lunedì 12 giugno 2023

GUBBIO: ITINERARIO STORICO - ARTISTICO

Il centro storico di Gubbio (PG) si sviluppa in un paesaggio molto particolare, data la sua edificazione sulle pendici del Monte Ingino: al livello inferiore, in pianura, si trovano i significativi resti archeologici del Teatro Romano, mentre occorre prendere la funivia per raggiungere la Basilica di Sant'Ubaldo, patrono della cittadina, dove sono conservati i famosi ceri.

Un buon itinerario di visita può essere effettuato in dieci tappe principali, lasciando la macchina al Parcheggio del Seminario, da cui si potranno visitare i principali monumenti seguendo un percorso lineare non molto impegnativo.

1) CHIESA DI SAN DOMENICO

Trovandosi il parcheggio proprio dietro l'abside della Chiesa di San Domenico, l'attrazione può essere considerata una buona opzione per l'avvio dell'itinerario alla scoperta della città.

La chiesa, risalente all'XI secolo, venne inizialmente dedicata a San Martino, per poi essere concessa ai Frati Domenicani a partire dal XIII secolo.


Facciata incompiuta della Chiesa di
San Domenico

INTERNO

Nel 1339 l'edificio venne ampliato, e ancora una volta ingrandito verso la metà del XV secolo, con l'edificazione del presbiterio. L'interno, riedificato nel XVIII secolo, contiene due cappelle affrescate: sulla cappella di destra sono raffigurate le Storie di San Pietro Martire, opera di artisti della bottega di Ottaviano Nelli (XIV - XV secolo), mentre nella cappella di sinistra è affrescata l'Incoronazione della Vergine, risalente al tardo Trecento.


Interno a tre navate della Chiesa
di San Domenico

La Cappella dei Lombardi, quarta cappella che si apre sulla parete sinistra, contiene affreschi cinquecenteschi; la quinta cappella a sinistra contiene una tavola attribuita al pittore Jacopo Bedi, raffigurante San Vincenzo Ferrer; nella sesta cappella a sinistra si nota la tavola del 1612, raffigurante la Maddalena di Giovanni Baglioni e la tela raffigurante i Tre Regni di Felice Damiani del 1603 localizzata nel transetto sinistro. Nella settima cappella di destra è posta la tela della Comunione degli Apostoli, attribuita a Giuliano Presutti. Da non perdere il bellissimo coro ligneo della chiesa, in parte intarsiato e in parte dorato, realizzato nel XVI secolo da Pierangelo di Antonio.


Affreschi del XVI secolo
nella Cappella dei Lombardi


Coro ligneo del XVI secolo attribuito
a Pierangelo Di Antonio


Stalli del coro ligneo decorati
a intarsio


Splendido leggio del coro poggiante
su base decorata a intarsio

2) CHIESA DI SANTA MARIA DEI LAICI

Dalla Chiesa di San Domenico, seguendo Via Cavour e poi girando a sinistra, si raggiunge Piazza dei Quaranta Martiri, e sulla sinistra s'incontra un edificio di culto oggi trasformato in un museo e ben tenuto, la Chiesa di Santa Maria dei Laici.

L'edificio, oggi sconsacrato e accessibile a pagamento, è poco visitato dai turisti. Può pertanto essere considerato, a tutti gli effetti, una gemma nascosta della città. Non fatevi scoraggiare dalla presenza di un biglietto d'ingresso necessario per la visita.

L'interno, più volte rimaneggiato nel corso della sua storia, contiene opere d'arte di grande interesse. Notevoli sono le tele dipinte dell'Annunciazione di Federico Barocci, terminata dall'allievo Ventura Mazza, o gli splendidi affreschi della volta sovrastante l'altare maggiore, eseguiti dal pittore eugubino Francesco Allegrini nel XVIII secolo.


Interno barocco della Chiesa di Santa
Maria dei Laici


Tela raffigurante l'Annunciazione
attribuita a Federico Barocci


Volta lunettata al di sopra dell'altare maggiore,
affrescata da Francesco Allegrini nel XVIII secolo


Resti di pavimentazione di epoca romana
rinvenuti nella chiesa

Nel livello sottostante la chiesa si apre la cripta, ove rimangono affreschi del Quattrocento, realizzati da un anonimo allievo del pittore Ottaviano Nelli, in parte trasportati nel Museo Diocesano, raffiguranti le Storie della Passione.


Cripta della Chiesa di Santa Maria
dei Laici


Affresco superstite conservato nella cripta raffigurante la
Crocifissione, appartenente al ciclo Storie della Passione (Museo Diocesano)
eseguito da un allievo di Ottaviano Nelli

3) CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

Dalla parte opposta del piazzale rispetto alla Chiesa di Santa Maria dei Laici, si trova quella che è doveroso considerare come uno dei luoghi di culto più belli della città: la Chiesa di San Francesco d'Assisi, che a Gubbio è legato per aver compiuto il Miracolo dell'Ammansimento del Lupo che stava terrorizzando la città. Nella piazza antistante la chiesa, è posizionato un monumento commemorativo in onore di San Francesco nell'atto di ammansire il lupo.

La costruzione dell'edificio di culto ebbe inizio nel 1256, per essere ultimata negli anni successivi al 1291. Il campanile di forma ottagonale, venne edificato nel XV secolo.

INTERNO

L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate, e venne trasformato nel XVIII secolo, quando la chiesa assunse le sembianze di una sala voltata. Notevoli sono le opere d'arte conservate all'interno: tra queste particolare rilevanza assumono gli splendidi affreschi delle absidi.


Interno in stile gotico a tre navate della
Chiesa di San Francesco d'Assisi

Nell'abside di sinistra sono presenti affreschi raffiguranti le Storie Mariane, eseguiti da Ottaviano Nelli tra il 1410 e il 1415. Nell'abside centrale sono affrescati il Cristo benedicente e Quattro Santi, eseguito da un anonimo pittore umbro nel XIII secolo, cui sono attribuite anche le due scene affrescate nella parete alta dell'abside destra, raffiguranti La Rinuncia di San Francesco agli Averi e il Sogno del Laterano Cadente.


Affreschi dell'abside di sinistra raffiguranti
le Storie Mariane di Ottaviano Nelli (1410 - 1415)


Altra visuale degli affreschi delle
Storie Mariane di Ottaviano Nelli (1410 - 1415)


Volta dell'abside di sinistra con gli affreschi
delle Storie Mariane

Nella parte inferiore della stessa abside, si apre la Cappella Sforzolini, contenente affreschi raffiguranti Sei Santi, Cristo Benedicente e gli Evangelisti, opera di un pittore anonimo umbro del primo Trecento, conosciuto con l'appellativo di "Maestro Espressionista di Santa Chiara". A fianco sono visibili i resti di un'abitazione, identificata con quella degli Spadalonga, famiglia eugubina che diede ospitalità a San Francesco durante la sua permanenza a Gubbio.


Affreschi della Cappella Sforzolini raffiguranti
Sei Santi, Cristo benedicente e gli Evangelisti del XV secolo
eseguiti dal Maestro Espressionista di Santa Chiara

Nel primo altare a destra è localizzata la pala raffigurante l'Immacolata Concezione di Antonio Gherardi da Rieti. Nell'attiguo convento possono essere visitati i chiostri, il refettorio e la sala capitolare contenente interessanti resti di affreschi. La raccolta d'arte francescana ospitata nel convento è ricca di opere d'arte.

4) CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Proseguendo dritti e girando poi a destra su Via Conce, ci si ritrova dinanzi alla Chiesa di San Giovanni Battista.

La prima menzione si fa risalire ad un documento del XII secolo. Alla primitiva chiesa nel XIII secolo, si sostituì un edificio a navata unica con quattro archi trasversali a sorreggere gli spioventi della copertura. Nei secoli successivi, la chiesa venne presa a modello per l'edificazione dei successivi edifici di culto.

La facciata è affiancata sulla destra da un poderoso campanile di forma quadrangolare. L'interno venne riportato all'attuale stile gotico nel 1865. Tra le opere presenti nella chiesa, degne di nota sono: la tela raffigurante Santa Barbara e Santa Lucia, realizzata dal pittore Benedetto Nucci, posizionata nel primo altare a sinistra della navata unica; la tela su cui è raffigurata la Vocazione di San Pietro realizzata da Giovanni M. Baldassini nel 1573, posta al di sopra del secondo altare della parete destra.

La Cappella del Battistero presenta dipinti murali realizzati dal pittore eugubino Annibale Beni nel biennio 1828 - 29. Sulle pareti della chiesa sono visibili resti di affreschi.

5) PALAZZO DEI CONSOLI

Proseguendo in salita lungo Via Beni e girando a sinistra si raggiunge il Palazzo dei Consoli, monumento più rappresentativo di Gubbio, che ne caratterizza l'inconfondibile profilo. E' conosciuto in particolare, per conservare le meravigliose Tavole Eugubine.

Il palazzo nacque nel XIV secolo, come il luogo in cui far risiedere le istituzioni governative del libero comune. Il palazzo venne realizzato in stile gotico, caratterizzato dallo slanciato campanile e da una particolare scalinata a ventaglio che consente di raggiungere l'ingresso del palazzo.


Facciata del Palazzo dei Consoli che si
apre su Piazza Grande


Loggia superiore del Palazzo dei Consoli

INTERNO

L'interno del palazzo, ospita sin dal 1909 le collezioni del Museo Civico di Gubbio. Il percorso di visita del museo, è organizzato su più piani, secondo una fase temporale, che ha inizio dalla Preistoria per giungere infine al XX secolo.

La principale testimonianza storica osservabile tra le collezioni del museo, sono le famose Tavole Eugubine: consistono in sette lastre di bronzo su cui è inciso quello che è stato riconosciuto come il più importante testo scritto nella lingua degli antichi Umbri. Costituisce inoltre la più estesa descrizione di riti religiosi, di cui l'Occidente abbia mai disposto.


Tavole Eugubine


Mappa che mostra il territorio degli
Antichi Umbri

Si passa poi alla raccolta numismatica, che propone sculture in bronzo di epoca romana e italica, oltre a monete ducali e papali, queste ultime coniate direttamente dalla zecca di Gubbio. Nella loggetta del palazzo è allestita la raccolta di ceramica. Tra le opere qui esposte sono ricomprese sia le ceramiche arcaiche, che altre risalenti a varie epoche storiche, fino al XIX secolo.

Le sale del Piano Nobile ospitano la Pinacoteca Civica, su cui sono esposti dipinti su tavola e tela, risalenti ad un periodo compreso tra il Duecento e l'Ottocento. Di particolare interesse sono la collezione risorgimentale e la collezione tibetana.

6) PALAZZO DUCALE

Risalendo dal Palazzo dei Consoli verso il Duomo, si giunge a uno dei principali monumenti storici eugubini, il Palazzo Ducale.

Localizzato esattamente dinanzi al Duomo della città, è il risultato dell'ingrandimento di un gruppo di preesistenti edifici medievali. Venne edificato nel 1476, agli inizi dell'età rinascimentale, su commissione del Duca di Urbino e di Gubbio Federico Da Montefeltro, come sede ausiliaria rispetto alla residenza urbinate.

L'edificazione del palazzo seguì i dettami della progettazione eseguita dall'Architetto Francesco di Giorgio Martini da Siena. I lavori vennero terminati sotto il governo del Duca Guidobaldo da Montefeltro.

INTERNO

All'interno del palazzo si trova uno splendido cortile d'onore, che corrisponde all'area precedentemente occupata dall'antica Piazza del Municipio. In basso, su tre lati, corrono le sottili arcate del portico sostenute da colonne e pilastri agli angoli. Il piano superiore è ornato da eleganti finestre architravate suddivise da lesene.


Cortile d'onore del Palazzo Ducale

Il punto focale della visita al Palazzo Ducale di Gubbio è il magnifico Studiolo del Duca Federico da Montefeltro. Lo Studiolo presenta uno splendido mobilio intarsiato, che tuttavia non è originale, in quanto la struttura originaria è oggi esposta, insieme ad altre opere di matrice italiana, al Metropolitan Museum di New York.


Fedele copia dello Studiolo intarsiato del
Duca Federico Da Montefeltro (l'originale è al Metropolitan
Museum di New York)

Nei sotterranei del Palazzo Ducale sono stati rinvenuti resti archeologici romani, e le strutture riferibili ad una fonte di approvvigionamento risalente al XIII secolo, denominata Fonte dell'Arrengo.
L'esistenza della fonte è documentata a partire dal 1375, e venne demolita nel XV secolo, per volere dello stesso Duca di Urbino Federico Da Montefeltro.
Da quel momento in avanti della fonte se ne perse traccia, fino ad oggi, quando solamente a partire dal 2019 gli speleologi hanno allestito un piccolo antiquarium, in cui sono stati resi visitabili ai turisti i resti rinvenuti.


Teca contenente i rinvenimenti archeologici
nei sotterranei di Palazzo Ducale


Vari pezzi che appartenevano all'antica
Fonte dell'Arrengo


Elemento principale appartenuto alla
Fonte dell'Arrengo da cui proveniva il getto d'acqua


Ricostruzione illustrata in pianta e in prospetto
della Fonte dell'Arrengo


Resti romani presenti nei sotterranei del Palazzo Ducale


Sotterranei del Palazzo Ducale

7) CATTEDRALE DEI SANTI MARIANO E GIACOMO (DUOMO DI GUBBIO)

In posizione frontale rispetto alla monumentale facciata del Palazzo Ducale, sorge la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, anche nota come Duomo di Gubbio. L'aspetto attuale della Cattedrale, edificata in stile romanico, risale al XIII/XIV secolo.

Nella facciata, al di sopra del portale, si apre un rosone circolare con intorno bassorilievi scolpiti che rappresentano i simboli degli evangelisti e l'Agnus Dei.


Facciata del Duomo di Gubbio

INTERNO

L'interno della chiesa, a navata singola, si presenta senza transetto e chiusa da una copertura costituita da archi ogivali a sostegno del tetto. L'aspetto con cui si presenta oggi l'interno, è frutto dei restauri apportati alla struttura all'inizio del XX secolo.


Interno gotico a navata unica

La chiesa è ricca di dipinti eseguiti da artisti del XVI secolo, sia eugubini che non, tra i quali si possono ricordare Sinibaldo Ibi, Giuliano Presutti e Dono Doni. L'opera d'arte più significativa presente nel Duomo è la Cappella che si apre al centro della parete destra, contenente affreschi eseguiti dal pittore Allegrini, e una tela raffigurante La Nascita della Vergine, opera del pittore Gherardi.


Cappella barocca con affreschi del pittore
Allegrini

Sulla sinistra dell'altare maggiore è collocata la Cattedra Vescovile, decorata a finto intarsio dall'artista Benedetto Nucci. Rilevante opera d'arte è il coro posto nell'area retrostante la Cattedra Vescovile, realizzato intorno alla metà del XVI secolo.


Presbiterio e abside del duomo


Copertura del presbiterio voltata a botte 

Al di sotto dell'altare maggiore è posto un sarcofago romano, contenente le reliquie dei Santi Giacomo e Mariano, titolari della Cattedrale di Gubbio. Nelle pareti della Cattedrale, si possono scorgere resti di affreschi risalenti al XIV e XV secolo.

8) PALAZZO DEL BARGELLO

Dopo aver visitato la Cattedrale, si percorre Via Cattedrale. Girando poi a sinistra in Via Remosetti, si fa ritorno in Via dei Consoli, per ritrovarsi esattamente nel cuore del centro storico eugubino.

A metà strada della salita che conduce alla Piazza Grande e al Palazzo dei Consoli, ci s'imbatte nella facciata del Palazzo del Bargello, affacciata sulla piazzetta antistante abbellita dalla presenza della Fontana dei Matti.

Il palazzo, edificato nei primi anni del Trecento, venne costruito in stile gotico.


Facciata del Palazzo del Bargello rivolta verso
la Fontana dei Matti


Altra facciata del Palazzo del Bargello

Al suo interno ospita l'Esposizione Permanente della Balestra, con lo scopo di celebrare la tradizione cittadina del Palio della Balestra, evento folkloristico che si tiene l'ultima domenica di Maggio di ogni anno.

Il museo del palazzo è composto da varie sale, che espongono due differenti modelli di balestra, "da postazione" o manesca. Sono inoltre ospitati splendidi costumi d'epoca, riproduzione fedele di modelli storici. 

9) TEATRO ROMANO E ANTIQUARIUM

Al di fuori del centro storico eugubino si trovano importantissime testimonianze storiche e archeologiche, che non dovrebbero essere sottovalutate o saltate nell'organizzazione di un tour culturale di Gubbio. Tali testimonianze sono in particolare il Teatro Romano con annesso Antiquarium e la Basilica di Sant'Ubaldo.

Il percorso di visite bonus ai tesori della città può avere inizio dal Teatro Romano con annesso Antiquarium, splendida testimonianza del periodo imperiale.


Interno del Teatro Romano al tramonto


Visione d'insieme sul Teatro Romano nello
stesso istante

Nella raccolta di antiquariato romano, possono essere ammirati resti di domus, tra le quali la più significativa è quella del "banchetto", ritrovata intorno al 1970. La casa, orientata in senso nord - sud, fu costruita utilizzando la tecnica edilizia dell'opus vittatum. I cinque ambienti che si succedono sono caratterizzati da una decorazione pavimentale in opus signinum e a mosaico, risalente alla fine del I secolo d.C.. 1) Il primo ambiente a pianta rettangolare, presenta un pavimento a mosaico decorato con tessere bianche e nere che rappresentano forme geometriche, in particolare esagoni con tessere nere su campo bianco2) il secondo ambiente, di forma rettangolare, presenta un pavimento in opus signinum rosso. Decorato con crocette e singole tessere, posizionate in modo tale da comporre due fasce concentriche con scala di meandri e quadrati inseriti con tessera al centro e all'interno un ottagono nel quale sono inseriti un quadrato, un cerchio e una stella a sette punte.

3) Il terzo ambiente presenta un mosaico in opus signinum, delimitato da tre file di tessere bianche e decorato con ampia fascia a quadrati e meandri e riquadro centrale con rosetta a petali sia doppi che semplici; 4) Il quarto ambiente conserva un lacerto di mosaico bianco e nero, ornato da una rete di rombi e quadrati. 5) Infine il quinto ambiente presenta un mosaico figurato, inserito in sostituzione di uno precedente, di cui si conserva la cornice bianca.


Quarto ambiente dell'Antiquarium raffigurante un
pavimento a mosaico con tessere bianche e nere,
disposte in una rete di rombi e quadrati

10) BASILICA DI SANT'UBALDO

La Basilica di Sant'Ubaldo, dedicata al Santo Patrono della cittadina, ricordato in occasione della ricorrenza della celeberrima Corsa dei Ceri, si trova sospesa sulle pendici del Monte Ingino, ed è raggiungibile proseguendo il percorso in salita che raggiunge dapprima il Palazzo Ducale e il Duomo, per poi proseguire e raggiungere il suddetto edificio di culto, o utilizzando la funivia con cestelli.

L'edificio religioso, documentato nel XIII secolo, venne restaurato nella prima metà del Cinquecento. Nello stesso periodo ebbe inizio l'edificazione del Convento, che venne affidato ai Canonici Regolari Lateranensi.

Ai Canonici subentrarono nel 1786 i Padri Passionisti e nel 1816 i Frati Minori. L'esterno del complesso, ad eccezione del portale d'ingresso, è privo di elementi ornamentali. Il chiostro del convento, oggi privo degli affreschi che un tempo lo decoravano, rimane comunque un luogo di grande suggestione.

INTERNO

L'interno, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, presenta cinque navate, e nella sagrestia della basilica sono conservate le strutture lignee dei celeberrimi Ceri di Gubbio. Al termine della navata principale della chiesa è posto l'altare maggiore, al di sopra del quale si trova l'urna neogotica contenente il corpo incorrotto del Patrono eugubino Sant'Ubaldo, deceduto nel 1160.

Oltre alla teca ove è riposto il corpo del Santo, particolare attenzione meritano alcuni dipinti presenti nella basilica, tra i quali il Battesimo di Cristo di Felice Damiani, La Trasfigurazione e Santi di Giovanni M. Baldassini del 1585, la Madonna con Bambino tra i Santi Ubaldo e Giovanni Battista realizzato da Salvi Savini nel 1610 e infine la tela raffigurante Sant'Orsola, realizzata dal pittore Allegrini.

Le vetrate della basilica, realizzate nel 1922, raffigurano le Storie della Vita di Sant'Ubaldo.

NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate nella sezione "Gubbio Turismo" dal portale "Comune di Gubbio. Sito Istituzionale", in www.comune.gubbio.pg.it.

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