Il centro storico di San Gemini contiene al suo interno e nelle immediate vicinanze, tesori artistici che abbracciano un periodo assai vasto, che va dall'epoca romana, passando per il Medio Evo, fino ad arrivare al Settecento.
1) GROTTA DEGLI ZINGARI
Provenendo da Narni verso San Gemini, all'incrocio con la strada per Terni, che ricalca il tracciato dell'antica Via Curia, strada di epoca romana che fungeva da raccordo tra la Flaminia e la Salaria, e collegava Interamna Nahars (Terni) con Reate (Rieti), s'incontra la Grotta degli Zingari, resti di una tomba romana, che costituisce uno dei monumenti superstiti dell'antico villaggio romano di Casventum.
Poco al di fuori centro storico s'incontra un'aiuola in cui è stato eretto il Monumento dei Caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale.
Ai piedi dell'aiuola con il Monumento dei Caduti, è posto un cartello esplicativo che informa il visitatore dell'esistenza di un'autorimessa pubblica. L'autorimessa venne edificata in stile Liberty, e costituì l'unico monumento Art Nouveau presente a San Gemini. Con la costruzione della nuova strada, l'autorimessa venne demolita nel 1939. Tuttavia sono ancora presenti foto che ne testimoniano l'esistenza.
2) PORTA ROMANA
Entrando nel centro storico il primo punto d'interesse è la Porta Romana, rivolta a sud, verso Roma.
Venne edificata nel 1723 durante il governo dei Principi di Santacroce, che eressero anche una nuova cerchia di mura difensive, oggi visibili lungo la passeggiata del Colle, che iniziano a fianco della porta, e terminano a ridosso di Piazza San Francesco.
All'inizio della via s'incontrano immediatamente i primi punti d'interesse: sulla sinistra vi è un bar che occupa oggi il fabbricato in cui venne edificata l'antica Chiesa di San Bernardino. Nel 1443, un anno prima di morire, San Bernardino da Siena sostò a San Gemini.
I sangeminesi, per onorare la sua presenza, eressero una chiesa dedicata al Santo, e dopo la sua morte crearono la Società di San Bernardino per aiutare i bisognosi. La chiesa venne edificata nel XVI secolo e sconsacrata nel XIX, quando con la Legge Pepoli molte chiese vennero dismesse e la Chiesa di San Francesco trasformata in magazzino.
Per ristrutturare San Francesco si decise di vendere tre beni ecclesiastici, compresa la Chiesa di San Bernardino. Nel tempo sono state apportate modifiche alla destinazione d'uso, fino a quella attuale di bar. All'interno si conservano ancora significativi affreschi, in uno dei quali è rappresentato proprio San Bernardino.
Svoltando nella prima via che s'incontra sulla destra una volta entrati nel centro storico, si trovano il Duomo di San Gemine e il Palazzo Santacroce, oggi denominato Grand Hotel San Gemini.
Il Duomo, dedicato al Santo Patrono della cittadina San Gemine, morto a Ferento, presso Viterbo nel 915, risale al IX secolo, ma venne ricostruito in stile neoclassico tra il 1817 e il 1847 ad opera dell'architetto Matteo Livioni di Roma.
L'altare maggiore ospita un crocifisso ligneo del XV secolo, e cinque tele del XVII secolo raffiguranti San Giacomo Maggiore del 1612, San Sebastiano, Sant'Agostino, Madonna col Bambino e San Matteo Evangelista.
Al di sotto dell'altare maggiore sono riposte le reliquie del Santo Patrono. Nella sagrestia, ad un livello inferiore, è presente la grotta in cui venne rinvenuta l'urna contenente le reliquie. L'antica urna è ancora posizionata nel luogo in cui venne rinvenuta. Nella zona retrostante l'abside è visibile una finestra gotica, ora tamponata, posizionata a livello del terreno e sormontata da un oculo.
Il Palazzo Santacroce sorge di fianco al duomo. La sua edificazione risale al XVIII secolo per volere dei Principi di Santacroce. Al piano nobile del palazzo, su richiesta, è possibile visitare la Galleria degli Affreschi, un grande salone completamente affrescato nel Settecento con la rappresentazione di Scene della Gerusalemme Liberata, poema cavalleresco scritto da Torquato Tasso nel 1581.
Alla fine di Via Roma si raggiunge Piazza San Francesco, la piazza principale del paese, sulla quale si affacciano sei dei principali monumenti cittadini, tra i quali la Chiesa di San Francesco d'Assisi con annesso chiostro, il Palazzo Canova ad un livello più elevato rispetto alla piazza, la Fontana di Piazza San Francesco, il Rifugio della Seconda Guerra Mondiale, la Porta del Sale anche denominata "Portella" e la Porta Burgi risalente al XII secolo.
7) CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI
La Chiesa di San Francesco d'Assisi è la più grande del paese, sede della messa domenicale. Venne edificata agli inizi del XII secolo su commissione del Conte Pietro Capitoni, per onorare la presenza di San Francesco a San Gemini nel 1213.
Con la requisizione dei beni ecclesiastici dopo l'Unità d'Italia, nel 1866 venne trasformata in magazzino e spogliata di molti capolavori artistici. L'interno venne poi riportato alle forme originarie nel 1950.
ESTERNO
La facciata si presenta sobria, composta da un portale ligneo del XV secolo, restaurato dall'Associazione Valorizzazione del Patrimonio Storico di San Gemini, sormontato da una nicchia contenente un affresco del pittore Tullo Bertozzi raffigurante il Santo di Assisi. Ad un livello superiore si staglia un recente rosone circolare, costruito nei primi anni del XX secolo. Ancora più in alto una formella lignea con il motivo delle mani incrociate.
INTERNO
L'interno è in stile gotico, a navata unica senza transetto. Sull'altare si può notare un crocifisso ligneo del XV secolo. In controfacciata sono presenti affreschi molto deteriorati raffiguranti l'Adorazione dei Magi.
Interno della chiesa a navata unica
Nella parete sinistra della navata sono presenti cinque archi ogivali, cui dovettero corrispondere altrettante cappelle, e affreschi di scuola umbra. Su questa parete si nota uno splendido confessionale ligneo in noce del XVI secolo sovrastato da un pulpito. Più avanti, sempre nella parete sinistra vi è un affresco con cornice ogivale del XIV secolo raffigurante una Crocifissione con ai lati San Francesco d'Assisi e Santa Chiara.
Ancora più in alto, sotto gli archi ogivali di sostegno alla copertura, sono presenti due affreschi sovrapposti. Quello posto ad un livello inferiore rappresenta la Madonna in trono tra due sante, mentre ad un livello superiore, un altro affresco raffigura una scena non ben decifrabile dello stesso periodo.
In una grata è conservata la statua lignea di Cristo portata in processione nel 1700, e ivi posizionata come ringraziamento a Dio per la fine di un'alluvione.
L'abside è gotico, a forma pentagonale e fasci di colonnine terminanti con particolari capitelli. Nelle vetrate dell'abside sono raffigurati in alto Maria, mentre negli spazi rimanenti San Francesco d'Assisi, San Gemine, Santa Matilde e San Carlo Borromeo.
Nella parete destra si notano delle nicchie affrescate. Nella prima è affrescata Santa Lucia tra San Giovanni Battista e San Rocco del XVI secolo, nella seconda Crocifisso tra San Girolamo e San Leonardo del 1599, nella terza è presente una statua raffigurante San Francesco d'Assisi, nella quarta è raffigurata Incredulità di San Tommaso e sul fondo Santa Lucia, risalente alla fine del XVI secolo.
Una porta sulla parete destra conduce al chiostro, che presenta lunette affrescate con le Scene della Vita di San Francesco, tra cui si riconoscono il ricevimento delle stimmate e San Francesco a Roma al cospetto di Papa Innocenzo III per l'accettazione della regola francescana.
Di fianco al Palazzo Comunale si trova la Porta Burgi, risalente al XII secolo, nel cui intradosso superiore è presente un grande affresco in precarie condizioni di conservazione.
Percorrendo Via Casventino, si giunge a metà del suo percorso a Piazza Palazzo Vecchio, dove è possibile osservare il dislivello tra la Via Flaminia (Via del Tribunale), che percorre il centro medievale in salita, e la Via Casventino, aperta successivamente per esigenze di praticità dei traffici commerciali.
INTERNO
Sulla parete sinistra si apre una nicchia con un affresco in ottime condizioni di conservazione, raffigurante la Madonna col Bambino, tra Santo Stefano e San Sebastiano, e nei due intradossi laterali Sant'Ansano e San Vincenzo Ferrer.
In fondo alla chiesa un'edicola romanica con quattro colonne ornate di capitelli contiene uno splendido affresco raffigurante la Madonna in Trono con Bambino tra gli Angeli, con ai lati Santa Caterina d'Alessandria e Santa Lucia.
Gli affreschi presenti nella chiesa sono stati entrambi restaurati nel 1995 dall'Associazione per la Valorizzazione del Patrimonio Storico di San Gemini.
Sulla destra un vicolo conduce nella piazzetta ove sono presenti la Chiesa di San Giovanni Battista e la sala dell'antico Oratorio di San Giovanni, oggi utilizzato come taverna durante la festa patronale di Ottobre.
La Chiesa di San Giovanni Battista è in stile romanico. Fu primaziale fino al 1427, e dopo secoli di abbandono, venne restaurata nel XX secolo.
ESTERNO
L'edificazione della chiesa pare fosse voluta da San Volusino nel IV secolo.
La splendida facciata romanica in pietra fu in origine quella rivolta verso Via del Tribunale, risalente al 1199, ed eretta dagli architetti i cui nomi sono impressi in un'epigrafe sulla stessa facciata, ossia Nicola, Simone e Bernardo. La facciata è composta da un portale romanico ornato da due stipiti che poggiano su due statue leonine ricavate da pietre carsulane.
La cornice del portale e il resto della facciata sono decorati con motivi a mosaico.
INTERNO
L'interno, originariamente di forma ottagonale, venne modificato secondo una forma esagonale irregolare a seguito dell'apertura del nuovo ingresso sulla piazza.
La chiesa conserva pregevoli opere d'arte. Sulla sinistra dell'ingresso è presente un bellissimo fonte battesimale del 1582 in legno intagliato. Procedendo verso destra vi sono tre altari barocchi, qui trasportati dopo essere stati riposti nella Chiesa di San Francesco d'Assisi.
Nei tre altari sono presenti splendide tele tra cui una Madonna della Cintola di Giovanni Battista Manna del 1618, una Madonna del Rosario di Simeone Ciburri.
In origine la chiesa era completamente affrescata. Di tale decorazione rimane traccia negli affreschi che raffigurano il Battesimo di Gesù nel Giordano e una Crocifissione, situata su uno dei pilastri.
Nella parte più antica di San Gemini, oltre alla demolita rocca medievale, e alla scomparsa Chiesa di Sant'Egidio, si possono visitare altri monumenti. Tra Via della Rocca e Via del Tribunale è presente una Torre Mozza del XIII secolo. Allo stesso modo, scendendo per Vicolo Gemine Astolfi, ci si imbatte in una Casa Torre sempre del XIII secolo.
17) CHIESA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA E CISTERNE ROMANE
Alla fine della via si trova la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria. La chiesa venne edificata dagli abitanti di Poggio Azzuano, a ridosso del Poggiame, in sostituzione dell'antica chiesa romanica dedicata alla stessa Santa, oggi in rovina nei pressi di Vocabolo Poggio Azzuano.
La chiesa sorse nel luogo in cui nel 1575 venne fondato un monastero sotto la regola di Santa Chiara d'Assisi. Venne ricostruita nel 1723 dai Canonici Lateranensi.
INTERNO
Il semplice interno presenta un altare barocco di pregevole fattura, che contiene lo splendido dipinto raffigurante le Mistiche nozze di Santa Caterina, opera di Lazzaro Baldi del 1650.
Nei pressi della chiesa sono visitabili su appuntamento i resti di due cisterne romane, poste lungo la Via Flaminia, caratterizzate da sfiori per il deflusso dell'acqua e una particolare pavimentazione in opus spicatum, con piccoli mattoncini disposti ad angolo retto fra loro.
















































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