STORIA
Il Santuario di Santa Maria della Lode a Vescovìo, conosciuto anche come Santuario di Santa Maria a Vescovìo, si è sviluppato sul sito ove in epoca romana sorse il sito archeologico di Forum Novum, centro abitato che costituì un municipium da dove venivano governati i territori circostanti.
Forum Novum costituì la sede della prima, e più antica, diocesi della Sabina, la cui esistenza è documentata a sin dal 465. Tuttavia non sono stati ritrovati né documenti scritti, né resti archeologici, in grado di accertare l'esistenza di un antico luogo di culto nel sito ove oggi sorge il santuario.
L'edificazione del Santuario, conosciuto anche con l'appellativo di Santa Maria a Vescovìo, iniziò presumibilmente a partire dall'VIII secolo, periodo cui appartiene il transetto, mentre l'abside, gli affreschi che ornano le navate e la cripta, vengono fatti risalire al IX secolo. La prima attestazione dell'esistenza della chiesa risale al 781. Durante l'Alto Medio Evo, l'edificio di culto svolse la funzione di prima Cattedrale della Sabina. Tuttavia quando nell'876 la chiesa subì la distruzione portata dalle scorrerie saracene, la sede della diocesi sabina venne trasferita nella vicina Chiesa di San Lorenzo di Toffia.
Pochi anni dopo tornò ad ospitare la sede principale della diocesi sabina, in particolare a seguito di una bolla del 944, emanata dal Pontefice Marino II. La chiesa venne restaurata e profondamente rinnovata tra il X e il XII secolo, mentre nel Duecento l'interno venne decorato da affreschi.
Pochi secoli più tardi il territorio in cui sorgeva la chiesa, divenne soggetto ad un processo d'impaludimento. Dapprima la diocesi venne trasferita a Magliano Sabina, ma nel 1521 Papa Leone X Medici restituì a Vescovio la dignità di Cattedrale. Nella seconda metà del Settecento il territorio versò sempre più in uno stato d'incuria, mentre il luogo di culto fu vittima di un forte stato di degrado.
Ciò comportò, a partire dall'inizio del XIX secolo, l'imbiancamento delle pareti della navata e la copertura degli affreschi, che tornarono alla luce solo nel XX secolo in modo assai fortuito, dovuto allo sgretolamento della calce che li ricopriva. Infine negli anni Trenta del secolo scorso gli affreschi e la struttura vennero restaurati e riportati al loro antico splendore.
L'accesso al complesso che costituisce il santuario, avviene attraversando un arco di entrata del XII secolo, sul cui architrave è posta la scritta "ECCLESIA CHATEDRALIS SABINORUM", a ricordare al visitatore che questa costituì la sede della prima Cattedrale della Sabina.
La facciata della chiesa è composta da un tetto a capanna e ingresso unico. L'ingresso è costituito da un arco a tutto sesto. La muratura esterna si caratterizza per la sua omogeneità, costruita in blocchetti di calcare, sostituiti all'estremità superiore da filari di laterizi. La muratura esterna del transetto si presenta molto disomogenea, composta da filari di laterizi romani di spoglio, ai quali si sostituiscono in modo non regolare, blocchetti dei calcare o di tufo.
Il cantonale é composto, nella parte bassa, da blocchi di pietra calcarea e tufo, sostituiti da muratura in laterizio man mano che si procede, con lo sguardo, verso l'alto. In basso a destra, è presente una finestra con montanti e arco in laterizi, chiusa da una seconda monofora in laterizio. Nella parte centrale il muro è composto da blocchi di calcare, mentre nella zona superiore, al livello delle finestre, la muratura è composta da laterizi disposti in maniera non regolare. Al piano degli spioventi sono presenti piccole mensole, sopra le quali la muratura in laterizi è disposta in senso obliquo, frutto di moderni restauri.
Nell'abside dell'edificio, si aprono tre finestre, delle quali la centrale é di restauro, mentre le due laterali sono originarie. Nella muratura, in particolare nella facciata, sono poste una serie di mensole terminanti a voluta, spesso decorate con motivi ornamentali a intreccio scolpiti, di derivazione longobarda o carolingia. In alto, al di sotto degli spioventi del frontone, si apre un oculo. Addossato alla facciata, si erge sulla destra il maestoso campanile, composto da un alto basamento e da cinque ordini di blocchi sovrapposti.
INTERNO
L'interno dell'edificio religioso si compone di un'unica navata, il transetto di cui è presente solo il braccio sinistro, presbiterio rialzato con sottostante cripta a oratorio di forma semianulare e abside semicircolare.
Ad attrarre particolarmente l'attenzione del visitatore appena entrato nella chiesa, è il meraviglioso ciclo di affreschi, che ricopre interamente le pareti laterali e la controfacciata. Gli affreschi risalgono alla fine del Duecento, e rappresentano Scene dell'Antico e del Nuovo Testamento.
La narrazione delle immagini affrescate ha inizio nella zona presbiteriale di destra, ove sono raffigurate le Scene dell'Antico Testamento. Qui si notano gli affreschi ove sono effigiate la Creazione dell'Universo e di Adamo e la Creazione di Eva.
A seguire sono affrescate le scene di altri quattro episodi della vicenda di Adamo ed Eva, tra le quali: Il Peccato Originale, con Adamo ed Eva raffigurati accanto all'albero e con intorno un serpente, e Il Rimprovero Divino, con i due che ascoltando la voce divina, si nascondono tra gli arbusti.
Il riquadro seguente rappresenta la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, dove si vede l'Arcangelo che afferra Adamo e lo conduce verso una porta, infine il Lavoro di Adamo ed Eva mandati sulla terra il primo a zappare, la seconda a filare. Nell'ultimo riquadro è rappresentato il Sacrificio di Caino e Abele, mentre nel riquadro superiore è rappresentato l'Assassinio di Abele.
Nel quarto riquadro vi è il Sacrificio d'Isacco, mentre gli ultimi quattro riquadri raffigurano gli Inganni tesi da Giacobbe al padre Isacco: nel primo si vede Giacobbe che manda Esaù a caccia, segue l'affresco in cui Isacco benedice Giacobbe, ove si nota Giacobbe portare un arrosto al padre. Infine le scene in cui Esaù che con una Freccia Ammazza una Lepre, ed Esaù che tornato dalla caccia, si presenta a Isacco ingannato.
Sulla parete sinistra della navata il ciclo di affreschi prosegue con le Scene del Nuovo Testamento.
La narrazione ha inizio, come per l'altro ciclo di affreschi, dal presbiterio, in cui viene rappresentata l'Annunciazione, mentre nel secondo e terzo riquadro, sono affrescate, di difficile comprensione, le scene della Visitazione e della Natività.
Il quarto riquadro raffigura l'Adorazione dei Magi, il quinto la Presentazione al Tempio, e a seguire nel sesto è rappresentata la scena della Fuga in Egitto. Nell'ultimo riquadro del registro superiore, purtroppo quasi completamente deteriorato, è possibile identificare la scena rappresentata come la Strage degli Innocenti ordinata da Re Erode. Nel registro inferiore vi è la Trasfigurazione, poi l'Ultima Cena, il Bacio di Giuda con la Cattura di Cristo e la Crocifissione, in cui si nota la Madonna svenuta e una Pia donna la sostiene, su un lato della Croce, mentre sull'altro lato è raffigurato San Giovanni seduto e il Centurione che indica Cristo. Segue la Resurrezione, raffigurata tramite il Salvatore in piedi racchiuso in una mandorla, e le Pie donne al sepolcro, con l'angelo seduto che indica dietro di sé il sepolcro vuoto.
In controfacciata è collocato lo splendido affresco raffigurante il Giudizio Universale attribuito al Cavallini o alla sua scuola, risalente alla fine del XIII secolo.
Oltre agli affreschi che decorano le pareti, l'interno della chiesa si caratterizza anche per la presenza di arredi liturgici di pregevole fattura. L'opera principale in tal senso è sicuramente rappresentata dallo splendido pulpito del XV secolo, posto sulla sinistra della navata centrale, ornato da lastre e pilastrini di reimpiego provenienti dalla zona presbiteriale carolingia, e dalla Schola Cantorum distrutta dai Saraceni.
Al termine della navata vi è un arco trionfale monumentale alto 8,3 m, sostenuto da robusti pilastri, che identifica l'ingresso alla zona presbiteriale. Nel presbiterio il pavimento è composto da lastre di marmo originarie, poste ad un livello più basso rispetto a quello attuale.
Al centro del presbiterio è posto l'altare in muratura. Sul lato frontale dell'altare è affrescata la Vergine in trono con Bambino tra Angeli e Santi tra cui si riconoscono Pietro, Paolo e Giovanni, mentre più in basso sono raffigurati i Profeti Aronne e Melchisedec, localizzati accanto alla Fenestrella Confessionis, comunicante con la sottostante cripta.
Sul lato est sono visibili i resti di una croce e un cervo, mentre a ovest la croce con due cervi. Al di sopra dell'altare si trova l'abside, posto ad un livello rialzato di tre gradini, mentre sulla destra è l'ingresso alla sagrestia, coperta da volta a botte del XIII secolo. Nell'abside è affrescata la Madonna con Bambino, risalente al 1400.
L'affresco della parete sinistra del Cinquecento raffigura San Leonardo, mentre sulla parete settentrionale è posto un altare entro una nicchia e sorretto da mensole scolpite. Qui è posto un affresco raffigurante i Santi Martiri Fabio, Basso, Massimo, Antimo ed Eutimio. Nel transetto sinistro vi è un Crocifisso del 1500, e un fonte battesimale del IX secolo.
Sulla parete settentrionale vi è un altare posto all'interno di una nicchia, in cui si trova un affresco raffigurante i Santi Antonio, Sebastiano e Pietro da Verona. Il braccio occidentale presenta tre nicchie superstiti, mentre altre sono poste al centro. Sulla parete destra, ad un livello inferiore rispetto al ciclo di affreschi duecentesco, sono affrescate una Madonna con Bambino e una Madonna in Trono che allatta il Bambino tra due angeli.
CRIPTA
Al di sotto del presbiterio, scendendo due rampe di scale, è possibile accedere alla cripta a pianta semianulare. L'ambiente sotterraneo si compone di tre parti: le prime due zone, situate nei bracci laterali del transetto, sono coperte da volte sorrette da pilastri e sottarchi in laterizio.
Alla base della parete sud sono posti resti dei piedritti delle nicchie, realizzati con filari regolari di laterizio. Fra questi sono interposti blocchi di pietra squadrati su cui poggiano i pilastri a sostegno delle volte. Sul muro est dell'ala orientale, sono interposti resti di velari dipinti con motivi geometrici, su cui poggiano i pilastri di sostegno della cripta. Sulla parete settentrionale del braccio ovest, all'interno di una rientranza del muro, si conserva un affresco suddiviso in pannelli quadrangolari, incorniciati da fasce di colore rosso. In alto si trovano i resti di un'iscrizione dipinta, sotto la quale è raffigurato un tralcio vegetale, mentre più in basso è raffigurato un uccello con un lungo becco. La volta a crociera che si appoggia alla parete, interrompe la decorazione ad affresco.
Nella terza zona di cui si compone la cripta, è presente un deambulatorio di forma semianulare, ricavato lungo la parete interna dell'abside. Un passaggio rettilineo porta alla camera delle reliquie. Nella cripta sono visibili gli antichi ingressi, dei quali sono conservati, sul lato est, l'imposta destra e l'architrave, mentre sul lato ovest, solo l'architrave. Le murature del deambulatorio si compongono di bozze in pietra e laterizi romani di reimpiego.
In fondo al corridoio assiale é presente l'Altare del Santissimo Salvatore, composto da una lastra marmorea di origine romana al cui centro è stato ricavato un pozzetto circolare, presumibilmente per ospitarvi la lucerna. Al di sopra della mensola marmorea è presente una struttura arcuata decorata con motivi geometrici, e sui fianchi affreschi raffiguranti San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista e, in alto, l'Agnello. Oltre l'altare è un vano rettangolare voltato a botte, che comunica con il presbiterio grazie alla fenestrella confessionis, ove è presente un solco scavato sulla lastra marmorea.
Al di sotto di tale ambiente se ne apre un secondo, caratterizzato da una lastra romana di reimpiego, decorata con motivi a baccello, e sporgente rispetto alla parete di fondo del corridoio assiale. L'ambiente è stato ricavato per la conservazione delle reliquie dei martiri. I due corridoi anulari che compongono il deambulatorio della cripta, hanno differenti lunghezze. Quello occidentale, infatti è più corto rispetto a quello orientale. La copertura della cripta si compone di lastre orizzontali inserite nella muratura, e sorrette da una cornice concava.
NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria della Lode a Vescovio - Torri in Sabina (RI)", alla pagina internet "I Luoghi del Silenzio", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.

















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