STORIA
L'Abbazia di San Vincenzo al Volturno venne fondata nel VII
secolo ad opera dei Santi Paldone, Tatone e Tasone,
sui resti di un antico santuario consacrato al Santo martire Vincenzo.
Nell’XI secolo vi si
insediarono i monaci benedettini, il cui insediamento venne raccontato
per iscritto nel Chronicon Volturnensis, documento redatto
intorno al 1130, che menziona per la prima volta l’abbazia.
Sappiamo dunque che l’edificio esisteva già prima di questa data.
Carlo Magno supportò lo sviluppo della cittadella monastica, accrescendone l’importanza.
I primi Abati
titolari furono Giosué ed Epifanio. L’abbazia godeva di ampi
possedimenti nell’Italia centro meridionale.
A partire dall’XI secolo ebbe inizio il periodo di declino mentre, a partire già dall’881, il monastero venne saccheggiato e distrutto dalle scorrerie saracene.
Durante i saccheggi molti monaci vennero trucidati, venendo poi
commemorati come “Martiri Volturnensi”. Dopo la distruzione il complesso
venne trasferito sulla riva destra del Volturno e dato in commenda.
Nel 1699 venne affidata alla giurisdizione dell’Abbazia di Montecassino e, nel XX secolo, danneggiata dalla Seconda Guerra Mondiale.
La presenza monastica venne ripristinata
solo nel 1990 grazie a Madre Mariam Benedict, proveniente dal
Connecticut, che ha lasciato il monastero nel 2017, anno
dell’insediamento dei benedettini del Monastero di Sant’Angelo in Pontano,
in Provincia di Macerata.
DESCRIZIONE
Il complesso abbaziale è composto
da quattro ambienti differenti, tutti molto suggestivi, tra i quali: la chiesa
abbaziale, la cripta di Sant’Epifanio, l’area archeologica
dell’abbazia carolingia e il palazzo abbaziale.
CHIESA ABBAZIALE
La chiesa abbaziale, in stile romanico,
venne riedificata negli anni Sessanta del XX secolo, su
commissione del monaco cassinese don Angelo Pantoni.
Ha pianta rettangolare con
facciata a salienti, ripartita in verticale da due grandi lesene.
Nell’ordine superiore si apre
un oculo mentre, nell’ordine inferiore, il portale maggiore a
tutto sesto. E’ affiancata da una robusta torre campanaria quadrangolare.
L’interno è distinto in tre
navate e cinque campate costolonate a sesto acuto, che scaricano le
forze su possenti pilastri a sezione quadrangolare. L’abside è
semicircolare con tracce di affreschi duecenteschi.
La Cappella di Santa Restituta, edificata nell’XI secolo, è a pianta quadrangolare con tre navate e tre absidi. Venne affrescata nell’XI secolo con figure umane e animali.
CRIPTA DELL'ABATE EPIFANIO
Si tratta dell’ambiente più antico del complesso, a navata unica, con abside trilobata impreziosita da resti di affreschi.
L’altare maggiore è costituito da un
rocco di colonna romana di spoglio.
Vi è sepolto un personaggio ignoto, probabilmente identificato con l’Abate Epifanio. L’affresco principale ritrae proprio l’Abate Epifanio.
Altro ambiente della cripta è costituito
dall’antica Chiesa di Santa Maria Insula, decorata con un prezioso ciclo
di affreschi dell’XI secolo raffigurante Scene della vita della
Madonna, Scene di Gesù e Martirio dei Santi Stefano e Lorenzo,
oltre agli affreschi eretici, in stile bizantino, raffiguranti le
Scene dell’Apocalisse di San Giovanni con una sfilata di fanciulle
recanti doni.
L’Abate Epifanio, situato ai
piedi della croce, è raffigurato con l’aureola quadrata, segno che
il personaggio era ancora in vita al momento della realizzazione
dell’affresco.
AREA ARCHEOLOGICA
Dinanzi all’abbazia si trova l’area
archeologica, composta da vari siti e ambienti.
PONTE DELLA ZINGARA: Ponte di accesso al sagrato in
pietra, ad arcata unica, poggiante su spallette in travertino.
CORRIDOIO D'INGRESSO: Introduce alla chiesa abbaziale. Al
suo interno, una porta sulla sinistra dà accesso a una serie di vani,
affacciati sulla navata sud. L’altra porta, sulla destra, dà
accesso al giardino.
CHIESA DI SAN VINCENZO MAGGIORE: Originaria chiesa abbaziale
dell’VIII secolo. La navata è distinta in tre ambienti. L’altare maggiore
ha le quattro facce decorate a rilievo con dischi e croci
gemmate.
SALA DEI PROFETI: Ambiente a pianta trapezoidale
con bancali in legno su tre lati mentre, nel lato meridionale, si apre
sui portici del cortile centrale. La parete occidentale è decorata con Personaggi
che recano cartigli, forse identificati con in Profeti Geremia e
Michea.
REFETTORIO: Vano a pianta rettangolare
distinto in due sezioni. L’ingresso monumentale è costituito da
un blocco monolitico in marmo bianco di epoca romana. La spina
centrale presenta i bancali in muratura con le sedute dei monaci. Il
pulpito era utilizzato per la lettura dei testi durante il pasto.
LAVABO E CUCINE: Ambiente a pianta poligonale,
con cucine del IX secolo. Si articola in due ambienti,
adibiti a cucina e anticucina.
LOGGIATO E MAGAZINI: Struttura con copertura a falda
unica sostenuta da archi in muratura. Presenta un loggiato affrescato
con figure geometriche e animali.
NB. Le informazioni sull'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, sono state estrapolate nel post "Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno", nel portale Internet ufficiale del "Ministero della Cultura", in www.cultura.gov.it.
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