giovedì 15 giugno 2023

STORIA DELL'AQUILA: LA CITTA' DISTRUTTA E RINATA TRE VOLTE

Situata a 721 m.s.l.m. all'interno della Conca Aquilana, dinanzi al Massiccio del Gran Sasso d'Italia e ai Monti della Laga, L'Aquila è una città speciale, piena di arte e cultura, distrutta da tre terremoti catastrofici, del 1461, 1703 e 2009, che è stata in grado di risorgere dalle sue stesse ceneri senza mai perdere del tutto lo spirito di forza e bellezza che la contraddistinguono sin dalla sua fondazione.

La storia del capoluogo abruzzese, ha inizio nel 1254, quando alcune delle terre settentrionali del Regno di Sicilia, si ribellarono all'autorità dei feudatari cui erano assoggettati. Avviata la ribellione, si trasferirono nella nuova zona di pianura, e vi fondarono una città.

I castelli che contribuirono alla fondazione furono novantanove, e ciascuno di loro acquisì la proprietà di una specifica area cittadina, affinché vi fossero edificate case private, una chiesa, e sulla piazza antistante l'edificio di culto, una fontana pubblica. Nacquero così i quartieri che ancora oggi costituiscono il centro storico cittadino: Santa Maria Paganica, Santa Giusta, San Pietro a Coppito e San Silvestro.

A questo periodo si fa risalire la nascita del più celebre monumento della città, la Fontana delle 99 Cannelle, opera dell'artista Magister Tangredus de Pentana de Valva. L'opera alluse ai novantanove castelli che, unificandosi fra loro, diedero vita alla città. Proprio nell'anno della sua fondazione, l'Aquila ottenne il riconoscimento ufficiale del Re di Sicilia Corrado IV.

La città costituì sin da subito un importante mercato per i paesi che si trovarono nelle vicinanze: in particolare il prodotto base dei commerci cittadini con i suoi vicini fu lo zafferano, tutt'ora prodotto a Navelli, paese medievale parte della Conca Aquilana. Le forniture di materie prime vennero assicurate alla città grazie alla transumanza, che nei mesi estivi portava i pastori a trasferire le proprie greggi da un posto all'altro a seconda delle migliori condizioni ambientali per pascolare.

Tali spostamenti avvenivano lungo percorsi che col tempo divennero vere e proprie "strade", lungo cui far pascolare i greggi. Il tratturo principale, conosciuto oggi con il nome di Tratturo Magno, ha inizio proprio dall'Aquila, dinanzi alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, per terminare a Foggia dopo aver percorso 244 km.

Le trattative per la successione al trono imperiale del Regno di Sicilia di Edmondo, figlio del Re d'Inghilterra Enrico III, trascinarono la città nel contesto delle lotte per il potere. Fu questo il motivo per cui nel luglio 1259 Re Manfredi la fece radere al suolo. Tre anni prima, il 23 dicembre 1256, Papa Alessandro IV, per riconoscere lo spirito di ribellione degli aquilani nei confronti dell'Imperatore, aveva elevato la Chiesa dei Santi Massimo e Giorgio al rango di Cattedrale.

La fama della città si diffuse al di là dei confini del Regno delle Due Sicilie, quando il 29 agosto 1294 il Cardinale Pietro del Morrone, venne eletto Pontefice con il nome di Celestino V.  Nel 1287 il futuro Papa, commissionò l'edificazione della nuova Basilica di Santa Maria da Collemaggio, principale chiesa romanica della città, e luogo annualmente della Perdonanza Celestiniana, indulgenza plenaria istituita proprio da Papa Celestino V, per tutti coloro che attraversano la Porta Santa della basilica.

Nel 1311 Re Roberto d'Angiò riconobbe agli aquilani privilegi nei commerci, con l'emissione di dazi nell'intento di proteggere il settore della pastorizia dalla concorrenza estera. Nella prima metà del Trecento iniziò per la città un periodo di crisi, complice la Peste Nera, che colpì l'Europa a partire dal 1348. Negli anni l'importanza della città crebbe a tal punto da essere scelta come quartiere generale di alcuni ordini francescani: tra questi l'ordine principale riconobbe come guida spirituale Bernardino da Siena che morì e fu sepolto all'Aquila nel 1444, e oggi riposa nella splendida basilica a lui consacrata.

La presenza dei Frati Osservanti in città diede inizio ad una fase d'importanti interventi urbanistici, legati alle iniziative dei Frati Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca. Venne costruita la Basilica di San Bernardino, ma a causa del nuovo terremoto del 1461 che ne fece crollare la struttura in costruzione, il corpo del Santo vi venne traslato solo nel 1472. La città subì gravi danni e i lavori di ristrutturazione iniziarono solo due anni dopo.

Nel 1456 Re Ferrante d'Aragona concesse alla città l'autorizzazione ad istituire lo Studium Generalis, ossia l'Università, oggi conosciuta come Università degli Studi dell'Aquila.

Il primo trentennio del XVI secolo si caratterizzò per la dominazione spagnola sulla città, che comportò l'inizio di un periodo di decadenza sia demografica, che produttiva ed economica, accentuatasi nel momento in cui Filippo d'Orange, nel 1529, per punire l'insubordinazione della città, infeudò le sue terre assegnandole ai suoi capitani. Nello stesso anno la cittadinanza venne costretta a proprie spese, a provvedere alla costruzione di una fortezza, l'odierno Forte Spagnolo, a seguito dell'abbattimento di molte chiese e abitazioni civili. Oggi all'interno è ospitato il Museo Nazionale d'Abruzzo (MuNdA).

Nel XVI secolo il Palazzo del Capitano, sede delle amministrazioni comunali, venne ampliato per ospitarvi la Regina Margherita d'Asburgo, morta nel 1587, oggi sede del Comune. Nel XVII secolo la città subì una nuova trasformazione urbanistica, mentre nel 1657 venne colpita dalla peste, che portò alla morte di 2294 abitanti. Di lì a poco dovette fare i conti con un nuovo evento funesto: il 2 febbraio 1703 si scatenò sulla città il terremoto più violento della sua storia. La città venne rasa al suolo, ma le esenzioni fiscali garantite dal Regno di Napoli, ne favorirono la completa ricostruzione.


Palazzo Margherita con la Torre Civica
sede delle amministrazioni comunali in
epoca medievale

Con la ricostruzione post terremoto, la città si dotò di un nuovo volto: poche furono le chiese che vennero ricostruite in stile romanico, tra le quali la Basilica di Santa Maria di Collemaggio e la Chiesa di San Silvestro, mentre la maggior parte di esse venne ricostruita nel nuovo stile barocco, con cui si presentano oggi ai visitatori.

Nel 1799 la città venne funestata dalle Campagne Napoleoniche, che lasciarono dietro di sé una scia di sangue e uccisioni in tutta Europa. Nel XIX secolo molti furono gli aquilani che presero parte al processo di unificazione nazionale. Con la nascita del Regno d'Italia la città perse la sua caratteristica di centro strategico di confine, trovandosi esclusa dal tracciato ferroviario che congiungeva il Mar Tirreno con l'Adriatico.

Il governo italiano edificò nuove strutture all'interno del centro storico, provvedendo alla sua definitiva trasformazione e modernizzazione. Ciò comportò la snaturalizzazione di molte aree di urbanistica tipicamente medievale, che fino a quel momento non erano state toccate, ma allo stesso tempo portò alla realizzazione degli splendidi palazzi in stile liberty ammirabili ai giorni nostri.

Fortunatamente l'Aquila, non trovandosi nelle vicinanze della Linea Gustav, non subì i danni riportati dai bombardamenti di altre città abruzzesi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma venne lo stesso devastata dal recente terremoto del 2009, che ha provocato la morte di 309 persone, di cui la città porta ancora le ferite, anche se è avviata verso un lento ma inarrestabile processo di ripresa e modernizzazione, in grado di proiettarla verso il futuro.

NB. Le informazioni storiche riportate sono state estrapolate dalla pagina "La storia", nel portale "Città dell'Aquila. Sito istituzionale del comune dell'Aquila", in www.comune.laquila.it.

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