STORIA
Gradara è un Comune di 4.876 abitanti della Provincia di Pesaro e Urbino, posto nelle immediate vicinanze della Romagna, al di sopra di una collina a 142 m.s.l.m..
Dopo un breve periodo di autonomia comunale e del governo della Signoria dei Malatesta di Rimini, durante la quale si consumò la reale storia d'amore di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, avvenuta nel Settembre del 1289, il borgo divenne feudo degli Sforza.
Nel 1494 giunse nel Castello la quattordicenne Lucrezia Borgia, Duchessa di Nepi, figlia di Papa Alessandro VI e sorella di Cesare, il duca Valentino che, nel 1503, nella vicina Senigallia, uccise in una congiura di vendetta personale i feudatari Oliverotto da Fermo, Vitellozzo Vitelli, Signore di Città di Castello e Paolo Orsini, Duca di Gravina.
Lucrezia Borgia giunse a Gradara per sposare Giovanni Sforza, manipolata per compiacere le volontà del padre Pontefice Alessandro VI Borgia, che la obbligava a prendere mariti a seconda delle sue momentanee inimicizie e alleanze. Gli sposi desiderosi di lasciare Lucrezia finirono tutti avvelenati dagli sbirri del Pontefice.
Nel 1497 il Pontefice sciolse il matrimonio che sua figlia Lucrezia aveva contratto con Giovanni Sforza.
Quest'ultimo si salvò dagli intrighi del Papa solo perché, nel 1497, assecondò il Pontefice nel firmare un documento in cui accettò falsamente e sotto minaccia, di essere impotente.
Con la fine della Signoria dei Borgia il borgo, e il Castello, passarono ai Della Rovere, famiglia del Pontefice Giulio II, successore di Alessandro VI, che affidò la Signoria di Gradara al nipote Francesco Maria II.
Francesco Maria II Della Rovere sposò Livia Farnese che, con la morte del marito, si ritrovò ad amministrare da sola il borgo e la rocca che, poco dopo, vennero devolute allo Stato Pontificio, che la riconcesse, in enfiteusi, al Conte Santinelli, agli Omodei di Pesaro, agli Albani e, infine, alla metà del XVIII secolo, ai Mosca di Pesaro.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Gradara è caratterizzato da uno splendido borgo murato, in posizione panoramica sulle colline del Montefeltro, il territorio che comprende la porzione più settentrionale della Provincia di Pesaro e Urbino, e quello più meridionale della Provincia di Rimini.
Tra vicoli e case medievali in pietra, si alternano piazzette, chioschi, botteghe e negozietti di prodotti tipici, che rendono vivo il borgo in tutte le stagioni.
Il borgo è accessibile oltrepassando la porta d'ingresso turrita con arco a tutto sesto, sovrastato dagli Stemmi dei Malatesta.
1) CASTELLO DI GRADARA
Simbolo del borgo noto in tutta Italia per la tragica vicenda d'amore, realmente accaduta, tra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, il Castello di Gradara venne edificato nell'XI secolo con la realizzazione di un semplice mastio a sezione quadrangolare, primo nucleo del futuro castello.
Con il passaggio del borgo alla Signoria degli Sforza e, in particolare, di Lucrezia Borgia, che venne rinchiusa al suo interno a partire dal 1497, il Castello venne ingrandito e dotato delle imponenti torri quadrangolari merlate e delle cortine murarie esterne.
Nel XIX secolo divenne proprietà comunale venendo ridotta in stato di rudere mentre, nel 1877, la rocca venne ceduta al Duca Morandi Bonacossi di Lugo. Nel 1920 venne acquistata dall'Ingegnere bellunese Umberto Zanvettori, residente a Roma, che la restaurò avviandone la fase di rinascita, insieme a tutto il borgo.
Venne riedificata con la collaborazione degli Architetti Ferrari e Giovannoni.
DESCRIZIONE
Il Castello presenta una struttura turrita ben conservata, in posizione panoramica sulla campagna circostante con, al centro, un grande mastio quadrangolare dall'altezza pari a trenta metri, coronato da una merlatura ghibellina aggettante.
L'edificio protetto da una doppia cinta muraria di forma poligonale, considerata un'estensione della stessa fortezza che, in tal modo, è in grado di racchiudere l'intero borgo.
Torrione poligonale del Castello
PIANO TERRA
RIVELLINO E PONTE LEVATOIO: L'accesso al Castello avviene oltrepassando il rivellino, dotato di una porta a tutto sesto che si apre in una torretta coronata da merlatura guelfa. Nella torretta sono ricavati due bolsoni, le strutture cave utilizzate per riporre il Ponte Levatoio quando questo veniva chiuso.
Quando il Ponte Levatoio veniva abbassato, era collegato ai grandi supporti lignei da due possenti catene metalliche. La torretta del rivellino è a sua volta sovrastata dalla merlatura guelfa delle murature del Castello.
CORTILE: Oltrepassato il Rivellino si accede al Cortile dalla tipica forma quadrangolare.
Il Cortile della fortezza presenta una struttura a due piani, come lo stesso Castello, distinti in Piano Terra e Piano Primo. Mentre al Piano Terra si apre un loggiato con archi a tutto sesto, al Piano Primo si affaccia sul cortile un loggiato quadrangolare.
Gli archi a tutto sesto del cortile al Piano Terra poggiano su pilastri dalle differenti forme e dimensioni, a seconda del peso che devono sostenere e della loro posizione: i pilastri centrali hanno sezione circolare e, uno di questi, presenta un corpo più ampio mentre, i pilastri angolari, con sezione quadrangolare non sono singoli, ma riposti a coppie, in modo tale da alleggerire il peso che ogni pilastro sostiene, non quello di due archi ma di uno solo.
Cortile interno del Castello al Piano Terra
CAPPELLA: In corrispondenza del Cortile si apre il vano che ospita la Cappella, con pareti affrescate da Guido Fiorini nel 1921, decoratore di tutti gli ambienti del Castello.
Il motivo parietale rappresenta pregevoli pitture murali con i motivi propri della trama di un tappeto di seta. Nella porzione retrostante l'altare maggiore è conservata una terracotta invetriata di Andrea Della Robbia del XVI secolo.
Cappella del Castello
Terracotta invetriata del XVI secolo di Andrea della Robbia con la Madonna con Bambino tra i Santi Ludovico da Tolosa, Caterina d'Alessandria, Maria Maddalena e Girolamo e, nella predella, scene di San Francesco che riceve le stimmate, Annunciazione e Santa Maria Egiziaca nel deserto
SALA DI TORTURA: Una volta entrati all'interno del Castello, s'incontra subito la Sala di Tortura, collocata alla base della torre del mastio.
Nell'angolo Sud Est della sala è riposta una cisterna quadrangolare per l'approvvigionamento idrico, che doveva essere garantito in caso di assedio.
L'ambiente oggi ammirabile è frutto dell'unione di due ambienti collegati attraverso un arco.
SALA DEL MASTIO: Dalla Sala di Tortura, riposta alla base del mastio, si prende una scala e si sale alla Sala del Mastio, ove si trova ancora la porta originale, raggiungibile grazie a scale in legno removibili in casi di assedio. Nella volta si trova una botola che immette nella Stanza del Torregiano, come veniva chiamato il guardiano del Castello, attualmente in restauro.
Sala del Mastio
CAMMINAMENTI DI RONDA: Con un ulteriore biglietto è possibile accedere dal cortile ai camminamenti di ronda del Piano Terra.
I camminamenti sono dotati di un'alta balaustra impreziosita dalla merlatura ghibellina, rivolta verso la campagna del Montefeltro, territorio della Provincia di Pesaro e Urbino che dà verso Pesaro e San Leo, dotato di un paesaggio prevalentemente collinare.
PRIMO PIANO
SALA DI SIGISMONDO E ISOTTA: Tra le sale della struttura, la più suggestiva è la Sala di Sigismondo Malatesta e della Moglie, Isotta degli Atti. Il soffitto ligneo è decorato con le Effigi dei volti dei coniugi Sigismondo e Isotta incorniciati da due ghirlande, affiancati da un corpo umano e fitomorfo, che sorreggono gli scudi con le armi malatestiane.
Sala di Sigismondo e Isotta
SALA DELLA PASSIONE: Prende il nome dal fregio che corre lungo il perimetro della sala, raffigurante le Storie della Passione di Cristo, realizzato dal pittore bolognese Amico Aspertini.
SALA MALATESTIANA: La Sala Malatestiana è decorata con un fregio ad archetti proprio al di sotto del soffitto ligneo, dipinto dall'Aspertini tra il 1921 e il 1923, ove sono raffigurati Stemmi araldici della Famiglia Malatesta.
CAMERINO DI LUCREZIA BORGIA: Tra le stanze più note del Castello, il Camerino di Lucrezia Borgia, situato nel torrione di Nord - Est, è stato individuato come quello ove venne rinchiusa Lucrezia Borgia, sorella di Cesare.
Dapprima utilizzata con funzione militare, come indica la presenza delle botole e delle cannoniere, venne poi adattata ad uso domestico, come rilevabile dagli affreschi alle pareti.
Lo stato di consumazione degli affreschi ci suggerisce che questi, a differenza di quelli delle altre sale, non sono stati realizzati nel Novecento, bensì nel XV secolo. Vi sono raffigurati Temi Allegorici.
SALA DEL LEONE SFORZESCO: La sala venne così denominata dalle raffigurazioni, alle pareti, dello Stemma del Leone rampante con le ali di drago, emblema della famiglia Sforza da Cotignola, che mantennero la Signoria di Pesaro dal 1445 al 1512.
Anche nel soffitto sono raffigurati i simboli araldici, tra cui i Rami di Cotogno e l'Anello con la punta di diamante.
SALA DEL CARDINALE: Così chiamata perché, nella ricostruzione novecentesca dello Zanvettori, si credeva che avrebbe dovuto ospitare personalità ecclesiastiche.
SALA DEI PUTTI: Tra le sale più caratteristiche del Castello, degna di nota è la Sala dei Putti, affrescata alle pareti con riquadri con Giochi di Putti.
La simbologia potrebbe essere connessa alla ripresa del potere da parte di Giovanni Sforza, dopo la temporanea conquista di Gradara da parte di Cesare Borgia, durata dal 1501 al 1503.
SALA ROSSA: Anche la Sala Rossa è tra le principali del Castello. Si caratterizza per la presenza di un letto a baldacchino ornato da fastosi drappi dal colore rosso porpora.
Il celebre letto a baldacchino è scolpito, nelle colonne alle estremità, con motivi di due aquile del XVII secolo.
SALA DEL CONSIGLIO: Frutto della ricostruzione dello Zanvettori, la Sala del Consiglio era utilizzata per lo svolgimento dell'attività giudiziaria. Nella parete meridionale è un affresco staccato da loggiato, e qui ricomposto, raffigurante la Scena della Battaglia, commissionato da Giovanni Sforza nel 1493 in onore di Lucrezia Borgia.
CAMERA DI FRANCESCA: Fulcro del percorso di visita alla Rocca è la Camera di Francesca dove si pensa, sia vissuta Francesca da Rimini, moglie di Gianciotto Malatesta, Signore di Rimini e amante di Paolo Malatesta, fratello di Gianciotto.
Anch'essa è frutto della ricostruzione novecentesca realizzata su progetto dello Zanvettori.
Nella sala si trovano tutti gli elementi descritti nella vicenda dantesca e nella novella boccacciana, compresi il leggio del libro di "galeotto", i sedili lignei e la botola, attraverso cui Paolo avrebbe cercato di fuggire dalla furia del fratello.
Degno di nota è il trittico ivi esposto raffigurante la Madonna con Bambino tra un Santo, identificato come Sant'Agostino, sulla sinistra e San Sebastiano, sulla destra.
La parete opposta è impreziosita dall'Albero Genealogico della Famiglia Gonzaga, Signori di Mantova, imparentati con gli Sforza, grazie al matrimonio tra Giovanni Sforza e Maddalena Gonzaga.
SALA DI GIUSTIZIA: La Sala di Giustizia è così denominata per la presenza dello splendido rilievo ligneo raffigurante i Sette Arcangeli. Tra le altre opere d'arte presenti, vi è la tavola dipinta da Giovanni Santi, padre di Raffaello, della Madonna in Trono con Bambino, datata e firmata nel 1484.
LOGGIATO: Dopo aver visitato le stanze del Primo Piano, occorre fare una sosta per ammirare lo splendido loggiato, che si affaccia sul sottostante cortile quadrangolare, e ne costituisce la sopraelevazione al Piano Nobile.
In origine chiuso con pareti e finestre, con l'intervento di restauro curato dallo Zanvettori si provvide ad aprire il lato interno verso il chiostro. Le murature, un tempo completamente affrescate, presentano oggi solo esili tracce degli stessi affreschi.
2) CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA
La Chiesa di San Giovanni Battista è la chiesa parrocchiale del borgo, principale architettura religiosa del centro storico, posta nelle vicinanze della rocca.
Venne edificata nel XIV secolo. La prima documentazione scritta che ne attesta l'esistenza risale al 1297, da cui si apprende che il Rettore di Gradara chiedeva contributi finalizzati alla realizzazione degli interventi di restauro, facendo presumere che la struttura risalga a tempi molto più remoti.
Nel 1290 - 1292 venne indicata nei documenti come Rationes Decimarum, mentre nulla si sa della data e delle circostanze della sua prima consacrazione.
DESCRIZIONE: La chiesa presenta una facciata molto semplice, distinta in due ordini da una cornice marcapiano.
L'interno è in stile neoclassico a navata unica, e conserva pregevoli opere d'arte, come una pala dell'Assunta di fattura spagnola e, in particolare, il pregevole Crocifisso ligneo del Quattrocento, con il volto che mostra tre espressioni differenti a seconda dell'angolazione da cui lo si ammira.
3) MUSEO STORICO DI GRADARA
Al termine del tour nel centro storico della Capitale del Medio Evo, non può mancare la visita al Museo Storico di Gradara, in particolare etnografico, che racchiude tutti i manufatti che caratterizzano l'immaginario collettivo e il folklore popolare del borgo.
DESCRIZIONE
La visita del museo è distinta in tre differenti percorsi espositivi, ripartiti in Percorso Letterario, Percorso Medievale e Percorso Popolare.
PERCORSO LETTERARIO: Il Percorso Letterario ha come riferimento la storia di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, moglie di Gianciotto e amante di Paolo, fratello di Gianciotto.
La vicenda, narrata da Dante nel V canto dell'inferno, è ammirabile grazie alla riproduzione del folklore del tempo, con una fedele riproduzione di costumi e arredi.
PERCORSO MEDIEVALE: Il Percorso Medievale è caratterizzato dall'esposizione e riproduzione di strumenti di tortura e varie armi medievali. Tra gli oggetti più caratteristici, vi si trovano le Cinture di Castità e gli Orologi Solari.
PERCORSO POPOLARE: Ultimo percorso espositivo del museo è il Percorso Popolare, che riproduce oggetti della vita quotidiana presenti sia nella Gradara medievale che, all'interno del Castello.
Degni di nota sono gli utensili dei contadini per coltivare la terra.
NB. Le informazioni riportate sulla Storia di Gradara, sono state estrapolate nel post "Storia di Gradara", nel portale Internet "GRADARA", in www.gradara.org.
NB. Le informazioni sul Castello di Gradara sono state estrapolate dal portale Internet "ROCCA DI GRADARA", nel sito www.roccadigradara.org.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, sono state estrapolate dal post "Parrocchiale di San Giovanni Battista in Gradara - Pesaro", nel portale Internet dell'"Arcidiocesi di Pesaro", in www.arcidiocesipesaro.it.
NB. Le informazioni sul Museo Storico della Città di Gradara sono state estrapolate nel post "Il Museo", del portale Internet "MUSEO STORICO DI GRADARA", in www.museostoricogradara.com.
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