STORIA
Poste a guardia della strada che congiungeva Rieti con il Fiume Tevere, Rocchette in Sabina e Rocchettine sono due fortezze gemelle edificate nel XIII secolo in una posizione strategica, proprio dove la valle solcata dal fiume subisce un restringimento, e il controllo risulta agevolato.
Le due cittadelle, tra le mete più suggestive del Lazio e della Sabina, sorgono una dinanzi all'altra, e nel corso della loro storia, sono state artefici di un destino molto diverso: mentre il borgo di Rocchette si è sviluppato nel corso del tempo, e risulta tutt'ora abitato e molto ben mantenuto, il borgo di Rocchettine, a seguito di un graduale processo di abbandono, mai sanato, è divenuto col tempo un borgo fantasma.
In origine le fortezze erano note con due nomi differenti: Rocchette era nominata Rocca Bertalda, mentre Rocchettine aveva il nome di Rocca Guidonesca. La storia delle due fortezze ha inizio nel XII secolo, durante il Medio Evo. Dai documenti rinvenuti si apprende che poco dopo la loro fondazione, i borghi figurarono tra le proprietà della Diocesi di Sabina, per poi essere trasferite sotto il controllo dello Stato Pontificio.
Nel Quattrocento rientrarono tra i feudi della Famiglia Savelli, che ne mantennero la proprietà per lungo tempo, fino a quando passarono alla proprietà della Famiglia Orsini. Nel novembre del 1817, durante un'operazione di riorganizzazione del territorio sabino e dei suoi castelli, il Cardinal Consalvi donò le fortezze al Comune di Torri in Sabina, cui appartengono ancora oggi.
1) IL BORGO FANTASMA DI ROCCHETTINE
Abbandonato a seguito del venir meno della funzione strategica per cui venne edificato, Rocchettine si presenta oggi come un borgo fantasma di grande suggestione e fascino. Posto in una posizione dominante, nella stretta gola al di sopra della valle solcata dal Fiume Tevere, Rocchettine, in origine una fortezza a base quadrata, subì rimaneggiamenti ad opera della Famiglia Savelli.
Nonostante si presenti oggi come un borgo abbandonato, Rocchettine è in grado di stupire grazie alle possenti mura castellane che svettano nel cielo, dominando allo stesso tempo l'altura su cui sorgono.
Il borgo fantasma dispone di due interessanti porte d'ingresso, una delle quali ornata con lo stemma della Famiglia Orsini posta sulla sommità. Varcata la porta si accede al borgo fantasma, in cui l'unica costruzione completamente ristrutturata e messa in sicurezza è la chiesa posta in sommità, dedicata a San Lorenzo, ristrutturata nel XVIII secolo, e oggi visitabile il 10 agosto, oppure in occasione delle aperture straordinarie. Il borgo sembra ancora oggi vivere nel Medio Evo.
2) ROCCHETTE IN SABINA
Contrariamente a Rocchettine, il borgo di Rocchette, anche conosciuto con il nome di Rocca Bertalda, ha saputo mutare nel tempo la sua funzione strategica originaria. Con il passare dei secoli, da fortezza difensiva venne tramutata in un centro rurale, in grado perciò di mantenere il suo aspetto originario.
Accedendo al borgo è possibile visitare la porta d'ingresso, che consentiva l'accesso al centro abitato, e le possenti mura posizionate a strapiombo sulla valle circostante. Essendo ininterrottamente abitato nel corso della sua storia, ha potuto beneficiare di notevoli interventi di manutenzione, che ne hanno conservato le strutture medievali, e il fascino che sono in grado di emanare.
NB. Le informazioni riportate nel testo, sono state estrapolate dal post "Le fortezze di Rocchette e Rocchettine", nella pagina internet "Scopri la Sabina. Tra Borghi, Cibo e Natura", nel sito www.scoprilasabina.it.





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