STORIA
Ragusa è un Comune di 74.094 abitanti del Val di Noto, in un territorio ricco di montagne e fiumi, che ne hanno caratterizzato il peculiare aspetto urbanistico.
Si trova in un territorio montuoso, dominato dalla catena dei Monti Iblei, fino a raggiungere l’altopiano, sito all’interno del territorio comunale, ad una quota di 680 m.s.l.m..
Tale ambiente era
costituito da fitti boschi, che i Romani furono i primi a sfruttare
a fini economici, volti a destinare il terreno a coltura.
La parte vecchia della
città è distinta in due zone da un profondo burrone, che
divide la sezione medievale, ad Est, nota come Ibla, da
quella barocca e seicentesca, ad Ovest del burrone, che
costituisce la Ragusa propriamente detta.
All’inizio dell’VIII secolo venne
conquistata dai Bizantini, nell’848 dagli Arabi che
vennero espulsi dalla cittadina durante una rivolta popolare dell’866.
Venne poi riconquistata dagli stessi Arabi nel 878.
Nel 1090 venne conquistata
dai Normanni di Roberto il Guiscardo. I Re Norrmanni la dotarono
di grande autonomia, designando alcuni dei membri della propria Famiglia
con il titolo di Conti di Ragusa.
Con la venuta degli Angioini,
la città venne amministrata con misure di soppressione della libertà,
fatto che portò nel 1282 alle rivolte note come Vespri Siciliani,
contro i Sovrani Angioini di stanza a Napoli.
L’autonomia amministrativa
venne infine concessa dagli Aragonesi. Nel 1296 la Contea
di Ragusa si fuse con la Contea di Modica e, a partire dal 1366,
sotto Manfredi III Chiaramonte raggiunse il suo massimo splendore.
Nel 1693 venne
completamente distrutta dal Terremoto del Val di Noto, cui rimase
vittima quasi la metà della popolazione. Da questo momento in poi il centro
antico venne riedificato in stile barocco.
Nel 1848 la città si ribellò al governo borbonico mentre, nel 1860, appoggiò l’impresa dei Mille di Garibaldi e, infine, a partire dal 1861, entrò nel Regno d’Italia.
Dal 1919, con la nascita del Movimento Fascista, e
la diffusione capillare in città dell’ideologia Socialista, gravi
e aspri furono gli scontri tra le due fazioni, che culminò con la distruzione,
da parte dei fascisti, del Circolo Socialista di Vittoria.
Nel 1943 subì sia i bombardamenti
Alleati, che il successivo Sbarco in Sicilia. La rivolta popolare
iniziò in città nel 1945 dalla protesta pacifica della giovane Maria
Occhipinti che, incinta, si sdraiò a terra impedendo a un carro armato di
passare.
ITINERARIO
Il centro storico di Ragusa
è colmo di architetture del periodo tardo barocco, che la rendono una
vera e propria città d’arte, e deve distinguersi in due parti,
una per la parte Ovest, ossia la Ragusa propriamente detta
e, l’altra, Ibla, ad Est del burrone, che costituisce la porzione
più antica del centro.
RAGUSA
La visita della città barocca
di Ragusa, costruita dopo il terremoto del 1693 ha inizio da Ovest,
dove si può notare una pianta più moderna, con vie regolari a
scacchiera.
Piazza principale di Ragusa
Palazzo barocco che affianca il duomo
Atrio barocco precedente palazzo
Palazzo barocco di Ragusa
Mura cittadine italiche sovrastate da quelle medievali
1) CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA
L’itinerario ha inizio dalla centrale Piazza San
Giovanni, in cui prospetta la facciata della Cattedrale di San Giovanni
Battista.
Sorta in un primo momento nella parte occidentale dell’abitato di Ragusa, venne poi trasferita nella porzione orientale dopo il terremoto del 1693, nella Contrada Parto, a partire dall’anno seguente, 1694, per essere portata a compimento in soli quattro mesi.
A partire dal 1718 la costruzione venne
ingrandita.
DESCRIZIONE
L’esterno presenta una pregevole facciata barocca in pietra calcarea intaglia, distinta verticalmente in cinque sezioni, da colonne appoggiate molto sporgenti, poggianti su basamenti rialzati a sezione quadrangolare.
In orizzontale è ripartita in due ordini, superiore e inferiore,
da una cornice aggettante e spezzata.
Duomo di San Giorgio
Nell’ordine inferiore si aprono tre portali di cui, i laterali, sovrastati da un timpano spezzato, mentre, in centrale a tutto sesto, con due colonne ai lati, anch’esse poggianti su alti basamenti.
Tra i due lati dei timpani sono riposte statue a tutto tondo. Il portale sulla sinistra è sovrastato dalla Statua di San Giovanni Evangelista, quello sulla destra dalla Statua di San Giovanni Battista, quello centrale da una nicchia con all’interno la statua dell’Immacolata.
La struttura
è realizzata in Pietra Pece.
Ordine inferiore con i tre portali
L’interno presenta una pianta a croce latina, distinta in tre navate, con murature in Pietra Pece intonacate e colonne sovrastate da capitelli scolpiti e dorati di Carmelo Cultaro del 1731.
Sopra le colonne sono scolpiti cartigli con
le Sacre Scritture riferite a Giovanni Battista in Pietra Calcarea
del 1741, affiancati da Angeli in stucco. Nel 1777 Giuseppe e
Gioacchino Gianforma ornarono la chiesa con stucchi.
Interno barocco della chiesa a tre navate
All’incrocio tra navate e
transetto si staglia la cupola, mentre gli altari laterali sono in
marmi policromi.
I bracci del transetto
terminano entrambi con due cappelle. Degna di nota è, nel braccio
destro, la Cappella della Natività, ornata da stucchi con Tripudio
di Angeli.
Cupola del duomo che sovrasta il transetto
2) CHIESA DELL’ECCE HOMO
Uscendo dalla Cattedrale di San Giovanni Battista e girando a destra su Via Roma, si gira poi a sinistra imboccando Via Ecce Homo, giungendo all’omonima Chiesa dell’Ecce Homo.
Edificata nel luogo in cui sorgeva
una chiesetta di campagna dedicata alla Madonna del Rosario, venne portata a
compimento nel 1842.
DESCRIZIONE
La facciata è tripartita
da lesene verticali e distinta in due ordini da un cornicione,
su cui poggiano le quattro Statue degli Evangelisti. La struttura è
affiancata sulla destra, da un possente campanile.
L’interno è a croce latina, distinto in tre navate, con due cupolette che sovrastano le sole navate laterali mentre, la grande cupola centrale, non venne mai realizzata.
La chiesa è ricca di fregi, modanature
e stucchi realizzati dai Fratelli Sesta nel 1864.
IBLA
Oltrepassando il ponte che
sovrasta la profonda gola, si raggiunge Ibla, l’altro lato del
centro storico di Ragusa, che può essere considerato non tanto un’appendice di
Ragusa, quanto un vero e proprio borgo o quartiere autonomo.
Se Ragusa si caratterizza
per la presenta di vie a maglie ortogonali con pianta a scacchiera,
l’urbanistica di Ibla è tipicamente medievale, dotata di vicoli
stretti e tortuosi, che s’intersecano tra loro senza soluzione di
continuità.
Veduta di Ibla
3) DUOMO DI SAN GIORGIO
Superata l’altura ove si trova la Piazza Dottor Solarino, si accede, procedendo
verso Est, alla grande Piazza Duomo, su cui prospetta il Duomo di San
Giorgio.
Intitolata al Patrono della
città, prima del 1693 sorgeva ad Est dell’abitato, dotata di
un grande portale quattrocentesco in gotico spagnolo.
La chiesa venne edificata
nel 1738 su progetto dell’Architetto Rosario Gagliardi di Noto.
DESCRIZIONE
Presenta una pregevole facciata
a torre, prevista dal progetto del Gagliardi, che svolge anche la
funzione di campanile della struttura, terminante con una cuspide
a bulbo.
La chiesa è collocata al termine
di un’imponente scalinata che la congiunge con la sottostante piazza,
con facciata tripartita di cui, la torre centrale, leggermente convessa
mentre, le ali laterale, squadrate.
Ai lati due coppie di volute,
superiori e inferiori che ospitano quattro statue: quelle superiori
con le Statue dei Santi Pietro e Paolo mentre, quelle
inferiori, con le Statue dei Santi Giorgio e Giacomo.
L’interno presenta una pianta
a croce latina ripartita in tre navate, con navata centrale e
transetti chiusi da absidi semicircolari. All’incrocio del transetto si
eleva la cupola neoclassica a doppia calotta.
Nella navate laterali si
aprono dieci cappelle, cinque sulla destra e cinque sulla sinistra.
Il transetto destro,
chiuso da un’absidiola è ornato dalla Cappella del Santissimo
Sacramento, con altare in marmo dotato di un piccolo trono in
argento sbalzato di Domenico La Villa del 1747 e dipinti alle
pareti.
Nel transetto sinistro è
riposta la Cappella del Santissimo Crocifisso, con un Crocifisso
dei XVII secolo.
La parete destra della
cappella ospita un’ulteriore cappella, dedicata a San Giorgio,
con la tela dipinta di San Giorgio che libera la Principessa dal
Drago.
4) MUSEO DEL DUOMO
Nella
zona retrostante il duomo si trova il Museo del Duomo, inaugurato nel 2009,
dotato di due piani, Piano Terra e Piano Primo.
Il Piano Terra espone i progetti
originali dell’Architetto Rosario Gagliardi, oltre ai pochi frammenti
lapidei provenienti dall’antico duomo romanico distrutto dal terremoto
del 1693.
Il Primo Piano espone il
prezioso Tesoro di San Giorgio, che conserva splendide opere di
oreficeria, come la Crocetta - reliquiario pettorale, la Croce
Astile in argento e rame di Lucio Arizzi, l’Ostensorio dorato con
rubini, smeraldi e altre pietre preziose di Giuseppe Vella del XVIII
secolo.
Degna di nota è, infine, la teca
che ospita gli ex voto, vari oggetti di oreficeria offerti in voto alle
figure religiose per ricevere una grazia.
5) ANTICO PORTALE DEL DUOMO DI SAN GIORGIO
Al culmine orientale del centro storico da non perdere
è l’Antico Portale del vecchio duomo romanico di San Giorgio,
distrutto dal terremoto del 1693.
Presenta una struttura ogivale con arco a sesto acuto in blocchi di calcare tenero.
Il portale è sovrastato da una lunetta ogivale ove è ospitato il gruppo scultoreo di San Giorgio che uccide il drago con la Regina di Berito inginocchiata che assiste alla scena.
Al di sopra dell’arco si trovano due losanghe
quadrangolari contenenti l’Aquila, simbolo di Ragusa.
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