STORIA
I primi insediamenti umani nel territorio comunale di Magliano Sabina, in Provincia di Rieti, risalgono alla Preistoria, ma lo sviluppo concreto di queste terre, si ha con l'insediamento della civiltà preromana dei Sabini Tiberini. Reperti riportati alla luce nelle necropoli preromane del Giglio, di San Biagio, di Castellano e di Collicello, attestano la presenza di evolute civiltà ben prima della conquista romana.
Il territorio della regione storica della Sabina, viene da sempre considerato terra d'incontro tra le civiltà piceno - adriatiche ad est, e quelle falisco - capenate ad ovest, ove si distinguevano i due rami principali della popolazione Sabina, i Sabini Tiberini, lungo il corso del Fiume Tevere, e gli Umbro - Sabini concentrati nei territori di confine tra Umbria e Lazio, in particolare nella zona delle odierne Otricoli e Calvi dell'Umbria. Nel IV - III secolo a.C. il territorio maglianese venne assoggettato dai Falisci, per poi finire sotto l'influenza romana.
In epoca romana, Magliano non aveva la consistenza propria del centro abitato, anche se al di sopra della collina su cui sorge, vennero edificate lussuose ville romane. In questo periodo l'odierno territorio maglianese era diviso amministrativamente tra i municipi romani di Ocriculum (Otricoli) e Forum Novum (Vescovìo). Tuttavia è nota l'esistenza nel territorio di un villaggio romano di nome Catilianum (Catiliano), il cui nome antico si crede possa essere stato quello di Massa Maliana, per la presenza di una villa di proprietà della Famiglia Manlia.
I primi barbari ad invadere la zona di Magliano Sabina furono i Visigoti guidati da Re Alarico, che nel 408 distruggono Terni, coinvolgendo anche Otricoli e Magliano. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, e l'avvento del Cristianesimo, vennero istituite le Diocesi di Otricoli e Vescovio.
Con la morte nel 526 del Re Ostrogoto Teodorico, gli Imperatori dell'Impero Romano d'Oriente inviarono i propri eserciti alla conquista dei territori da poco appartenuti all'Impero Romano d'Occidente, provocando lo scoppio della guerra tra Bizantini e Goti, nota come Guerra Greco - Gotica, che durerà dal 535 al 553. L'esercito dei Goti di Vitige assediò per oltre un anno Roma e i territori sabini, provocando l'insorgenza di carestie.
A seguito della sconfitta dei Goti, si consolidò il dominio bizantino sul territorio maglianese, che tuttavia si ripercosse sulle popolazioni attraverso l'imposizione di una forte tassazione, ad opera sia dell'Imperatore Bizantino Narsete, residente a Ravenna, sia del Pontefice.
Nel periodo 575 - 578 si assistette alla discesa in Italia dei Longobardi. Il Duca Longobardo Feroaldo I, invase le terre della Chiesa, insediandosi a Roma. Nel 989 il Duca Ariulfo, uccise Feroaldo I insediandosi a Spoleto, occupando anche Magliano, che divenne così parte del Ducato di Spoleto.
La creazione dei Ducati Longobardi divise il territorio italiano, facendo passare il confine proprio tra i territori comunali di Otricoli e Magliano, il primo appartenente al Ducato Romano, il secondo al Ducato di Spoleto. A seguito della caduta longobarda, e con l'arrivo dei Franchi, l'Abbazia di Farfa godette di una posizione di privilegio, garantita dalla protezione dell'Imperatore Carlo Magno. Nell'887 Magliano e la Valle del Tevere furono nuovamente messi a ferro e fuoco dai pirati Saraceni, che governarono il territorio nel biennio 911 - 913.
La nascita ufficiale del Castello medievale di Magliano è attestata agli inizi dell'anno 1000, governato dagli "Eredi di Arduino" prima, e dalla Signoria dei Crescenzi poi. Nel XII secolo Magliano entrò a far parte dell'influenza dello Stato Pontificio. All'inizio del Duecento, il comune di Magliano tentò di estendere la propria influenza nel contado circostante, giungendo allo scontro con i comuni limitrofi, tra i quali Narni. A causa delle diatribe per il controllo del Castello di Striano, nel 1238 Narni assoggettò Magliano alla sua autorità, sottraendogli il controllo dello stesso Striano. Tuttavia anche il Comune di Roma puntava ad assoggettare Magliano tra i suoi domini: ciò portò i maglianesi a sottoscrivere un patto di collaborazione decennale con i narnesi, che sarebbe terminato nel 1293.
Nonostante le ambizioni espansionistiche dei maglianesi, forti della protezione garantita da Narni, quando nella primavera del 1283 Pandolfo di Acquavilla scatenò una campagna militare contro il Castello di Poggio Sommavilla, allora controllato dai maglianesi, provocò la fine delle ambizioni territoriali delle amministrazioni comunali sabine.
Nel 1311, costretto a ridimensionare le sue ambizioni territoriali, Magliano giurò fedeltà a Roma, venendo poi assoggettato militarmente dal senatore capitolino Ludovico di Savoia. Nel 1434 il Comune venne occupato da Francesco Sforza, per poi essere liberato da Braccio da Montone.
Nel 1460 Papa Pio II Piccolomini si recò a Magliano Sabina, elevando la chiesa madre, dedicata al Patrono San Liberatore, al rango di Collegiata. Nel 1495 Papa Alessandro VI Borgia scelse Magliano come sede della Diocesi di Sabina, fregiandola del titolo di città, in sostituzione dell'originaria sede diocesana di Vescovìo, oramai in grave degrado, rango poi restituito per volere del Pontefice Leone X a partire dal 1521.
I primi decenni del XVII secolo portarono una fase di grave declino per Magliano Sabina, la cui popolazione risentì dei flagelli della carestia e della peste, che si abbatté sulla città a partire dal 1656, causando la morte di circa mille cittadini. Il periodo d'intensa crisi comportò la soppressione delle parrocchie di San Michele Arcangelo e San Giovanni, e la riduzione della produzione di grano.
I primi anni del XVIII secolo si rivelarono tutt'altro che felici per Magliano Sabina. La carestia non accennò a diminuire, e il terremoto del 1703, che distrusse completamente L'Aquila, provocò ingenti danni anche al centro storico maglianese. Tale periodo di crisi comportò la riduzione della popolazione residente a 1800 abitanti.
Nel 1798, nel pieno delle Campagne Napoleoniche, giunsero a Magliano Sabina, le truppe francesi del futuro Imperatore Napoleone Bonaparte. Il Comune entrò a far parte della Repubblica Romana. Il 6 dicembre 1798 divenne sede di uno scontro tra l'esercito francese e quello napoletano, venuto in soccorso alle truppe pontificie. Con l'amministrazione napoleonica, Magliano Sabina entrò a far parte del Dipartimento del Tevere, insieme ai comuni di Otricoli, Calvi dell'Umbria, Collevecchio e Montebuono. Con la fine delle Campagne Napoleoniche, Papa Pio VI riorganizzò lo Stato Pontificio, ripartendo la Provincia della Sabina in due unità amministrative, tra le quali Rieti e Poggio Mirteto. Magliano non venne inclusa in nessuna delle due amministrazioni, rimanendo sotto il controllo diretto della corte papale in quanto sede baronale.
Dopo un periodo di crisi e spopolamento, solo negli anni Venti del XIX secolo, la popolazione tornò a crescere, giungendo a contare 1634 abitanti sotto il governo del Cardinale della Diocesi di Sabina Carlo Odescalchi, che durò dal 1833 al 1836, il quale riuscì nell'intento di restituire lustro al seminario cittadino.
Con lo scoppio dei moti risorgimentali italiani del 1848, il Pontefice Pio IX fuggì a Gaeta, e a Magliano presero corpo i tumulti in favore dell'unificazione comunale al Regno d'Italia. Con la fuga del Pontefice a Gaeta, la comunità maglianese fu l'unica comunità sabina ove i tumulti presero corpo.
Il 27 novembre 1848 il Cardinale Brignole, si allontanò durante la notte da Magliano con un suo servo, in modo tale da sfuggire ai moti rivoluzionari. Il 9 febbraio 1849 Magliano entrò a far parte della Repubblica Romana guidata da Mazzini, Armellini e Saffi. Nel 1850, con il fallimento dei moti rivoluzionari, Magliano tornò a far parte della Delegazione di Rieti, dipendente dalla Legazione Apostolica Romana.
Magliano Sabina venne occupata dalle truppe risorgimentali il 29 settembre 1860, in particolare da parte dei Volontari Sabini, coadiuvati dai Volontari del Tevere a partire dall'8 Ottobre. Nel 1861, con la nascita del Regno d'Italia, i miliziani vennero sostituiti dall'Esercito Regolare Italiano. L'annessione allo Stato unitario, portò Magliano ad incrementare la sua popolazione, giungendo ai 3108 abitanti nel 1870.
Portata a termine l'annessione di Roma il 20 Settembre 1870, Magliano Sabina venne scelto come crocevia di passaggio della linea ferroviaria Roma - Orte, attivata a partire dal 1866. Ciò comportò un forte impulso alle attività economiche: in particolare un intenso sviluppo conobbe il settore dell'agricoltura. Nel 1872 venne fondata la Società Operaja di Muto Soccorso, mentre sempre a questi anni si fa risalire la fondazione di due banche, la Banca di Mutuo e Sconto Maglianese (1887), e la Banca Operaia (1892). Nel 1927 entrò a far parte della Provincia di Rieti.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Magliano venne fatta oggetto di bombardamenti da parte delle truppe Alleate, mentre nel 1956, a causa di una cattiva annata, molti agricoltori si trovarono costretti ad emigrare. Nel 1963 Magliano Sabina non seppe beneficiare della costruzione del casello dell'Autostrada del Sole, al fine di avviare una soddisfacente ripresa economica.

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