mercoledì 14 giugno 2023

CALVI DELL'UMBRIA: BORGO UMBRO DEL NATALE, DEI PRESEPI E DEI MURALES

 STORIA

Secondo la tradizione le origini del Comune di Calvi dell'Umbria sono da ricondurre alle conseguenze della distruzione dell'antica città romana di Ocria, e la successiva fuga delle popolazioni che vi abitavano, rifugiatisi sulle alture interne al confine tra i territori dell'Umbria e della Sabina.

Il toponimo latino di Calvi, ossia Carbium, deriverebbe dalle caratteristiche fisiche del luogo, che si presentava come brullo, privo di vegetazione. Durante l'età imperiale romana il centro storico ancora non esisteva. Di questo periodo resta testimoniata la presenza di ville rustiche abitate da patrizi, localizzate nelle campagne circostanti il paese. Sulla vetta del Monte San Pancrazio sono visibili i resti di un antico santuario di origine umbro - sabina, probabilmente dedicato a Marte, Dio della Guerra.

A partire dal VII secolo il territorio dell'odierna Calvi era compreso nella Sabina Longobarda governata dai Duchi di Spoleto. Nel X e XI secolo, a seguito della nascita della Civiltà dei Comuni, divenne comune autonomo, e venne assoggettato al governo dell'Abbazia di Farfa. Nei secoli XII e XIII è soggetto al dominio dello Stato della Chiesa, e sottomesso al controllo del vicino Comune di Narni.

Dalla fine del XVI secolo venne contesa tra il territorio umbro e il territorio sabino, facendo parte alternativamente dell'uno o dell'altro a seconda delle vicissitudini storiche. Questo stato di fatto ebbe termine nel 1827, anno in cui il comune venne definitivamente accorpato all'Umbria, dove risiede tutt'ora, assumendo l'odierno toponimo di Calvi dell'Umbria.

Nel 1798 il borgo divenne terreno di scontro tra le truppe francesi e quelle napoletane. Il centro storico, ben conservato, presenta rilevanti testimonianze della sua storia. Sorge su una rupe calcarea, alle pendici del Monte San Pancrazio, ad un'altitudine di 401 m.s.l.m..


Centro storico di Calvi dell'Umbria 

MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

Essendo conosciuto nel territorio come il "Paese dei Presepi", ogni anno, a partire dal 1982, artisti di street art italiani e stranieri, giungono ogni anno nel centro storico di Calvi al fine di abbellirlo con opere murarie sempre nuove, e restaurare quelle più datate e deteriorate.

Questa caratteristica peculiare rende Calvi dell'Umbria un museo a cielo aperto di Street Art, e lo include tra i centri storici medievali e le mete turistiche più originali dell'intera regione.

Oltre ai murales, alle porte urbiche e alle mura medievali, il paese può contare su splendide testimonianze storiche e opere d'arte, in alcuni casi anche molto particolari.


Porta d'accesso al centro storico


Porta di accesso con torre merlata
a sezione quadrangolare


Piazzetta del centro storico


Monumento ai Caduti della Prima e
della Seconda Guerra Mondiale


Fontana monumentale


Murale del borgo con la Natività


Murale del borgo con la Natività


Vicoli del centro storico


Vicoli del centro storico


Torre dell'Orologio


Tramonto da Calvi dell'Umbria

1) CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE

Di grande interesse, all'interno del centro storico calvese, è la visita alla Chiesa di Sant'Antonio Abate.

L'edificio fu realizzato tra il 1739 e il 1743 su progetto dell'Architetto Ferdinando Fuga, nell'ambito del progetto di ampliamento dell'annesso Monastero delle Orsoline. La Chiesa di Sant'Antonio Abate sorge accanto all'altro edificio religioso dedicato a Santa Brigida.

A causa della ricostruzione di quest'ultima, le due chiese affiancate risultarono di differente altezza, e per ovviare a questo inconveniente l'architetto progettò un'unica grande facciata comune ad entrambe, che si affaccia su Piazza Mazzini, articolata da paraste di ordine gigante, e coronato da un fastigo con timpano curvilineo.


Prospetto unico progettato da Ferdinando Fuga per le Chiese di Sant'Antonio Abate e Santa Brigida nel XVIII secolo

INTERNO

Nonostante l'interno della chiesa si presenti al visitatore spoglio e disadorno, è arricchito dalla presenza del meraviglioso presepe monumentale.

Il presepe, vero e proprio capolavoro artistico, è stato realizzato in terracotta e composto da trenta personaggi, alcuni realizzati a grandezza naturale.

Per collocare correttamente il presepe, venne edificata una nuova abside, sul cui fondo venne dipinto un nuovo fondale.


Presepe del 1545 dei Fratelli Giacomo e Raffaele
da Montereale disposto su due piani, con in basso la Natività,
in alto pastori e Re Magi e, seduto sulla destra lo
strano personaggio con espressione diabolica

Le statue in terracotta che compongono il presepe sono di altezze differenti, create in maniera tale da rispettare la prospettiva dell'osservatore. E' disposto su due piani, mentre i due angeli sono appesi al soffitto della chiesa.

L'opera venne realizzata nel 1545 dai fratelli abruzzesi Giacomo e Raffaele da Montereale, perciò chiamati "li pintori del presepio".

Nella rappresentazione sono visibili due differenti momenti della natività: in basso è collocata l'adorazione dei pastori, mentre in alto, sotto ai quattro angeli, il corteo dei Re Magi in viaggio verso Betlemme. Al centro del primo ripiano San Giuseppe e Maria sono stati rappresentati inginocchiati in adorazione del Bambino. La diffusione di tale iconografia della natività risale al XV secolo.


Rappresentazione della Natività posta sul primo
ripiano del Presepe Monumentale

A sinistra è posto un suonatore di cornamusa, mentre sulla destra sono poste le statue di due contadine, una giovane nell'atto di offrire delle uova alla vecchia orba.

Infondo alla nicchia, dietro alla rappresentazione della Sacra Famiglia, sono riposti il bue, l'asino e cinque angeli, dei quali quattro rappresentati in piedi, mentre uno è inginocchiato.

Il secondo piano, come il primo, è diviso in due livelli: su quello inferiore sono le statue che rappresentano i Re Magi a cavallo che recano in mano i doni da portare a Gesù. Sulla destra del secondo ripiano, compare uno strano personaggio, rappresentato seduto, all'altezza dei Magi: ha una gamba ripiegata sull'altra e tiene il piede con le mani, forse nell'intento di togliersi una spina.

La tradizione popolare è concorde nel ritenere che rappresenti una figura maligna, dato che il volto è deformato da un ghigno e la sua espressione è diabolica.

E' probabile che un'altra figura analoga, andata perduta, fosse riposta sulla sinistra, dalla parte opposta rispetto alla figura diabolica presente, ove ora è posto un cavallo.

Rappresentazione di una figura maligna sulla destra

Sul gradone superiore è rappresentato il corteo regale, composto da sei figure, parte a cavallo e parte appiedate, a cui corrispondono sei cavalli, in parte interi, in parte murati per metà nella muratura absidale ove è rappresentato il paesaggio.

Dalla volta scendono quattro angeli sospesi, nell'atto di suonare una melodia con i propri strumenti musicali.

Gradone con sei figure, parte a cavallo e parte appiedate

In due piccole nicchie, poste ai lati della nicchia più grande contenente il presepe monumentale, sono poste le statue che rappresentano Sant'Antonio Abate e San Rocco, opera degli stessi fratelli abruzzesi, protettori contro la peste che raggiunse i territori umbro - sabini a seguito dei saccheggi portati dalle truppe imperiali dei Lanzichenecchi nel 1527.


Nicchia sulla sinistra con statua di
San Rocco


Nicchia sulla destra con statua di
Sant'Antonio Abate

Sulla parete destra della chiesa sono visibili alcuni affreschi. In prossimità dell'ingresso è presente l'affresco raffigurante i Santi Biagio e Apollonia, della fine del XV secolo, mentre gli affreschi nei pressi dell'abside, realizzati pochi anni dopo, rappresentano Sant'Antonio Abate e Santa Lucia.

Affresco con i Santi Apollonia e Biagio

2) MUSEO DEL MONASTERO DELLE ORSOLINE

PINACOTECA

Il Museo del Monastero delle Orsoline è situato all'interno del complesso monastico.

Il palazzo venne edificato nel 1606 dall'omonima famiglia di notai calvesi, oggi sede degli uffici amministrativi del Comune di Calvi dell'Umbria.

Una volta varcato il portale d'ingresso sovrastato dallo stemma della Famiglia Ferrini, accolgono il visitatore due ritratti dei principali esponenti della famiglia: il primo raffigura Demofonte Gioacchino Ferrini, vissuto alla metà del XVII secolo, l'altro, realizzato nel 1683, raffigura Francesco Demofonte Ferrini, ultimo erede della dinastia, alla cui morte avvenuta nel 1715, l'edificio monastico divenne proprietà del Comune di Calvi, che vi fondò un monastero, l'odierno Monastero delle Orsoline, come espressione delle volontà testamentarie lasciate in eredità da Demofonte Ferrini.


Ritratti di Demofonte Gioacchino Ferrini e Francesco
Demofonte Ferrini, donatori del palazzo alla comunità
calvese, realizzati da un pittore anonimo nel 1683


Medaglioni in marmo con cornice in legno dorato della fine del XVII
secolo raffiguranti i Pontefici Urbano VI, Giovanni IX, San Pelagio
Innocenzo IV, Benedetto II e Severino


Lastre di rame fuso, sbalzato, cesellato e inciso del XVII secolo raffiguranti
l'Adorazione dei Pastori, sulla sinistra e l'Adorazione dei Magi, sulla destra


Tela di Guido Reni del 1634 - 35 raffigurante la Maddalena, inginocchiata in estasi
a petto nudo. Si noti la dolcezza delle forme che contraddistingue
la pittura di Guido Reni, e dei fondi scuri illuminati da lampi di luce


Tela dipinta di Andrea Sacchi nel 1641 e ritoccata da Jan Miel raffigurante
la Condanna del Giansenismo a Roma nel 1641


Dodici tavole incise a bulino nel 1765, raffiguranti il Panorama di Roma
dal Gianicolo, realizzate da Giuseppe Vasi


Sala espositiva dedicata alle tele del XVIII secolo appartenenti alla corrente del Vedutismo


Tela di una Prospettiva architettonica, vaso da pompa e quattro figure a cavallo, realizzata nel XVII secolo da Niccolò Codazzi

AMBIENTI DEL MONASTERO

Tra i vari ambienti, si trovano anche quelli che costituiscono il monastero, comprese le Cucine Storiche risalenti alla prima metà del XVIII secolo.


Stanza del Lavatoio. Sulla sinistra é il piano
dove la Madre Superiore sorvegliava le
Consorelle mentre lavavano i panni e
recitava le preghiere di gruppo durante il lavoro


Piano cottura dove poter cuocere le pietanze.
Sopra il ripiano venivano riposte le stoviglie
in rame mentre, nelle aperture sottostanti,
veniva riposto il carbone per cuocere


Lavatoio della cucina con tre vasche. In quella più piccola
venivano riposti i panni ancora da lavate mentre, nell'ultima,
dove si trova il rubinetto, venivano lavati


Lavabo dell'aula con le tre vasche ove venivanolavati i panni.
All'esterno si trovano i fori in cui
riporre il sapone


Gabinetto della suore con WC
quadrangolare in pietra


Aula dove si trovavano i macchinari per la
produzione di formaggio, pane e spezie


Bascula per la pesatura dei sacchi dei prodotti



Aula in cui si trovano i pali infissi nella parete
utilizzati per sostenere le stoviglie per mettere
a riposare i prodotti


Ripiano per far riposare le vivande


Cucine del convento


Apertura che introduce alla cisterna circolare


Interno della cisterna da cui attingere l'acqua


Utensile in pietra per la spremitura
manuale delle olive


Cantina dove si trova il ripiano per
riporre le stoviglie


Butti in pietra con coperchio in legno, utilizzati per favorire la conservazione
dei cibi


Altare maggiore della Chiesa del
Monastero delle Orsoline


Volta a padiglione della chiesa del monastero

Grande interesse e suggestione rivestono anche le cantine, visitabili negli ambienti sotterranei del monastero.

All'interno del museo possono essere ammirate sia opere di fattura locale, che le opere della Collezione Pasquale Chiomenti e Donata Chiomenti Vassalli, offerta in dono al Comune dagli eredi Filippo Carlo Chiomenti in memoria dei propri genitori, e aperta alle visite a partire dal 2012.

Scala che scende alle cantine sotterranee

Cantine sotterranee del monastero

Prese d'aria nella parete delle cantine

NB. Le informazioni storiche riportate sono state estrapolate dalla pagina "Storia del Comune", nel portale "Comune di Calvi dell'Umbria. Provincia di Terni" in www.comune.calvidellumbria.tr.it.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Sant'Antonio Abate e al Monastero delle Orsoline sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Antonio Abate - Calvi dell'Umbria (TR)", nella pagina internet "I Luoghi del Silenzio", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sul Museo del Monastero delle Orsoline, sono state estrapolate dal testo "Il Museo del Monastero delle Orsoline", nel portale "Comune di Calvi dell'Umbria. Provincia di Terni" in www.comune.calvidellumbria.tr.it.

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