STORIA
Siracusa è un Comune di 115.435 abitanti, capoluogo dell'omonimo Libero Consorzio Comunale, posto a 17 m.s.l.m., che si protende nel promontorio dell'Isola di Ortigia, centro storico medievale cittadino.
Fondata nell'VIII secolo a.C. dai coloni Graci provenienti da Corinto, la città si sviluppò molto rapidamente. Al nucleo più antico, edificato sull'Isola di Ortigia, vennero affiancate sulla terraferma, gli altri quattro insediamenti di Acradina, Tiche, Neapolis ed Epipoli, che fecero della città una vera Pentapoli.
Tra il VII e il VI secolo a.C. incrementò la sua potenza grazie alla fondazione di sub colonie, sempre nell'Isola di Sicilia, tra cui Akrai, l'odierna Palazzolo Acreide.
Durante l'Età Classica greca, nel V secolo a.C., coincidente con la nascita della democrazia ateniese, Siracusa visse il suo periodo di massimo splendore, con i Tiranni Dionigi, Gerone e, in particolare, Ierone, cui si deve la realizzazione del magnifico Teatro. E' proprio sotto costui che vi soggiornò Platone.
Colonia greca in Sicilia, a partire dal IV secolo a.C. entrò in guerra con i nuovi colonizzatori Cartaginesi, alleandosi con le altre poleis della Magna Grecia, ottenendo importanti vittorie, come quella del 480 a.C. presso la colonia greca di Imera, odierna Termini Imerese.
L'indipendenza della colonia venne messa in pericolo anche dalla seconda fase della Guerra del Peloponneso, tra Sparta e Atene, che vide uno spostamento dalla Grecia continentale alle Colonie del Mediterraneo.
Siracusa, alleata di Sparta, venne assediata dalla flotta ateniese ma, grazie alla lungimiranza di chiudere l'imboccatura del porto riuscì, a sua volta, a far cadere gli ateniesi in una trappola e ad assediarla a sua volta. Nello scontro si trovò coinvolta in una guerra con la vicina rivale Catania, alleata di Atene.
Nel III secolo a.C., con l'aumento della potenza romana, Siracusa si schierò dalla parte di Roma ma, con la morte di Ierone II, ne successe il nipote Geronimo che, non dotato delle doti politiche e della lungimiranza dello zio, voltò le spalle a Roma durante la Prima Guerra Punica alleandosi con Cartagine.
Nonostante la strenua difesa messa in campo dalla città grazie alle macchine belliche progettate dal matematico Archimede, nativo di Siracusa, la città capitolò nel 213 a.C..
Nel I secolo a.C. iniziò un periodo di decadenza e di romanizzazione, durante la quale la Neapolis venne arricchita con la realizzazione dell'Anfiteatro. Durante l'Impero Romano vi si sviluppò il Cristianesimo, in particolare dopo la sosta in città di San Paolo di Tarso nel 61.
Molti cristiani vennero martirizzati, venendo inumati nelle Catacombe che, per grandezza, sono seconde solo a quelle di Roma. Grande importanza rivestì in questo periodo la figura di Santa Lucia, anch'essa nativa di Siracusa, martirizzata nel 304 sotto Diocleziano.
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, causate dall'invasione dei Vandali, la città venne riannessa all'Impero Romano d'Oriente dalla conquista di Giustiniano nel 535.
Nel IX secolo la città venne conquistata dagli Arabi, fatto che la portò a perdere il ruolo di città egemone in Sicilia, trasferendo la nuova capitale a Palermo. Nel 1038 venne conquistata dai Bizantini e il corpo di Santa Lucia traslato a Costantinopoli.
Nel 1086 gli Arabi vennero sconfitti dai Normanni, che mantennero la capitale del Regno a Palermo.
Nel XIII secolo Federico II riservò alla città un ruolo di primo piano, pur governando il Regno da Palermo, testimoniato dal Castello fatto edificare proprio dall'Imperatore.
Con la morte di Manfredi di Svevia nella Battaglia di Benevento nel 1266, ad opera delle truppe di Carlo d'Angiò e la decapitazione di Corradino di Svevia a Torre Astura, Siracusa passò agli Angioini che, trasferendo la capitale del Regno a Napoli, governarono la Sicilia in modo assai vessatorio.
Ciò provocò lo scoppio delle insurrezioni dei Vespri Siciliani nel 1282, con cui i cittadini riuscirono a liberarsi dalla monarchia angioina, passando sotto la corona aragonese.
Le città della Sicilia vennero concesse in feudo alla Regina aragonese, moglie del Re, che le amministrava in maniera autonoma attraverso una Camera Regale e propri Governatori.
Questo status di micronazione perdurò fino al 1536 quando, alla morte dell'ultima Regina Germana de Foix, l'Imperatore Carlo V non rinnovò la dotazione del feudo, estinguendone la dinastia.
Il nuovo assoggettamento al Sacro Romano Impero decretò la fine del periodo di splendore della città che, sotto la corona spagnola, venne spogliata dei materiali di rivestimento degli antichi monumenti, tra cui il Teatro, riutilizzati per la costruzione delle mura e dei bastioni cittadini.
La città venne in buona parte distrutta dal terremoto del 1693, lo stesso che annientò le città del Val di Noto.
Nel 1735, a seguito della Guerra di Successione Spagnola, la città passò sotto il controllo dei Borbone di Napoli, attraversando un periodo di riforme, arrestatosi dapprima con la partenza di Carlo di Borbone per la Spagna e, poi, con il Crollo del Regno di Napoli sotto i colpi di Napoleone.
Con la Restaurazione del 1815 il clima politico mutò radicalmente e la città, insieme all'intera Sicilia, si schierò contro la monarchia borbonica.
Nel 1861 venne annessa al Regno d'Italia, conoscendo tuttavia un periodo di declino urbanistico con una serie di demolizioni, che colpirono i monumenti e le mura per realizzarvi strutture moderne.
Il XIX e XX secolo segnarono un nuovo periodo di espansione sulla terraferma, grazie alla realizzazione del Rettifilo, oggi Corso Umberto, la grande e dritta via che congiunge la terraferma con Ortigia e la Borgata, colma di architetture liberty. Nel 2005 è stata dichiarata dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità insieme alla Necropoli rupestre di Pantalica, di epoca sicula e bizantina.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
La città di Siracusa raccoglie tanti monumenti e luoghi d'interesse, presenti nei vari quartieri cittadini pertanto, occorre mettere in conto differenti itinerari.
La visita può avere inizio dall'Isola di Ortigia, centro storico medievale cittadino, che ha nella centrale piazza con la Cattedrale, il cuore politico, storico e religioso, edificata sui resti del Tempio di Atena.
E' necessaria una visita al grande Tempio di Apollo, cuore dell'Agorà greca, in stile dorico, dalle grandi dimensioni.
Ortigia comprende anche il quartiere della Giudecca, abitato dagli Ebrei che nasconde grandi sotterranei.
Si passa poi alla città ottocentesca, posta sulla terraferma, caratterizzata da costruzioni otto e novecentesche, con palazzi in stile Liberty e il grande Santuario di Santa Lucia, per terminare la visita al Parco della Neapolis, con il Teatro Greco, l'Ara di Gerione I e le Latomie dell'Intagliata e dell'Intagliatella.
Veduta del centro storico di Siracusa dal lungomare
Piazza centrale di Siracusa
Fontana di Diana del XIX secolo, al centro della piazza
1) TEMPIO DI APOLLO
Non appena entrati nell'Isola di Ortigia s'incontra il maestoso edificio del Tempio di Apollo, realizzato nel VI secolo a.C., che ne fa il tempio più antico dell'isola.
L'edificio, utilizzato durante tutto il periodo romano, iniziò la sua crisi nel VI secolo.
Venne convertito in basilica cristiana dai Bizantini, nel IX secolo in moschea dagli Arabi, per poi essere riconvertito in chiesa dai Normanni nell'XI secolo.
Nel 1561 Carlo V lo trasformò in caserma, ma non modifico le colonne esterne, costruendovi la nuova struttura solo all'interno della cella. Negli anni Quaranta del XX secolo vennero demolite le strutture militari edificate sin dal XVI secolo, e il tempio venne riportato al suo originario splendore.
Antica agorà di Syracusae con il Tempio di Apollo
DESCRIZIONE
La struttura era imponente, caratterizzata da un ampio crepidoma con quattro gradini, sovrastato dalla peristasi che girava intorno alla cella.
Il tempio era in stile dorico, periptero ed esastilo, con un unico giro di colonne doriche monolitiche intorno alla cella centrale, distinta in tre navate da due file di colonne.
La vetustà è suggerita dalle imponenti dimensioni dell'echino, l'anello superiore della colonna su cui poggiava il grande capitello dorico, dall'architrave alto ben 2,15 metri, dalla brevissima distanza tra le colonne, spesso disposte in maniera non regolare e, pertanto, dalla forma ancora non perfetta e grossolana del tempio e degli elementi che lo compongono.
Veduta dei gradoni del crepidoma del Tempio di Apollo
Finestra che si apriva nella muratura della cella interna
Colonne doriche del Tempio di Apollo
2) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA - TEMPIO DI ATENA
Situata nel cuore storico di Ortigia, la Cattedrale di Santa Maria Assunta venne edificata a partire dal 1085 a seguito della conquista normanna, conservando però l'originale struttura del Tempio di Atena, edificato nel 480 a.C. e ancora ammirabile.
Il tempio venne edificato dal Tiranno Gelone a dominio dell'acropoli di Ortigia, per celebrare la vittoria sui Cartaginesi nella Battaglia di Imera.
Nel VI secolo il tempio pagano venne trasformato in struttura cristiana, portando all'edificazione della Cattedrale, con la chiusura dello spazio tra le colonne. che andò a formare le murature laterali mentre, nell'originaria cella centrale del tempio, vennero aperti otto archi a tutto sesto formando le navate laterali.
Spogliata durante la dominazione araba, dall'878 al 1091, con l'arrivo dei Normanni le navate vennero alzate per aprire finestre strombate e far entrare più luce.
Venne poi leggermente modificata dopo il terremoto del 1693, quando la facciata venne riedificata in stile barocco, mantenendo tuttavia l'originale impianto classico e romanico.
DESCRIZIONE
La visita alla Cattedrale ha inizio dalla facciata barocca, modificata dopo il terremoto del 1693, caratterizzata da una struttura a due ordini, inferiore e superiore e preceduta da una scalinata a gradoni.
Facciata barocca della Cattedrale di Santa Maria Assunta
L'ordine inferiore è scandito da sei colonne sovrastate da capitelli corinzi, che sorreggono un timpano spezzato mentre, tra le colonne, si trovano il portale centrale, più alto, e i portali laterali, più bassi.
Alle estremità del portale sono le statue dei martiri siracusani Marciano e Lucia mentre, alle estremità dell'ordine inferiore della facciata sono le statue dei Santi Pietro e Paolo, rispettivamente sulla destra e sulla sinistra.
L'ordine superiore è dotato di quattro alte colonne corinzie con tipico fusto scanalato, che sorreggono il timpano triangolare con, al centro, una croce in ferro battuto e, ai lati due volute a spirale.
Al centro di detto ordine è la nicchia delimitata da colonne corinzie, che sorreggono un timpano spezzato con, al centro, uno stemma e, ai lati, le statue di due angeli.
Al centro della nicchia si trova invece la statua dell'Immacolata.
PROSPETTO LATERALE E CAMPANILE: Pregevole è anche il prospetto laterale, ove si notano le colonne doriche appartenenti al Tempio di Atena.
Vi si trova anche il campanile, realizzato nel XVIII secolo, con due grandi celle sommitali.
ATRIO D'INGRESSO: L'accesso al duomo avviene attraverso l'atrio d'ingresso con tre portali di cui, il portale centrale, molto più elaborato, perché delimitato da colonne tortili di gusto barocco in pietra tenera e, in sommità, lo Stemma araldico del Vescovo Marini con ai lati due angeli.
Le colonne tortili sono decorate con rilievi in pietra a motivi floreali e grappoli d'uva.
Architrave del portale maggiore con lo Stemma araldico del Vescovo Marini tra due angeli
INTERNO: L'interno del duomo, a croce latina e distinto in tre navate, ha mantenuto la struttura dell'antico Tempio di Atena. Sono infatti riconoscibili le grandi colonne doriche appartenenti al tempio, inglobate nelle murature laterali delle quali, le più imponenti, sono quelle poste in controfacciata.
Interno a croce latina a tre navate, che rispecchia la struttura normanna, abbellito da decorazioni barocche
Delle colonne rimangono visibili il fusto con le tipiche dodici scanalature verticali, il sovrastante capitello e il rigonfiamento dell'enthasis a un terzo dell'altezza, tipico dello stile dorico.
Il soffitto della navata centrale, del 1528, è in tavole lignee e travi mentre, la pavimentazione marmorea di fine Settecento, presenta figure geometriche.
Nel fondo della navata centrale si trovano due pulpiti del 1926 mentre, il presbiterio, è barocco, con tribuna e altare maggiore composto da un grande monolite appartenente alla trabeazione del Tempio di Atena.
Uno dei due pulpiti marmorei del presbiterio
Al centro dell'abside è la tela del XVIII secolo della Natività di Maria di Agostino Scilla, e colonne corinzie con elaborate decorazioni in stucco dorato che sorreggono un ciborio barocco.
La volta del presbiterio è a cassettoni lignei dorati.
La navata sinistra è caratterizzata da statue, e vi si apre la Cappella della Madonna della Neve.
Nella navata destra si aprono le principali cappelle della Cattedrale, la Cappella di Santa Lucia, la Cappella del Battistero e la Cappella del Santissimo Sacramento.
Cappella del Battistero con, al centro il Battistero del IV - III secolo a.C. sorretto da Leoncini in bronzo del XIII secolo
La Cappella di Santa Lucia, dedicata alla Santa Patrona della città, venne progettata dall'architetto locale Pompeo Picherali nel XVIII secolo. Anticipata da una cancellata in ferro battuto, presenta una pianta poligonale con, al centro, il paliotto d'argento di Desio Fornò del XVIII secolo, la tela dipinta di Santa Lucia sull'altare, il simulacro seicentesco di Santa Lucia in argento e la cassa d'argento sempre seicentesca decorata con le Scene della Vita della Santa.
Cappella di Santa Lucia
Le pareti laterali della cappella, rivestite in marmi policromi, conservano le tombe dell'Arcivescovo siracusano Requinsez e degli esponenti della Famiglia nobile siracusana Bonanno Landolina e, sopra di essi, busti di Santa Lucia e Sant'Eustachio.
Cupola della Cappella di Santa Lucia
La terza cappella è la Cappella del Santissimo Sacramento, a pianta ottagonale, in stile barocco, con ciborio in legno dorato di Luigi Vanvitelli e paliotto marmoreo dell'Ultima Cena.
Nel lato sinistro della cappella è il pregevole sepolcro dell'Arcivescovo Luigi Bigmani, scolpito da Sebastiano Agati. La cappella presenta una cupola affrescata da Agostino Scilla con Personaggi dell'Antico Testamento.
Infine è la Cappella del Santissimo Crocifisso, edificata nel 1691 abbattendo le ultime tre colonne del tempio greco. La cupola in gesso è affrescata con Figure di Santi.
GIUDECCA
All'interno dell'Isola di Ortigia si trova il quartiere della Giudecca, come era denominato il Quartiere Ebraico cittadino.
In questo reticolo di vie e case molto strette, gli Ebrei siracusani pregavano e commerciavano i loro tessuti, vivendo in pace con il resto della comunità fin quando, dopo la Reconquista del 1492 dei regni musulmani della Spagna da parte dei Re Cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona, vennero adottate misure di contrasto verso le comunità ebraiche, costrette a rinnegare la propria fede o a lasciare le città.
Il quartiere, percorso dall'omonima Via della Giudecca, nasconde suggestivi punti d'interesse, e si caratterizza per la sua vivacità.
3) CHIESA DI SAN FILIPPO E GIUDECCA SOTTERRANEA
CHIESA DI SAN FILIPPO
La Chiesa di San Filippo venne edificata a partire dal 1742 nel luogo in cui, fino a quel momento, sorgeva la Sinagoga ebraica, grazie ai finanziamenti della Confraternita di San Filippo.
La confraternita trasformò la Miqweh, ossia la preesistente Sinagoga, nella cripta sotterranea della sovrastante chiesa, al fine di inumarvi i confratelli defunti.
Dopo un lungo intervento di restauro, la chiesa è stata riaperta al culto nel 2010.
La struttura presenta una facciata a capanna a tre ordini, con timpano triangolare superiore mentre, gli ordini inferiori sono impreziositi da colonne corinzie che ripartiscono la facciata in lesene.
Interno barocco della chiesa ad aula unica
Altare maggiore in marmi policromi
Cupola della chiesa
GIUDECCA SOTTERRANEA
Al di sotto della chiesa a 18 metri di profondità, si conservano i resti del quartiere sotterraneo della Giudecca, che comprende vani utilizzati per specifiche finalità.
In particolare è possibile scendere di tre livelli sotterranei.
CHIESA IPOGEA (PRIMO LIVELLO): Al primo livello sotterraneo si trova la chiesa ipogea, caratterizzata da un'aula centrale quadrangolare voltata a botte, delimitata da pilastri laterali mentre, sulla destra e sulla sinistra, due cappelle affrescate.
LA TERRAFERMA
Usciti dall'Isola di Ortigia e attraversato il ponte, di giunge sulla terraferma, ove si trova la città sviluppatasi a partire dal V secolo a.C., periodo in cui Siracusa incrementò molto la sua potenza, continuando fino alla costruzione delle ville Liberty del XIX secolo e del moderno ampliamento del XX secolo.
4) CHIESA DI SAN NICOLO' DEI CORDARI
Al limite della città medievale, nelle vicinanze del Parco Archeologico della Neapolis, si trova la Chiesa di San Nicolò dei Cordari.
La chiesa, edificata in epoca normanna nell'XI secolo, sorge al di sopra delle sostruzioni appartenenti a un grande serbatoio d'acqua di epoca romana, parte del sistema idrico della città.
Sostruzioni del serbatoio idrico di epoca romana su cui poggia la chiesa
Nel 1557 venne concessa alla corporazione dei Cordari, gli artigiani che lavoravano le corde mentre, durante il XVII secolo, i suoi sotterranei vennero adibiti a fossa comune per la sepoltura dei defunti.
L'impianto veniva utilizzato anche per rifornire di acqua l'anfiteatro in occasione delle Naumachie, ossia le battaglie navali.
La struttura è molto semplice, con pianta quadrangolare dai lati di 16 per 8 metri, dotata di un abside semicircolare e, all'interno, di un'unica navata. Vi si trovano sepolture romane dal I al III secolo.
5) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE "PAOLO ORSI"
Il Museo
Archeologico Nazionale “Paolo Orsi” venne istituito nel 1878 e, a
partire dal 1988 trasferito nell’attuale sede di Villa
Landolina, nella periferia di Siracusa. E’ dedicato alla memoria di Paolo
Orsi, archeologo, che effettuò i primi studi stratigrafici e
archeologici della città.
DESCRIZIONE
Il percorso
espositivo accoglie importanti reperti, che si fanno risalire alla Preistoria,
alla Protostoria e alle civiltà greca e romana.
I reperti
più antichi risalgono all’Età del Bronzo, tra cui, degni di nota,
sono i corredi rinvenuti all’interno delle sepolture nelle necropoli
greco – sicule, le ceramiche e le statue arcaiche.
SEZIONE
PREISTORICA
La Sezione
Preistorica raccoglie i manufatti appartenenti alla fase più arcaica
della storia dell’uomo, dal Paleolitico all’Età del Ferro. Tra i reperti
esposti vi si trovano i noti Elefanti Nani, rinvenuti nella Grotta
dello Spinagallo, vicino Siracusa.
Del Neolitico,
compreso nel IV e III millennio a.C., fanno parte le pietre di
selce e ossidiana, quest’ultima utilizzata come vetro naturale.
Vi sono anche
le armi appartenenti all’Età del Bronzo, oltre ai primi
oggetti in metallo. Pregevoli sono quelli rinvenuti nella Necropoli
rupestre di Pantalica.
VENERE
ANADIOMENE: Tra i manufatti del museo, particolare è la Venere
Anadiomene, anche nota come Venere Landolina, dal nome
dell’archeologo Saverio Landolina Nava, che la scoprì nel 1804.
Il manufatto
venne realizzato nel II secolo, e costituisce una copia romana in
marmo di un originale greco in bronzo. Raffigura la dea Venere nuda che,
con la mano sinistra, afferra un panno con cui copre le parti intime.
Pur essendo
un’opera di epoca ellenistica, ha uno stampo ancora classico. Si
notano infatti il rispetto delle proporzioni del Canone di Policleto e
del chiasmo, con la spalla sinistra alzata, quindi in tensione,
cui corrisponde la gamba sinistra rilassata, che si alternano con
la spalla sinistra abbassata e rilassata e la gamba destra piegata.
Pregevoli sono le pieghe del panneggio afferrato da Venere.
SEZIONE
GRECA
La Sezione
Greca è distinta in due settori. Il Settore B, relativo ai manufatti
provenienti dalle colonie greche e, in particolare, da Siracusa
e dal territorio siracusano.
Il Settore C
raccoglie invece i manufatti provenienti da quelle colonie note anche
come subcolonie, perché fondate dalla stessa Siracusa, ma
anche da Gela e Agrigento.
SETTORE B:
Il Settore B è dedicato alle colonie greche fondate in Sicilia
durante il periodo in cui erano diffusi gli stili dorico e ionico.
Vi si trova esposta, tra le altre, una statua di Kouros senza testa,
ossia un giovane esemplare di uomo che rispetta tutte le proporzioni del corpo
umano, del V secolo a.C., proveniente da Lentini.
SETTORE C:
Il Settore C dedicato alle subcolonie siciliane, presenta reperti
provenienti, appunto, da queste città, in particolare dalle colonie
siracusane di Akragas, ossia Agrigento e Gela.
6) BASILICA SANTUARIO DI SANTA LUCIA AL SEPOLCRO E TEMPIETTO DEL SEPOLCRO
La Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro è dedica a Santa Lucia, Santa Martire siracusana che iniziò a predicare il Vangelo già in tenera età, grazie agli insegnamenti della madre Eutichia.
Con il Martirio di Sant'Agata da parte del Proconsole Quinziano e l'arrivo della notizia a Siracusa, Lucia decise di recarsi in pellegrinaggio a Catania nel luogo del martirio, per chiedere alla Santa catanese un miracolo per la guarigione della malattia della madre.
Lucia e la madre giunsero a Catania probabilmente il 5 Febbraio 301, giorno della ricorrenza di Sant'Agata. Giunta al sepolcro della martire catanese, Lucia iniziò a pregare e si addormentò in estasi.
In sogno le apparve Sant'Agata che, le confermò sia la guarigione della madre, che il suo futuro patronato sulla città di Siracusa.
Tornate a Siracusa con la madre guarita, venne avvicinata da un giovane pagano che, al suo rifiuto, la denunciò all'Arconte Pascasio.
Venne quindi arrestata, interrogata e seviziata ma, le sevizie, non ebbero alcun effetto su di lei: le guardie romane non riuscirono a trascinarla e, tentando di bruciarne il corpo, questo rimase intonso. Il 13 Dicembre del 304 venne decapitata.
BASILICA SANTUARIO
La Basilica venne edificata nel luogo dove venne martirizzata la Santa.
La sua edificazione ebbe inizio dopo l'adozione dell'Editto di Milano del 313 da parte dell'Imperatore Costantino.
L'attuale costruzione, venne realizzata nel periodo normanno, con la ricostruzione dell'antica struttura, danneggiata dagli Arabi, e la realizzazione dell'annesso convento e del vicino Battistero.
ESTERNO
L'esterno della Basilica presenta due facciate, una frontale e, l'altra, laterale.
La facciata frontale si caratterizza per una struttura a salienti con due ordini, inferiore e superiore: nell'ordine superiore si apre un grande rosone circolare, mentre nell'ordine inferiore si apre il portale principale.
Facciata frontale della Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro
Sulla sinistra della facciata s'innalza il campanile quadrangolare a tre ordini, sormontato da una cella campanaria, anch'essa quadrangolare, con merlatura sommitale.
Sul fianco destro della chiesa si trova il convento, con struttura a salienti, caratterizzato da una facciata a due ordini: l'ordine inferiore presenta un lungo portico con dodici arcate a tutto sesto delle quali, la prima cieca, mentre le altre undici aperte e poggianti su un gradino rialzato.
Solo l'arcata centrale poggia direttamente sulla pavimentazione.
Ogni arcata della facciata laterale destra è scandita da colonne a fusto liscio, sovrastate da capitelli corinzi e poggianti su piedistalli quadrangolari.
Al di sotto del portico si apre il portale laterale, principale accesso alla Basilica, costituito da un arco a tutto sesto con timpano ribassato.
INTERNO
L'interno presenta una pianta quadrangolare, distinta in tre navate di cui, la centrale, dalle dimensioni maggiori mentre, le laterali, dalle minori dimensioni.
Interno della basilica a croce latina, in stile romanico, a tre navate
Nella parete di fondo si aprono tre absidi semicircolari, tipici dell'architettura ecclesiastica normanna.
Nel XVII secolo l'Architetto Giovanni Vermexio, inglobò le antiche colonne normanne nei nuovi pilastri a sezione quadrangolare ancora ammirabili, distinti tra loro da arcate a tutto sesto.
Nella parete di fondo si apre l'abside, sovrastato dalla splendida tela del Caravaggio realizzata nel 1608, raffigurante il Martirio di Santa Lucia, ambientato in una zona di penombra tipica dello stile caravaggesco e della pittura luministica del Seicento.
Abside semicircolare della parete di fondo
Tela del Caravaggio del Martirio di Santa Lucia del 1608
Colonna che segna il punto del martirio di Santa Lucia
TEMPIETTO DEL SEPOLCRO
Accanto alla Basilica di Santa Lucia si trova la singolare costruzione del Tempietto del Sepolcro, edificato nel XVII secolo su progetto di Giovanni Vermexio, al centro dell'area delle sottostanti catacombe.
DESCRIZIONE: Presenta una struttura a due corpi di fabbrica inferiore, più ampio e superiore, più piccolo, entrambi dalla forma ottagonale.
La chiesa è accessibile da un'ampia scala a doppia rampa e, nel copro inferiore, si aprono quattro porte a tutto sesto e strombate.
I portali sono sorretti da colonne sovrastate da capitelli in corrispondenza degli spigoli dell'ottagono. La decorazione esterna interessò solamente i quattro spigoli rivolti verso la piazza.
Tempietto del Sepolcro
Facciata del Tempietto con portale barocco
All'interno presenta una pianta ottagonale, sovrastata dalla cupola poggiante su un tamburo altrettanto ottagonale.
Ai lati dell'ottagono sono ospitati loculi sepolcrali mentre, nella parete di fondo, si trova un altare barocco in legno intagliato, al di sotto del quale è riposta la statua marmorea di Santa Lucia sepolta, realizzata nel 1634 da Gregorio Tedeschi che, nel 1735 trasudò miracolosamente.
A seguito dell'evento miracoloso, nel 1912 la statua della Santa venne trasferita all'interno di una teca di vetro posta sotto l'altare maggiore, ove si trova tutt'ora.
Interno a pianta ottagonale del Tempietto
Altare maggiore ligneo barocco
Statua di Santa Lucia sepolta di Gregorio Tedeschi del 1634
NEAPOLIS
La Neapolis era uno dei cinque quartieri originari della polis di Siracusa, in età greca e romana.
Costituiva il quartiere più ricco, quello ove si trovavano i principali monumenti cittadini che vanno dal V secolo a.C., in epoca greca, fino al III secolo, nella tarda epoca romana e bizantina, di cui si conservano gli ipogei.
7) PARCO ARECHEOLOGICO DELLA NEAPOLIS
Ai margini del centro storico si trova il Parco Archeologico della Neapolis, situato in uno dei cinque quartieri originari della polis greca di Siracusa.
Utilizzata fino all'epoca romana e bizantina vi si conservano, oltre ai pregevoli monumenti di epoca greca e romana, come il Teatro e l'Anfiteatro, le pregevoli Latomie dell'Intagliata e dell'Intagliatella, la prima delle quali è anche denominata Orecchio di Dioniso, per la sua peculiare forma.
Tombe rupestri che si aprono nella roccia del Parco della Neapolis
TEATRO GRECO
Principale monumento del parco, svolgeva sia la funzione di Teatro, ove si tenevano le rappresentazioni delle commedie e delle tragedie, sia quella di Beouleotherion, ove si tenevano le assemblee cittadine.
Venne realizzato tra il 218 e il 215 a.C. su commissione del Tiranno di Siracusa Ierone II.
In epoca romana venne adottato per gli spettacoli circensi, per poi cadere in stato di degrado.
Nel XVI secolo venne depredato dei materiali ornamentali dagli spagnoli di Carlo V, che utilizzò il materiale di rivestimento per edificare le fortificazioni di Ortigia.
DESCRIZIONE: La struttura si compone di tre parti: cavea, orchestra e scena.
La cavea presenta una struttura semicircolare di 138 metri di diametro, con 67 ordini di gradinate, distinte in ima cavea, media cavea e summa cavea, ripartite in nove cunei da otto scalette di servizio.
Cavea del Teatro Greco allestita per uno spettacolo
E' attraversata da un lungo corridoio, noto come diazoma, ove sono incisi i nomi delle divinità: si leggono ancora i nomi delle Regine Filistide e Nereide, rispettivamente moglie e nuora del Tiranno Ierone II.
Gradinate della cavea
Ai piedi della cavea si trova l'Orchestra, ove era posto il coro, con un piano delimitato da solchi che circondano uno spazio trapezoidale: i solchi sono stati interpretati sia come Euripi, ossia canali di scolo per le acque piovane, che come teatro originario.
La Scena, o Proscenio, è delimitata da due piloni. Nella sezione della Summa Cavea, si trovano incavi quadrangolari, denominati nikasoi, utilizzati per accogliere quadretti, o pinakes, con immagini votive di divinità e defunti eroizzati.
Al centro della scena, in asse col teatro, è riposta una grande grotta con una sorgente naturale da cui scaturisce l'acqua dell'acquedotto greco.
ANFITEATRO ROMANO
Di seguito al Teatro si trova l'Anfiteatro romano, realizzato nella tarda epoca imperiale tra il III e il IV secolo.
DESCRIZIONE: Presenta una struttura ellittica scavata nella roccia del Monte Temenite, con assi maggiore e minore pari a 140 x 119 metri. La porzione in alzato non si è conservata a causa delle spoliazioni spagnole del XVI secolo.
L'arena centrale, dalla forma ellittica con assi di 70 x 40 metri, era accessibile tramite due ingressi, posti nei lati Nord e Sud della struttura.
Intorno al perimetro dell'arena corre un alto podio attraversato da un corridoio che consentiva l'uscita dei gladiatori e delle belve, negli spettacoli rispettivamente noti come ludi gladiatores e venationes.
Al di sopra del corridoio si notano ancora i blocchi marmorei che segnavano i proprietari dei posti a sedere nella cavea.
Peculiare è il vano quadrangolare ipogeo posto al centro dell'arena, connesso al canale sotterraneo scavato nell'area meridionale, utilizzato per l'allestimento degli spettacoli e per garantire la funzionalità complessiva dell'impianto.
Canale sotterraneo al centro dell'arena
LATOMIA DELL'INTAGLIATA E ARA DI IERONE II
Ultimo pregevole sito del Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa sono le due Latomie, denominate dell'Intagliata e dell'Intagliatella, grandi cave di pietra calcarea, da cui i coloni Greci estraevamo i grandi blocchi di calcare per costruire i monumenti cittadini e le possenti mura difensive.
Col passare del tempo, le cavità vennero riutilizzate come prigioni naturali, ove i siracusani vi rinchiudevano i prigionieri di guerra, in particolare i soldati ateniesi, sconfitti nel corso della Guerra del Peloponneso nel 413 a.C..
LATOMIA DELL'INTAGLIATA - ORECCHIO DI DIONISIO: Tra le due Latomie, la più celebre è quella denominata dell'Intagliata, ove si trova la celebre fenditura nella roccia calcarea, nota come Orecchio di Dionisio.
Il nome con cui è noto venne conferito da Caravaggio nel 1608, che vi transitò durante la sua fuga verso Malta, ispirandosi alla leggenda secondo cui il Tiranno Dionisio I di Siracusa, fece rinchiudere i prigionieri ateniesi nella grotta per ascoltarvi i discorsi.
L'Orecchio costituisce una grande grotta artificiale dall'altezza pari a 23 metri, con incredibile acustica all'interno.
Nelle pareti calcaree interne, si notano ancora i buchi lasciati dai conci squadrati di calcare rimossi dalla parete rocciosa e, in alcuni casi, anche i fori dei chiodi allineati in corrispondenza delle fenditure, al fine di rimuovere i grandi conci di pietra, che sarebbero poi stati traspostati.
Interno della Latomia dell'Orecchio di Dionisio
ARA DI IERONE II: Ultimo oggetto della visita all'area archeologica è l'Ara di Ierone II.
Realizzata nel III secolo a.C., costituisce il più grande altare votivo dell'antica Grecia, dedicato a Zeus Eleutherios, dalla forma rettangolare di 198 x 22 metri, utilizzato per compiere pubblici sacrifici rituali.
Secondo le fonti vi venivano sacrificati centinaia di tori, in un rituale pubblico annuale che coinvolgeva la città.
Della grande ara rimane il basamento dato che, porzione in alzato, venne demolita nel XVI secolo dagli spagnoli per ricavarne materiali da costruzione.
NB. Le informazioni sulla storia di Siracusa, sono state estrapolate dal post "Siracusa", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Siracusa. Patrimonio dell'Umanità", in www.comune.siracusa.it.
NB. Le informazioni sul Tempio di Apollo, sono state estrapolate dal post "Tempio di Apollo", nel portale ufficiale del "Comune di Siracusa. Patrimonio dell'Umanità", in www.comune.siracusa.it.
NB. Le informazioni sulla Cattedrale di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Cattedrale Di Siracusa", nel portale Internet "SECRET SIRACUSA", in www.secretsiracusa.it.
NB. Le informazioni storiche sul quartiere della Giudecca sono state estrapolate dal post "La Giudecca e il Quartiere Ebraico", nel portale Internet "Unesco Siracusa Pantalica", in www.unescosiracusapantalica.com.
NB. le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Filippo Apostolo sono state estrapolate dal post "CHIESA DI SAN FILIPPO APOSTOLO", nel portale Internet "citymap", nel sito www.citymapsicilia.it.
NB. Le informazioni sul Museo Archeologico Nazionale Paolo Orsi, sono state estrapolate dal post "Museo archeologico "Paolo Orsi"", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Siracusa. Patrimonio dell'Umanità", in www.comune.siracusa.it.
NB. Le informazioni sulla Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro sono state estrapolate dal post "La Basilica", nel portale Internet ufficiale della "Basilica Santuario Santa Lucia al Sepolcro", in www.basilicasantalucia.com.
NB. Le informazioni sul Tempietto del Sepolcro sono state estrapolate dal post "Il Sepolcro", nel portale Internet ufficiale della "Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro", in www.basilicasantalucia.com.
NB. Le informazioni generali sul Parco Archeologico della Neapolis, sono state estrapolate dal post "AREA ARCHEOLOGICA DELLA NEAPOLIS", nella pagina Internet ufficiale della "Regione Sicilia", in www.parchiarcheologici.regione.sicilia.it.
NB. Le informazioni sul Teatro Greco sono state estrapolate nel post "Teatro Greco", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Siracusa. Patrimonio dell'Umanità", in www.comune.siracusa.it.
NB. Le informazioni sull'Anfiteatro Romano, sono state estrapolate dal post "Anfiteatro romano", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Siracusa. Patrimonio dell'Umanità", in www.comune.siracusa.it.
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