lunedì 29 maggio 2023

CASTELLO DI ROCCASCALEGNA: IL SIMBOLO DEL MEDIOEVO ABRUZZESE

Oltre ad essere conosciuto per i massicci montuosi, come il Gran Sasso e la Maiella, l'Abruzzo è anche una terra di castelli medievali, spesso sospesi su alture rocciose a difesa del proprio borgo, con lo scopo principale di dominare e così sorvegliare il territorio circostante.

Ne sono un esempio, oltre alle celeberrime fortezze di epoca spagnola edificate all'Aquila e a Pescara, anche le fortezze medievali poste a difesa dei piccoli borghi medievali, tra le quali Rocca Calascio a 1464 m.s.l.m., del XII secolo e a difesa del borgo di Calascio (AQ); il Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio (AQ) dell'XI secolo; la Fortezza Spagnola di Civitella del Tronto (TE) del 1576 e il Castello Ducale di Casoli (CH) edificato nell'XI secolo, e modificato nel corso della sua storia sino al XIX secolo.

Nonostante la grande quantità di castelli e roccaforti medievali, poche sono quelle capaci di reggere il confronto con il grande castello che domina dall'alto il centro storico del comune di Roccascalegna (CH).


Vista del Castello Medievale di Roccascalegna
da nord a strapiombo sulla parete rocciosa


Salita verso l'ingresso del Castello

STORIA

Dall'alto dello sperone roccioso che domina la Valle del Fiume Sangro, in Provincia di Chieti, le origini del Castello di Roccascalegna sono da ricercare nelle lotte intestine che videro opporsi, nel territorio italiano, gli eserciti dei bizantini e dei longobardi, a partire dal secolo successivo alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente.

Con ogni probabilità l'edificazione della fortezza fu voluta dai Longobardi, che nel 600 d.C. occuparono stabilmente i territori corrispondenti agli odierni Abruzzo meridionale e Molise, mentre le guarnigioni bizantine vennero stanziate sulle rive del Mar Adriatico a difesa dei possedimenti nell'Italia Meridionale.

In tale contesto storico si collocò la costruzione, ad opera dei Longobardi, di una prima Torre d'Avvistamento a difesa della Valle del Rio Secco, che con il passare del tempo venne trasformata in un'imponente fortezza edificata a strapiombo su un enorme masso di roccia.

Terminate le ostilità che videro contrapporsi Longobardi e Bizantini, risulta difficile reperire accurate fonti storiche concernenti il Castello, sino al 1525, anno in cui la fortezza venne restaurata e adattata in modo tale da difendersi dall'utilizzo delle nuove armi da fuoco in circolazione.

Con il passare dei secoli divenne feudo di varie famiglie, tra le quali gli Annechino, i Carafa, i De Corvis, i Nanni e infine i Nanni Croce.

A partire dal XVIII secolo iniziò per il castello un lungo periodo di abbandono, durante il quale venne danneggiato dalle intemperie, oltre ad essere depredato e saccheggiato dalla popolazione locale. Tale situazione rimase immutata per lungo tempo, sino al 1985, anno in cui il monumento venne acquistato dal Comune di Roccascalegna dall'ultima famiglia feudataria, quella dei Nanni Croce.

lavori di restauro della struttura iniziarono immediatamente, per concludersi nel 1996, anno in cui il monumento venne riportato al suo antico splendore.

Interessante la leggenda che viene tramandata sin dai tempi in cui proprietari del castello furono i Conti De Corvis. Tale leggenda, ambientata nel 1646, narra che in quel periodo il Castello era abitato dal Barone Corvo De Corvis.

Data la presenza di molte fanciulle che furono date in sposa ai giovanotti del posto, il Barone si arrogò il diritto dello Ius Primae Noctis, ossia la libertà di passare con tali fanciulle la loro prima notte di nozze. Si narra che in una di tali notti, il Barone venne pugnalato a morte da una delle fanciulle con cui stava passando la notte. Questo morente, lasciò l'impronta della sua mano insanguinata su una roccia antistante la torre. Leggenda narra che nonostante sia stata lavata più volte, l'impronta continui ad apparire manifestando la presenza del suo fantasma nel Castello, nonostante il crollo della torre, avvenuto nel 1940.

DESCRIZIONE

La visita al Castello Medievale di Roccascalegna comprende una visita autonoma che permette di scoprire sia la storia che gli ambienti che compongono la fortezza, dopo una breve ed esaustiva introduzione da parte di una guida turistica.


Vista del Castello da sud

Dopo una breve visita della chiesa del Castello, si entra nella fortezza vera e propria, dove è stata allestita una mostra contenente fedeli riproduzioni di strumenti medievali utilizzati in particolare per la tortura dei traditori e delle streghe. Tra questi vi sono il Cavallo Spagnolo, il Banco di Stiramento e la Garrota, adottata per lo strangolamento dei condannati.


Fedele riproduzione del
Cavallo Spagnolo

Usciti dalla sala si erge dinanzi al visitatore il mastio a sezione quadrangolare, ornato da una splendida merlatura guelfa. Tramite una breve scalinata è possibile salire sulla stanza posta all'ultimo piano del mastio, e affacciarsi dalla finestra per una foto ricordo, o per godere dello splendido panorama montuoso che si apre sulla Valle del Fiume Sangro.


Mastio a sezione quadrangolare
del Castello


Facciata del mastio del Castello

NB. Le informazioni storiche sono state estrapolate dalla sezione "STORIA" presente nel sito web www.castelloroccascalegna.com.

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