Ricca di tesori artistici e architettonici, l'Aquila è una città in grado di sorprendere il turista, grazie alla grande quantità di monumenti che caratterizzano il centro storico.
Nel suo patrimonio, la città vanta la presenza di un grande numero di chiese, palazzi, fontane, oltre a preservare ancora intatte, nonostante i vari terremoti susseguitisi, le splendide mura medievali, sulle quali si aprono le porte che introducono al centro storico.
Disponendo di una grande quantità di monumenti di carattere sia civico che religioso, l'itinerario qui descritto affronterà solo un'esigua parte dei monumenti cittadini, in particolare quelli ristrutturati e resi visitabili.
Esterno Cattedrale dei Santi
Massimo e Giorgio
1) BASILICA DI SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO
L'itinerario alla scoperta della città ha inizio con la visita a quello che forse è il monumento più conosciuto della città: la Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Nota per essere il luogo di sepoltura di Papa Celestino V, e per essere il luogo dove si celebra annualmente il rito della Perdonanza Celestiniana, e per possedere l'unica Porta Santa giubilare al di fuori della Capitale, la basilica presenta una facciata edificata con l'impiego di Marmo di Genzano di Sassa.
La facciata è ornata da uno splendido rosone centrale, e da due rosoni di ridotte dimensioni posti a destra e sinistra del principale. La facciata rimase indenne al terremoto del 2009, ma non vennero risparmiati il transetto e l'abside, che crollarono completamente.
Facciata Basilica di Santa Maria di Collemaggio
Venne edificata al di fuori delle mura cittadine per espressa volontà del Cardinale Pietro Da Morrone, futuro Papa Celestino V, nel 1288. Costituisce inoltre il punto di partenza del Tratturo Magno della transumanza, L'Aquila - Foggia. Sul lato sinistro della chiesa si apre la Porta Santa, aperta una volta l'anno, in occasione del rito della Perdonanza Celestiniana, la sera del 28 agosto, e chiusa ventiquattr'ore dopo, la sera del 29. I credenti che l'attraversano hanno riconosciuta l'indulgenza plenaria dai propri peccati.
Lo splendido portale romanico della
Basilica di Santa Maria di Collemaggio
INTERNO
L'interno della basilica di presenta in stile romanico, suddiviso in tre navate. Le pareti dell'edificio sono ornate da affreschi databili al Trecento e Quattrocento.
Interno a tre navate della Basilica
di Santa Maria di Collemaggio
Al lato dell'altare un prezioso tempietto in marmo costituisce il Mausoleo di Papa Celestino V, ove è conservato il corpo imbalsamato, con una maschera funebre di cera posta sul viso. Le spoglie del Pontefice sono state più volte trafugate nel corso della storia, in particolare negli anni 1528, 1799 e 1998.
Molto bello il pavimento della basilica, ornato da marmi bianchi e rosa a giochi geometrici variabili.
Mausoleo di Papa Celestino V
Volta decorata della cappella che
ospita il Mausoleo di Celestino V
Corpo imbalsamato di Papa
Celestino V
2) CHIESA DI SANTA MARIA DEL SUFFRAGIO (O DELLE ANIME SANTE)
Percorrendo a ritroso Viale Collemaggio con un'autovettura, si torna sulla Strada Statale 17. A questo punto, girando a destra si lascia la statale per entrare nel vero e proprio centro storico della città, oltrepassando le mura medievali.
Trovando parcheggio nelle vicinanze, è possibile incamminarsi a piedi all'interno del centro storico, procedendo passo - passo, in modo tale da poterlo scoprire lentamente e rendere più autentica l'esperienza di visita alla città.
Raggiunta Piazza Duomo, centro della vita civile e religiosa della città, si ergono maestose dinanzi a noi due delle strutture religiose principali della città: la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, purtroppo ancora non visitabile in quanto i lavori di ricostruzione avranno inizio nel 2023, e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, conosciuta anche con l'appellativo di "Chiesa delle Anime Sante", in quanto la sua costruzione fu voluta in memoria delle vittime del terremoto del 1703, e da quel momento in poi divenne il simbolo della memoria delle vittime degli eventi sismici che hanno colpito la città, compreso quello del 2009.
ESTERNO
La chiesa, progettata dall'Architetto Carlo Buratti, venne successivamente arricchita della bella facciata, eseguita su progetto dell'Architetto Gianfranco Leonporri, e costruita dall'artista marmoraro Antonio Bucci di Pescocostanzo.
La chiesa venne definitivamente completata nel corso del XIX secolo, a seguito della costruzione della splendida cupola, progettata dall'artista Giuseppe Valadier.
Esterno della Chiesa di Santa
Maria del Suffragio
INTERNO
L'interno della chiesa si presenta in uno splendido stile barocco.
Notevoli sono le decorazioni e gli stucchi che possono essere ammirati, ma ciò che affascina il turista è sicuramente la cupola, composta internamente da uno splendido rivestimento in muratura a cassettoni.
Proprio la cupola, crollata a seguito del sisma del 2009, costituisce il più esemplare successo dell'opera di ricostruzione del centro storico, tornato esattamente al suo posto, con le sue forme originarie.
La ricostruzione è stata possibile dalla collaborazione tra i governi italiano e francese, che ha riguardato tutte le fasi dell'intervento ricostruttivo, dalla progettazione alle scelte di conservazione.
Interno barocco della Chiesa di
Santa Maria del Suffragio
Cappella barocca della chiesa
in cui è stato allestito un presepe per Natale
Cupola ricostruita della Chiesa di
Santa Maria del Suffragio
3) FONTANE VECCHIE DI PIAZZA DUOMO
Al centro di Piazza Duomo sono riposte le due Fontane Vecchie, poste alle estremità dei due lati corti della piazza. Le vasche delle fontane vennero realizzate nel 1300, con la funzione di rifornire di acqua il mercato.
Negli anni Trenta del XX secolo, le fontane vennero arricchite ad opera dello scultore italiano Nicola D'Antino, tramite la costruzione di due figure maschili in bronzo.
4) ORATORIO DI SAN GIUSEPPE DE' MINIMI
Superando la Cattedrale sulla destra, si giunge dinanzi all'Oratorio di San Giuseppe dei Minimi.
L'edificio religioso, fino alla metà del Settecento di proprietà della Confraternita del Suffragio, è stata progettata dall'Architetto Giovan Francesco Lemporra, che si cimentò anche nella costruzione della Chiesa di Santa Maria del Suffragio.
Nel 1930, ad opera dell'intervento voluto da Alberto Riccoboni, si provvide alla rimozione delle strutture barocche della facciata, riportando la struttura all'originaria facciata con muratura a vista, in continuità con la chiesa retrostante di San Biagio. Riccoboni progettò la finestra circolare, che si nota in facciata al di sopra del portale trecentesco.
La realizzazione della chiesa terminò nel 1649, ma i lavori proseguirono fino al 1701. Con il terremoto del 1703, i due altari prima presenti nella chiesa vennero traslati all'interno di Santa Maria del Suffragio. Nel 1770 fu venduto alla Confraternita di San Giuseppe dei Minimi.
5) BASILICA DI SAN GIUSEPPE ARTIGIANO
Proprio dietro l'Oratorio di San Giuseppe dei Minimi, dalla parte opposta del fabbricato passando per le vie interne, oppure tornando in Piazza Duomo e risalendo per Via Sassa, si giunge in Piazza San Biagio, ove fa bella mostra di sé la facciata della Basilica di San Giuseppe Artigiano.
La basilica è collocata nel cuore del quarto di San Pietro, in una zona originatasi nel Duecento, e rimasta inalterata fino ad oggi.
Dopo un lungo periodo di abbandono, la basilica venne utilizzata come dormitorio dai soldati arruolati nella Prima Guerra Mondiale, mentre nella seconda metà del XX secolo, venne sconsacrata e utilizzata per mostre e mercati.
INTERNO
L'interno della basilica ha tre navate, ciascuna terminante con un proprio abside, e attraversata da un breve transetto non sporgente.
La copertura delle navate laterali è costituita da cupolette in mattoni pieni, mentre le absidi laterali sono coperte da volte a botte. La navata centrale presenta una volta a botte lunettata in camorcanna, che si trasforma in una cupola ribassata all'incrocio tra navata e transetto, prima di riprendere al di sopra del presbiterio, e terminare nella copertura absidale.
Tra le opere d'arte conservate nella basilica, di grande rilievo è la stele funeraria in stile gotico, di Ludovico Camponeschi, che nel XV secolo convinse gli abitanti a ricostruire la città devastata dal sisma.
Interno della Basilica di San Giuseppe Artigiano
Volta affrescata della basilica
Scultura all'interno della basilica
Monumento funerario di
Ludovico Camponeschi
6) BASILICA DI SAN BERNARDINO DA SIENA
Attraversando Piazza Duomo si giunge in Corso Vittorio Emanuele, viale principale del centro storico aquilano.
Girando a sinistra e percorrendo un po' di metri, si giunge al punto dove il corso incontra un incrocio, in cui sulla sinistra si apre Corso Principe Umberto, mentre sulla destra si percorre Via San Bernardino.
Girando a destra e percorrendo Via San Bernardino si giungerà dinanzi alla facciata della Basilica di San Bernardino, dando le spalle alla splendida scalinata che fa da accesso monumentale al luogo di culto.
ESTERNO
La Basilica di San Bernardino si presenta ai visitatori in posizione sopraelevata, in cima ad una ripida scalinata. La splendida facciata in stile rinascimentale, venne realizzata da Cola dell'Amatrice nel 1525, architetto e pittore che operò in tutta l'Italia centrale.
La facciata è di forma squadrata, e divisa in tre parti da lesene verticali, ornate da finestre rotonde che richiamano i rosoni. Presenta poi rosoni di marmo scolpiti in bassorilievo, e un finestrone centrale dal quale filtra la luce in grado di illuminare lo spazio interno.
Facciata della Basilica di San Bernardino da Siena
di Cola dell'Amatrice
Ingresso ornato di stucchi barocchi
della basilica
INTERNO
L'interno della basilica è di grandi dimensioni, in grado di impressionare i visitatori, indifferentemente se siano credenti o non credenti.
Incamminandosi lungo la navata centrale, ci s'imbatte sulla sinistra nello splendido Mausoleo di San Bernardino, opera d'arte in stile barocco, realizzata nel Quattrocento dallo scultore Silvestro dell'Aquila. Seriamente danneggiata a causa del terremoto del 2009, la basilica ha riaperto i battenti ai visitatori nel 2015.
L'impeccabile restauro eseguito ha riportato al suo antico splendore il soffitto in legno dorato, realizzato ad opera dell'intagliatore Ferdinando Mosca da Pescocostanzo, autore inoltre del maestoso organo posto in controfacciata.
Splendide opere d'arte costituiscono anche la Pala d'altare in terracotta realizzata da Andrea Della Robbia, e il bellissimo Mausoleo di San Bernardino in marmo, posto in una nicchia che si apre sulla sinistra con soffitto affrescato.
Interno a tre navate della basilica
in stile barocco
Lo splendido soffitto della basilica
in legno dorato
Mausoleo di San Bernardino
La splendida volta affrescata della nicchia
in cui è posto il Mausoleo di San Bernardino
Altare con decorazioni marmoree
della navata destra
Organo ligneo in controfacciata
7) FORTE SPAGNOLO
Terminata la visita alla Basilica di San Bernardino il percorso di visita del centro storico aquilano continua prima di tutto entrando in Piazza del Teatro, ove si trova il Teatro Comunale dell'Aquila, purtroppo ancora inagibile, e perciò non incluso nel tour. Comunque una fotografia dall'esterno rimane consigliata come ricordo.
Lasciandosi alla destra la mole della Basilica di San Bernardino e a sinistra il teatro, si percorre Via Sinizzo per poi raggiungere la strada in Via Castello. Girando a destra su detta via e oltrepassando la Porta Castello, poi a sinistra, si entra nel parco che circonda il castello della città, anche chiamato Forte Spagnolo.
Il Forte Spagnolo è una possente fortezza realizzata su progetto dell'Architetto Militare iberico Pirro Luis Escriba da Valencia. Venne edificato nel punto più elevato della città nel 1534. La fortezza è il simbolo della dominazione spagnola sulla città, per la cui edificazione il governo impose tasse molto esose ai cittadini.
ESTERNO
Il forte venne edificato a pianta quadrangolare, dotato di quattro possenti bastioni agli angoli, collegati al tratto di mura antistante, e connessi tra loro tramite un articolato sistema di doppi lobi.
La fortezza è contornata da un grande fossato, destinato non ad essere allagato, ma dotato di un tavolato di legno che lo ricopriva, e veniva gradualmente aperto solo per garantirne la difesa in caso di necessità.
Nel 1883 il tavolato venne distrutto e sostituito da un ponte in pietra perfettamente conservato.
Malgrado la sua funzione difensiva, la fortificazione non fu mai testimone di battaglie, ma venne utilizzato come caserma.
L'ingresso è contraddistinto da un elegante portale in pietra, opera dell'Architetto aquilano Pietro di Stefano, sormontato dal coronamento ornato dal blasone di Carlo V raffigurante l'aquila bicipite, scolpito sull'architrave. L'entrata, posta sul lato sud-est del castello, è composta da un porticato a doppio ordine posto su massicci piloni.
Il Forte Spagnolo ospita il Museo Nazionale d'Abruzzo (MuNdA), e prima del terremoto del 2009, conservava al suo interno lo scheletro di un Mammuth, che tornerà al suo posto una volta terminato il consolidamento strutturale dell'edificio. Nonostante la fortezza sia tutt'ora chiusa al pubblico, le superfici lapidee appaiono oggi ben restaurate e consolidate, fatto che fa sperare in una prossima riapertura alle visite turistiche.
Forte Spagnolo
Ingresso monumentale del Forte Spagnolo
8) FONTANA LUMINOSA
Dinanzi al Forte Spagnolo è posta una delle fontane più famose della città, la Fontana Luminosa, situata in Piazza Battaglione degli Alpini, scultura composta da due corpi di donna in bronzo, che tengono una conca abruzzese, da cui sgorga il getto d'acqua.
La fontana è posta su una vasca circolare, rialzata dal piano stradale e composta da grandi blocchi sovrastati su due lati da grandi sfere. Situata all'inizio di Corso Vittorio Emanuele, svolge la funzione di monumentale accesso, o fine a seconda del percorso, al centro storico della città, con dinanzi i due edifici gemelli del Palazzo dei Combattenti e del Palazzo Leone.
L'opera venne realizzata dallo scultore Nicola D'Antino, lo stesso artista cui venne commissionata negli anni Trenta del XX secolo la costruzione delle fontane di Piazza Duomo. Il nome della fontana deriva dai giochi di luce ammirabili durante le ore notturne e nei momenti celebrativi.
Fontana Luminosa in funzione
di giorno
9) CHIESA DI SAN SILVESTRO
Dalla Fontana Luminosa, percorrendo Via Tre Spighe si raggiunge Via del Guasto. Poi girando a sinistra, si procede lungo la via, per girare a destra in Via Gignano. Percorrendo la via, si giunge in Piazza San Silvestro, caratterizzata dal prospetto principale della Chiesa di San Silvestro, uno degli edifici di culto in stile romanico meglio conservati della città.
ESTERNO
La facciata della chiesa si affaccia su una piazzetta contornata da palazzi rinascimentali, caratterizzata da uno splendido rosone e dalla torre campanaria.
La colorazione cromatica del portale è la medesima dell'ordine superiore, caratterizzato da due fasce in pietra rossa, che tendono a mettere in risalto il grande rosone trecentesco, realizzato in stile romanico con influenze gotiche.
I fianchi laterali dell'edificio sono asimmetrici: quello occidentale è caratterizzato da tre strette finestrelle, mentre il fianco orientale presenta un bel portale laterale e due grandi bifore. Sia il portale che le bifore hanno forma ogivale, e rispecchiano i caratteri architettonici dello stile gotico.
Facciata romanica della Chiesa
di San Silvestro
Portale a fasce in pietra bianca
e rosa della Chiesa di San Silvestro
Rosone circolare
INTERNO
Durante un intervento di restauro negli anni Settanta e Ottanta vennero rinvenuti gli affreschi delle navate laterali, mentre il Maestro di San Silvestro realizzò gli affreschi situati nell'abside.
Gli affreschi delle navate laterali e della sagrestia risalgono al 1200.
Bellissima la Cappella Branconio caratterizzata dalla presenza di una decorazione parietale ad affresco che ne ricopre interamente la superficie in muratura. Gli affreschi della cappella si presentano in un eccezionale stato di conservazione.
Al di sopra dell'altare della cappella era posto il dipinto eseguito dal pittore Raffaello, raffigurante la Visitazione del 1517. Il dipinto venne rubato dagli spagnoli durante l'occupazione della città, ed è oggi esposto presso il Museo del Prado di Madrid. All'interno della chiesa è posta una copia del dipinto.
Interno romanico a tre navate
Decorazione del pavimento della chiesa
Affreschi del catino absidale
Affreschi che ornano
la Cappella Branconio
Affreschi delle pareti laterali della
Cappella Branconio
Volta affrescata della Cappella Branconio
10) FONTANA DELLE 99 CANNELLE
Posta al di fuori del centro storico cittadino, la Fontana delle 99 Cannelle è il monumento più noto della città, e suo simbolo indiscusso.
Venne realizzata nel 1274 dall'Architetto Tancredi da Pentima. Costituisce il primo monumento restituito alla città a seguito del terremoto del 2009. In origine svolse la funzione di lavatoio pubblico, costruito nella zona bassa della città, in prossimità del Fiume Aterno, nel quartiere denominato Borgo Riviera.
La fontana ha pianta trapezoidale, e deriva il proprio nome dal numero di mascheroni che la ornano, sulle quali è posta una cannella da cui fuoriesce l'acqua. Le cannelle sono decorate con sculture di maschere, fiori e rosoni, simboli della vita. Novantadue cannelle ornate dai mascheroni scolpiti sono poste lungo il perimetro murario trapezoidale della fontana, mentre le restanti sei cannelle, di minori dimensioni, sono poste lateralmente e rappresentano le piaghe di Cristo.
La lapide posta al centro dell'impianto idrico, testimonia l'inizio dei lavori di costruzione della fontana, fatti risalire al 1272. Il rivestimento a scacchi con muratura in pietra bianca e rossa risale al 1400.
Fontana delle 99 Cannelle
NB. Le informazioni concernenti i punti d'interesse della città dell'Aquila sono state estrapolate dal portale "QUIL'AQUILA", nelle sezioni "Centro storico" e "Fuori le mura", nel sito www.quilaquila.it.



































Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.