STORIA
Secondo la tradizione le origini del Comune di Calvi dell'Umbria sono da ricondurre alle conseguenze della distruzione dell'antica città romana di Ocria, e la successiva fuga delle popolazioni che vi abitavano, rifugiatisi sulle alture interne al confine tra i territori dell'Umbria e della Sabina.
Il toponimo latino di Calvi, ossia Carbium, deriverebbe dalle caratteristiche fisiche del luogo, che si presentava come brullo, privo di vegetazione. Durante l'età imperiale romana il centro storico ancora non esisteva. Di questo periodo resta testimoniata la presenza di ville rustiche abitate da patrizi, localizzate nelle campagne circostanti il paese. Sulla vetta del Monte San Pancrazio sono visibili i resti di un antico santuario di origine umbro - sabina, probabilmente dedicato a Marte, Dio della Guerra.
A partire dal VII secolo il territorio dell'odierna Calvi era compreso nella Sabina Longobarda governata dai Duchi di Spoleto. Nel X e XI secolo, a seguito della nascita della Civiltà dei Comuni, divenne comune autonomo, e venne assoggettato al governo dell'Abbazia di Farfa. Nei secoli XII e XIII è soggetto al dominio dello Stato della Chiesa, e sottomesso al controllo del vicino Comune di Narni.
Dalla fine del XVI secolo venne contesa tra il territorio umbro e il territorio sabino, facendo parte alternativamente dell'uno o dell'altro a seconda delle vicissitudini storiche. Questo stato di fatto ebbe termine nel 1827, anno in cui il comune venne definitivamente accorpato all'Umbria, dove risiede tutt'ora, assumendo l'odierno toponimo di Calvi dell'Umbria.
Nel 1798 il borgo divenne terreno di scontro tra le truppe francesi e quelle napoletane. Il centro storico, ben conservato, presenta rilevanti testimonianze della sua storia. Sorge su una rupe calcarea, alle pendici del Monte San Pancrazio, ad un'altitudine di 401 m.s.l.m..
MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE
Essendo conosciuto nel territorio come il "Paese dei Presepi", ogni anno, a partire dal 1982, artisti di street art italiani e stranieri, giungono ogni anno nel centro storico di Calvi al fine di abbellirlo con opere murarie sempre nuove, e restaurare quelle più datate e deteriorate.
Questa caratteristica peculiare rende Calvi dell'Umbria un museo a cielo aperto di Street Art, e lo include tra i centri storici medievali e le mete turistiche più originali dell'intera regione.
Oltre ai murales, alle porte urbiche e alle mura medievali, il paese può contare su splendide testimonianze storiche e opere d'arte, in alcuni casi anche molto particolari.
1) CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE
Di grande interesse, all'interno del centro storico calvese, è la visita alla Chiesa di Sant'Antonio Abate.
L'edificio fu realizzato tra il 1739 e il 1743 su progetto dell'Architetto Ferdinando Fuga, nell'ambito del progetto di ampliamento dell'annesso Monastero delle Orsoline. La Chiesa di Sant'Antonio Abate sorge accanto all'altro edificio religioso dedicato a Santa Brigida.
A causa della ricostruzione di quest'ultima, le due chiese affiancate risultarono di differente altezza, e per ovviare a questo inconveniente l'architetto progettò un'unica grande facciata comune ad entrambe, che si affaccia su Piazza Mazzini, articolata da paraste di ordine gigante, e coronato da un fastigo con timpano curvilineo.
Nonostante l'interno della chiesa si presenti al visitatore spoglio e disadorno, è arricchito dalla presenza del meraviglioso presepe monumentale.
Il presepe, vero e proprio capolavoro artistico, è stato realizzato in terracotta e composto da trenta personaggi, alcuni realizzati a grandezza naturale.
Per collocare correttamente il presepe, venne edificata una nuova abside, sul cui fondo venne dipinto un nuovo fondale.
Le statue in terracotta che compongono il presepe sono di altezze differenti, create in maniera tale da rispettare la prospettiva dell'osservatore. E' disposto su due piani, mentre i due angeli sono appesi al soffitto della chiesa.
L'opera venne realizzata nel 1545 dai fratelli abruzzesi Giacomo e Raffaele da Montereale, perciò chiamati "li pintori del presepio".
Nella rappresentazione sono visibili due differenti momenti della natività: in basso è collocata l'adorazione dei pastori, mentre in alto, sotto ai quattro angeli, il corteo dei Re Magi in viaggio verso Betlemme. Al centro del primo ripiano San Giuseppe e Maria sono stati rappresentati inginocchiati in adorazione del Bambino. La diffusione di tale iconografia della natività risale al XV secolo.
A sinistra è posto un suonatore di cornamusa, mentre sulla destra sono poste le statue di due contadine, una giovane nell'atto di offrire delle uova alla vecchia orba.
Infondo alla nicchia, dietro alla rappresentazione della Sacra Famiglia, sono riposti il bue, l'asino e cinque angeli, dei quali quattro rappresentati in piedi, mentre uno è inginocchiato.
Il secondo piano, come il primo, è diviso in due livelli: su quello inferiore sono le statue che rappresentano i Re Magi a cavallo che recano in mano i doni da portare a Gesù. Sulla destra del secondo ripiano, compare uno strano personaggio, rappresentato seduto, all'altezza dei Magi: ha una gamba ripiegata sull'altra e tiene il piede con le mani, forse nell'intento di togliersi una spina.
La tradizione popolare è concorde nel ritenere che rappresenti una figura maligna, dato che il volto è deformato da un ghigno e la sua espressione è diabolica.
E' probabile che un'altra figura analoga, andata perduta, fosse riposta sulla sinistra, dalla parte opposta rispetto alla figura diabolica presente, ove ora è posto un cavallo.
Rappresentazione di una figura maligna sulla destra
Sul gradone superiore è rappresentato il corteo regale, composto da sei figure, parte a cavallo e parte appiedate, a cui corrispondono sei cavalli, in parte interi, in parte murati per metà nella muratura absidale ove è rappresentato il paesaggio.
Dalla volta scendono quattro angeli sospesi, nell'atto di suonare una melodia con i propri strumenti musicali.
Gradone con sei figure, parte a cavallo e parte appiedate
In due piccole nicchie, poste ai lati della nicchia più grande contenente il presepe monumentale, sono poste le statue che rappresentano Sant'Antonio Abate e San Rocco, opera degli stessi fratelli abruzzesi, protettori contro la peste che raggiunse i territori umbro - sabini a seguito dei saccheggi portati dalle truppe imperiali dei Lanzichenecchi nel 1527.
Sulla parete destra della chiesa sono visibili alcuni affreschi. In prossimità dell'ingresso è presente l'affresco raffigurante i Santi Biagio e Apollonia, della fine del XV secolo, mentre gli affreschi nei pressi dell'abside, realizzati pochi anni dopo, rappresentano Sant'Antonio Abate e Santa Lucia.
Affresco con i Santi Apollonia e Biagio
2) MUSEO DEL MONASTERO DELLE ORSOLINE
PINACOTECA
Il Museo del Monastero delle Orsoline è situato all'interno del complesso monastico.
Il palazzo venne edificato nel 1606 dall'omonima famiglia di notai calvesi, oggi sede degli uffici amministrativi del Comune di Calvi dell'Umbria.
Una volta varcato il portale d'ingresso sovrastato dallo stemma della Famiglia Ferrini, accolgono il visitatore due ritratti dei principali esponenti della famiglia: il primo raffigura Demofonte Gioacchino Ferrini, vissuto alla metà del XVII secolo, l'altro, realizzato nel 1683, raffigura Francesco Demofonte Ferrini, ultimo erede della dinastia, alla cui morte avvenuta nel 1715, l'edificio monastico divenne proprietà del Comune di Calvi, che vi fondò un monastero, l'odierno Monastero delle Orsoline, come espressione delle volontà testamentarie lasciate in eredità da Demofonte Ferrini.
AMBIENTI DEL MONASTERO
Tra i vari ambienti, si trovano anche quelli che costituiscono il monastero, comprese le Cucine Storiche risalenti alla prima metà del XVIII secolo.
All'interno del museo possono essere ammirate sia opere di fattura locale, che le opere della Collezione Pasquale Chiomenti e Donata Chiomenti Vassalli, offerta in dono al Comune dagli eredi Filippo e Carlo Chiomenti in memoria dei propri genitori, e aperta alle visite a partire dal 2012.
Scala che scende alle cantine sotterranee
Cantine sotterranee del monastero
Prese d'aria nella parete delle cantine
NB. Le informazioni storiche riportate sono state estrapolate dalla pagina "Storia del Comune", nel portale "Comune di Calvi dell'Umbria. Provincia di Terni" in www.comune.calvidellumbria.tr.it.
NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Sant'Antonio Abate e al Monastero delle Orsoline sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Antonio Abate - Calvi dell'Umbria (TR)", nella pagina internet "I Luoghi del Silenzio", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni sul Museo del Monastero delle Orsoline, sono state estrapolate dal testo "Il Museo del Monastero delle Orsoline", nel portale "Comune di Calvi dell'Umbria. Provincia di Terni" in www.comune.calvidellumbria.tr.it.

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