mercoledì 31 maggio 2023

ABBAZIA DI SAN FELICE (GIANO DELL'UMBRIA): GIOIELLO ROMANICO IMMERSO NELLA CAMPAGNA UMBRA

STORIA

Immersa nello splendido paesaggio che caratterizza la campagna umbra tra Foligno e Massa Martana, al confine con il territorio della Valle Umbra solcata dal Fiume Topino, l'Abbazia di San Felice è ricompresa nel territorio comunale di Giano dell'Umbria, in Provincia di Perugia.

L'edificio religioso é contornato da ulivi, e il contesto circostante viene frequentato in particolare per la presenza della Tenuta San Felice, uno dei tanti luoghi di ristorazione in cui poter mangiare bene nella Regione.

L'abbazia è situata nelle vicinanze del ramo occidentale della Via Flaminia, il più antico, che attraversava Casventum (San Gemini), Carsulae e Vicus ad Martes (Massa Martana). Essendo in una zona di frontiera dove convivevano Romani e Longobardi, divenne testimone dell'incontro di differenti tradizioni culturali e religiose.

L'abbazia è consacrata al martire Felice di Massa Martana, la cui leggenda narra che il suo corpo venne trasportato in un luogo chiamato Castricianum, da "Castrum icciani" oggi divenuto "Giano", ove venne sepolto. La prima comunità monastica presente nel luogo in cui successivamente sorse l'abbazia, vi s'insediò intorno al 950, guidata dall'erudito folignate Ludovico Iacobilli.

La chiesa venne edificata all'inizio del XII secolo, attraverso l'utilizzo di materiali di spoglio di un primitivo oratorio longobardo. Durante il Basso Medio Evo l'abbazia ospitò una comunità di Monaci Benedettini. L'11 marzo 1373 il Pontefice Gregorio IX emise una bolla, con la quale ordinò la sottomissione di San Felice all'Abbazia di Santacroce in Sassovivo.

Nel 1450 Papa Niccolò V, a causa del degrado in cui versava la struttura, allontanò i monaci Benedettini sopprimendo l'abbazia. Il complesso venne affidato alle cure degli Eremitani di Sant'Agostino (Agostiniani). Un documento risalente al 29 agosto 1450, informa che Papa Niccolò V diede via libera all'inizio dei lavori di restauro. Solo nel 1496 i Monaci Agostiniani presero pieno possesso dell'abbazia.

A questo periodo si fa risalire la costruzione del chiostro. Nel XVI secolo vennero apportate le prime modifiche al complesso abbaziale, tra cui la sopraelevazione delle navate, la costruzione del chiostro, della torre campanaria e del refettorio. Nel 1797 i Monaci Agostiniani vennero allontanati dall'abbazia, perché accusati d'immoralita ed evasione fiscale.

Nel 1815 l'abbazia fu il luogo di fondazione dell'Ordine del Preziosissimo Sangue da parte di Don Gaspare del Bufalo. I membri della congregazione, chiamati "Bufalini", sono tutt'ora proprietari della struttura, rendendola visitabile ai turisti.

ESTERNO

Il complesso abbaziale è composto da vari edifici. La chiesa venne edificata in stile romanico spoletino intorno al 1130. L'edificio preso a modello per la costruzione dell'abbazia, fu la Chiesa di San Gregorio Maggiore tutt'ora presente a Spoleto, iniziata nel 1079 e terminata nel 1146.

San Felice si distingue dalle chiese romaniche costruite nel territorio spoletino per la sua più spiccata monumentalità e solennità. Il complesso abbaziale si compone di tre parti, tra le quali si distinguono quella di epoca benedettina, quella di epoca agostiniana, e la più recente che rispecchia i principi dell'architettura rurale.

Molti sono gli elementi di spoglio risalenti all'epoca romana, o ad altre epoche storiche presenti nella chiesa: tra queste un capitello romano posto sotto l'oculo della facciata risalente al IV - V secolo, i capitelli delle navate e della cripta risalenti all'VIII e IX secolo, le colonne del portale e le colonnine della finestra trifora posta nel livello più elevato della facciata risalente al X secolo.


Facciata dell'Abbazia di San Felice

INTERNO

L'interno della chiesa, espressione di un puro e semplice stile romanico, è suddiviso in tre navate da due file di colonne. La navata centrale è caratterizzata da una copertura con volta a botte ribassata di forma ovale, mentre le due navate laterali si caratterizzano per la presenza di una copertura a crociera.


Interno a tre navate dell'Abbazia di
San Felice

Il presbiterio della chiesa è rialzato rispetto alla navata centrale, in modo tale da ospitare la sottostante cripta. L'interno, modificato nel corso del XVIII secolo, venne decorato attraverso la realizzazione di affreschi e di stucchi barocchi, rimossi a seguito del restauro compiuto nel 1958, in modo tale da riportare la struttura all'originale aspetto romanico.

All'interno della chiesa venne realizzato un paliotto dipinto, oggi visitabile presso la Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia, in origine destinato a decorare l'altare della cripta posto al di sopra del sarcofago del Santo, ove erano rappresentate le scene del martirio di San Felice.


Affresco medievale raffigurante
la Crocifissione


Capitello romanico nella navata centrale


Veduta dell'altare e dell'abside

CHIOSTRO

Affiancato al corpo principale della chiesa è il chiostro, ove si trovano grandi lunette affrescate con immagini raffiguranti la Storia di Don Gaspare del Bufalo e dell'Ordine dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Il chiostro è posto su due livelli, uno superiore e l'altro inferiore. Nel chiostro superiore è conservato il Gonfalone rappresentante la Madonna del Soccorso risalente al 1494, realizzato dal pittore Francesco Melanzio di Montefalco.


Cortile interno del chiostro con cisterna


Corridoio esterno del chiostro


Lunetta del chiostro affrescata raffigurante
l'Ordine del Preziosissimo Sangue ricevuto dal Papa
e sulla sinistra San Gaspare del Bufalo


Busto di San Gaspare del Bufalo
nel chiostro dell'abbazia

CRIPTA

La cripta che si apre al di sotto della chiesa abbaziale, é costituita da un ampio spazio suddiviso in tre navate, con volte poggianti su colonne dell'XI secolo, ornate da splendidi capitelli raffiguranti scene animali e vegetali.
Nella struttura si ritrovano frammenti decorativi di reimpiego, provenienti da strutture più antiche, oltre alla tomba in cui riposano i resti mortali del Santo titolare.


Cripta composta da colonne dell'XI secolo
e capitelli raffiguranti scene animali e vegetali


Altare maggiore e abside della cripta

NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dal testo "Abbazia di San Felice - Giano dell'Umbria (PG)", nella pagina internet "I Luoghi del Silenzio", e nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.

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