STORIA
La città di Noto
costituisce il principale centro del Vallo che prende il suo nome, il Val
di Noto, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2002,
insieme alle altre città barocche del territorio.
La città barocca non sorge
nello stesso luogo della città medievale, ma ad una distanza di otto
chilometri da questa, sull’Altura della Mendola, alle pendici del Monte
Alveria, dove sono stati rinvenuti i primi insediamenti risalenti
all’Età del Bronzo.
Fondata dai coloni siracusani
con il nome di Neoton, venne poi conquistata dai Romani nel 263
a.C..
Nel 214 a.C. si proclamò fedele
alleata di Roma, che la dotò in un proprio Senato e del privilegio
di fregiarsi della scritta SPQN, Senatus Popolus Que Neoton,
riservato alle città che mostravano fedeltà di loro proposito le
istituzioni romane, senza contrastarle.
Con la fine dell’Impero Romano
d’Occidente nel 476, venne occupata dall’Imperatore bizantino Giustiniano
mentre, nel 1091, venne conquistata prima dagli Arabi, poi dai Normanni
e posta sotto la giurisdizione di Ruggero II d’Altavilla, fratello di
Roberto il Giuscardo.
Venne poi governata dagli Svevi
e, a partire dal 1266, dagli Angioini. La città si schierò
apertamente contro i Sovrani Angioini nella rivolta dei Vespri
Siciliani del 1282 mentre, nel 1289, venne conquistata da Roberto
d’Angiò. Nel Quattrocento venne conquistata dagli Aragonesi.
Il terremoto del 1693
distrusse la città medievale di Noto, i cui ruderi sono ancora
esistenti, che venne riedificata nel consueto aspetto barocco,
a otto chilometri di distanza, sul declivio del Monte Meti.
Nel 1996 la cupola della
Cattedrale rovinò al suolo a causa di difetti strutturali.
CENTRO STORICO
L’asse principale del centro
storico è Via Roma, che distingue la città in due settori ben
delimitati e riconoscibili: il centro storico barocco, edificato dopo il
sisma del 1693, a Nord e la città nuova di fattura moderna, a Sud.
L’itinerario storico – culturale
avrà pertanto inizio proprio da Via Roma, dirigendosi esclusivamente
verso Nord, dove si trovano i principali monumenti della città barocca.
Piazza di Noto vista dalla Monastero di Santa Chiara
1) CATTEDRALE DI SAN NICOLO’
Nella grande piazza centrale, dalla forma quadrangolare,
si confrontano, l’uno dinanzi all’altra, il Palazzo Ducezio e la Cattedrale
di San Nicolò.
La Cattedrale
di San Nicolò venne edificata dopo il terremoto del 1693, aperta al
culto nel 1703. Il crollo della cupola a causa dell’usura della
struttura nel 1996, comportò la necessaria ricostruzione e ridecorazione
della volta.
Veduta della Cattedrale di San Nicolò
DESCRIZIONE
Presenta una facciata in pietra calcarea tenera, con un aspetto
di transito tra lo stile barocco – rococò allo stile neoclassico,
anticipata da un’ampia scalinata, con tre rampe del XIX secolo.
La facciata
ha un corpo centrale delimitato, sulla destra e sulla sinistra,
da due torri campanarie, risponde ai dettami architettonici normanni,
con la realizzazione di chiese – fortezza.
Facciata della Cattedrale di San Nicolò con influssi normanni
E’ distinta in due
ordini, superiore e inferiore, da una cornice marcapiano,
coronata dalle statue dei Quattro Evangelisti. Nell’ordine inferiore si
aprono tre grandi portali.
Ordine superiore della facciata con i due campanili
Ordine inferiore con i tre portali con archivolti ribassati
L’interno
ha pianta a croce latina, con corpo longitudinale distinto in tre
navate, più volte rimaneggiato e integrato con nuove costruzioni nel
corso del tempo. L’ultimo corpo di fabbrica aggiunto è la Cappella
del Santissimo Sacramento, realizzata nel 1956.
Interno barocco della chiesa con pianta a croce latina a tre navate
L’abside
è ornato con vari motivi decorativi, tra i quali gli sgabelli in
legno scolpito e dorato del XVIII e XIX secolo, altare
maggiore in marmi policromi con retrostante coro ligneo e trittico
dipinto del maestro Arduino raffigurante San Nicolò tra San
Corrado e San Guglielmo.
Nelle navate
laterali si conservano opere d’arte sopravvissute al crollo della
cupola: nel transetto destro la statua in legno dorato e policromo
del patrono San Nicolò del XVIII secolo, nella cappella infondo
alla navata destra un’Arca lignea del XVI secolo rivestita
in lamina d’argento contenente le spoglie di San Corrado
Confalonieri. Altre opere pittoriche sono nella navata sinistra.
Abside della cattedrale
Altare maggiore con l'Arca lignea del XVI secolo, rivestita in lamina d'argento contenente le spoglie mortali di San Corrado Confalonieri
La volta a
botte è affrescata la Gloria della Madonna con le Virtù Cardinali
di Lino Frongia, nella cupola
la Pentecoste del russo Oleg Supereko, nel catino absidale
il Cristo Pantocratore di Bruno d’Arcevia, tutte eseguite nel
triennio tra il 2011 e il 2013.
2) PALAZZO DUCEZIO
Proprio dinanzi alla Cattedrale si trova Palazzo Ducezio, attuale sede del Municipio, edificato a partire dal 1760.
DESCRIZIONE
Il palazzo presenta una pianta quadrangolare con una facciata ritmata a lesene, anticipata da un avancorpo semicircolare.
Palazzo Ducezio
Ordine inferiore del palazzo con avancorpo circolare
SALONE DEGLI SPECCHI: All'interno si trova il Salone degli Specchi, a pianta ovale, decorata con affreschi, stucchi e sontuose specchiere del XIX secolo.
All'inizio del XX secolo, in occasione della visita del Principe Umberto II e Maria Josè del Belgio, venne restaurato dal pittore Gregorietti.
Veduta del Salone degli Specchi
La volta venne affrescata nel 1826 da Antonimo Mazza, con Allegoria di Ducezio, Re dei Siculi, al quale un ufficiale mostra il sito di Neas sul Monte Alveria ove, in epoca pre ellenica, venne edificata una fortezza sicula per difendersi dai Greci.
Nei riquadri laterali della volta sono raffigurate scene dei Fasti della Città di Noto.
Sulla sinistra è affrescato il testo di un telegramma inviato da Garibaldi ai patrioti di Noto nel 1860.
3) PALAZZO NICOLACI
Poco lontano dal duomo, in Via Corrado Nicolaci, si trova
il principale monumento barocco di Noto, l’omonimo Palazzo Nicolaci.
Il palazzo
venne edificato dopo il terremoto del 1693, su probabile progetto di
vari architetti tra i quali Rosario Gagliardi. La sua edificazione
venne iniziata nel 1701 da Corrado Nicolaci, Principe di
Villadorata, per destinarlo a propria residenza. Venne poi ampliato
dal figlio Giacomo Nicolaci.
DESCRIZIONE
Il palazzo presenta una facciata realizzata in pietra dai colori
molto caldi e dorati, distinta in due ordini, superiore e inferiore,
da un cornicione.
Nell’ordine superiore si trovano pittoreschi balconi con ringhiere in ferro battuto, sorretti da mensoloni scolpiti con motivi di mascheroni, grottesche, mitologici e floreali. Ciascun balcone presenta delle mensole, scolpite anch’esse in modo assai differente fra loro, con motivi di animali fantastici e non, come cavalli alati, leoni, centauri e sirene. Le sculture antropomorfe e zoomorfe venivano rappresentate anche perché si riteneva avessero funzione apotropaica.
Nell’ordine
inferiore si apre il grande portale.
All’interno del palazzo si accede al cortile quadrangolare a quattro ordini, con archi a tutto sesto e novanta vani.
Il Piano Terra ospitava magazzini,
i Piani Primo e Secondo avevano funzione residenziale,
mentre la mansarda era destinata alla servitù.
Tra le sale interne, degno di nota è il Salone delle Feste ornato con affreschi a tromp l’oeil e mobilio ottocentesco.
La volta a botte è affrescata
con Scene tratte dalla Mitologia e dalla Vita quotidiana mentre,
il pavimento è rivestito da piastrelle in maiolica dai colori
vivaci ed elaborati motivi decorativi.
4) CHIESA DI SANTA CHIARA
Dinanzi alla Cattedrale e a fianco del Palazzo Ducezio si
trova la Chiesa di Santa Chiara, progettata da Rosario Gagliardi
a partire dal 1730.
L’esterno presenta una torre campanaria con due capitelli angolari.
Interno a navata unica con volta lunettata a botte, in stile barocco, colmo di decorazioni e stucchi.
Sul cornicione sono le Statue dei Dodici Apostoli, insieme a decorazioni di putti e stucchi che ornano la chiesa.
Facciata della Chiesa di Santa Chiara con decorazioni scultoree barocche
Interno barocco della chiesa ad aula unica con splendidi stucchi
Altare maggiore con tela dipinta dell'Assunzione di Maria
5) CHIESA DI SAN FRANCESCO
Tra le pregevoli opere del barocco neretino si trova la Chiesa di San Francesco, edificata tra il 1704 e il 1745 su progetto di Rosario Gagliardi e Vincenzo Sinatra, tra i principali architetti barocchi del Val di Noto.
DESCRIZIONE
L'edificio è preceduto da un'imponente scalinata a tre rampe di cui, la più bassa, aggiunta nel 1840 e abbassata di due metri.
Alla destra della chiesa si trova una statua marmorea dell'Immacolata, realizzata nel 1787, in sostituzione di una precedente statua in calcare.
La facciata a due ordini presenta, nell'ordine inferiore, il portale sovrastato da una nicchia e da un frontone con timpano spezzato.
Ai lati del portale sono colonne decorate e nicchie.
L'interno è a navata unica, dotata di due cappelle laterali, dedicate a San Francesco d'Assisi e a Sant'Antonio da Padova. Sono decorate con stucchi di Giuseppe Giuanforma, realizzati su progetto di Vincenzo Sinatra.
Tra le opere d'arte si trovano le tele dipinte raffiguranti l'Estasi di San Francesco, la Predica di Sant'Antonio ai Pesci e la Strage degli Innocenti, realizzata da Antonino Vizzini nel 1706.
6) CHIESA DI SAN CARLO
Antica residenza dei Gesuiti di Noto, venne edificata nel 1730 su progetto di Rosario Gagliardi.
Presenta una facciata curvilinea a tre ordini, tripartita verticalmente da colonne su piedistalli.
L'ordine inferiore è più ampio del superiore, distinto in tre losanghe da colonne, ove si aprono tre portali. Le colonne sono sovrastate da capitelli dorici nell'ordine inferiore, ionici nel centrale e corinzi nel superiore.
Al centro dell'ordine superiore si apre un rosone polilobato, che richiama la forma della croce greca.
Il portale centrale è delimitato da colonne con capitelli corinzi, con fusto decorato da motivi a fogliami.
Nella zona retrostante si eleva il campanile quadrangolare con tre aperture a forma di arco.
L'interno è a croce latina, distinto a tre navate, con la centrale voltata a botte.
Le murature sono ornate da stucchi policromi e affreschi di Episodi biblici e Iconografie religiose di Costantino Cerasi.
Sulla destra è il pulpito ligneo a baldacchino sorretto da un grifone. Il catino absidale è sovrastato dal gruppo scultoreo della Luce di Cristo con, ai lati, le due statue allegoriche della Fede e della Speranza, scolpite da Giuseppe Giuliano.
Interno barocco della Chiesa di San Carlo
Organo ligneo con dorature della controfacciata
Volta a botte della chiesa
7) NOTO ANTICA
A Nord della città di Noto si trovano i ruderi della città medievale, definita “Noto Antica”, distrutta dal terremoto del 1693.
Nonostante la distruzione si possono riconoscere molte delle antiche
vestigia, come la Chiesa del Crocifisso, la Chiesa del Carmine,
il Carcere Reale, le Catacombe e, infine, il Castello Reale,
edificato nel 1091 e ampliato nel 1430.
NB. Le informazioni sulla storia e i monumenti di Noto, sono state estrapolate dalla pagina Internet ufficiale della "Città di Noto", nel sito www.comune.noto.sr.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Francesco, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Francesco (Noto)", nel portale Internet "The World of Sicily", nel sito www.theworldofsicily.com.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Carlo, sono state estrapolate nel post "Noto - Chiesa di Sam Carlo Borromeo", nel portale Internet ufficiale del "Catalogo Generale dei Beni Culturali", nel sito www.catalogo.beniculturali.it.
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