla fine del Cardus Maximus, con l’uscita dal sito presso Porta Marina.

Uscendo dalle mura cittadine rimane un’ultima visita da effettuare, quella dell’area termale posta al di fuori della porta, in una zona extra – moenia della città.

Vennero edificate agli inizi del II secolo, rimaste in funzione fino al VI secolo.

Al complesso si accede da Nord, dove si trovano una piscina absidata e il locale adibito a frigidarium, da cui si accedeva grazie all’apodytherion, ossia il vestibolo d’ingresso, voltato a botte. Nella parte meridionale del complesso, verso la spiaggia, si trovano i bagni riscaldati.

NB. Le informazioni sulla storia e i monumenti sono state estrapolate dal post "Scavi di Ostia e Museo Ostiense", nel portale Internet ufficiale di "OSTIA ANTICA. PARCO ARCHEOLOGICO", nel sito www.ostiaantica.cultura.gov.it.

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