STORIA
Il borgo di Piediluco, posto al confine tra le Province di Terni e Rieti, e in particolare tra i territori della Conca Ternana e della Piana Reatina di cui fa parte, sorge in una posizione pittoresca, disteso sulle acque dell'omonimo lago, ed è uno dei borghi più interessanti dell'intero comprensorio ternano.
Il nome del paese deriva dal latino con il significato di "ai piedi del bosco sacro". Il territorio in cui sorge venne controllato in età antica, prima dai Sabini, poi dai Romani.
Le prime notizie storiche relative all'esistenza nel territorio del paese e della sua rocca, si fanno risalire ad un documento del 1028. La proprietà della rocca denominata Castello del Luco, tutt'ora situata sulla cima del Monte Luco, venne concessa ai monaci dell'Abbazia di Farfa dal feudatario Bernardo d'Arrone. Tale concessione segnò un periodo di continui passaggi del feudo, alla proprietà di diverse famiglie, tra le quali vi furono i Brancaleoni e i Belviso, i quali fortificarono ancor più il paese e ingrandirono la rocca posta sulla cima della montagna.
Tra il XVIII e il XIX secolo Piediluco venne compreso nel Grand Tour, il viaggio intrapreso da artisti e letterati desiderosi di conoscere l'Italia.
Nota: foto e informazioni estrapolate dal
sito www.borghistorici.it
MONUMENTI E LUOGHI D’ARTE
1) LA ROCCA DI ALBORNOZ
Tra i monumenti e i luoghi d'interesse tali da giustificare una visita al borgo di Piediluco, oltre al celeberrimo lago e agli splendidi fabbricati del XIX secolo costruiti in stile Liberty, degna di nota e motivo d'interesse è la Rocca di Albornoz, edificata sulla cima del Monte Luco, un'altura ricca di boschi e vegetazione, che in epoca romana era considerata un luogo sacro, dedicato al culto della Dea Velina, moglie di Giano, il dio bifronte.
Le prime notizie dell'esistenza di un castello sul Monte Luco risalgono al 1028, contenute nel documento con cui il feudatario Berardo di Arrone offrì i suoi possedimenti all'Abbazia di Farfa.
Nel 1244 l'Imperatore Federico II di Svevia consegnò la rocca alla proprietà della famiglia Brancaleoni, la quale si sottomise a Spoleto nel 1298. Il periodo della signoria dei Brancaleoni si caratterizzò per le guerre e le contese, che videro protagonisti potenti comuni vicini, desiderosi di espandere il proprio contado, e ricomprendere Piediluco sotto il proprio dominio, tra i quali Rieti, Spoleto, Foligno e Perugia. Nel 1364 Blasco Fernandez di Belviso, rettore del Ducato di Spoleto e cugino del Cardinale Egidio Albornoz, divenne proprietario del castello e ne ingrandì le dimensioni.
Nel 1368 una rivolta degli abitanti di Piediluco uccise Blasco e suo figlio Garcia. Come ritorsione, il paese fu messo a ferro e fuoco dalle truppe pontificie di Papa Urbano V coadiuvato da Spoleto e dal comandante Ugolino da Montemarte. Il bilancio fu gravoso: cinquanta abitanti del paese vennero impiccati. Nel 1393 il castello venne venduto a Ugolino Trinci, Signore di Foligno fino al 1439 con la morte di Corrado III Trinci, ultimo esponente della dinastia. Dopo il 1494 Papa Alessandro VI Borgia donò il castello ai suoi nipoti, figli di Lucrezia Borgia.
Passato alla proprietà di varie famiglie, tra le quali i baroni Franchetti alla fine del XIX secolo, il castello di li a poco cessò di svolere la sua funzione difensiva, e venne abbandonato.
DESCRIZIONE
Nonostante le condizioni della rocca versino in uno stato di rudere a partire dal XVIII secolo, la visita agli spazi interni può rivelarsi interessante vista la particolare suggestione del luogo, e la presenza dei principali elementi costruttivi che compongono la rocca, permettendo in tal modo di comprenderne l'architettura militare, e la particolare funzione strategica.
Il monumento è composto da due parti distinte: 1) nella zona sud-est è presente il Palazzo, di cui è possibile individuare tutt'ora la Sala di Rappresentanza, ornata dal portale di accesso, i Vani Accessori e le Stanze Residenziali.
2) La Residenza del Castellano era articolata su tre livelli. Al suo interno possono essere individuati i resti del primo Castello del Luco e la vecchia Torre.
3) Il principale elemento costruttivo della fortezza era individuato nel Mastio, la torre più possente e massiccia che svetta dalla costruzione, e caratterizza l'intera architettura della rocca. Ha pianta pentagonale, ed è composto da cinque livelli connessi tra loro da una scala ottagonale sostenuta tramite archi rampanti. Il Cortile d'Armi aveva al centro una cisterna per la raccolta delle acque piovane.
Nota: informazioni estrapolate da Castello di Luco - Piediluco (TR), in www.iluoghidelsilenzio.it
Visione della Rocca di Piediluco dall'esterno
caratterizzata dal Mastio
Bifore appartenenti al Palazzo della Rocca
Residenza del Castellano nella Rocca




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