STORIA E DESCRIZIONE
Nei sotterranei della Fontana di Trevi, in particolare al di sotto dell'ex Cinema Trevi, sono stati rinvenuti i resti di epoca imperiale appartenenti all'Acqua Virgo, principale infrastruttura idrica della Capitale, le cui acque un tempo in grado di rifornire la città, sono oggi in grado di rifornire, e far funzionare la Fontana di Trevi, insieme ad altre fontane del centro storico.
Il complesso archeologico è posto ad una profondità di oltre nove metri sotto l'attuale piano di calpestio, riportato alla luce tra il 1999 e il 2001, e reso visitabile al pubblico a partire dal 2004.
Il suggestivo sito archeologico, costituisce un esempio eccezionale di stratificazione delle varie strutture nel corso della storia, dall'età antica ai giorni nostri, permettendo inoltre di ripercorrere con precisione, alcuni dei principali eventi della storia di Roma, tra i quali la stessa edificazione dell'Acquedotto Vergine, l'incendio di Nerone e il Sacco dei Visigoti di Alarico del 410.
La stratificazione di strutture mostra come sia cambiata la destinazione d'uso del sito nel corso del tempo. Le strutture più antiche rinvenute venivano utilizzate come insula, mentre alla metà del IV secolo l'insula venne trasformata in una domus.
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, nel luogo venne edificato un insediamento medievale, le cui abitazioni, edificate con materiale di spoglio, risalgono al XII e XIII secolo.
Nel II secolo d.C. venne avviata nel sito, la costruzione di un grande serbatoio idrico. Nel VI secolo d.C., con la Guerra Greco - Gotica, i Goti tagliarono tutti gli acquedotti della capitale che riuscirono a trovare, tranne l'Acquedotto Vergine, del quale non si accorsero a causa del suo percorso sotterraneo. Ciò ha consentito all'infrastruttura di rimanere in funzione fino ai giorni nostri.
L'acquedotto fu voluto da Agrippa, genero dell'Imperatore Augusto, per alimentare le terme della zona del Campo Marzio. Ancora oggi l'acquedotto alimenta molte delle fontane di Roma, tra le quali la celeberrima Fontana di Trevi, che sovrasta l'area ove è ubicato il sito archeologico.
Nelle sale sotterranee dell'acquedotto è stato allestito un piccolo antiquario, dove sono stati esposti i reperti rinvenuti durante gli scavi. Tra questi sono visibili rivestimenti in marmi policromi, decorazioni, frammenti di statue marmoree, anfore africane adibite al trasporto dell'olio e un tesoretto costituito da ottocento monete di scarso valore.
NB. Le informazioni riportate nel post, sono state estrapolate dal post "Area archeologica del Vicus Caprarius - la Città dell'Acqua", nel portale "ROMA. SITO TURISTICO UFFICIALE", nel sito www.turismoroma.it.







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