sabato 3 giugno 2023

POGGIO CATINO E CATINO: PAESI E CASTELLI MEDIEVALI NEL PAESAGGIO SABINO

STORIA

La fondazione del centro storico di Poggio Catino (RI), è strettamente connessa alle vicende che hanno segnato il vicino centro abitato, oggi frazione, di Catino, le cui origini risalgono all'epoca longobarda.

Il paese di Podium de Catini (Poggio Catino) nacque con l'incastellamento, voluto dall'Abbazia di Farfa, del territorio circostante il già esistente paese di Catinum (Catino), non disponendo quest'ultimo di strutture difensive adeguate, e non in grado di accogliere una popolazione in rapida crescita.

Le notizie storiche sul paese e sulla sua fondazione, vengono riportate sia nel Regesto Farfense, che nel Chronicon Farfense di Gregorio da Catino. Nell'XI secolo l'Abbazia di Farfa acquistò il Colle di Moricone, ove nel decennio 1070 - 1080 l'Abate Bernardo I si adoperò per far edificare il primo nucleo di Poggio Catino. Nel 1118 l'Imperatore Enrico V confermò Poggio Catino tra i possedimenti dell'Abbazia di Farfa.

Nel 1478, l'organo della Reverenda Camera Apostolica, amministratrice del Patrimonio dello Stato Pontificio, vendette i feudi di Poggio Catino e Catino al Comune di Rieti in cambio di un prestito privato. Il Comune di Rieti non fu in grado di onorare il prestito, e venne citato in giudizio dinanzi all'Auditor Camerae. Solo l'intervento del mercante genovese Meliaduce Cicala, riuscì ad estinguere il debito reatino, ottenendo in cambio il possesso dei feudi di Poggio Catino e Catino.

Nel 1483 i due castelli furono venduti dal Pontefice Sisto IV a Giovanni Paolo Orsini, che li acquistò grazie alla dote della moglie Giulia Santacroce Publicola. Con la sua morte il feudo passò al figlio Roberto, il quale a sua volta lo vendette a suo cognato, il governatore Mario Peccatori di Rieti.

Roberto nominò erede il fratello Camillo, ma con la sua morte, avvenuta nel 1559, il feudo passò ai figli Paolo, Giovanni e Latino. I figli di Latino Orsini, morto nel 1580, vendettero il feudo a Bernardino Savelli nel 1588. Con la morte di Bernardino nel 1590, la proprietà passò alla moglie Lucrezia Anguillara. Nel 1597 i due feudi vennero messi all'asta e acquistati da Camillo Capizucchi, mentre nel 1607 passarono al nipote Paolo che li mantenne fino al 1614.

Nel 1614 gli succedette la Signoria degli Olgiati. Nel 1816 Papa Paolo IV abolì i diritti feudali, e il 19 ottobre dello stesso anno Giovan Battista Olgiati rinunciò al possesso del feudo. Nel 1817 Poggio Catino figurava come frazione di Poggio Mirteto, divenendo comune autonomo nel 1853.


Veduta panoramica del centro storico
di Poggio Catino

LUOGHI D'INTERESSE STORICO - ARTISTICO

Essendo molto vicini fra loro, i centri storici e relativi luoghi d'interesse di Poggio Catino e Catino verranno trattati nel medesimo post, iniziando la descrizione dal borgo di Poggio Catino.

A) POGGIO CATINO

Il borgo di Poggio Catino, di dimensioni maggiori rispetto alla sua unica frazione, è posto su un'altura e collegato a Catino da una breve strada con una serie di curve.


Tratto urbano di Poggio Catino in
corrispondenza delle mura medievali

1) ROCCA MEDIEVALE

Nel centro storico, fornito di una bella piazza punto terminale della via principale, si possono visitare interessanti monumenti storici e luoghi d'arte tra i quali, per importanza, possono essere citati: 1) La Rocca Medievale. La rocca del borgo, edificata sulla sua sommità, è la costruzione intorno alla quale si è poi sviluppato il nucleo storico.

Il castello venne edificato per volontà dell'Abate farfense Bernardo I. E' costituita da un ampio bastione cilindrico senza copertura, protetta da alte mura intervallate da massicci torrioni.


Rocca medievale di Poggio Catino

2) PORTA POSTERLA

Principale porta d'accesso al centro storico di Poggio Catino, è costituita da una struttura ad arco, che si apriva in corrispondenza di uno dei torrioni disposti lungo le mura cittadine. Il nome deriva da un passaggio diretto, utilizzato come camminamento per raggiungere una fortificazione.

3) CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI

La chiesa venne edificata nel 1621 per volontà del Marchese Settimio Olgiati. L'interno si compone di tre navate, delle quali una centrale e due laterali, e di un soffitto a volta.

Nella parete laterale della navata destra è murata un'urna cineraria di travertino del II secolo d.C., con fregi decorativi e un'iscrizione. Sul fondo della navata destra è conservato l'Altare di Sant'Elena, ornato da una tela cinquecentesca di scuola umbro - romana, raffigurante la Santa con la Croce. Vicino all'altare c'è una lapide che custodisce le ceneri di Ippolita, moglie di Giovan Battista Olgiati, morta a 30 anni il 30 gennaio 1634.

B) CATINO

Il borgo di Catino spunta all'improvviso una volta attraversata la strada che la collega con il proprio comune di appartenenza. I vicoli del borgo sono stati decorati con splendidi murales.


Murales nel centro storico di Catino


Murales nel centro storico di Catino

Appare come un pugno di case aggrappato alla montagna, con in cima la mole possente della Torre Longobarda che domina il borgo.

Porta d'accesso al centro storico di Catino

La frazione riveste inoltre un interesse artistico, per la presenza di luoghi d'arte di valore da non sottovalutare.

1) TORRE LONGOBARDA

La principale attrazione storica di Catino è sicuramente la possente Torre, posta al di sopra del piccolo abitato.


Vicoli di Catino in salita verso la
Torre Longobarda

La costruzione della fortezza risale al VII secolo, posta sul fianco sud della dolina carsica sulla cima di una parete rocciosa. La torre ha pianta pentagonale, ed è alta più di 20 metri. E' costruita con pezzame in pietra a fitta tessitura muraria inframezzato da conci di maggiori dimensioni, ha spigoli regolari di pietra scalpellinata, e pianta pentagonale regolare. Ben conservate sono la torre, la cortina sul lato est e i due torrioni d'angolo, mentre nella restante parte, la struttura è in stato di rudere.


Mastio della Torre Longobarda di Catino


Accesso alla Torre Longobarda


Una delle strutture architettoniche
 che compongono la Torre

Dalla torre si nota uno splendido panorama sulla campagna sabina, da cui si scorge il Monte Soratte, ed è particolarmente suggestivo al tramonto.


Panorama dalla Torre Longobarda di Catino
con vista sul Monte Soratte

2) CHIESA DI SANT’EUSTACHIO

Facile da riconoscere per gli sgargianti colori bianco e rosso, con cui si presenta dall'esterno ai visitatori, la chiesa è posta all'interno del suggestivo borgo di Catino. La costruzione, dedicata al Santo Patrono del paese, si attribuisce alla volontà dei Conti di Sant'Eustachio, che amministrarono il borgo tra il XIII e il XV secolo. L'interno era decorato da splendidi affreschi, purtroppo quasi del tutto perduti, a seguito dei restauri del XVIII e XIX secolo.

NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dal portale "Comune di Poggio Catino", nello spazio dedicato a "Vivere la Città - Arte e Cultura", nel sito www.comune.poggiocatino.ri.it.

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