giovedì 18 maggio 2023

NARNI: ITINERARIO STORICO - ARTISTICO

ITINERARIO

La visita al centro storico di Narni inizia da Porta Ternana, la scenografica porta medievale posta in direzione di Terni e San Gemini. Venne citata negli statuti comunali del 1371 anche con il nome di Porta delle Arvolte, e costituisce l'accesso alla città rivolto verso nord. E' la più scenografica delle porte di accesso al centro storico. La struttura venne eretta tra il 1471 e il 1472.

E' costituita da un arco a tutto sesto affiancato da due stipiti in bugnato, e difesa da due torrioni. I due torrioni venivano utilizzati a scopo difensivo, ospitando vani semicircolari con feritoie per colpire il nemico. Nella parte superiore della porta, è presente lo stemma con il grifone, simbolo di Narni.

Attraversata la porta si entra nel centro storico lungo Via Roma, oggi parte della nuova SS3 Via Flaminia, che attraversa il centro storico per poi proseguire in direzione di Terni. La nuova strada divide il paese in due versanti ben distinti, uno posto a nord, e l'altro a sud.

La grande maggioranza dei punti d'interesse storico-artistico si concentrano nel versante nord, mentre solo una parte residuale è posta nel versante sud. L'itinerario proposto distinguerà in maniera scrupolosa i due percorsi di visita.

Si procederà infine ad esplorare i dintorni del centro storico, che custodiscono pregevoli gioielli che arricchiscono ancor più il patrimonio culturale.

Centro storico di Narni

Arco Romano


Piazza Garibaldi


Centro storico di Narni


Torre gentilizia del borgo


Scorcio del centro storico


Piazza dei Priori


Fontana di Piazza dei Priori con tazza bronzea
e vasca poligonale a formelle


Sovrapposizioni di strutture murarie
avvicendatisi nel corso del tempo.
La traccia muraria é stata lasciata da
antichi infissi con telaio in legno
smontati e sostituiti dalla pietra


Edifici medievali del terziere Mezule


Antico arco trilobato che sovrastava un'abitazione del centro storico


Antica porta di un'abitazione privata
con arci a tutto sesto e archivolto poggiante
su due mensoline aggettanti


Traccia muraria lasciata da una
struttura ad arco ogivale


Facciata di un'antica chiesa non
più esistente


Via Garibaldi e Piazza dei Priori
con le luminarie natalizie


Piazza dei priori con fontana nel periodo natalizio

VERSANTE NORD

1) TEATRO COMUNALE MANINI

Una volta attraversata Porta Ternana, passando dinanzi alla Cattedrale di San Giovenale, già descritta nel post precedente, ci addentriamo nel centro storico proseguendo sempre dritti. Il primo punto d'interesse che s'incontra sulla sinistra è lo splendido Teatro Comunale Giuseppe Manini.

Il Teatro Comunale è dedicato a Giuseppe Manini, ex Sindaco di Narni. La sua edificazione ebbe inizio nel 1845. I lavori per la realizzazione del teatro, progettato dall'Architetto Giovanni Santini, si protrassero fino al 1856. Il 3 Maggio dello stesso anno, in occasione della fesa patronale in onore di San Giovenale, il nuovo teatro venne inaugurato con la rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi.

Si tratta di un Teatro all'Italiana, ossia con forma a ferro di cavallo, composto da tre ordini di palchi, un loggione e una platea. Dispone di una capacità complessiva di trecento posti e ha un bel soffitto affrescato.


Palchi del Teatro Comunale Manini


Scena del teatro


Meravigliosa volta affrescata

2) CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

Imboccando il vicolo che si trova sulla sinistra una volta superato il Teatro Comunale, si raggiunge la Chiesa di San Francesco d'Assisi, tra le più interessanti di Narni.

Nel 1213 il Vescovo Ugolino, volle ricevere in visita a Narni, San Francesco d'Assisi, che in quell'anno attraversò l'Umbria nell'ambito del suo pellegrinaggio. San Francesco soggiornò presso il Sacro Speco di Narni, operando diversi miracoli. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1226, i narnesi gli dedicarono una chiesa all'interno del centro storico.

ESTERNO

L'esterno della chiesa presenta un portale del XIV secolo ad archi concentrici. Il rosone circolare presente sul frontone, venne asportato nel nel XVII secolo, e sostituito dal finestrone ora visibile.

Facciata della Chiesa di San Francesco d'Assisi
con portale del XIV secolofinestrone quadrato

INTERNO

L'interno è in stile romanico del XIII-XIV secolo, con abside gotico di forma pentagonale. Lo spazio è diviso in tre navate da due file di pilastri di forma cilindrica, sormontati da capitelli scolpiti che sostengono archi a tutto sesto. La copertura è a capriate, mentre l'abside situato al termine della navata ha forma pentagonale, composto da un catino absidale poggiante su costoloni che non giungono fino al pavimento, ma si arrestano sulla parete. La parte terminale dei costoloni ha forma di cono capovolto.

Infondo all'edificio è una trifora ornata da una vetrata istoriata, divisa in una parte superiore raffigurante San Francesco con i Protomartiri Francescani, mentre la parte inferiore rappresenta lo Speco di San Francesco a Narni con San Giovenale e la Piazza dei Priori. Gli affreschi presenti nella chiesa, posti sui pilastri e nelle cappelle risalgono al XIV, XV e XVI secolo. La sagrestia è affrescata dal pittore Alessandro Torresani con scene dell'Annunciazione, Adorazione dei Magi, Nozze di Cana e il Redentore.

Degne di nota sono le cappelle che si aprono nelle navate laterali, tra cui la Cappella Eroli, commissionata dalla Confraternita di san Bernardino, prima cappella sulla destra appena varcato l'ingresso.

Venne decorata su commissione del Cardinale Bernardo Eroli, da cui la cappella prende il nome. Gli affreschi sono stati probabilmente realizzati dall'artista folignate Pier Antonio Mezzastris (1430 - 1506), raffiguranti Scene della vita di San Francesco, per la realizzazione dei quali l'artista s'ispirò agli affreschi quattrocenteschi di Benozzo Gozzoli a Montefalco, e affreschi relativi la Vita di San Bernardino da Siena, tra il quali Incontro tra il Santo e l'Imperatore Eugenio IV e il Miracolo della Donna Risanata.


Interno in stile romanico con
abside gotico


Cappella Eroli del XV secolo affrescata con
Scene della Vita di San Francesco e Scene della
Vita di San Bernardino da Siena dal Mezzastris


Affreschi alle pareti della
Cappella Eroli


Affreschi della volta della
Cappella Eroli


Affresco sul pilastro raffigurante
San Francesco d'Assisi

3) PALAZZO EROLI - MUSEO DELLA CITTA' E DEL TERRITORIO

Proseguendo sul vicolo in cui prospetta la Chiesa di San Francesco si giunge nel Palazzo Eroli. Il palazzo, venne edificato dalla Famiglia Eroli nel XVIII secolo. Sorge nel centro storico della cittadina, alle spalle del Palazzo Comunale, e appartenne alla proprietà della Famiglia Eroli fino agli anni Ottanta del XX secolo.

ESTERNO

L'esterno è scandito su tre livelli da cornici marcadavanzali. Sul prospetto principale si aprono semplici finestre, poste su tre piani. Il portale d'ingresso è asimmetrico rispetto al prospetto del palazzo. Tale asimmetria è dovuta all'accorpamento di palazzi contigui, uno a destra e uno a sinistra, appartenuti a due proprietari diversi, rispettivamente alla Famiglia Eroli, e alla Famiglia Cardoli-Alberti.

L'androne d'ingresso è suddiviso in tre campate, con volte a crociera ribassate, e lo stemma degli Eroli presente sulla chiave di volta del portale.

Palazzo Eroli

Bifora del Palazzo Eroli

INTERNO

L'interno si è strutturato in sei piani, tre al di sopra del livello stradale e tre al di sotto. Le sale sono oggi sede della Biblioteca Comunale, della Raccolta Paleontologica e Archeologica e della Pinacoteca.

La superficie complessiva è di 2700 mq. L'edificazione del palazzo terminò nel 1748, anno inciso sul portale d'ingresso, in sostituzione dell'antica Chiesa di San Martino.

SEZIONE ARCHEOLOGICA 

All'interno del palazzo é conservata la Collezione Archeologica di Narni, che offre materiali archeologici rinvenuti nella Grotta dei Cocci presso Taizzano e nella Tomba di Miriano.

La sezione archeologica si distingue in tre sale espositive disposte secondo un ordine cronologico: la mostra ha inizio con la Sezione Preistorica e Protostorica, per passare alla Sezione Romana e, infine, alla Sezione Medievale.

SEZIONE PREISTORICA E PROTOSTORICA: La prima sezione, dedicata alla Preistoria e alla Protostoria, espone le Zanne di Elephas Antiquus, rinvenute in Località Molino del Pasone, nei pressi di Taizzano.

L'esemplare animale apparteneva ad una specie estinta, progenitrice del Mammuth che abitava i territori dell'Italia Centrale 700 mila anni fa.

Le ceramiche fittili sono state rinvenute nella Grotta dei Cocci, cavità naturale calcarea sulla sponda destra del Fiume Nera, proprio dinanzi al centro storico medievale

Pregevoli sono i reperti della Tomba di Mariano, dell'VIII - VII secolo a.C., tra cui cuspidi di lancia e un vaso di bronzo.

MUMMIA EGIZIA: Principale reperto preromano della collezione é la Mummia Egizia, come viene chiamato un sarcofago ligneo egizio, giunto a Narni grazie all'iniziativa dell'Archeologo Edoardo Martinori, appassionato di arte orientale ed Egittologia.

Il sarcofago della mummia risale al IV secolo a.C. mentre, la mummia riposta all'interno, in origine non appartenente al sarcofago, appartiene ad una donna incinta di vent'anni e di etnia nubiana, morta per intossicazione alimentare.

SEZIONE ROMANA: Nonostante la sezione sia intitolata come "Romana", espone reperti appartenenti sia all'epoca romana, che preromana, quando Narni, abitata dalla popolazione italica degli Umbri, venne fondata con il nome di Nequinum.

I manufatti romani sono conservati nella Sala del Camino, così denominata per la presenza di un camino in pietra bianca con lo Stemma del Cardinale Eroli. Molto bello é il soffitto ligneo affrescato.

Camino in pietra della Sala del Camino

Stemma della Famiglia Eroli sul camino

Angolo del coperchio di un sarcofago romano del II secolo con la Testa di un Barbaro

Pregevole é il rilievo funerario di epoca romana dei Latuedii, in marmo bianco, appartenente ad un periodo compreso tra il 40 a.C. e il 25 a.C., rinvenuta nei pressi di Vigne. La lastra raffigura tre persone a rilievo, tra cui un giovane, un uomo con la toga e una donna che indossa la palla.

Degni di nota anche i cippi con iscrizioni di età augustea, rinvenuta sulla Via Flaminia nei pressi del Torrente Caldaro, che raccomanda di non imbrattare marmi e pietre durante la campagna elettorale.

Vi é poi il meraviglioso pavimento in opus sectile, con motivi che rappresentano Fiori di Loto stilizzati rinchiusi in cerchi.


Pavimento in opus sectile policromo del II secolo
raffigurante Fiori di Loto all'interno di cerchi.
La lastra é in porfido rosso, porfido verde e
materiale lapideo

Di grande interesse anche i bolli di fabbrica di laterizi poste nei dintorni di Narni, le ceramiche e molti altri reperti del genere.

Bolli di fabbrica in laterizio rinvenuti nei dintorni di Narni


Lapide funeraria rinvenuta presso l'Abbazia
di San Cassiano

SEZIONE MEDIEVALE: All'interno del museo si trovano anche manufatti medievali, come la Coppa Bronzea della fontana di Piazza dei Priori, su cui é incisa la data di realizzazione del 1303. Vi si trovano anche i nomi degli autori, Maruccio da Todi e Giovanni di Marco.

PINACOTECA

Al secondo piano del palazzo si trova la Pinacoteca, ove sono esposte opere d'arte realizzate in un periodo compreso tra il XIV e il XVIII secolo.

Il percorso espositivo raccoglie sia opere di artisti locali, che opere di pittori più noti, tra cui l'Annuncione di Benozzo Gozzoli e l'Incoronazione della Vergine del Ghirlandaio.

Vi si trovano poi tele realizzate da artisti locali, che includono pale dipinte, statue lignee e affreschi.

Pregevole é la statua lignea raffigurante la Madonna in Trono con Bambino, realizzata nella prima metà del XIV secolo, in origine all'interno della Chiesa di Santa Pudenziana.

Degne di nota sono anche le sei tele dipinte di Giacinto Boccanegra  nel XVII secolo, raffiguranti sei delle dodici Stazioni della Via Crucis. Le altre sei sono andate disperse e mai più recuperate, e la tela della Resurrezione di Cristo del XVI secolo attribuita ad Antoniazzo Romano.


Sei delle dodici tele raffiguranti le Stazioni della
Via Crucis, dipinte da Giacinto Boccanegra tra
il XVII e il XVIII secolo


Dipinto del XVI secolo attribuito ad Antoniazzo
Romano raffigurante la Resurrezione di Cristo

4) PALAZZO DEI PRIORI

Uscendo dal Museo Eroli e svoltando due volte a destra, ci si ritrova in Piazza Garibaldi, dove ha sede il Palazzo del Comune, con al centro un'artistica Fontana. A fianco del Palazzo Comunale si trova la mole imponente del Palazzo del Priori, sede del Podestà e degli otto Priori cui era affidata la funzione di governo in età comunale.

L'edificazione del palazzo iniziò intorno al XIII secolo, nella piazza che  nell'antichità ospitò l'area del Foro Romano. Venne arricchito nel corso del XVI secolo, con l'aggiunta di elementi strutturali e decorativi, tra cui la splendida Loggia realizzata dal Gattapone, architetto originario di Gubbio, che venne incaricato anche dell'edificazione della Rocca Albornoziana. Nel 1618 il palazzo divenne sede dei Padri Scolopi che istituirono la scuola cittadina.

DESCRIZIONE

Il Palazzo presenta nell'imponente facciata e nella Torre Civica, i principali elementi architettonici che lo caratterizzano. La facciata è composta dall'artistica Loggia degli Scolopi, attribuita al Gattapone, composta da un pilastro centrale e due grandi arcate. All'interno della loggia, la volta, composta da quattro crociere a vela, è sostenuta da un ulteriore pilastro, anch'esso ottagonale.

Sopra al pilastro centrale è presente li stemma della Famiglia Orsini, mentre i pilastri e le colonne del vano interno presentano affreschi, finestroni e stemmi. Gli anelli in ferro presenti all'interno del loggiato, servivano per esporre i traditori alla pubblica gogna.

Torre civica quadrangolare


Archi a tutto sesto del Palazzo dei Priori


Loggiato gotico al Piano Terra

Sul pilastro alla destra della facciata è posta la piccola Loggetta del Banditore, nella quale la persona addetta leggeva i bandi pubblici. Il 13 giugno del 1944, anno della liberazione di Narni dall'occupazione tedesca, da questa loggetta venne proclamato il primo Sindaco. Oggi nella loggetta viene letto il bando d'apertura della Corsa all'Anello.

Loggetta del Banditore


Sotterranei del Palazzo dei Priori


Sotterranei del palazzo


Vasca di raccolta delle acque


Stanza sotterranea


Antiche mura di epoca romana, riutilizzate
come fondazioni del Palazzo dei Priori


Antichi coppi e materiali in terracotta

Cisterna sotterranea di raccolta delle acque


Canale in laterizio per la raccolta dell'acqua piovana

5) PALAZZO DEL PODESTA'

Il Palazzo del Podestà era, in epoca Comunale, la sede del Podestà di Narni, mentre oggi ospita la sede ufficiale dell'amministrazione comunale.

ESTERNO

L'edificio presenta una facciata con tre torri che poggiano su fondazioni di epoca romana. In facciata sono visibili materiali di spoglio, provenienti da sculture, lapidi e fregi romani.


Facciata del Palazzo del Podestà

Le tre case - torri vennero acquistate dal Comune nel 1273 dalle rispettive famiglie proprietarie, tra le quali i Sinibaldi, gli Oddone e gli Omodei. Ogni famiglia possedeva il proprio portale di accesso, del quale rimangono le tracce.

La struttura venne ampliata tra il 1300 e il 1400. Al piano nobile vennero aperte le finestre a croce.

Il portale principale a sesto acuto é ornato da splendidi bassorilievi, tra i quali si possono riconoscere l'episodio di Giuditta che decapita Oloferne, i Cavalieri giostranti e la Caccia con in Falcone.

L'ingresso monumentale é costituito da uno splendido portale a tutto sesto, con cornice in bugnato.


Portale principale ornato da sculture in
bassorilievo


Rilievi dell'archivolto del portale di epoca
romana, raffiguranti Giuditta che decapita
Olofernei Cavalieri giostranti e
la Caccia con il Falcone


Misure medievali nella muratura del
Palazzo del Municipio

INTERNO

Oltrepassato il portale principale si accede all'atrio, ricavato dalla trasformazione della torre centrale in un pilastro a sezione quadrangolare, su cui poggiano due archi che mettono in comunicazione l'ambiente con la scala interna. Dal pilastro partono altri archi che formano la volta a crociera.

Nell'atrio sono conservati reperti archeologici e una tomba di epoca romana.


Cortile d'onore


Resti di murature di epoca romana


Tomba di un cittadino romano, di epoca imperiale,
rinvenuta a Montoro, nei pressi del Fiume Nera, il 27 agosto del 1930

Salendo le scale si raggiunge il primo piano, dove si trovano le sale principali del palazzo, tra cui la Sala del Consiglio, ornata da splendide decorazioni ad affresco, ove sono rappresentati i Castelli che appartenevano al territorio narnese prima al 1860.


Sala del Consiglio Comunale

Fino al 2007 era qui conservata la tela della Madonna del Ghirlandaio, oggi esposta nella Pinacoteca di Palazzo Eroli.


Decorazioni ad affresco della Sala
del Consiglio Comunale


Gonfalone del Comune di Narni

6) CHIESA DI SANTA MARIA IMPENSOLE

Superata la Piazza dei Priori si entra in un'altra zona del centro storico di Narni, il Terziere Santa Maria, uno dei terzieri cui è composta la cittadina, insieme agli altri due, Fraporta e Mezzule, che si sfidano ogni anno nella Corsa all'Anello, in onore del Santo Patrono San Giovenale.

Appena entrati nella Strada Mazzini, si trova sulla destra il prospetto romanico della Chiesa di Santa Maria Impensole, la più antica di Narni. L'edificazione della chiesa si fa risalire tra l'VIII e il X secolo, sulle fondazioni di un edificio risalente agli antichi romani, in particolare ai tempi della Repubblica.

Il nome della chiesa deriverebbe dalla particolare posizione in cui è stata costruita, in pensile, cioè "sospesa", sui resti di due cisterne di epoca romana. Il nome con cui è conosciuta è riportato in un documento che ne attesta la donazione, avvenuta intorno all'anno 1000, all'Abbazia di Farfa, da parte del nobile Berardo e del figlio Rolando.

ESTERNO

La facciata rivolta verso la via principale, è scandita da un portico con due colonne e tre arcate. Ognuna delle tre arcate del portico lascia intravedere una porta d'ingresso: la porta centrale, la più grande della chiesa, quella di sinistra e di destra sono ornate da cornici in stile romanico, tutte decorate con motivi floreali, viticci e figure zoomorfe dal significato simbolico, tra cui si notano un agnello, un leone, un'aquila e un pavone.

Sopra la porta d'ingresso centrale è posto un medaglione scolpito, con ai lati raffigurati due leoni in pietra, mentre al centro una figura antropomorfa che si presta a differenti interpretazioni.

E' stato ipotizzato che la figura in questione, rappresenti il Redentore, San Benedetto o l'Abate dell'Abbazia di Farfa.

I battenti e l'architrave dei portali sono decorati con rilievi raffiguranti tralci di vite, mentre alla destra e alla sinistra del portale centrale, due formelle scolpite contengono rispettivamente la figura di un drago, simbolo del peccato, e di un drago che assale un cervo, in riferimento al male (drago) che assale l'anima del fedele (cervo).

Portico romanico dinanzi alla facciata della chiesa


Capitello di una colonna del portico
a foglie d'acanto

Portale centrale della chiesa


Formella a rilievo di un Drago, simbolo del Male

Formella di un Drago che assale un Cervo, riferimento al male che assale l'anima pura di un fedele

INTERNO

L'interno, edificato in uno stile romanico molto austero, ha una pianta a croce latina suddivisa in tre navate, una centrale più alta e due laterali più basse, da due file di colonne che terminano con splendidi capitelli romanici. L'ultimo capitello a destra rappresenta l'episodio di Daniele nella fossa dei leoni.

Interno della chiesa a tre navate

Colonna romanica con capitello

Al termine della navata centrale è presente una piccola abside semicircolare e un altare in pietra rettangolare, composto da un ripiano sostenuto da sei pilastrini ornati in stile cosmatesco, ed uniti tra loro da riquadri di pietre.

Sulla superficie dei due pilastrini laterali è presente un foro con all'interno delle reliquie. Nell'abside è riposta una mensola con sopra una pregevole statua lignea dell'Assunta del XVII secolo. Alle pareti della stessa abside vi sono affreschi del XIV/XV secolo.

Affreschi medievali in controfacciata

Affresco di due figure di Santi, con San Biagio sulla destra


Affresco della Madonna con Bambino

Parete di fondo con abside

Statua lignea dell'Assunta del XVII secolo

7) EX CHIESA DI SAN DOMENICO

Oltrepassando la Chiesa di Santa Maria Impensole e procedendo ancora lungo la strada principale del centro storico si giunge all'ultimo punto d'interesse posto nel versante settentrionale del borgo, che s'identifica con l'ex Chiesa di San Domenico, oggi trasformata nell'Auditorium Bortolotti.

L'ex Chiesa di San Domenico fu la prima chiesa cittadina a svolgere il ruolo di Cattedrale con il nome di Santa Maria Maggiore, prima che di questo ruolo venisse insignita l'attuale Cattedrale di San Giovenale a partire dal 1304.

Venne consacrata nel 1148 da Papa Eugenio III, ed edificata sopra un antico edificio di culto bizantino, al quale appartennero i mosaici che sono stati ritrovati all'interno, e che sono tutt'ora visibili attraverso le lastre di vetro installate per garantirne la conservazione.

Con il trasferimento del titolo di Cattedrale nel luogo di culto consacrato a San Giovenale, la chiesa venne consacrata a San Domenico da Guzman, e la manutenzione venne affidata ai Domenicani.

Nella seconda metà del XIX secolo venne sconsacrata, mentre i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale distrussero parte del Convento. Il Convento venne poi riscoperto a partire dal 1979, nei sotterranei della chiesa, e sono oggi visitabili tramite l'itinerario di Narni Sotterranea.

ESTERNO

Tutti gli elementi che compongono la chiesa si presentano oggi a visitatore con le proprie dimensioni originarie, che rendono la struttura assai imponente, e il colpo d'occhio molto suggestivo.

Oltre all'imponente campanile romanico che svetta sulla sinistra della chiesa, di grande rilievo architettonico sono i tre portali d'ingresso che si aprono sulla facciata, dei quali quello di sinistra murato.

Campanile romanico della chiesa

Facciata della chiesa

 Il grande portale centrale si compone di due piedritti laterali e un architrave in pietra, posto sulla sommità, decorati con una splendida cornice raffigurante dodici busti virili e ornamenti vegetali, risalenti al XII secolo. Sull'architrave sono inoltre scolpiti una croce e due figure inginocchiate.


Portale maggiore

Cornice sinistra del portale con busti di figure virili

Nell'ordine superiore della facciata si apre un finestrone, con una sottostante cornice orizzontale dove sono rappresentate maschere con funzione di cariatidi con due leoni inseriti nel muro

INTERNO

L'interno suddiviso in tre navate, è stato sconsacrato ed è oggi sede dell'Auditorium Bertolotti. Ciò tuttavia, non ne ha alterato il fascino architettonico, che anzi mostra opere d'arte di assoluto valore.

Interno di San Domenico

 Nelle navate laterali sono presenti cappelle affrescate del XV secolo, che appartenute a differenti famiglie cittadine benestanti. Vi sono la cappella della Famiglia Gattamelata, quella della Famiglia Arca e quella dedicata alla Madonna del Rosario, di dimensioni maggiori rispetto alle altre e affrescata con Scene dell'Antico e del Nuovo Testamento dai Fratelli Zuccari.

Accanto al pilastro sinistro è uno splendido Tabernacolo realizzato in marmo scolpito, attribuito alla scuola di Agostino Duccio. Sulle pareti sono visibili affreschi di epoca compresa tra il XIII e il XVI secolo.

Nella controfacciata è affrescato San Giorgio a cavallo, mentre nel secondo pilastro a destra é una Crocifissione attribuita al Maestro della Dormitio. In fondo alla navata sinistra è presente un affresco raffigurante la Madonna tra i Santi Domenico e Tommaso, attribuito alla scuola di Pier Matteo d'Amelia, della fine del XV secolo.

Vicino all'ingresso, sulla volta della seconda arcata sono presenti affreschi di scuola narnese raffiguranti la Crocifissione e San Martino, risalenti ai secoli Trecento e Quattrocento.

Affresco di San Giorgio che uccide il Drago

L'aspetto più interessante della chiesa, che ne fa una tappa imprescindibile dell'itinerario di visita narnese, sono i bellissimi mosaici bizantini e i resti della cripta e dell'antica abside decorata da affreschi, scoperti al di sotto dell'attuale piano di calpestio, in occasione degli scavi archeologici effettuati nel 2007.

Mosaici bizantini del VI secolo


Mosaici bizantini del VI secolo

La cripta e l'antica abside sono databili al XII secolo, mentre i mosaici pavimentali di epoca bizantina sono ascrivibili al VI secolo.

Tali mosaici farebbero presupporre della presenza di un luogo di culto bizantino posto nel sito in cui sorse la prima Cattedrale di Narni. La tela dell'Annunciazione di Benozzo Gozzoli, oggi esposta nella Pinacoteca di Palazzo Eroli, era in origine conservata in questa chiesa.

Antica abside di San Domenico

L'antica abside con resti di affreschi del XII secolo

9) EX BREFOTROFIO DELLA BEATA LUCIA, MUSEO DIFFUSO DEI PLENARISTI E PINACOTECA

Superata la Chiesa di San Domenico s'incontra la struttura conventuale della Beata Lucia, un tempo adibita a brefotrofio, ossia il luogo cui venivano affidati i bambini abbandonati nati illegittimi, con malformazioni o, comunque, cui la famiglia non poteva permettersi le necessarie cure.

Sin dagli antichi Romani, per considerare un nuovo nato come membro della famiglia, questo doveva essere legittimato, ossia accettato con un gesto, un rituale cui prendevano parte tutti i membri della famiglia. Al Pater Familias, e non al padre naturale, era affidata l'ultima parola se considerare legittimo il bambino.

Se il bambino era considerato legittimo questo veniva accolto in casa divenendo, a tutti gli effetti, membro della famiglia. Se ciò non avveniva, il nuovo nato veniva dato in adozione, esposto dinanzi alla porta dell'abitazione o presso uno scarico di rifiuti, dove si era soliti abbandonare il bambino mettendolo a disposizione di chiunque avesse voluto adottarlo.

I bambini abbandonati raramente sopravvivevano, e le motivazioni dell'abbandono potevano essere le più varie: la miseria della famiglia, problemi patrimoniali, malformazioni congenite del nascituro o altri difetti fisici o una madre che aveva adottato comportamenti ritenuti colpevoli.

Più raramente i bambini venivano affidati al brefotrofio dalla madre, per riprenderlo in un secondo momento come schiavo, o come schiavo nato libero. E' quanto successe alla madre dell'Imperatore romano Vespasiano.

Con la nascita del Cristianesimo la pratica dell'abbandono non ebbe termine. Il primo brefotrofio italiano venne istituito nel 787 a Milano. Nel Basso Medio Evo e nel Rinascimento, le strutture di accoglienza dei bambini abbandonati vennero realizzate in tutta la penisola.

Nel corso del XVIII e del XIX secolo il fenomeno dell'abbandono assunse in Italia proporzioni enormi, dovuto alla garanzia dell'anonimato che veniva concessa per legge alla madre naturale del bambino.

A causa della grande affluenza di neonati abbandonati nel brefotrofio della Capitale, il Pontefice Innocenzo XII decise di creare brefotrofi anche in altre cittadine, tra cui quello della Beata Lucia a Narni, fondato nel 1739 su iniziativa di Martino Innico Caracciolo, incaricato dal Pontefice di portare a compimento l'opera di fondazione delle strutture.

La registrazione dei neonati nella struttura prevedeva una procedura molto precisa che  comprendeva due possibili alternative. La prima prevedeva la possibilità di lasciare i neonati direttamente presso la struttura e, nel caso in cui fossero sprovvisti di battesimo, venivano immediatamente battezzati.

Nel caso in cui, invece, i neonati venivano portati a Narni da genitori provenienti dai paesi circostanti, questi dovevano già essere battezzati.

Una volta battezzati, i bambini venivano individuati in maniera scrupolosa su due differenti registri, sui quali veniva riportato uno stesso numero seriale.

Il primo registro era un Libro Segreto, ove venivano trascritte le informazioni anagrafiche e tutti i segni di riconoscimento utili a identificare il neonato, anche in caso di successiva identificazione da parte dei genitori.

Il secondo era invece un Libro Pubblico, ove veniva registrato il nome alternativo che la struttura dava al bambino, che veniva segnato insieme alla data di nascita, al vestiario fornito dall'ospedale, alle balie cui venivano affidati i bambini insieme al domicilio di queste ultime e al loro salario.

La registrazione del bambino avveniva perciò attraverso l'attribuzione di un numero progressivo che dava la possibilità al genitore di riconoscere il proprio figlio risalendo alla nuova identità da questo assunta all'interno della struttura.

DESCRIZIONE

Il complesso ospita, al primo piano, il Museo Diffuso dei Plenaristi, con un percorso espositivo che si compone di una pinacoteca e di una sala immersiva.

Salendo le scale del complesso é possibile accedere alla terrazza superiore.

Chiostro del complesso religioso

La Pinacoteca propone una raccolta di opere comprese tra il XVIII e il XIX secolo.

Le opere esposte provengono dalle collezioni private degli istituti soppressi per aumentare le disponibilità finanziarie del brefotrofio.

Tra le opere d'arte esposte, degne di nota sono la tavola dipinta della Resurrezione di Antoniazzo Romano, il busto in terracotta raffigurante San Bernardino da Siena dei Fratelli Giacomo e Raffaele da Montereale e la tavola dipinta dell'Annunciazione di Livio Agresti.

Le opere d'arte sono raccolte in due sezioni principali: la prima é la Galleria dei ritratti di papi e visitatori, la seconda ospita le opere provenienti dall'Ospizio di Gesù e Maria.

Il primo gruppo di opere é costituito da ritratti d'importanti personaggi pubblici, commissionati dall'Ospedale al fine di ricordare i benefattori e gli ecclesiastici che ricoprirono il ruolo di visitatore apostolico del Conservatorio.

Il secondo gruppo di opere d'arte, comprendente esclusivamente tele dipinte, é contraddistinto da due grandi tele, quella raffigurante il Salvatore tra Maria e i Santi Giuseppe, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, e l'altra raffigurante il Transito di San Giuseppe.

Tela del Salvatore tra la Vergine, San Giuseppe, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, realizzata nel XVIII secolo da Francesco Trevisani


Crocifisso in legno dipinto del XVII secolo di autore ignoto


Piano superiore del convento utilizzato dalle suore di clausura per seguire le funzioni religiose

Tali opere erano conservate nella cappella dell'istituto che, nel 1711, venne trasferito nell'edificio che si affaccia sul lato destro della Piazza Galeotto Marzio, su iniziativa del Cardinale Giuseppe Sacripante.

Nel 1794 l'Istituto Sacripante passò alla proprietà della Beata Lucia, e quest'ultimo poté acquistarne i dipinti.

Molto bella é la Cappella dell'Ospizio, piccola cappella della struttura utilizzata in occasione delle funzioni religiose. L'opera che un tempo ne impreziosiva l'altare maggiore é oggi esposta all'interno della pinacoteca, raffigurante il Salvatore, realizzata dall'artista Francesco Trevisani.

Interno barocco della cappella del brefotrofio


Fonte battesimale della Cappella


Altare maggiore con pala dipinta dell'Assunzione di Maria


Altare maggiore in marmo

Allo stesso pittore si deve la realizzazione dei dipinti esposti all'interno della Cappella della Beata Lucia nella Concattedrale di San Giovenale.

Grande importanza riveste l'Archivio storico dell'istituto, cui é possibile accedere su richiesta per motivi di ricerca e studio. L'archivio storico é sempre stato conservato nella sua sede originaria, all'interno del brefotrofio, sin dalla sua fondazione nel 1745.

Venne istituito a seguito della richiesta posta nel 1780 dal visitatore Cardinale Conti. Nel corso delle visite dei cardinali apostolici effettuate fino all'Unità d'Italia, l'esito delle ispezioni dei Cardinali inviati da Roma veniva verbalizzato e conservato in appositi volumi. Ciò ha permesso una conservazione capillare dei documenti storici del complesso, evitandone la dispersione.

Nell'archivio sono conservati 2.087 volumi, datati in un periodo secolare che va dal 1590 al 1980, comprendenti atti relativi alla gestione amministrativa e finanziaria del complesso.

VERSANTE SUD

Mentre il versante nord del centro storico propone attrazioni di assoluto valore artistico, il versante sud, corrispondente con il Terziere Mezzule, non propone particolari opere d'arte, ma è presenta un punto d'interesse che può essere comunque visitato in modo tale da compiere un itinerario completo del centro storico, ossia la Chiesa di Santa Margherita.

10) CHIESA DI SANTA MARGHERITA

La Chiesa di Santa Margherita, edificata agli inizi del XVII secolo, è posta accanto al soppresso Monastero delle Monache Benedettine.

ESTERNO

L'esterno, che si sostanzia in una semplice facciata, è stato edificato a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Presenta una struttura bipartita da tre lesene, delle quali una centrale e due laterali. Nelle due parti della facciata si aprono due portali in travertino, sormontati da festoni e ornamenti decorati in stucco. Al di sopra delle due porte corre una lunga cornice orizzontale, e sopra la cornice, altre due finestre.

Ingresso della chiesa

INTERNO

Lo splendido interno, fin troppo sottovalutato dai turisti, si presenta come un'unica sala, in stile barocco. La volta è decorata con stucchi, dei quali i quello centrale di maggiori dimensioni, viene rappresentata Santa Margherita.

Le pareti sono interamente decorate con affreschi dei Fratelli Zuccari. In particolare, il pittore Federico Zuccari ha rappresentato gli episodi della vita della Santa, tra i quali si riconoscono quelli legati al martirio: cattura, tortura con olio bollente, flagellazione e decapitazione.

Interno con affreschi barocchi

Gli affreschi ai lati degli altari laterali raffigurano i Santi, mentre l'abside è decorata a grottesche. Sull'altare maggiore è posizionata una tela raffigurante la Madonna in Gloria tra Santa Margherita e San Bernardo. Altre tele presenti nella chiesa, raffigurano Santa Caterina d'Alessandria e Santa Caterina da Siena.

Affresco in controfacciata raffigurante la Decapitazione di Santa Margherita

Affresco di Santa Margherita che placa due eserciti

Affresco del Martirio di Santa Margherita

DINTORNI DEL CENTRO STORICO

La periferia del centro storico di Narni conserva, tra le varie frazioni, gioielli artistici e architettonici spesso risalenti al periodo romano o al periodo medievale, compreso tre l'XI e il XII secolo. Molti sono i resti romani o le architetture religiose in stile romanico che si possono ammirare.

La principale architettura romanica dei dintorni é rappresentata dalla Chiesa di Santa Pudenziana e dall'Abbazia di San Cassiano, ma ci sono altri luoghi meno conosciuti, che meritano di essere visitati per la loro rilevanza storico - artistica.

11) PONTE D'AUGUSTO

Il principale monumento storico da visitare nei dintorni di Narni, a metà strada tra il capoluogo comunale e la frazione di Narni Scalo, é il Ponte d'Augusto, tratto della Via Flaminia fatto edificare con lo scopo di oltrepassare il Fiume Nera, sopra cui passava il tratto originario della Via Flaminia che si dirigeva poi in direzione Carsulae e Casventum, l'odierna San Gemini.

Il ponte venne edificato nel 27 a.C. durante l'Impero di Ottaviano Augusto. Rimase transitabile fino al 543, anno in cui Vitige marciò verso Roma. La sua distruzione risale invece al 1053.

L'ultimo rovinoso cedimento del ponte risale al 14 Luglio del 1885.

Tra il XVIII e il XIX secolo il ponte venne inserito nel Grand Tour compiuto dagli scrittori europei in Italia, alle scoperte delle meraviglie dell'Età Classica. Oggi é possibile ammirarlo in bicicletta percorrendo l'itinerario delle Gole del Nera.

DESCRIZIONE

In origine la struttura aveva quattro archi e la sede stradale della Via Flaminia correva sopra l'infrastruttura, con lo scopo di scavalcare il corso del Fiume Nera. La carreggiata era composta da due corsie e due marciapiedi.

La sua altezza era superiore ai trenta metri e la lunghezza complessiva di quasi centotrenta.

Il ponte venne realizzato con grandi blocchi di travertino squadrati e bugnati. L'arcata visibile é l'unica superstite delle quattro che componevano l'infrastruttura.

Ponte d'Augusto


Altro lato del Ponte


Pilone di sostegno


Resti della seconda arcata crollati


Acque del Fiume Nera che lambiscono il Ponte

12) SANTUARIO DELLA MADONNA DEL PONTE

A pochi passi dal Ponte d'Augusto e dalla Stazione di Narni - Amelia, si trova uno splendido esempio di luogo mariano, il Santuario della Madonna del Ponte.

L'edificazione del Santuario é legata alla vicenda di Angelo Fanelli, un abitante di Narni che nel 1714 ritrovò, all'interno di una grotta naturale, un'icona della Vergine Maria.

L'evento ebbe una risonanza così grande da indurre l'allora Vescovo di Narni, Francesco Saverio, ad edificare un santuario intitolato a Maria, il cui progetto venne affidato all'architetto milanese Giovan Battista Giovannini. I lavori di edificazione ebbero inizio nel 1716, per essere portati a compimento nel 1726.

DESCRIZIONE DEL SANTUARIO E DELLA SACRA GROTTA

Il Santuario presenta una facciata molto semplice, sovrastata da un grande timpano triangolare, due lesene e un finestrone quadrangolare al centro dell'ordine superiore.

Santuario della Madonna del Ponte

Sulla destra si eleva il campanile quadrangolare. Dinanzi alla chiesa, in corrispondenza del sagrato, nel 1950 é stata posta una statua raffigurante la Madonna.

L'interno venne realizzato nel XVIII secolo, in stile rococò. E' coperto per due terzi, da una volta a tutto sesto, con due archi molto ampi tra i quali si trova il tamburo che sorregge la cupola.

Interno a navata unica

Sotto la cupola si trova un medaglione con le iniziali della Madonna e le statue di due angeli in stucco, che tengono un cartiglio recante l'iscrizione latina in capite eius corona stellarum duodecim, ovvero "sul suo capo una corona di dodici stelle".

Nelle pareti laterali si aprono due cappelle, entrambe della prima metà del XVIII secolo.

La cappella di sinistra conserva due tele: la prima tela rappresenta la Beata Lucia Broccadelli di Narni, nell'atto di ricevere il cuora dal Signore, mentre l'altra, Santa Teresa d'Avila in estasi mentre viene trafitta da un angelo con un dardo.

La cappella sulla destra conserva la tela di maggiori dimensioni, che rappresenta San Giuseppe, il Bambino e San Domenico, sovrastata da una tela di dimensioni più contenute, raffigurante San Francesco d'Assisi.

All'interno della parete absidale si apre la Grotta Sacra, antro artificiale realizzato in calcestruzzo romano. L'esterno é impreziosito da un frontespizio barocco decorato con altorilievi e statue in stucco bianco, realizzati dallo scultore Michele Chiesa da Como.


Frontespizio barocco della grotta con statue in stucco
bianco di Michele Chiesa da Como


Statue in stucco bianco del frontespizio

L'interno della grotta é decorato con affreschi del XII secolo, probabile opera di monaci benedettini che, ospiti dell'Abbazia di San Cassiano, vi si rifugiarono in contemplazione e meditazione.

Grotta del Santuario con affreschi del XII secolo


Affreschi raffiguranti la Madonna in trono con Bambino e Crocifissione


Affreschi raffiguranti i Santi Antonio Abate, Giovenale, Giovanni Evangelista e Pietro, che reca in mano un bastone ove sono appese le chiavi


Arredo ligneo intarsiato riposto nella grotta


Cartagloria scritta a mano del 1682

13) ABBAZIA DI SANT'ANGELO IN MASSA

Nei pressi della frazione Taizzano, si trova l'Abbazia di Sant'Angelo in Massa, tra i principali esempi dello stile romanico nei dintorni del paese di Narni.

Sorse sul sito occupato da una villa romana di proprietà di Aurelia Felicita risalente al periodo dell'Imperatore Antonino Pio, venne donata all'Abate benedettino Pietro che, tra il 996 e il 999, vi fondò, insieme a suo nipote Adriano, un monastero.

La sua esistenza é documentata per la prima volta nel 1037, anno a cui risale l'atto di donazione dell'abbazia emesso dall'Abate Pietro in favore dell'Abbazia di Farfa, ove si afferma che la fondazione del cenobio é da far risalire ai tempi dell'Imperatore Ottone I di Sassonia.

Tra il 1037 e il 1050 la chiesa venne consacrata a Sant'Angelo. Nel 1056 divenne Abate commendatario Romolo Cesi, Vescovo di Narni, che vi stabilì la residenza, e vi creò un centro studi.

Romolo Cesi commissionò la realizzazione delle due cappelle laterali, edificate su progetto dell'Architetto Domenico Bianchi, affrescate dal pittore Michelangelo Braidi.

Gli archivi monastici vennero conservati nell'abbazia fino al 1607, anno in cui furono ceduti al governo prussiano, ma andarono perduti per sempre dopo l'affondamento della nave su cui venivano trasportati.

ESTERNO

L'aspetto originario dell'abbazia é stato profondamente modificato tra il XV e il XVI secolo.

In epoca barocca venne invertito l'orientamento della chiesa. Oggi si accede alla chiesa dal portale rinascimentale preceduto da un portico con sei pilastri in pietra che sorreggono archi a tutto sesto.

In origine la facciata era arricchita da decorazioni ad intarsi di marmo e pietra, ma oggi di tale decorazione non rimane nulla, salvo quella ammirabile nella cornice del timpano. Tali intarsi, realizzati in mattone, pietra vulcanica e calcare bianco erano tipici delle decorazioni del X secolo, durante l'età carolingia.

La torre campanaria ha origine medievale.

Abbazia di Sant'Angelo in Massa


Torre campanaria

INTERNO

L'interno della chiesa é distinto in tre navate, con presbiterio accessibile da una scala dotata da due rampe di gradini in pietra. La navata centrale é dotata di copertura a capanna mentre, il tetto delle navate laterali presenta un'unica falda.

Interno romanico distinto in tre navate


Colonna in pietra sovrastata da un capitello a foglie d'acanto

Lo spazio é decorato con affreschi della Passione di Cristo, e altari tardorinascimentali.

Al di sopra dell'altare maggiore c'é la tela raffigurante San Michele Arcangelo, copia del noto dipinto di Guido Reni.

Altare maggiore della chiesa


Copia della tela dipinta di Guido Reni raffigurante San Michele Arcangelo

Sula sinistra si apre la Cappella della Madonna, a pianta quadrangolare con archi sostenuti da colonne in marmo bianco e capitelli quattrocenteschi. La cupola é ornata da decorazioni in stucco e presenta un altare sovrastato dalla tela dipinta nel 1595 da Michelangelo Braidi.

La cappella sulla destra é invece affrescata con Scene della Passione di Cristo, realizzate dallo stesso Michelangelo Braidi.


Accesso alla cappella di sinistra


Altare della cappella decorato a mosaico con
tessere bianche e nere


Cupola della cappella di sinistra affrescata da
Michelangelo Braidi


Lunetta della cappella affrescata da Michelangelo Braidi

NB. Le informazioni sui monumenti della Città di Narni, sono state estrapolate dalla sezione "Luoghi", nel menù "Vivere il Comune", nel portale ufficiale del "Comune di Narni", in www.comune.narni.tr.it.

NB. Le informazioni sulla sezione archeologica del Museo Eroli, sono state estrapolate nel post "MUSEO: SEZIONE ARCHEOLOGICA", nel portale Internet ufficiale "NARNI Turismo", in www.turismonarni.it.

NB. Le informazioni sull'Ex Brefotrofio della Beata Lucia sono state estrapolate dal post "IL BEATA LUCIA", nel portale "NARNI Turismo", in www.turismonarni.it.

NB. Le informazioni sul Ponte d'Augusto sono state estrapolate nel post "PONTE D'AUGUSTO", nel portale Internet ufficiale di "NARNI Turismo", in www.turismonarni.it.

NB. Le informazioni sul Santuario della Madonna del Ponte, sono state estrapolate dal post "SANTUARIO DELLA MADONNA DEL PONTE", nel portale ufficiale di "NARNI Turismo", in www.turismonarni.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Abbazia di Sant'Angelo in Massa, sono state estrapolate dal post "Abbazia di Sant'Angelo in Massa - Taizzano di Narni (TR)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é lo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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