giovedì 25 maggio 2023

PALAZZO TRINCI: LA RESIDENZA SIGNORILE DI FOLIGNO

STORIA

Palazzo Trinci costituisce il monumento più importante del patrimonio artistico cittadino, splendida residenza dei Signori di Foligno detentori del potere signorile dal 1305 al 1439.

Il palazzo é il risultato delle operazioni di ristrutturazione intraprese da Ugolino III Trinci nel periodo compreso tra il 1389 e il 1407, dopo aver acquistato un lotto ove furono ricomprese abitazioni risalenti al XIII - XIV secolo di proprietà del mercante Giacomo Ciccarelli de' Zitelli.

A seguito delle ristrutturazioni del 1831 - 1832 il palazzo si presenta con una facciata in stile neoclassico.


Facciata neoclassica di Palazzo Trinci

INTERNO

La struttura del palazzo si compone di un cortile centrale a sezione quadrata, e due cortili di dimensioni ridotte. La corte comprende la Scala Gotica, mirabile struttura architettonica edificata per connettere il piano terra del palazzo, con il primo e il secondo piano.

Le case nuove dei Trinci sviluppatesi intorno alla struttura principale, opera di maestranze lombarde, assolvono le funzioni di abitazione privata, contesto dello svolgimento di attività mercantili e luogo di esercizio del potere cittadino.

Nel cortile principale sono presenti statue, tra le quali la Stele di Amore e Psiche, scultura realizzata da maestranze romane appartenuta alla collezione privata dei Trinci. La statua reca inciso il periodo in cui si svolsero i lavori di ristrutturazione del palazzo signorile, iniziati nel 1389 e terminati nel 1407.

Lo scalone esterno presente nel cortile principale è stato ricostruito nel 1927 ad opera dell'Architetto Cesare Bazzani. Nel cortile erano inoltre presenti due cavalcavia, di cui uno collegava il Palazzo Nuovo a quello delle Canoniche, l'altro, abbattuto nel XVIII secolo, congiungeva il Palazzo con la residenza del Podestà.


Cortile d'Onore centrale

SCALA GOTICA

Opera architettonica di grande impatto visivo, la costruzione della Scala Gotica avvenne in un periodo di tempo compreso tra il 1390 e il 1400, assolvendo la funzione di connettere tra loro le parti più antiche dell'edificio, edificate secondo uno stile romanico, agli ambienti risalenti ai secoli successivi, edificati in uno stile tendente al gotico.

Al piano terra sono presenti sei locali più il chiostro, ove insistono la scala e il pozzo. La scala è composta da tre rampe, con copertura voltata a crociera. In origine sia il chiostro che la scala erano decorati da affreschi, molti dei quali andati perduti, in particolare quelli presenti alle pareti della scala.

Le decorazioni pittoriche meglio conservate e attualmente visibili, riprendono i motivi prospettici e le nozioni artistiche già sperimentate con successo nel ciclo di affreschi presente nella Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi. Gli affreschi risalgono allo stesso periodo della struttura architettonica.

Tali affreschi vennero commissionati da Giovanni Ciccarelli, per poi essere ristrutturati e conservati da Ugolino III Trinci, successivo proprietario del palazzo. Lo stesso Ugolino metterà poi in comunicazione la scala gotica con le più recenti ali del palazzo, edificate sotto la sua committenza tra il 1407 e il 1411.


Scala Gotica realizzata tra il
1390 e il 1400


Pozzo Cisterna al piano terra della
Scala Gotica

SALA SISTO IV

La Sala Sisto IV viene così denominata per gli interventi di ristrutturazione operati dallo stesso Papa, al secolo Francesco della Rovere, nel 1475. Il Pontefice soggiornò nel palazzo per tutto il 1476, in modo tale da sfuggire alla peste che imperversava a Roma.

Lo stemma del Pontefice è raffigurato al centro del soffitto ligneo e nei lacunari, in cui è effigiato quello della Famiglia Della Rovere, ossia fronde e ghiande di quercia. Con il pontificato di Paolo III Farnese vennero effettuati ulteriori lavori di restauro, e affrescato lo stemma di Tiberio Crispo.

Tali affreschi vennero probabilmente realizzati dai pittori Lattanzio Pagani e Dono Doni, artisti già incaricati dal Papa di affrescare le stanze della Rocca Paolina a Perugia. Le ultime modifiche architettoniche della sala vennero adottate da Monsignor Faloci Pulignani all'inizio del XX secolo, tramite la demolizione della parete centrale, e il distacco di alcuni affreschi.

LOGGIA DI ROMOLO E REMO

Dalla Sala Sisto IV si passa alla loggia del palazzo, decorata con affreschi che rappresentano le Storie della Nascita di Roma, dalla scena dell'unione tra Rea Silvia e il Dio Marte, alla nascita dei gemelli Romolo e Remo.

Ognuno dei singoli episodi affrescati è commentato con versi in volgare, oggi in precario stato di conservazione, trascritti dall'erudito Ludovico Jacobilli.


Affreschi nella Loggia di Romolo e Remo

CAPPELLA

Procedendo con la visita s'incontra la cappella del palazzo. Un'iscrizione posta al di sopra dell'altare ne attesta la committenza e l'artista che la realizzò: venne fatta edificare su commissione di Corrado Trinci, figlio di Ugolino e ultimo discendente della dinastia, nel 1424, e dipinta dall'artista Ottaviano Nelli di Gubbio.

La Cappella, superba opera d'arte completamente affrescata, rappresenta scene cui vengono raccontati gli Episodi della vita di Maria, tratti dai Vangeli Apocrifi e dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.

La narrazione ha inizio nelle vele, ove è rappresentata la Nascita di Maria. Prosegue poi seguendo un percorso a spirale nelle lunette, ove vengono rappresentati lo Sposalizio della Vergine e l'Annunciazione della Nascita di GesùSopra l'altare sono affrescati episodi della Nascita di Gesù e l'Adorazione dei Magi.


Affreschi nelle vele della Cappella, ove é
rappresentata la Nascita di Maria


Affresco al di sopra dell'altare, raffigurante
l'Adorazione dei Magi e la Nascita di Gesù

Infine la conclusione della storia con la rappresentazione delle scene della Dormizione di Maria e dell'Assunzione in Cielo. Dietro l'altare è rappresentata una Crocifissione, con intorno San Feliciano e San Francesco d'Assisi che riceve le Stimmate.


Affresco raffigurante l'Annunciazione, la
Dormizione di Maria e l'Assunzione in Cielo


Affresco della Crocifissione, con intorno San
Feliciano e San Francesco d'Assisi che riceve le
Stimmate

SALA DELLE ARTI LIBERALI E DEI PIANETI

In questa sala i Trinci vollero rappresentare il moto dei sette pianeti, relativi alla rappresentazione tolemaica dell'universo, filosofia astronomica preponderante durante l'Età Medievale.

Vennero rappresentate le figure simboliche dei sette pianeti, tra i quali Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno e Sole, seguendo l'ordine dettato dai giorni della settimana.

Ogni pianeta rappresenta una particolare fase della vita umana, effigiata all'interno di dischi concentrici, dove nella zona di mezzo, l'Aria, il Sole e la Luna, definiscono una determinata ora del giorno.

Nella parete nord della sala sono raffigurate le Arti medievali del Trivio, ossia la Grammatica, la Dialettica e la Retorica, e del Quadrivio, ove sono ricomprese l'Aritmetica, la Musica, la Geometria e l'Astrologia, secondo uno specifico ordine di apprendimento, in grado di elevare qualsiasi intelletto e sapere umano.

Al termine della rappresentazione, è effigiata la Filosofia, l'arte più importante, che trionfa al centro della parete opposta alla finestra. Ogni pianeta influenza una fase della vita umana, ad ogni fase della vita corrisponde una disciplina di sempre maggiore complessità, e ogni disciplina è simile ad una delle sfere celesti.


Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti

PONTE SOSPESO

Dalla Sala delle Arti e dei Pianeti si percorre uno stretto corridoio, anche denominato Ponte Sospeso, costruito con lo scopo di collegare il palazzo con la Cattedrale di San Feliciano.

Le pareti del ponte sono affrescate con rappresentazioni di undici eroi dell'antichità, realizzati da Gentile da Fabriano e dai suoi collaboratori. Tra le figure spiccano le rappresentazioni di Giosuè, David, Giuda Maccabeo, Ettore, Giulio Cesare, Alessandro Magno, Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di Buglione, Romolo e Scipione l'Africano.

Tali personaggi, sia reali che fantastici sono raffigurati sulla parete nord del corridoio, mentre sulla parete sud sono rappresentate con sembianze umane le Sette Età dell'Uomo.

Al di sotto dello strato d'intonaco del corridoio è visibile un affresco monocromo, risalente alla decorazione di epoca precedente rispetto a quella oggi osservabile, raffigurante il medesimo tema dell'Età dell'Uomo. Tale decorazione di scuola folignate, viene fatta risalire agli inizi del Quattrocento.


Ponte Sospeso


Affreschi alle pareti del Ponte Sospeso
realizzati da Gentile da Fabriano

SALA DEGLI IMPERATORI O DEI GIGANTI

Al tempo del governo della Famiglia Trinci, tale ambiente venne utilizzato come sala pubblica. Negli affreschi che ornano le pareti, sono rappresentati quindici delle venti figure di grandi personaggi di età romana, realizzate con le sembianze di giganti a causa delle dimensioni monumentali.

Il ciclo è affrescato con tematiche laiche, attribuite a seguito del ritrovamento del "Taccuino Coltellini", e venne realizzato da Gentile da Fabriano e dai suoi collaboratori nel biennio 1411 - 1412.


Sala dei Giganti


Affreschi della Sala dei Giganti

COLLEZIONE ARCHEOLOGICA DEI TRINCI

Ugolino Trinci avviò la raccolta degli oggetti archeologici, che andarono a costituire la collezione archeologica del palazzo, seguendo i consigli e le direttive dell'umanista Francesco da Fiano. Purtroppo molti sono i pezzi della collezione andati perduti.

Tra i pezzi ammirabili, di grande valore è la Stele con Amore e Psiche, scolpita in un marmo risalente alla metà del II secolo d.C., durante l'Impero Romano, contenente un'iscrizione fatta eseguire da Ugolino Trinci tra il 1389 e il 1407. Nella loggia è collocato un bassorilievo di età imperiale che rappresenta Ermes e la Capra, risalente al II - III secolo d.C..

Tra le opere di età romana sono presenti le sette teste raffiguranti sia divinità come Zeus, che imperatori, come l'Imperatore Adriano. Altra mirabile scultura è il Rilievo del Circo, che rappresenta una corsa di quadrighe nel Circo Massimo di Roma, risalente tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Il circo è ricordato da Tertulliano come la rappresentazione metaforica del trascorrere della vita, sempre di corsa, ma pur sempre di breve durata.

E' poi visibile il piccolo Sarcofago di Lenos, originariamente posto sul cavalcavia tra il Palazzo e la Cattedrale. Sono ivi rappresentati alcuni putti nell'intento di sostenere un loro compagno di gioco, probabilmente colto da malore.


Cantine sotterranee del palazzo


Resti di mosaici di una domus
di età romana al Piano Terra

NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dalla pagina Internet "Musei Foligno - Palazzo Trinci", in www.museifoligno.it

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