domenica 4 giugno 2023

STORIA DI VICENZA: LA CITTA' DI ANDREA PALLADIO

 STORIA

Tra le città italiane più sottovalutate, in grado di vantare un centro storico di assoluto valore, Vicenza con 109.352 abitanti, pur essendo una città dalle ridotte dimensioni, vanta una storia millenaria, e un patrimonio artistico di assoluto valore, che si identifica molto con la figura di Andrea Palladio, architetto vissuto nel XVI secolo, in grado di conferire alla città quell'aspetto monumentale con cui oggi si mostra ai turisti, ispirato ai modelli dell'architettura classica greca e romana.

La fondazione si fa risalire ai tempi degli antichi Veneti, popolazione preromana che s'insediò nel territorio verso l'VIII secolo a.C.. Con il compimento della conquista romana, la città venne elevata nel 49 d.C. al rango di municipium con il nome latino di Vicetia.


Panorama della città di Vicenza visto
dal Santuario della Madonna di Monte Berico
con la Villa "La Rotonda" in primo piano

Subita la devastazione delle invasioni barbariche, la città seppe risollevarsi con l'avvento dei Longobardi, che la elessero a Ducato, arricchendola di monumentali edifici religiosi, tra i quali chiese e monasteri. Venne poi conquistata dai Franchi, e nel 773 con la sconfitta definitiva subita dai Longobardi, sottomessa al dominio del nascente Sacro Romano Impero di Carlo Magno.

Nell'889 Vicenza venne assediata dalle truppe ungare, con compimento di violente scorrerie, che portarono morte e distruzione. A tutto ciò si deve la costruzione della prima cinta muraria vicentina di epoca medievale. Durante il regno dell'Imperatore Ottone I, la giurisdizione di Vicenza venne affidata ai Vescovi. Il loro governo assai dispotico, comportò l'insorgenza di una sollevazione popolare che convinse il governo vescovile ad abbandonare la città nel 1110. Con la caduta del governo vescovile, alla città venne riconosciuta l'autonomia comunale a partire dal 1115.

Nella prima metà dell'XI secolo la città visse un periodo di rinnovato benessere economico e sociale, che portò il ceto borghese, ad acquistare sempre più importanza e autonomia negli ambiti sociale e politico. Il Comune di Vicenza riuscì a tenere testa alla competizione economica con le rivali amministrazioni di Verona, Padova e Treviso, alle quali si unì nella Lega Lombarda a partire dal 1167, in modo tale da fronteggiare un nemico comune, rappresentato dalle truppe imperiali di Federico Barbarossa, sceso in Italia nell'intento di riassoggettare le autorità comunali settentrionali, che si erano dichiarate autonome dal Sacro Romano Impero e dal suo Sovrano.

Le medesime motivazioni, furono alla base dell'invasione guidata dall'Imperatore Federico II di Svevia, nipote del Barbarossa, che una volta averla occupata, la consegnò alla dominazione degli Ezzelini, primi Signori della città. La Signoria mantenne il controllo della città in maniera assai dispotica, fino al 1259 quando a seguito di violenti tumulti, dimostrazioni e scontri con le autorità cittadine, la città riuscì a liberarsi solo sottomettendosi ad un altro governo signorile, quello padovano, che durò dal 1266 al 1311.

La discesa in Italia dell'Imperatore Enrico VII, comportò la liberazione della città dal governo signorile. L'Imperatore si scontrò poi con Padova, e insignì Cangrande Della Scala del titolo di Signore della città. Il dominio scaligero si rivelò assai meno duro rispetto a quello padovano, e riuscì nell'intento di far fiorire le arti e la cultura. Con la fine della Signoria Scaligera, la città passò al controllo dei Duchi milanesi Visconti. Il controllo visconteo della città durò solo vent'anni, ma comportò un gravoso prelievo fiscale a carico dei cittadini.

Con la morte di Galeazzo Visconti s'impossessò della città tale Novello Da Carrara. Nel 1404 i vicentini gli opposero strenua resistenza, fino a giungere alla vittoria, coadiuvati dalle truppe della Repubblica di Venezia. Durante il lungo periodo di amministrazione veneziana, dal 1404 al 1797, anno della caduta della Repubblica di Venezia, la città di Vicenza conobbe il periodo più florido della sua storia, grazie alla vertiginosa crescita economica e culturale. Questo fu il periodo in cui lavorò a Vicenza, il grande Architetto Andrea Palladio, che con le sue opere architettoniche contribuì in maniera decisiva a riplasmare il volto della città, in quel particolare stile "Palladiano", che ai giorni nostri la rende famosa in Italia e in tutto il mondo.

Nel XVIII secolo seguì le sorti della Repubblica di Venezia, in particolare nel 1797, anno in cui dopo aver subito le scorrerie delle Campagne Napoleoniche, venne ceduta all'Austria con la ratifica del Trattato di Campoformio. Con il Congresso di Vienna del 1815 venne definitivamente ceduta all'Austria.

Con lo scoppio dei moti rivoluzionari del 1848, la Campagna d'Italia condotta dal Sovrano Carlo Alberto di Savoia, comportò l'insurrezione dei vicentini contro il dominio austriaco, ma il 10 giugno 1848 la città dovette capitolare per la minaccia dei bombardamenti strategici del Maresciallo Radetzky.

Il 18 Ottobre 1866 le truppe del Re d'Italia Vittorio Emanuele II riuscirono finalmente nell'intento di liberare Vicenza e il Veneto dal dominio austriaco. Durante la Prima Guerra Mondiale, Vicenza e il suo territorio, in particolare quello situato a nord della città, ove si trovano l'Altopiano dei Sette Comuni (o Altopiano di Asiago), il Monte Grappa e il Monte Pasubio, divennero teatro degli scontri e delle battaglie più cruente della Prima Guerra Mondiale. In quegli anni Vicenza venne eletta a sede del Primo Comando d'Armata.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la città fu provata da violente incursioni aeree e bombardamenti strategici, che portarono alla morte di 1000 civili. Comportarono inoltre la distruzione d'importanti e splendidi monumenti, tra i quali si possono ricordare il bellissimo Teatro Eretenio, purtroppo non più ricostruito e considerato come la "Piccola Fenice", il tetto della Basilica Palladiana poi integralmente ricostruito, il Teatro Verdi mai più ricostruito, e i meravigliosi affreschi del Duomo, oggi ricostruito ma molto spoglio.

NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dalla pagina internet "Breve storia della città", nel sito www.vicenzanews.it.

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