STORIA
Ubicata nella frazione di Villa San Faustino (Massa Martana), l'Abbazia di San Faustino sorge a seicento metri dalla Via Consolare Flaminia, alla quale durante l'epoca romana e longobarda venne collegata da un'apposita deviazione.
L'edificazione della chiesa abbaziale viene fatta risalire tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, sui ruderi di una villa romana di epoca imperiale. Scavi condotti all'interno e all'esterno della chiesa, hanno riportato alla luce resti di strutture e di utensili appartenuti alla stessa villa. Durante l'Impero Romano la villa fungeva da residenza estiva di Giulio Marciano, governatore romano di Tuder (Todi), e di sua moglie Onesta. Accanto alla finestra trifora della facciata, è incastonata una lapide di epoca romana, dedicata alla coppia.
L'abbazia é consacrata a San Faustino, discepolo di San Felice, Vescovo di Massa Martana. Nel corso dei secoli successivi la villa andò in rovina, e nell'VIII secolo, sui suoi resti, i Monaci Benedettini edificarono il complesso architettonico comprendente l'abbazia e il monastero. Nel 1104 l'edificio abbaziale divenne proprietà dell'Abbazia di Farfa, grazie alla donazione effettuata nello stesso anno dal Conte Albertino di Gualtiero e confermata dal Pontefice Enrico V nel 1118. Con la partenza dei Monaci Benedettini, venne retrocessa al rango di Pieve. Tra i secoli XIV e XVI l'abbazia fu soggetta a patronato dei Conti di Montecastro e della Famiglia Pontano.
ESTERNO
La facciata della chiesa è in stile romanico lombardo, purtroppo deturpata da un portico moderno del 1950 che ne altera in modo significativo l'aspetto architettonico medievale.
Nella zona superiore della facciata si apre una finestra trifora composta da colonnine marmoree. La finestra è affiancata sulla destra da un'epigrafe recante un'iscrizione con dedica a Lucius Julius Marcianus e a sua moglie Pubicia, e sulla sinistra da un frammento di un fregio dorico con metope, rosette e bucrani. Lungo la parete esterna sono presenti dei pilastri semicircolari, che indicano l'antica presenza di un chiostro.
La chiesa ha subito numerose modifiche e restauri che ne hanno integralmente modificato l'aspetto: negli anni Settanta il tetto a capriate è stato rifatto dalla Soprintendenza, mentre il portico è stato rinnovato nel 1956. Il campanile, costruito nel 1925, si armonizza bene con lo stile romanico dell'abbazia.
INTERNO
L'interno è costituito da un unico spazio rettangolare, molto rimaneggiato nel corso dei secoli.
L'abside, risalente al 1200, presenta sulla parete esterna una lapide su cui è incisa un'iscrizione di età romana. La struttura dell'ex monastero benedettino é semplice e rustica, ed un architrave altomedievale presenta incisioni dal significato assai incerto.
Nella zona absidale, indagini archeologiche hanno riportato alla luce due contenitori di epoca romana, appartenuti al proprietario della villa, sui cui resti è stata edificata l'abbazia. Altri due recipienti sono riposti al di fuori, nel sagrato della chiesa.

Nei secoli scorsi al di sotto del presbiterio della chiesa era presente una cripta, demolita o crollata nel 1700. Le reliquie di San Faustino, morto nel 315, vennero ritrovate negli anni Cinquanta del XX secolo, e chiuse in scatole - reliquiari di piombo, riposte al di sotto dell'altare.
Si conservano inoltre frammenti di sculture e di antiche iscrizioni. In una piccola nicchia della parete è conservato un affresco del pittore aretino Sebastiano Florii del 1580 raffigurante la Madonna del Rosario.
NB. Le informazioni storico - artistiche riportate nel post, sono state estrapolate dal post "Abbazia di San Faustino - Massa Martana", nella pagina internet "I luoghi del silenzio", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.






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