STORIA
Sant'Angelo in Grotte è una frazione del Comune di Santa Maria del Molise, in Provincia di Isernia, con 645 abitanti a una quota di 650 m.s.l.m..
Il borgo si trova a quasi 1000 m.s.l.m., arroccato su un colle in posizione dominante tra la Piana di Bojano e il Massiccio montuoso del Matese. Il borgo ha origini altomedievali, durante la dominazione dei Longobardi, che adottarono San Michele Arcangelo come proprio Santo Protettore per la sua natura guerriera.
Il toponimo deriva dalla presenza di una chiesa consacrata all'Arcangelo Michele che, secondo la leggenda, attrasse i coloni delle terre vicine. Dall'organizzazione di questi coloni nacque il primo nucleo del centro abitato.
Nel Medio Evo venne fondato un centro abitato, di cui però poco è rimasto a causa delle distruzioni del terremoto del 1805, che distrusse il centrale Palazzo di Mormile.
Il culto dell'Arcangelo nella costa adriatica ebbe inizio con le tre apparizioni dell'Arcangelo Michele al Vescovo di Siponto, dal 490 al 493.
Durante il Basso Medio Evo la borgata divenne una tappa della transumanza nel Tratturo Pescasseroli - Candela, dove si trovava una grotta denominata "Il Riposo". Nel 390 venne infeudato a Signori noti con i nomi di Enrico e Gualtiero. Alla morte di costoro, venne trasferito a tale Enrico di Badaniosa.
Ultimo titolare del feudo fu Marino Sant'Angelo Conte di Sarno, allontanato dal feudo nel 1426 per volere della Regina di Napoli Giovanna II, rifugiandosi a Ferrazzano.
Tra il 1424 e il 1427 venne concesso a Giacomo Caldora, nel 1443 passò sotto Paolo di Sangro, feudatario per conto dei Sovrani aragonesi, fino al 1495.
Con la caduta in disgrazia dei Di Sangro per aver appoggiato la spedizione del Re di Francia Carlo VIII durante le Guerre d'Italia, il borgo venne assegnato al Comune di Isernia, che ne mantenne la proprietà fino al 1507, quando venne assegnato a Bernardino di Sangro.
Dal 1740 al 1781 il feudo passò sotto la Famiglia Mormille. Venduto a Nicola Centomani, venne liberato dal giogo feudale dalla Regia Camera che ne proclamò l'Università del governo dei cittadini.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Sant'Angelo in Grotte è noto per la presenza di pregevoli architetture religiose rupestri.
L'accesso al borgo è possibile varcando l'arco d'ingresso della torre. All'interno del centro storico si trovano pittoresche case in pietra, con sculture in colore ambra poste sulle facciate, realizzate da scalpellini molisani.
Una di queste rappresenta una Leonessa, orientata verso destra, che allatta due cuccioli o due bambini, mentre azzanna al collo un uomo inginocchiato con busto inchinato verso terra.
A breve distanza è situato il Palazzo Municipale di Sant'Angelo in Grotte, utilizzato per tale scopo fino al 1955.
La strada procede in salita fino alla collina del belvedere, dove si trova una terrazza che si affaccia sulla vallata sottostante, realizzata nel luogo in cui sorgeva, dapprima, l'antico Castello medievale e, in seguito, il Palazzo Ducale dei Mormile, non più esistente.
Al suo posto è riposto il Monumento ai Caduti delle due Guerre Mondiali.
Scalinata di accesso al centro storico medievale
1) CHIESA DI NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE
Nelle vicinanze del Monumento ai Caduti si trova la Chiesetta di Nostra Signora del Sacro Cuore.
La chiesetta venne edificata nel 1873, dotata di un'aula unica dalla forma quadrangolare, voltata a botte.
Al suo interno è riposta la statua di Sant'Antonio da Padova che ingloba, all'altezza del petto, la reliquia di un ossicino del Santo proveniente dallo stesso Santuario padovano.
2) TORRE CAMPANARIA
Nella Piazza Colonna si trova la Torre Campanaria del 1500, molto simile a quella della Cattedrale di Isernia.
La struttura presenta una sezione quadrangolare distinta in due ordini di blocchi: il primo ordine presenta un passaggio con arco a tutto sesto e, al di sotto dell'arco, si trova una targa che ricorda il pellegrinaggio di Papa Celestino V per queste terre.
Nella loggia del secondo piano della torre si aprono quattro archi a tutto sesto, ove sono riposte quattro campane, sovrastati da tre sculture di teste di animali in pietra locale somiglianti a teste di leone che, con aria minacciosa, incutono timore a chi si avvicina all'arco.
Nel 1998 le spoglie di Celestino V vennero qui traslate dalla Basilica di Collemaggio all'Aquila, dove riposano ancora.
3) CRIPTA DELLE OPERE DI MISERICORDIA
Nella Chiesa di San Pietro in Vinculis si trova la Cripta delle Opere di Misericordia, un piccolo ambiente ipogeo, raggiungibile dall'interno della chiesa.
Le decorazioni vennero realizzate a partire dalla prima metà del XIV secolo.
DESCRIZIONE
Al suo interno sono conservati affreschi trecenteschi, con un ciclo pittorico raffigurante le Sette Opere della Misericordia corporale. In origine tali opere di misericordia erano le sei che sono riportate nel Vangelo di Matteo, ossia cibo, acqua, casa, vestiario, medicazione e visita in carcere.
Dopo l'anno Mille venne aggiunta anche la settima opera di misericordia della Sepoltura dei Morti, rappresentata nell'arte solo a partire dal 1330.
Interno affrescato della Cripta delle Opere di Misericordia
Il ciclo di affreschi termina con la Visione della città di Betlemme e l'immagine dell'astro radiante del volto umano, forse allegoria della Stella Cometa.
Sulla parete di fondo della cripta è riposto un piccolo altare in pietra.
L'ambiente quadrangolare è coperto da una volta a botte, ove è affrescata la Carità che porta alla Gerusalemme Celeste, allegoria del Paradiso
Mentre la volta rappresenta il Paradiso, la parte bassa della rappresentazione, affrescata nelle pareti laterali, rappresenta l'Inferno dantesco, luogo delle sofferenze dei condannati.
Pertanto, l'intero ciclo pittorico è da considerare come un processo di elevazione dell'animo umano che, partendo dall'inferno, attraverso le sette opere di carità rappresentate nel secondo ordine delle pareti, eleva il suo spirito fino a raggiungere il Paradiso, rappresentato nella volta.
Volta della cripta affrescata con Scene in monocromo
Nelle pareti si trova il ciclo delle Sette Opere di Misericordia corporale. Il ciclo ha inizio dalla parete sinistra, ove è raffigurata l'Opera del Dar da Mangiare agli Affamati, con i poveri che, seduti sotto un portico, accettano il cibo che gli viene distribuito mentre, da sinistra, si avvicina l'ospite affamato.
Nell'androne della colonne è raffigurata l'opera del Dar da Bere agli Assetati, con un uomo che si abbevera da un peculiare contenitore fornito di becco, mentre una donna offre da bere a un altro assetato.
L'Opera del Vestire gli Ignudi è la raffigurazione più complessa, con un Uomo carico di viveri che, uscendo da una casa, veste gli ignudi. Una donna si sveste dei suoi abiti per darlo a un povero inginocchiato.
Ospitare i Pellegrini, con una Donna che, invitando un'ospite a casa, lo prende per mano. L'ospite è a piedi nudi e porta un sacco sulle spalle.
Visitare gli Infermi, con piccole colonne che delimitano l'ambiente dei malati, mentre uno di questi, giacente sul letto, viene visitato da un visitatore che gli porge una bottiglia.
Affresco dell'Opera dl Visitare gli Infermi
Visitare i Carcerati, con la prigione raffigurata come una torre di pietre squadrate con finestra a sbarre. Alla porta bussa un uomo con un recipiente da portare al carcerato.
Affresco dell'Opera di Visitare i Carcerati
Infine, Seppellire i Morti, con i defunti che vengono sepolti dentro e dinanzi una piccola cappella.
La croce è affiancata da un gruppo di monaci oranti di cui uno, legge e l'altro agita un turibolo.
Il ciclo termina con la Veduta della città di Betlemme, con un grande sole di fuoco, simbolo della Vita Eterna.
4) GROTTA DI SAN MICHELE ARCANGELO
L'opera d'arte principale di Sant'Angelo in Grotte è la Grotta di San Michele Arcangelo.
Trasformata in chiesa nel 1890, l'edificio venne realizzato sui resti di uno più antico.
La chiesa è circondata da faggi di leccio e cipresso. Il campanile della chiesa è in pietra bianca mentre, poco vicino è la Chiesa della Madonna di Lourdes.
Scalette in discesa verso la grotta
Campanile della Grotta di San Michele Arcangelo
Incavo nella roccia ove si trova la chiesa rupestre
Si accede alla grotta da una piccola entrata calcarea, tramite due pregevoli porte bronzee ageminate.
La prima porta, realizzata dallo scultore Urbano Buratti, è distinta in quattro grandi pannelli che raffigurano gli Episodi dell'Antico Testamento, tra cui si notano la Creazione, la Lotta dell'Arcangelo contro il Drago, il Sacrificio di Isacco e la Cacciata dai Progenitori dal Paradiso.
Sulla parete di fondo è collocata la Statua di San Michele Arcangelo, di autore ignoto, raffigurante l'Arcangelo in atteggiamento guerriero vittorioso che calpesta il diavolo, rappresentato come un mostro ripugnante che, secondo la tradizione locale, avrebbe sembianze femminili.
NB. Le informazioni storiche del Comune di Sant'Angelo in Grotte sono state estrapolate dal post "NOTIZIE STORICHE", nel portale Internet della "Proloco Sant'Angelo in Grotte", in www.santangeloingrotte.it.
NB. Le informazioni generali sul centro storico e sulla Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, sono state estrapolate dal post "CENTRO STORICO", nel portale della "Pro Loco Sant'Angelo in Grotte", in www.santangeloingrotte.it.
NB. Le informazioni sulla Torre Campanaria di Sant'Angelo in Grotte, sono state estrapolate dal post "TORRE CAMPANARIA", nel portale della "Pro Loco Sant'Angelo in Grotte", in www.sant'angeloin grotte.it.
NB. Le informazioni sulla Cripta delle Opere di Misericordia, sono state estrapolate dal post "CRIPTA DELLE OPERE DI MISERICORDIA", dal portale Internet "Proloco Sant'Angelo in Grotte", in www.santangeloingrotte.it.
NB. Le informazioni sulla Grotta di San Michele Arcangelo, sono state estrapolate dal post "La Grotta di San Michele Arcangelo", nel portale Internet "Guida Turistica del Molise", in www.molise.guideslow.it.
Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.