lunedì 5 giugno 2023

VICENZA: ITINERARIO STORICO - ARTISTICO

La Città di Vicenza, dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 1995, possiede un centro storico di piccole dimensioni, visitabile agevolmente a piedi, attraversato dal Fiume Retrone a sud, e dal Fiume Bacchiglione a nord e ad est.

Il centro storico è attraversato nella sua interezza, da est a ovest dal Corso Palladio, viale cittadino principale, posto in una posizione centrale, e da cui si sviluppano le strade che consentono di raggiungere tutte le principali attrazioni turistiche. L'obiettivo di questo post sarà quello di sviluppare un buon itinerario nel centro storico, descrivendo sommariamente le principali attrazioni cittadine, collocate all'interno delle mura medievali o nelle immediate vicinanze.

Al principale monumento cittadino, la Villa Almerico Capra detta "La Rotonda", capolavoro assoluto del grande architetto Andrea Palladio, verrà dedicata una trattazione specifica.

1) TEATRO OLIMPICO

Iniziamo l'itinerario alla scoperta della città partendo da est, in particolare dal Ponte degli Angeli, che attraversa il Fiume Bacchiglione. Attraversato il ponte si accede al centro storico.

Girando a destra e poi a sinistra, entriamo in città da Largo Volfango Goethe. Imboccando sulla sinistra la Stradella del Teatro Olimpico, giungiamo in una piazzetta ove è posto l'ingresso, con tanto di cartello, al Teatro Olimpico, una delle opere più particolari di Andrea Palladio.

Ultima opera del geniale architetto, i lavori di costruzione del teatro iniziarono nel 1580, lo stesso anno della morte del Palladio, che quindi non poté vedere completata la sua opera. Il progetto s'ispirava ai modelli del teatro "all'antica", che riprese vigore a seguito della riscoperta nel Rinascimento del trattato "De Architectura" dello scrittore romano Vitruvio. Il teatro venne inaugurato il 3 marzo 1585.

L'ingresso al teatro è caratterizzato dalla presenza di due sale, Odeo e Antiodeo, realizzate da Vincenzo Scamozzi, e affrescate da Francesco Maffei con scene che raffigurano divinità e figure allegoriche intorno al 1637, e da un fregio monocromo del 1595, che riproduce allestimenti teatrali realizzati dalla stessa accademia negli anni precedenti la realizzazione del teatro. L'interno del teatro è caratterizzato da una monumentale scenafronte, fiancheggiata da due ali, e una cavea di forma semiellittica, composta da tredici file di gradinate, chiusa in sommità da una splendida esedra con colonne.

Odeo del Teatro Olimpico affrescato da Francesco Maffei nel 1637


Cavea del Teatro Olimpico


Scenafronte del Teatro con Le Sette Vie di Tebe

Sulla sommità della struttura dell'esedra sono collocate le statue degli Accademici committenti del Teatro, mentre l'ordine più alto è ornato da splendidi bassorilievi raffiguranti le Storie di Ercole di Ruggero Bascapé. Nella scena sono localizzate le prospettive lignee raffiguranti le Tredici vie di Tebe, realizzate da Vincenzo Scamozzi, in grado di dare profondità alla scena.


Struttura dell'esedra con
Statue degli Accademici Committenti del Teatro

2) CHIESA DI SANTA CORONA

Usciti dal Teatro Olimpico si torna su Corso Andrea Palladio, e girando poi a destra lungo Contrà Santa Corona, ci si ritrova dinanzi alla Chiesa di Santa Corona, uno degli edifici ecclesiastici più belli e caratteristici di Vicenza, assolutamente da non perdere.

La costruzione dell'opera architettonica di grandi dimensioni, venne iniziata nel 1261, ad opera dei Frati Domenicani, con lo scopo di accogliervi la reliquia della Sacra Spina della corona di Cristo, donata dal Re di Francia Luigi IX al Vescovo di Vicenza Beato Bartolomeo da Breganze.


Facciata della Chiesa di Santa Corona

INTERNO

L'interno dell'edificio religioso, di grandi dimensioni, è in stile gotico, con presbiterio rialzato realizzato da Lorenzo da Bologna nel XV secolo. La chiesa custodisce al suo interno splendide opere d'arte, tutte da scoprire e ammirare, assolutamente da non perdere in un itinerario di visita della città.


Interno a tre navate della Chiesa
di Santa Corona

Molte delle opere contenute nella chiesa, sono collocate nella zona presbiteriale, realizzata da Lorenzo da Bologna nella seconda metà del XV secolo. Tra le principali opere si possono considerare le due sculture che rappresentano il Battesimo di Cristo, attribuita a Rocco da Vicenza e collocata al di sopra dell'Altare Garzadori, e l'Adorazione dei Magi realizzata da Paolo Veronese.

Sono inoltre da considerare anche la scultura Madonna delle Stelle di Lorenzo Veneziano e Marcello Fogolino, la pala dipinta raffigurante Maddalena e Santi di Bartolomeo Montagna e la Madonna con Bambino e Santi di Giambattista Pittoni.

La zona absidale, di pregevole fattura, ospita lo splendido coro ligneo intarsiato, realizzato da Pier Antonio dell'Abate. Da non perdere inoltre la Cappella del RosarioCappella Thiene, realizzata nei primi anni del Quattrocento, contenente affreschi di Michelino da Besozzo. Nella cripta sono collocati pannelli esplicativi che mostrano le fasi lavorative necessarie per il completo recupero del monumento.

Cappella del Rosario


Coro ligneo intarsiato

3) GALLERIE DI PALAZZO THIENE

Da Corso Palladio, girando a destra su Contrà Giacomo Zenella, è assolutamente consigliata la visita delle splendide Gallerie di Palazzo Thiene, sede della Banca Popolare di Vicenza dal 1872, acquistato ufficialmente dal Comune di Vicenza a partire dal 6 settembre 2021 e importante esempio di architettura rinascimentale.

Il palazzo venne progettato dall'Architetto Giulio Romano, e realizzato tra il 1542 e il 1558 da Andrea Palladio, ideatore del progetto esecutivo. Dal 1994 è stato nominato dall'UNESCO Sito Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

In occasione dell'acquisto da parte della Banca Popolare di Vicenza nel 1872, il palazzo venne ristrutturato dagli architetti Luigi Toniato, Antonio Caregaro Negrin e Piero Morseletto. Su Contrà San Gaetano Thiene, è invece visibile la facciata commissionata da Marcantonio e Adriano Thiene a Giulio Romano nel 1542. Il progetto realizzato da quest'ultimo avrebbe dovuto apportare la demolizione dei palazzi quattrocenteschi e delle strutture adiacenti, in modo tale da creare un unico edificio che comprendesse tutto l'isolato, e con la facciata esposta su Corso Palladio.

Dopo la morte di Giulio Romano nel 1546, a questo subentrò nella progettazione del palazzo l'Architetto Andrea Palladio.

Palladio diede maggiore compostezza e armonia al complesso architettonico, rinnovando la muratura esterna dell'edificio con l'utilizzo del bugnato e delle lesene corinzie, alleggerendo le strutture sommitali dell'atrio. Con la morte del committente, Marcantonio Thiene, i lavori vennero interrotti, ma nonostante ciò il palazzo costituisce uno dei massimi capolavori dell'architettura palladiana.

INTERNO

L'interno dell'edificio conserva splendidi saloni affrescati e decorati da stucchi barocchi: in particolare gli affreschi vennero realizzati dagli artisti Bernardino India e Anselmo Canera, mentre la realizzazione degli stucchi e delle sculture sono opera di Alessandro Vittoria e Bartolomeo Ridolfi.


Affreschi di Bernardino India e Anselmo Canera


Affreschi di Bernardino India e Anselmo Canera

Oltre alle decorazioni, l'interno del palazzo risulta interessante anche grazie all'esposizione delle raccolte d'arte possedute dalla Banca Popolare di Vicenza. Fanno parte della raccolta dipinti realizzati tra il XVI e il XIX secolo da autori veneti, le ceramiche realizzate dalla manifattura Antonibon e le collezioni di Piatti Popolari Veneti risalenti al XIX secolo. Le sculture del palazzo sono opera di Arturo Martini.


Sottotetto di Palazzo Thiene

Di recente ideazione è invece l'esposizione che raccoglie le sculture dell'artista Nereo Quagliato, ove sono esposte trentanove opere.

4) PIAZZA DEI SIGNORI E BASILICA PALLADIANA

Tornando ancora una volta in Corso Palladio e girando a sinistra si raggiunge Piazza dei Signori, sulla quale domina la gigantesca mole con l'alta torre della Basilica Palladiana, indiscusso simbolo della città, opera di Andrea Palladio, e come tutte le sue opere Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Il monumento è stato oggetto di un imponente restauro, avviato nel 2007 e terminato nel 2012, con cui è stata sostituita e completamente rinnovata la copertura.

Il prospetto che si apre sulla piazza è caratterizzato, oltre che dalla presenza dello slanciato campanile, da un bellissimo loggiato a serliane, realizzato come motivo ornamentale volto ad inglobare al suo interno il medievale Palazzo della Ragione. Tale palazzo venne realizzato tra il 1449 e il 1460, divenendo la sede delle magistrature comunali. L'ampio salone superiore ornato da una copertura lignea a carena di nave rovesciata, rivestita da lastre di piombo, è stato attribuito a Domenico da Venezia.

Nel 1481 iniziarono i lavori di costruzione del duplice loggiato che avrebbe cinto su tre lati il medievale Palazzo della Ragione, realizzato dall'Architetto Tommaso Formenton. Tra il 1495 e il 1496 l'Architetto Pietro Lombardo realizzò lo scalone di accesso al piano superiore.


Prospetto della Basilica Palladiana su Piazza dei Signori

Nel 1496 si verificò il crollo dell'angolo sud ovest delle logge, da cui scaturì un intenso dibattito sulle modalità di ricostruzione. Solo nel 1546 il Consiglio Cittadino diede l'assenso alla realizzazione del progetto proposto congiuntamente dai due Architetti Giovanni da Pedemuro e Andrea Palladio. Il progetto palladiano venne approvato nel maggio del 1549, e vide la realizzazione di due ordini di logge sovrapposte che circondarono il perimetro dell'antico palazzo medievale. Inoltre la balconata venne abbellita attraverso la realizzazione di una loggia a "serliana", caratterizzata dalla ripetizione di strutture modulari composte da un arco a luce costante, affiancato da due aperture laterali rettangolari di larghezza variabile, in modo tale da compensare la differenza di larghezza delle campate.

La realizzazione del primo ordine di arcate venne conclusa nel 1561, il secondo livello venne terminato nel 1587, mentre la costruzione del prospetto antistante Piazza delle Erbe ebbe termine nel 1614.


Terrazza della Basilica Palladiana con Campanile

Il 18 marzo 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, la grande carena lignea, che caratterizzava la copertura della struttura venne bombardata e crollò. Nel 1948 venne ricostruita in cemento armato e legno.

Nei sotterranei è possibile, su prenotazione, visitare l'Area Archeologica di "Corte dei Bissari", che consente di esplorare le strutture antiche e i materiali archeologici esposti nelle vetrine, che vanno dall'epoca protostorica (VII - II secolo a.C.), alla prima romanizzazione (II - I secolo a.C.), all'età romana e tardo imperiale (I - V secolo d.C.).

5) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ANNUNCIATA

Uscendo da Piazza dei Signori e proseguendo lungo Contrà Muschierla ci s'imbatte, dopo una breve passeggiata, nella solenne facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta, duomo della città.

La Cattedrale di Vicenza si caratterizza per la cupola, realizzata da Andrea Palladio, che s'impone nel panorama cittadino. La realizzazione della facciata risale al 1467, come si legge nelle losanghe localizzate sotto gli archetti del secondo ordine.

L'edificio è stato realizzato in stile tardo gotico, e ricostruito a seguito delle devastazioni provocate dai bombardamenti del 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale. Negli ambienti sotterranei della Cattedrale, si trovano resti archeologici di domus romane con pavimentazione a mosaico. Tali domus si affacciavano sull'attuale Corso Palladio, antico decumano della città romana. I resti romani si trovano a tre metri di profondità rispetto all'attuale piano di calpestio.


Facciata del Duomo di Santa Maria
Annunciata

La prima Cattedrale vicentina risale all'epoca costantiniana, mentre nel V secolo venne edificata la vera e propria Cattedrale, caratterizzata da una vasta aula interna suddivisa in tre navate, terminante con abside semicircolare e pavimento musivo, di cui rimangono alcuni resti. Con il Vescovo Girolamo, alla guida della diocesi vicentina dal 1000 al 1013 la Cattedrale subì delle modificazioni: venne edificato un impianto a tre absidi, che oggi costituisce la struttura principale della sottostante cripta, mentre le tre navate vennero suddivise da una serie di pilastri in laterizio (X - XI secolo).

Nella seconda metà del XIII secolo, con le devastazioni delle scorrerie portate dall'Imperatore Federico II di Svevia, la Cattedrale venne ricostruita. I lavori terminarono nel 1290 come attesta un'iscrizione posta sull'architrave del portale d'ingresso.

INTERNO E CRIPTA

Nel 1464 - 1467 vennero aperte le cappelle laterali, e la chiesa di nuovo ricostruita, a causa dei dissesti strutturali che comportarono tali modifiche. Negli anni Cinquanta del XVI secolo, ad opera dell'Architetto Andrea Palladio, venne ricostruita l'abside, con la ricostruzione del tamburo e della sovrastante cupola, opera dello stesso Palladio del 1565. All'esterno venne eretta la facciata di grandi dimensioni. Nel maggio 1560 venne terminata la realizzazione della porta settentrionale del duomo.

L'intervento di restauro del Vescovo Giuseppe Civran del 1660 - 1679 modificò ancora una volta la struttura della Cattedrale, bisognosa di restauri: venne ricostruita la cupola in rovina, vennero realizzate le decorazioni del presbiterio, tra le quali gli stalli dei canonici, la cattedra vescovile, i dipinti e gli stucchi. Lo splendido paramento posto a decorazione dell'abside risale al 1682, come cornice all'Altare dell'Acqua.


Interno Duomo in stile gotico
a tre navate

L'edificio venne pesantemente bombardato tra il 1944 e il 1945, quando le incursioni aeree anglo - americane distrussero la volta, le navate e le cappelle meridionali, lasciando inalterate le cappelle settentrionali e l'abside. Tuttavia gli affreschi, i dipinti e gli altari che ne decoravano l'interno andarono irrimediabilmente perduti. L'impegnativa ricostruzione venne portata a termine solo nel 1971. I lavori di restauro, iniziati nel 1988 e conclusi nel 2002, riportarono la zona presbiteriale all'originario splendore.


Cripta Duomo

6) SANTUARIO DI SANTA MARIA DI MONTE BERICO

Le origini del Santuario di Santa Maria di Monte Berico, anche chiamato "della Madonna di Monte Berico", vengono fatte risalire alle due apparizioni mariane, occorse a Vincenza Pasini, una donna che vide apparire la Madonna mentre stava portando del cibo al marito che lavorava sull'altura.

Le apparizioni mariane presso Monte Berico furono due: la prima di cui si hanno notizie risale al 7 marzo 1426, la seconda al 7 agosto 1428. La Madonna promise la fine della pestilenza che colpì la città, e invocò la costruzione di un edificio religioso sulla collina.

Nel 1428, i lavori di costruzione portarono alla realizzazione di un primo luogo di culto tardo gotico e di un piccolo cenobio, realizzato in modo tale da ospitare e gestire l'affluenza dei pellegrini.


Facciata del Santuario di Santa
Maria di Monte Berico

Da quel momento in poi l'architettura e la decorazione del Santuario subirono notevoli modifiche: tra il 1493 e il 1498 venne ampliato il convento, mentre nel 1475 a subire modifiche, in particolare un ampliamento fu la chiesa, ad opera dell'Architetto Lorenzo da Bologna. Una successiva opera di ampliamento realizzata da Andrea Palladio nel 1590 - 91, venne demolita nel 1687, mentre a partire dal 1703 venne realizzata l'attuale disposizione barocca dell'interno su disegno di Carlo Borella.

Tra il 1825 e il 1852 venne realizzato il campanile, ad opera dell'Architetto Antonio Piovene, che comportò la distruzione del coro di Lorenzo da Bologna e il danneggiamento della Sagrestia. Nel biennio 1860-61 si operò il rifacimento della prima chiesa di Giovanni Miglioranza.

Nella lunetta sopra al portale d'ingresso, è riposta un'immagine della Madonna realizzata da Pietro Pala.

INTERNO

All'interno del Santuario, con pianta centrale a croce greca, sovrastata da una cupola poggiante su un tamburo nell'intersezione dei due bracci della croce, sono visibili cinque campate voltate a crociera, sostenute da colonne ornate da un rivestimento in marmorina del XIX secolo. Nei vertici della pianta a base quadrata, si aprono quattro vani minori con copertura a calotta.

Tra le opere d’arte degna di nota è la scultura della Pietà di Bartolomeo Montagna realizzata nel XVI secolo. Dinanzi all’altare maggiore è la grande tela di Giulio Carpioni del XVII secolo, raffigurante la Madonna che appare al Podestà Francesco Grimani.  Nell’abside è riposto il coro ligneo del XV secolo, con stalli intarsiati raffiguranti scorci e paesaggi di Vicenza e dei Colli Berici.

Nell’altare maggiore è collocata la Statua della Madonna di Monte Berico, realizzata nel XV secolo da Niccolò da Venezia, in Pietra Tenera dei Colli Berici, che riproduce il tema della Madonna della Misericordia, con i supplicanti nascosti sotto il manto.


Altare del Santuario di Santa Maria di Monte
Berico visto dal transetto Destro


Cupola del Santuario di Santa Maria di
Monte Berico


Navata principale Santuario di
Santa Maria di Monte Berico


Altare del Santuario di Santa Maria di Monte Berico
visto dal Transetto Sinistro

NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dal portale "Città di Vicenza", nella sezione "CULTURA E TURISMO", nel sito www.comune.vicenza.it.

NB. Le informazioni relative alla trattazione della Cattedrale di Vicenza, sono state estrapolate dalla pagina internet "La Cattedrale di Vicenza. Santa Maria Annunciata", nel portale "Diocesi di VICENZA", nel sito www.diocesivicenza.it.

NB. Le informazioni relative al Santuario di Santa Maria di Monte Berico sono state estrapolate dal testo "Il Santuario", nella pagina internet "Santuario Santa Maria di Monte Berico", nel sito www.monteberico.it.

NB. Una trattazione più approfondita sarà dedicata alla Villa Palladiana Almerico Capra detta "La Rotonda", cui verrà dedicato uno specifico post di approfondimento.

Nessun commento:

Posta un commento

Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

  STORIA Poggio Nativo è un Comune di 2.589 abitanti della Provincia di Rieti posto al confine con la Città Metropolitana di Roma Capital...