STORIA
Immersa nello splendido paesaggio che caratterizza la campagna umbra tra Foligno e Massa Martana, al confine con il territorio della Valle Umbra solcata dal Fiume Topino, l'Abbazia di San Felice è ricompresa nel territorio comunale di Giano dell'Umbria, in Provincia di Perugia.
L'edificio religioso é contornato da ulivi, e il contesto circostante viene frequentato in particolare per la presenza della Tenuta San Felice, uno dei tanti luoghi di ristorazione in cui poter mangiare bene nella Regione.
L'abbazia è situata nelle vicinanze del ramo occidentale della Via Flaminia, il più antico, che attraversava Casventum (San Gemini), Carsulae e Vicus ad Martes (Massa Martana). Essendo in una zona di frontiera dove convivevano Romani e Longobardi, divenne testimone dell'incontro di differenti tradizioni culturali e religiose.
L'abbazia è consacrata al martire Felice di Massa Martana, la cui leggenda narra che il suo corpo venne trasportato in un luogo chiamato Castricianum, da "Castrum icciani" oggi divenuto "Giano", ove venne sepolto. La prima comunità monastica presente nel luogo in cui successivamente sorse l'abbazia, vi s'insediò intorno al 950, guidata dall'erudito folignate Ludovico Iacobilli.
La chiesa venne edificata all'inizio del XII secolo, attraverso l'utilizzo di materiali di spoglio di un primitivo oratorio longobardo. Durante il Basso Medio Evo l'abbazia ospitò una comunità di Monaci Benedettini. L'11 marzo 1373 il Pontefice Gregorio IX emise una bolla, con la quale ordinò la sottomissione di San Felice all'Abbazia di Santacroce in Sassovivo.
Nel 1450 Papa Niccolò V, a causa del degrado in cui versava la struttura, allontanò i monaci Benedettini sopprimendo l'abbazia. Il complesso venne affidato alle cure degli Eremitani di Sant'Agostino (Agostiniani). Un documento risalente al 29 agosto 1450, informa che Papa Niccolò V diede via libera all'inizio dei lavori di restauro. Solo nel 1496 i Monaci Agostiniani presero pieno possesso dell'abbazia.
A questo periodo si fa risalire la costruzione del chiostro. Nel XVI secolo vennero apportate le prime modifiche al complesso abbaziale, tra cui la sopraelevazione delle navate, la costruzione del chiostro, della torre campanaria e del refettorio. Nel 1797 i Monaci Agostiniani vennero allontanati dall'abbazia, perché accusati d'immoralita ed evasione fiscale.
Nel 1815 l'abbazia fu il luogo di fondazione dell'Ordine del Preziosissimo Sangue da parte di Don Gaspare del Bufalo. I membri della congregazione, chiamati "Bufalini", sono tutt'ora proprietari della struttura, rendendola visitabile ai turisti.
ESTERNO
Il complesso abbaziale è composto da vari edifici. La chiesa venne edificata in stile romanico spoletino intorno al 1130. L'edificio preso a modello per la costruzione dell'abbazia, fu la Chiesa di San Gregorio Maggiore tutt'ora presente a Spoleto, iniziata nel 1079 e terminata nel 1146.
San Felice si distingue dalle chiese romaniche costruite nel territorio spoletino per la sua più spiccata monumentalità e solennità. Il complesso abbaziale si compone di tre parti, tra le quali si distinguono quella di epoca benedettina, quella di epoca agostiniana, e la più recente che rispecchia i principi dell'architettura rurale.
Molti sono gli elementi di spoglio risalenti all'epoca romana, o ad altre epoche storiche presenti nella chiesa: tra queste un capitello romano posto sotto l'oculo della facciata risalente al IV - V secolo, i capitelli delle navate e della cripta risalenti all'VIII e IX secolo, le colonne del portale e le colonnine della finestra trifora posta nel livello più elevato della facciata risalente al X secolo.











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