sabato 20 maggio 2023

POGGIO DI OTRICOLI: IL BORGO DELLE GIORNATE MEDIEVALI




Veduta del centro storico di Poggio

STORIA

Le prime notizie scritte relative al Castello di Poggio si fanno risalire a un documento datato 14 aprile 1237, con il quale tale Tabalduccio Dorgani di Narni acquisì la metà della proprietà del Castello, insieme a Piergentile, altro nobile narnese.

Nel 1276 Poggio venne sottomesso da Narni e, l'anno seguente, gli abitanti vennero costretti a giurare fedeltà al Podestà narnese.

Nel 1371 il paese di Poggio risultò accorpato al Comune di Narni e, come tale, venne costretto ad offrire un cero dal peso di quattro libbre in occasione della festa del Santo Patrono Giovenale.

Nel 1434, in occasione delle guerre che si svolsero nei dintorni, Poggio divenne luogo di sosta di molti personaggi storici famosi, tra i quali Francesco Sforza, Niccolò Piccinino e Braccio da Montone.

Seguirono anni di lotte tra Comuni, dove il paese tentò di riconquistare la sua autonomia scontrandosi con i vicini Castelli di Calvi dell'Umbria, per l'annessione del Monte San Pancrazio, e con il vicino Castello di Arverino oggi scomparso.

A causa delle continue lotte e, in particolare, dei soprusi subiti ad opera della vicina Narni, più di una volta si dovette ricorrere all'intervento dell'Autorità Pontificia per placare le ambizioni di espansione territoriale dei narnesi a danno dei poggiani.

In particolare, nel 1518 Papa Leone X Medici emanò un Breve tramite il quale esentò Poggio dalla sottomissione a Narni, città ghibellina ribelle all'autorità ecclesiastica.

Le contese con il Comune di Calvi dell'Umbria per il controllo di Poggio terminarono nel 1764, tramite un atto di transizione che consegnò il paese all'amministrazione di Narni.

Infine, solo a partire dal 1815, Poggio si affrancò dal controllo narnese, per passare al Comune di Otricoli, nel cui territorio é tutt’ora compreso.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Poggio fu teatro di sanguinosi scontri.

Nel 1943 vi si svolse una battaglia. Nel 1944 vi operò il battaglione "Giovanni Manni" affiliato alla brigata "Gramsci", con l'intento di reclutare giovani renitenti e militari sbandati. Il 17 Febbraio dello stesso anno i fascisti attuarono un rastrellamento ai danni dei partigiani, catturando e uccidendo il partigiano Orazio Costorella, che si rifiutò di concedere informazioni sulla brigata di cui fece parte.

La sera stessa gli uomini della brigata poggiana vennero rinchiusi nel carcere di Terni e torturati.


Vicolo del paese


Arco medievale

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

La visita al borgo antico di Poggio è consigliata nel mese di Luglio, durante le Giornate Medievali, quando il grazioso centro torna per tre giorni a rivivere l'epoca medievale, con cortei, sfilate e spettacoli degli sbandieratori.

In questa occasione il borgo viene tutto allestito a tema.

Se sceglierete di recarvi a Poggio in un periodo differente, saprà comunque regalarvi scorci medievali incantevoli portandovi indietro nel tempo.

Il centro storico è un intreccio di scale, vicoli, piazzette, in cui fanno bella mostra di sé torri medievali svettanti che ne caratterizzano il profilo, possenti mura in grado di colpire lo sguardo del visitatore per il loro eccezionale stato di conservazione, le porte d'accesso che si aprono sulle mura e, sulla cima della collina, la rocca medievale.

1) ROCCA MEDIEVALE

La rocca di Poggio è posta nel punto più elevato del centro storico.

Risale al XIV secolo, e domina il paesaggio circostante fino a Otricoli e Magliano Sabina, inclusa la Valle del Tevere fino al Monte Soratte.

E' cinta da un circuito murario composto da una serie di torri difensive, volte a tutelare l'integrità del Castello e la sicurezza degli abitanti.


Rocca medievale sulla sommità
della collina

2) PORTA D’ACCESSO

Nella parte bassa del paese è presente quella che costituì la porta d'accesso al borgo, conosciuta con l'appellativo di "Trasanda", sovrastata da un'apertura utilizzata a scopo difensivo, che consentiva ai soldati di avvistare il nemico.

3) TORRI MEDIEVALI

Di particolare rilievo urbanistico e architettonico sono le tre torri medievali svettanti all'interno del centro storico.

La più rilevante è la Torre Ovest, a pianta rettangolare, con volta a botte all'interno e riutilizzata come edicola.

C'è poi la Torre Est a sezione quadrata, forata da una serie di feritoie che consentivano la difesa del borgo tramite l'utilizzo di archi e balestre senza essere notati dal nemico.

L’ultima torre, la Torre Sud, veniva utilizzata a scopo di avvistamento, segnalazione e comunicazione con il contado.


Torre Est a sezione quadrata
con feritoie


Vicolo del centro storico


Mura difensive medievali

4) CHIESA DI SAN NICOLA

Tra gli edifici religiosi il più interessante è la Chiesa di San Nicola, risalente alla fine del XV secolo, edificata su una presistente costruzione romanica, di cui si notano i resti sull'abside all'interno dell'attuale edificio e nella cappella sulla sinistra.

ESTERNO

La facciata presenta un portale a tutto sesto, ornato da una chiave di volta con inciso il monogramma "di San Bernardino", sovrastato da un bassorilievo inserito successivamente alla realizzazione della chiesa, raffigurante San Nicola posto in una cornice trilobata.

Sulla copertura svetta il campanile a vela, che include campane forgiate in bronzo.


Facciata della Chiesa di San Nicola

INTERNO

L'interno è a navata unica con volta a crociera, divisa in due sezioni da un arcone sopraelevato, posto nel presbiterio.


Interno della chiesa di San
Nicola a navata unica

Sulla parete sinistra si apre una nicchia dove è affrescata Santa Caterina d'Alessandria coronata da Angeli.

A fianco sono due affreschi ridotti in pessime condizioni, che si suppone raffigurassero San Nicola a sinistra e Sant'Antonio Abate a destra.

In basso a destra nella stessa parete, è presente una nicchia contenente un busto di San Nicola.

L'abside di sinistra ospita una tela raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi, una statuetta di una Santa e una moderna statua lignea dell'Immacolata Concezione.

Sull'altare maggiore è posta una monumentale macchina lignea, decorata da colonne tortili e impreziosita da una tela raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Nicola da Bari, Vittore, Carlo Borromeo e Macario abate, attribuita al pittore Calisto Calisti.


Tela posta sull’altare maggiore entro
una cornice barocca, che rappresenta
la Madonna con Bambino e i Santi Nicola da Bari,
 Vittore, Carlo Borromeo e Macario abate di Calisto Calisti

Sulla sinistra è situata una tela raffigurante San Francesco, Sant'Antonio da Padova, e sulla destra l'Immacolata Concezione.

Nella seconda cappella a destra è visibile un affresco composto da tre strati. Sull'ultimo strato è raffigurata la Madonna in gloria con Bambino e Angeli in preghiera entro una mandorla, realizzato da Pancrazio Iacovetti da Calvi dell'Umbria attivo tra il XV e il XVI secolo.


Affresco raffigurante la Madonna in gloria con Bambino
e Angeli in preghiera entro una mandorla, opera di
Pancrazio Iacovetti da Calvi dell’Umbria
realizzata tra il XV e il XVI secolo

A fianco dell'ingresso sono situati un fonte battesimale e una vaschetta in grado di contenere l'acqua santa, risalenti al XVI secolo.

Nell'acquasantiera sono raffigurati due effigi con un pesce e un serpente, allegorie del demonio che insidia e minaccia i fedeli.


Acquasantiera con le effigi di un pesce
e un serpente

Sulla parete di fondo è riposta una tela raffigurante la Sacra Famiglia e San Giovanni Battista Fanciullo.

NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dalla pagina Internet "Castello di Poggio (Otricoli) - TR" nel portale "I luoghi del silenzio", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it

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