sabato 11 luglio 2026

ABBAZIA DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO (CASTEL SAN VINCENZO): SIMBOLO DELLA SPIRITUALITA' BENEDETTINA DEL MOLISE

 STORIA

L'Abbazia di San Vincenzo al Volturno venne fondata nel VII secolo ad opera dei Santi Paldone, Tatone e Tasone, sui resti di un antico santuario consacrato al Santo martire Vincenzo.

Nell’XI secolo vi si insediarono i monaci benedettini, il cui insediamento venne raccontato per iscritto nel Chronicon Volturnensis, documento redatto intorno al 1130, che menziona per la prima volta l’abbazia. Sappiamo dunque che l’edificio esisteva già prima di questa data.

Carlo Magno supportò lo sviluppo della cittadella monastica, accrescendone l’importanza.

I primi Abati titolari furono Giosué ed Epifanio. L’abbazia godeva di ampi possedimenti nell’Italia centro meridionale.

A partire dall’XI secolo ebbe inizio il periodo di declino mentre, a partire già dall’881, il monastero venne saccheggiato e distrutto dalle scorrerie saracene.

Durante i saccheggi molti monaci vennero trucidati, venendo poi commemorati come “Martiri Volturnensi”. Dopo la distruzione il complesso venne trasferito sulla riva destra del Volturno e dato in commenda.

Nel 1699 venne affidata alla giurisdizione dell’Abbazia di Montecassino e, nel XX secolo, danneggiata dalla Seconda Guerra Mondiale.

La presenza monastica venne ripristinata solo nel 1990 grazie a Madre Mariam Benedict, proveniente dal Connecticut, che ha lasciato il monastero nel 2017, anno dell’insediamento dei benedettini del Monastero di Sant’Angelo in Pontano, in Provincia di Macerata.

DESCRIZIONE

Il complesso abbaziale è composto da quattro ambienti differenti, tutti molto suggestivi, tra i quali: la chiesa abbaziale, la cripta di Sant’Epifanio, l’area archeologica dell’abbazia carolingia e il palazzo abbaziale.


Antico porticato antistante la Chiesa Nuova
parte dell'originario quadriportico


Altra veduta degli archi del quadriportico


Resti di colonne, a sezione circolare, parte
del quadriportico

CHIESA ABBAZIALE

La chiesa abbaziale, in stile romanico, venne riedificata negli anni Sessanta del XX secolo, su commissione del monaco cassinese don Angelo Pantoni.


Abbazia Nuova di San Vincenzo al
Volturno,  edificata nel 1115 e riedificata,
in stile neoromanico, nel 1965

Ha pianta rettangolare con facciata a salienti, ripartita in verticale da due grandi lesene.

Nell’ordine superiore si apre un oculo mentre, nell’ordine inferiore, il portale maggiore a tutto sesto. E’ affiancata da una robusta torre campanaria quadrangolare.


Facciata della chiesa abbaziale tripartita

L’interno è distinto in tre navate e cinque campate costolonate a sesto acuto, che scaricano le forze su possenti pilastri a sezione quadrangolare. L’abside è semicircolare con tracce di affreschi duecenteschi.

La Cappella di Santa Restituta, edificata nell’XI secolo, è a pianta quadrangolare con tre navate e tre absidi. Venne affrescata nell’XI secolo con figure umane e animali.


Interno neoromanico a tre navate, riedificato
dal 1965, dopo anni in cui la struttura rimase
in condizioni di rudere


Presbiterio con arco ogivale


Cattedra vescovile


Pavimentazione presbiteriale in
  opus sectile policromo


Foto dell'abbazia in condizioni di rudere
prima della ricostruzione del 1965

CRIPTA DELL'ABATE EPIFANIO

Si tratta dell’ambiente più antico del complesso, a navata unica, con abside trilobata impreziosita da resti di affreschi. 

L’altare maggiore è costituito da un rocco di colonna romana di spoglio.


Abside sopraelevato della chiesa
 con accesso alla cripta

Vi è sepolto un personaggio ignoto, probabilmente identificato con l’Abate Epifanio. L’affresco principale ritrae proprio l’Abate Epifanio.

Altro ambiente della cripta è costituito dall’antica Chiesa di Santa Maria Insula, decorata con un prezioso ciclo di affreschi dell’XI secolo raffigurante Scene della vita della Madonna, Scene di Gesù e Martirio dei Santi Stefano e Lorenzo, oltre agli affreschi eretici, in stile bizantino, raffiguranti le Scene dell’Apocalisse di San Giovanni con una sfilata di fanciulle recanti doni.

L’Abate Epifanio, situato ai piedi della croce, è raffigurato con l’aureola quadrata, segno che il personaggio era ancora in vita al momento della realizzazione dell’affresco.


Interno della Cripta di Sant'Epifanio
con affreschi del VII secolo


Affreschi dell'Apocalisse di San Giovanni


Affresco di San Lorenzo arso sulla graticola

AREA ARCHEOLOGICA

Dinanzi all’abbazia si trova l’area archeologica, composta da vari siti e ambienti.

PONTE DELLA ZINGARA: Ponte di accesso al sagrato in pietra, ad arcata unica, poggiante su spallette in travertino.

CORRIDOIO D'INGRESSO: Introduce alla chiesa abbaziale. Al suo interno, una porta sulla sinistra dà accesso a una serie di vani, affacciati sulla navata sud. L’altra porta, sulla destra, dà accesso al giardino.


Corridoio d'ingresso dell'antico convento

CHIESA DI SAN VINCENZO MAGGIORE: Originaria chiesa abbaziale dell’VIII secolo. La navata è distinta in tre ambienti. L’altare maggiore ha le quattro facce decorate a rilievo con dischi e croci gemmate.


Portale dell'antica chiesa di San Vincenzo


Soglia dell'antico portale ligneo con i
fori dei battenti


Necropoli rinvenuta con sepolture a fossa


Resti del pavimento dell'antica chiesa abbaziale


Ambiente porticato del complesso

SALA DEI PROFETI: Ambiente a pianta trapezoidale con bancali in legno su tre lati mentre, nel lato meridionale, si apre sui portici del cortile centrale. La parete occidentale è decorata con Personaggi che recano cartigli, forse identificati con in Profeti Geremia e Michea.

REFETTORIO: Vano a pianta rettangolare distinto in due sezioni. L’ingresso monumentale è costituito da un blocco monolitico in marmo bianco di epoca romana. La spina centrale presenta i bancali in muratura con le sedute dei monaci. Il pulpito era utilizzato per la lettura dei testi durante il pasto.


Sala del Refettorio con pavimentazione con
piastrelle che riportano sigle


Resti di tubature del Refettorio

LAVABO E CUCINE: Ambiente a pianta poligonale, con cucine del IX secolo. Si articola in due ambienti, adibiti a cucina e anticucina.


Sala delle cucine, anch'essa pavimentata
con laterizi in terracotta fabbricati dai monaci


Resti di affreschi parietali con cornici geometriche

LOGGIATO E MAGAZINI: Struttura con copertura a falda unica sostenuta da archi in muratura. Presenta un loggiato affrescato con figure geometriche e animali.

NB. Le informazioni sull'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, sono state estrapolate nel post "Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno", nel portale Internet ufficiale del "Ministero della Cultura", in www.cultura.gov.it.

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