Gubbio, comune umbro in Provincia di Perugia, rappresenta per storia e arte, una delle principali mete turistiche della Regione Umbria, nonché tra le città che godono di maggiore considerazione nazionale.
La città è per la sua storia e le sue tradizioni, in particolare per la celeberrima Festa dei Ceri, con i tre ceri rappresentati anche nella bandiera della Regione Umbria; per essere la città del Natale, ove l'8 dicembre di ogni anno viene acceso l'Albero di Natale più grande del mondo, composto da luminarie che s'inerpicano sulle pendici del Monte Ingino, fino a raggiungere la Basilica di Sant'Ubaldo; e infine per essere la città che più di tutte conserva l'identità del popolo umbro, in particolare le famosa Tavole Eugubine (risalenti al III - I secolo a.C.), preziose testimonianze della scrittura degli antichi Umbri, popolazione preromana.
Centro storico di Gubbio con l'albero di Natale
La città si alleò con l'Urbe (Roma) sin dal III secolo a.C., e venne ben presto elevata a rango di municipium. A seguito della conquista romana, la città accrebbe la sua importanza, fino a divenire un fiorente centro economico con l'inizio dell'età imperiale, come testimoniato dai rinvenimenti archeologici di età imperiale, tra i quali il teatro romano oggi visitabile e ben mantenuto. Con il crollo dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, Gubbio venne distrutta durante la Guerra Greco-Gotica. In seguito fece parte dell'Impero Bizantino, sottraendosi al controllo imperiale a seguito della conquista longobarda dell'VIII secolo.
Nell'XI secolo la città di Gubbio di costituì in Libero Comune. Gli Imperatori Federico I Barbarossa ed Enrico IV riconobbero alla città ampia autonomia governativa e giurisdizionale. Tale autonomia comportò l'insorgenza di duri scontri con la vicina città guelfa di Perugia. Nel 1217 soldati perugini invasero Gubbio e la sconfissero, costringendola a rinunciare alle sue ambizioni di espansione nel contado.
Nel 1262 il governo della città passò alla fazione guelfa, evento che coincise con l'inizio di un periodo di stabilità, pace e prosperità. Durante tale periodo, l'unica azione di guerra significativa, venne mossa dalla fazione ghibellina nel 1300, comunque senza significative conseguenze. Nel XV secolo la città medievale di Gubbio vide aumentare il proprio numero di abitanti, si svilupparono le arti e vennero innalzate mura e nuovi, imponenti palazzi.
Questo impetuoso sviluppo conosciuto dalla città subì una battuta d'arresto nel 1350, anno in cui si ebbe la fine dell'autonomia comunale, e l'ascesa al potere della Signoria dei Gabrielli, il cui primo esponente fu Giovanni Gabrielli, che divenne Signore della città. I Signori di Gubbio, d'ispirazione ghibellina, vennero presto sconfitti, ed estromessi dalla scena pubblica nel 1354, quando la città conquistata dal Cardinale Egidio Albornoz, tornò sotto il controllo dello Stato della Chiesa.
Nel 1376 la popolazione si ribellò alla dominazione pontificia, riuscendo nell'intento di riportare al potere la Famiglia Gabrielli, nella figura del Vescovo Gabriele Gabrielli. A questo nuovo dominio seguì un periodo di lotte intestine, che contrapposero le ricche famiglie feudatarie della città, tra le quali ebbero la meglio i Montefeltro, già Duchi di Urbino, che s'impadronirono di Gubbio nel 1384.
I Montefeltro mantennero il potere sulla città fino al 1508, quando a questi succedettero i Della Rovere nel 1631. Durante la dominazione delle due Signorie a Gubbio fiorirono le arti, in particolare con il governo dei Duchi Guidantonio e Federico Da Montefeltro. A quest'ultimo si deve la realizzazione dello splendido Palazzo Ducale.
In seguito Gubbio venne sottoposto al controllo dello Stato della Chiesa, che mantenne il governo fino all'Unità d'Italia nel 1861, salvo la parentesi napoleonica che durò fino al 1814. Con il compimento del processo di unificazione della penisola nel 1860, Gubbio entrò a far parte del Regno d'Italia e venne aggregata alla Regione Umbria.
NB. Le informazioni storiche riportate sono state estrapolate dalla pagina "Cenni Storici", nel Sito Istituzionale del "Comune di Gubbio", nel sito www.comune.gubbio.pg.it.

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