mercoledì 17 maggio 2023

NARNI: STORIA DEL PAESE DELLA CORSA ALL'ANELLO E DELLE CRONACHE DI NARNIA

ETA' PREROMANA E ROMANA

Le origini di Narni risalgono all'età preistorica, come attestano i ritrovamenti effettuati in Località Molino del Passatore, presso Taizzano, e le zanne di elephas antiquus esposte nel museo di Palazzo Eroli.

In età preromana gli antichi Umbri fortificarono il territorio narnese, ed eressero un primo insediamento denominato Nequinum, a partire dall'Età del Ferro, all'incirca dove oggi si trova la Rocca di Albornoz.

A partire dal 299 a.C. Narni divenne colonia romana, venendo ribattezzata con il nome di Narnia.

Il territorio acquisì sempre maggiore importanza, divenendo una roccaforte strategica, condizione che portò i romani a costruire la Via Flaminia intorno al 220 a.C., che proprio nei pressi di Narni transitava al di sopra del famoso porte romano noto come Ponte di Augusto, giungendo poi al Ponte Sanguinario, punto in cui la strada si dipartiva in due rami dei quali uno, più antico, transitava per Carsulae, Casventum (San Gemini), Vicus ad Martes (Massa Martana), Mevania (Bevagna), mentre l'altro, più recente, attraversava Interamna Nahars (Terni), Spoletium (Spoleto) e Fulginium (Foligno), per poi ricongiungersi con il ramo più antico a Forum Flaminii (San Giovanni Profiamma) oggi frazione di Foligno, proseguendo poi verso Fanum Fortunae (Fano) e terminando ad Ariminum (Rimini) dove si congiungeva con la Via Emilia.

L'accesso al centro storico, durante l'età romana, dovette avvenire attraverso la porta oggi denominata Arco Romano, visibile nel nucleo antico della cittadina.

Dopo la Guerra Sociale del 90-88 a.C., che contrappose gli eserciti di Lucio Cornelio Silla e Caio Mario, Narni fu elevata al rango di municipium. L'Imperatore Augusto inserì la città nella Regio VI Umbria. Sotto il primo Imperatore venne inoltre costruito il famoso Ponte d'Augusto.


Arco Romano nel centro storico

ETA' MEDIEVALE

Nel Medio Evo il centro Italia divenne teatro degli scontri tra Longobardi e Bizantini, e Narni come altri paesi umbri, venne a trovarsi all'interno del Corridoio Bizantino, attraversato dall'antica Via Amerina, altra strada di epoca romana parallela alla Flaminia, che attraversando l'Agro Falisco in Provincia di Viterbo passava per Nepet (Nepi), Ameria (Amelia), Tuder (Todi), Perusia (Perugia), Iguvium (Gubbio) e Luceoli, per poi ricongiungersi con la Via Flaminia.

Durante l'Alto Medio Evo ebbe inizio l'edificazione dell'Abbazia di San Cassiano sul Monte Croce, e vennero edificati luoghi di culto bizantini, dei quali sono stati rinvenuti alcuni resti, in particolare mosaici, come all'interno della Chiesa di San Domenico, oggi riconvertita in Auditorium.

Narni continuò a svolgere un ruolo di primo piano nella vita politica dell'Italia centrale anche dopo la discesa dei Longobardi in Italia. Con la costituzione del Ducato di Spoleto, di cui il territorio narnese era parte, la città dovette sottostare all'autorità del duca Ariulfo tra il 591 e il 592. Dopo essere stata dominata dai Franchi, a partire dal 741 divenne parte dello Stato della Chiesa.

Nell'XI secolo, divenuto Libero Comune, Narni cercò di espandere il proprio contado annettendo i comuni limitrofi di San Gemini, Otricoli, Calvi dell'Umbria e il Castello di Castiglione oggi scomparso. Durante il Basso Medio Evo furono costruite le case-torri, ed ebbe inizio l'edificazione della Cattedrale di San Giovenale, una delle più belle dell'Umbria.

Nel centro storico, sul sito dove sorse il foro romano, venne realizzata la Piazza dei Priori, edificato il Palazzo dei Priori e le Chiese di San Domenico e Sant'Agostino.

A partire dal 1303, e poi una seconda volta nel 1409, la città divenne feudo degli Orsini, Duchi di Bracciano. Nel XV secolo venne temporaneamente occupata dal Re di Napoli Ladislao, per tornare poi a far parte dello Stato della Chiesa alla morte del Re, avvenuta nel 1414.


Esterno della Cattedrale di San Giovenale

Durante la Lotta delle Investiture tra Papato e Impero, il Pontefice Gregorio XI incaricò il legato pontificio, Cardinale Egidio Albornoz, di riconquistare i territori imperiali sottratti al dominio della Chiesa nel centro Italia. Con la riconquista e la sottomissione del territorio narnese, venne eretta l'inespugnabile Rocca Albornoziana che ancora oggi domina il centro storico.


Palazzo del Capitano del Popolo con l'architrave
d'ingresso decorato da una loggia di età romana

ETA' MODERNA

Nel luglio del 1527, nei mesi seguenti il Sacco di Roma, le truppe imperiali dei Lanzichenecchi di Carlo V saccheggiarono duramente la città.

Nel compimento delle distruttive scorrerie, le truppe imperiali vennero coadiuvate dai militari ternani. Da quel momento le relazioni tra le due città divennero sempre più tese, fino a quando nel 1529 il Pontefice Clemente VII Medici chiese e ottenne la cessazione delle ostilità, anche al fine di portare a compimento la ricostruzione del centro storico.

A partire dalla metà del XVII secolo venne istituito a Narni un ramo del Tribunale del Sant'Uffizio, l'inquisizione romana, che aveva lo scopo di punire coloro che venivano considerati pericolosi per il governo pontificio. Le prigioni e la Stanza dei Tormenti in cui operava l'inquisizione, sono stati rinvenuti a partire dal 1979 nei sotterranei della Chiesa di San Domenico, e oggi costituiscono una tappa imprescindibile del percorso di visita di Narni Sotterranea.


Torre medievale nel centro
storico di Narni


Fontana Medievale di Piazza
Garibaldi


Scorcio caratteristico del centro storico di Narni in Via del Campanile

ETA' CONTEMPORANEA

Con lo scoppio della Rivoluzione Francese nel 1789 e a seguito della Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte di dieci anni più tardi, Narni face parte della Repubblica Romana, per poi tornare a far parte dello Stato Pontificio con la Restaurazione avviata dal Congresso di Vienna nel 1815.

Durante lo svolgimento dei moti del 1831 Narni prese parte alla rivolta contro Papa Gregorio XVI, che tuttavia fu di debole entità e non ebbe effetti duraturi. I moti risorgimentali narnesi ripresero vigore a partire dal 1849, quando la città fece parte della Seconda Repubblica Romana guidata dal patriota italiano Giuseppe Mazzini. Nonostante il fallimento generale in Europa e in Italia dei moti del 1848, dovuti nel nostro Paese alla definitiva sconfitta di Carlo Alberto di Savoia nella Battaglia di Custoza del 27 luglio dello stesso anno, ad opera delle truppe austriache del Generale Radetzky, molti patrioti narnesi parteciparono alla fondazione della Seconda Repubblica Romana nel 1849.

A seguito della consultazione plebiscitaria del 1860, Narni, insieme all'Umbria e a tutta l'Italia Centrale, entrò a far parte del Regno d'Italia, che venne costituito ufficialmente il 17 Marzo del 1861.

Nel 1856 venne inaugurato il Teatro Comunale Manini.

Dopo l'Unità d'Italia iniziò per Narni un fulgido periodo di sviluppo economico, e in particolare industriale. Nel Gennaio 1866 si ebbe l'inaugurazione della Ferrovia Orte - Foligno, che necessitò dell'apertura della nuova Stazione di Narni e Amelia, tutt'ora presente.

Grazie alla presenza nel territorio comunale del fiume Nera, lo sviluppo industriale comportò l'apertura delle fabbriche dell'Elettrocarbonium e della Linoleum, a partire dal 1899.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale che vide l'intervento militare dell'Italia a partire dal 1915, comportò la partecipazione di molti soldati narnesi. I militari caduti durante la guerra vennero ricordati attraverso la costruzione di un monumento onorario, tutt'ora collocato nei pressi della Porta Ternana, ingresso meridionale al centro storico.

Nonostante la città non subì significativi bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, come invece accadde per la vicina Terni, l'occupazione militare tedesca e la guerra di liberazione combattuta dalle truppe anglo-americane, portarono morte e distruzione nel territorio comunale. La definitiva liberazione della città dalle truppe tedesche si ebbe nel giugno del 1944.

A partire dagli anni Cinquanta del XX secolo iniziarono i lavori di restauro e consolidamento dei monumenti del centro storico danneggiati dagli effetti della guerra. La Cattedrale di San Giovenale pur non venendo distrutta, necessitò di un lungo restauro che ne posticipò l'apertura al 1967.

Nel 1969 nacque la rievocazione medievale della Corsa all'Anello, svolta ininterrottamente fino ai giorni nostri.

NB. Le informazioni storiche riportate sono state estrapolate dalla voce "Storia di Narni" presente nella pagina Internet di "NARNI Turismo" nel sito www.turismonarni.it .

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