mercoledì 17 giugno 2026

SCICLI: ANTICO CENTRO DEI SICULI, DEL BAROCCO E DEI RACCONTI DEL COMMISSARIO MONTALBANO

 STORIA

Scicli è un Comune di 26.933 abitanti del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, posto ad una quota di 108 m.s.l.m., nella catena dei Monti Iblei.

Si estende su una pianura incastonata tra tre rilievi montuosi, solcati da tre vallate delle Cave, tra cui le Valli di Modica, la Valle di Santa Maria La Nuova e la Valle di San Bartolomeo.

Il nome del luogo indica origini molto antiche, risalenti all'epoca dei Siculi, periodo in cui la città venne denominata Siclis.

Le prime forme d’insediamenti appartengono all’Età del Bronzo, tra il III e il II millennio a.C., come dimostrano le evidenze empiriche rinvenute nella Grotta Maggiore, tra le più antiche cavità rupestri abitate nel corso della sua storia.

La grande attività carsica ha permesso la formazione di molti insediamenti rupestri, oltre a quello della Grotta Maggiore, alcuni sviluppatisi in tempi successivi, come quelli bizantino e medievale della Località Chiafura.

Tra le ipotesi, grande considerazione ha quella che vede derivare il centro abitato dalla colonia siracusana di Casmene, fondata nel VII secolo a.C..

Con la fine dell’Impero Romano d’Occidente, la città venne invasa prima dai Bizantini e, infine, dagli Arabi, che la rinominarono Siklah, facendone una cittadina assai prospera.

Nel IX secolo venne invasa dai Saraceni e, a partire dal 1091, venne conquistata dai Normanni di Ruggero II d’Altavilla, fratello di Roberto il Giuscardo.

Nel dal 1194 al 1266 venne governata dagli Svevi, tra cui Enrico VI, Federico II fino al 1250 e Manfredi di Svevia, fino alla sia sconfitta e uccisione nella Battaglia di Benevento del 1266, contro Carlo d’Angiò.

La dominazione angioina fu sempre contrastata e mal tollerata dai cittadini che causò, nel 1282, la nota insurrezione dei Vespri Siciliani, che vide i siciliani cacciare gli Angioini, ponendosi sotto la protezione degli Aragonesi.

Gli Aragonesi posero Scicli sotto la giurisdizione della Contea di Modica, e dei sovrani che via via la governarono, tra cui i Chiaramonte, i Cabrera e gli Enriquez Cabrera.

 Nel 1860 entrò a far parte del Regno d’Italia.

Il borgo di Scicli è divenuto noto al pubblico italiano grazie ai romanzi del Commissario Montalbano di Andrea Camilleri, che proprio qui ha ambientato la sede del comando dei carabinieri nel Commissariato di Vigata, corrispondente all'attuale Palazzo del Municipio.

Punta Pisciotto


Litorale di Punta Pisciotto


Tratto di costa presso Punta Pisciotto


Veduta dell'antica Fornace Penna nei pressi
della spiaggia di Punta Pisciotto


Mura esterne che delimitano il perimetro
della Fornace Penna


Paesaggio di Scicli con le vallate insediate
sin dai tempi della Preistoria


Veduta dell'accesso alla chiesa rupestre

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Scicli è tra i più ricchi di architettura barocca del Val di Noto.

Passeggiando per la città s'incontrano palazzi monumentali, assai massicci, colmi di decorazioni barocche, realizzate sia con l'ausilio di stucchi.


Palazzo Comunale


Portale del Palazzo Comunale sovrastato, nell'
ordine superiore, da splendide finestre con cornici barocche in pietra tenera intagliata

1) PALAZZO BENEVENTANO

Posto nel cuore del centro storico sciclitano, il Palazzo Beneventano costituisce l'emblema della monumentalità del barocco siciliano nel borgo antico.

Venne realizzato sulle rovine di un precedente palazzo crollato a seguito del terremoto del 1693.

DESCRIZIONE

Presenta una facciata a due ordini distinti da un cornicione, impreziosita da pregevoli decorazioni scolpite in pietra tenera e dorata.

Lo spigolo è caratterizzato da lesene bugnate impreziosite, in alto, da sculture raffiguranti Teste del Moro mentre, in basso, dalla raffigurazione di San Giuseppe.

L'ordine superiore presenta balconi con sfarzose decorazioni in pietra scolpita a motivi di animali fantastici mentre, nell'ordine inferiore, sono finestre con motivi a mascheroni e figure antropomorfe.


Palazzo Beneventano


Balconi del palazzo con motivi scultorei
a figure antropomorfe e zoomorfe

2) CHIESA MADRE DI SANTI'IGNAZIO

La Chiesa Madre di Sant'Ignazio venne edificata nel XVIII secolo insieme al Convento dei Gesuiti, distrutti dal terremoto del 1693, durante la fase di edificazione.

Nel 1712, nonostante il crollo della facciata, i lavori ripresero immediatamente e la chiesa venne portata a compimento in breve tempo nel XVIII secolo, senza alterare lo stile barocco preponderante.

DESCRIZIONE

L'esterno è in pietra chiara scolpita, distinta in due ordini, con statue e bassorilievi.

Nella porzione superiore si trovano due campanili e un timpano.

Chiesa Madre di Sant'Ignazio

Portale maggiore della chiesa a tutto sesto ornata da decorazioni barocche

L'interno ha pianta a croce latina a navata unica, con altare maggiore in marmo.

Sulla sinistra è la Cappella delle Milizie con la statua in cartapesta della Madonna a Cavallo e la tela dipinta da Francesco Pascucci con la Battaglia del 1091.

Nella Cappella di San Francesco è conservata l'urna con le spoglie mortali di San Guglielmo, Patrono di Scicli.

Interno della chiesa a navata unica


Pulpito della chiesa in legno dorato


Cantoria nella controfacciata della chiesa in
legno intagliato e dorato


Cappella di San Francesco con decorazioni
barocche in stucco


Urna d'argento nella Cappella di San Francesco contenente le spoglie
mortali di San Guglielmo

3) CHIESA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA

In origine legata al Monastero delle Benedettine e attaccata al Palazzo del Municipio, venne ricostruita in stile barocco dopo il terremoto del 1693.

Venne riedificata dal 1760 su progetto di Vincenzo Sinatra.

Presenta una facciata a tre ordini: nel secondo ordine è una grande inferriata in ferro battuto.

La chiesa è anticipata da un nartece dotato di tre medaglioni in stucco raffiguranti paesaggi urbani.

L'interno ha una pianta ovale molto particolare, con pareti ricche di stucchi realizzati da Giovanni Gianforma mentre, la volta a ombrello, è affrescata al centro con San Benedetto.

Degno di nota è il dipinto raffigurante il Cristo di Burgos, donato al monastero da Donna Giovanna Di Stefano.


Interno barocco della Chiesa di Sant'Ignazio, colmo di stucchi


Volta a ombrello della chiesa con al centro l'ovale ove è affrescato San Benedetto


Decorazioni della chiesa in stucco

4) CHIESA DI SANTA MARIA LA NOVA

La Chiesa di Santa Maria Nova nacque nel XVI secolo, poi modificata nel XVII secolo mentre, nel 1798, venne riedificato l'abside.

La seconda fase edilizia prese avvio nel 1817 terminando nel 1851, anno in cui vennero realizzati gli stucchi dell'artista Gianforma nella navata, insieme a quelli absidali di Ruiz.

Nel 1567 il Signore Pietro di Lorenzo Busacca devolvette il suo patrimonio alla Confraternita di Santa Maria della Pietà.

DESCRIZIONE

Presenta una facciata curvilinea a tre ordini, distinti da doppie cornici marcapiano ondulate aggettanti, che vanno a formare l'avancorpo della struttura principale dalle linee curve e ondulate, tipiche della concezione architettonica borrominiana.

La stessa facciata è inoltre ripartita in verticale da lesene sporgenti.


Chiesa di Santa Maria Nova

Nell'ordine inferiore si apre un elegante portale, posto all'interno della losanga centrale, delimitata da lesene sovrastate da capitelli ionici.

Nel secondo ordine si apre un finestrone tra lesene egualmente ioniche mentre, l'ordine superiore, è ornato da una torre campanaria con ghirlande e balaustra in pietra locale.


Ordine inferiore e superiore della facciata

L'interno presenta una pianta ad aula unica.

Nelle pareti laterali si aprono sei cappelle, tre per lato connesse tra loro, ciascuna sovrastata da cupole emisferiche.

Nella parete laterale destra si trova la Cappella di San Francesco di Paola, con altare marmoreo e Statua di San Francesco mentre, tra le tre cappelle della parete laterale sinistra, nella seconda cappella si trova il Simulacro della Vergine della Pietà, scultura lignea seduta con corpo reclinato in avanti.

La volta della chiesa è dotata di cinque tele del 1858, realizzate dal pittore G. Di Stefano con le Storie della Vita di Cristo, tra cui si riconoscono gli episodi dell'Adorazione dei Pastori, della Presentazione di Gesù al Tempio, di Gesù tra i Dottori, di Cristo con le Pie Donne e di Cristo Deposto.

5) CHIESA E CONVENTO DI SANTA MARIA DELLA CROCE

Al di sopra del Colle della Croce si trovano la Chiesa e il Convento di Santa Maria della Croce, composto dall'oratorio e dal monastero.

Venne fondato dai Frati Minori Osservanti, secondo gli insegnamenti di San Francesco d'Assisi nel XVI secolo, con il contributo dei Conti di Modica Federico Enriquez e Anna Cabrera.

Venne risparmiato dal terremoto del 1693.

Convento di Santa Maria della Croce

DESCRIZIONE 

Essendo stato risparmiato dal violento terremoto del 1693, presenta tutt'ora il suo aspetto medievale.

La struttura è caratterizzata da due cortili trapezoidali posti a ridosso dello strapiombo della cava, di cui rimangono alcuni ruderi.

La chiesa del monastero venne edificata nel 1528, data posta su un cartiglio sul lato sinistro della facciata. La facciata in stile tardo gotico, presenta una copertura a doppio spiovente.

Nell'ordine inferiore si aprono due portali di cui, l'uno, con arco a tutto sesto mentre, l'altro, con arco a sesto acuto: al centro tra i due portali è riposto lo Stemma dei Conti di Modica, insieme a due altorilievi raffiguranti un Roditore che morde grappoli d'uva e un Agnello pasquale acefalo, nell'arco a tutto sesto.

I due portali sono sovrastati da una cornice lineare delimitata da due colonne tortili: la colonna destra poggia su una statua stilofora, raffigurante un Leone accovacciato che viene morso da un ramarro.

L'interno presenta una pianta rettangolare ad aula unica, con copertura voltata a botte, conclusa da un abside quadrangolare.

Nella sezione retrostante si apre l'aula adibita ad Oratorio della Madonna di Sion, della seconda metà del XV secolo. Il prospetto, molto semplice, presenta un portale gotico ogivale tra due semicolonne circolari sovrastate da un arco trilobato con una croce in altorilievo.

NB. Le informazioni sulla storia di Scicli, sono state estrapolate dal post "Storia e Tradizioni", nel portale Internet ufficiale del "COMUNE DI SCICLI", in www.comune.scicli.rg.it.

NB. Le informazioni sul Palazzo Beneventano sono state estrapolate dal post "Palazzi Storici - Palazzo Beneventano", nel portale Internet ufficiale del "COMUNE DI SCICLI", in www.comune.scicli.rg.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Sant'Ignazio, sono state estrapolate dal post "CHIESA MADRE", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco SCICLI", in www.prolocoscicli.it.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa di San Giovanni Evangelista, sono state estrapolate dal post "CHIESA DI SAN GIOVANNI", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco SCICLI", in www.prolocoscicli.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria la Nuova sono state estrapolate dal post "Chiesa Madre di S. Ignazio Secolo XVII - XVIII", nel portale Internet ufficiale del "COMUNE DI SCICLI", in www.comune.scicli.rg.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa e il Convento di Santa Maria della Croce, sono state estrapolate dal post "Chiesa e Convento di Santa Maria della Croce", nella sezione "Chiese", nel portale Internet ufficiale del "COMUNE DI SCICLI", in www.comune.scicli.rg.it.

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