STORIA
Grisolia è un Comune di 2.195 abitanti, posto a 465 m.s.l.m. nel Parco Nazionale del Pollino, il più vasto d'Italia. Allo stesso tempo il territorio comunale raggiunge il mare, nel breve tratto di costa dove è presente la frazione di Grisolia Lido, il che ne fa il Comune italiano con sbocco sul mare, posto alla maggiore altitudine.
Secondo gli studiosi il nome potrebbe derivare dal greco Chrousolea, o dal latino Chrisena, che in entrambe i casi significa "oro". Non è chiaro tuttavia, se tale nome derivi dalla fertilità del terreno o dalla effettiva presenza di miniere d'oro sul territorio comunale.
Le origini di Grisolia risalgono al Neolitico, come hanno evidenziato i frammenti di epoca neolitica e i resti fenici rinvenuti nella Grotta della Serra, oltre a resti di ville romane.
Tra il 400 a.C. e il 200 a.C. la Repubblica Romana installò un presidio militare in Località Pantanelli, sulla strada di età repubblicana che congiungeva Sibari a Laos, per il controllo dell'accesso alla strada.
Ciò al fine di controllare il Varco del Palombaro, tratto stradale che transitava nell'odierno territorio comunale di Grisolia, ove i romani operarono alcune imboscate ai danni delle truppe del Generale Cartaginese Annibale.
L'imboscata più cruenta avvenne presso la Valle dell'Orco in Località Campo.
Nel Medio Evo a Grisolia si stabilì la comunità monastica italo-greca del Mercurion, testimoniata dalla nascita di luoghi di culto bizantini legati al culto ortodosso, come il Monastero di San Nicola e la Cappella di Santa Sofia.
Dal 1300 il paese fu sede di famiglie feudatarie, fino all'abolizione del sistema feudale nel 1806.
Durante il Risorgimento divenne sede dei moti volti a restaurare il Regno Borbonico.
Il centro storico di Grisolia è costituito da un intrico di vicoli, scale e abitazioni, posizionate una sopra all'altra con la tecnica del supporto, in dialetto spuortu.
Il supporto consiste nell'edificazione di tratti urbani coperti da volte o archi dove le case sono una addossata all'altra. Le costruzioni sono edificate in Pietra di Grisolia, e le coperture sono state realizzate con l'ausilio di particolari coppi d'argilla detti ceramilli.
Le murature del centro storico non sono intonacate.
Supporto nel centro storico di Grisolia
1) PALAZZO DUCALE
Il Palazzo Ducale risalente al XV secolo è oggi di proprietà comunale.
Ospita il Museo Etnografico, che propone interessanti spunti riguardanti la vita quotidiana delle famiglie nel XIX secolo, e ospita utensili tipici dell'attività contadina grisoliota.
Il percorso espositivo delle sale, propone attrezzature utilizzate per le attività connesse all'agricoltura, all'allevamento e alle principali attività svolte nel territorio, corredati da appositi pannelli esplicativi.
Un tempo il palazzo fu dimora dei feudatari del luogo, e negli anni ha subito modifiche.
Visitabile è il giardino pensile, con un panorama che dà sulla valle del torrente Vaccuta. Il palazzo nacque con funzione difensiva, e molto interessante risulta la visita ai sotterranei, dai quali si può comprendere l'originaria funzione difensiva.
2) CHIESA DI SANT’ANTONIO DA PADOVA
La Chiesa di Sant'Antonio da Padova del XIV secolo, venne eretta dai Frati Cappuccini.
La costruzione in Pietra di Grisolia, venne edificata fuori dalle mura medievali.
Caratteristico è il portale d'ingresso con una lunetta decorata con l'effige di Sant'Antonio.
3) SANTUARIO DI SAN ROCCO DA MONTPELLIER
Principale luogo di culto della cittadina, il Santuario di San Rocco da Montpellier si trova all'interno del centro storico, nella parte più elevata del borgo antico.
La struttura, risalente all'anno 1000, ha pianta a croce latina.
Al suo interno sono conservati un notevole battistero in legno scolpito con elementi barocchi risalente al 1710, e una croce a lamina d'argento datata intorno al 1300-1400. Nella zona retrostante al Santuario è presente una cripta.








Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.