STORIA
Situato sulla riva sinistra del Fiume Trebbia, dal quale prende il nome la Val Trebbia, uno dei quattro territori che compongono la Provincia di Piacenza, Bobbio è il più importante centro della valle.
Compreso nel circuito dei Borghi più Belli d'Italia, è tra le cittadine medievali italiane più cariche di storia, arte e cultura, famosa in tutta Europa durante il Medio Evo, per la presenza dell'Abbazia di San Colombano, fondata nel 614, ove era contenuto il celebre Scriptorum.
Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, Bobbio venne compreso nel territorio della Provincia di Pavia, e solo a partire dal 1923 entrò definitivamente a fare parte della Provincia di Piacenza.
Il comprensorio di Bobbio venne abitato sin dall'epoca preistorica, mentre in età preromana vi si stanziò la popolazione italica dei Liguri. Ai Liguri subentrarono i Galli, ma poco dopo anche Bobbio venne ricompresa tra i domini romani.
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e l'inizio dell'Alto Medio Evo, Bobbio entrò nella storia quando nel 614 vi giunse, seguito dai suoi discepoli, il monaco irlandese Colombano, che ricevette l'incarico di fondare un monastero e governare il territorio, dal Re Longobardo Agilulfo.
A Bobbio, Colombano trovò solo una piccola chiesetta consacrata a San Pietro, e in condizioni di rudere. La fece restaurare, ma non poté portare avanti la sua opera di evangelizzazione, perché ormai stanco e malato, morì il 23 novembre 615, e venne seppellito dai suoi discepoli all'interno della chiesetta di San Pietro. Dopo la sua morte, i monaci successori decisero di portare avanti la sua opera di evangelizzazione, e riuscirono nell'intento di far ripopolare il monastero.
Il ripopolamento comportò la costruzione di una moltitudine di casette e abitazioni nei dintorni dell'Abbazia, finché non si venne a formare un vero e proprio borgo. Con il passare del tempo l'Abbazia si costituì anche come un'entità politica, divenendo sempre più potente, e accrescendo la sua importanza e influenza nel mondo medievale. In epoca longobarda, la comunità abbaziale di San Colombano, fu in grado di ottenere e gestire possedimenti in tutta l'Italia Settentrionale.
Nel giugno del 774, il Re dei Franchi Carlo Magno, pose fine al Regno Longobardo impadronendosi della capitale Pavia. Carlo Magno donò ai monaci bobbiesi nuovi e vasti beni. I Franchi considerarono Bobbio, come una postazione militare da sfruttare per aprirsi la strada verso la Liguria. In tal modo il monastero bobbiese, venne elevato al rango di monastero imperiale, e l'abbazia divenne un ricco feudo.
Nel 1014 l'Abate di San Colombano ottenne la dignità e la giurisdizione episcopale, portando alla nascita della Diocesi di Bobbio, che divenne a tutti gli effetti, una città episcopale. Mentre inizialmente le figure di Vescovo e Abate vennero concentrate in un'unica persona, negli anni seguenti le due figure vennero distinte, fatto che comportò l'inizio del periodo di decadenza di Bobbio e della sua abbazia.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Nel paragrafo relativo ai monumenti, viene momentaneamente tralasciata la trattazione dell'Abbazia di San Colombano, cui verrà dedicato un apposito post di approfondimento.
1) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA (DUOMO DI BOBBIO)
STORIA ED ESTERNO
La Cattedrale di Santa Maria Assunta, è un antico edificio di fondazione romanica, la cui edificazione viene fatta risalire al 1014, anno in cui il borgo venne eretto a sede diocesana.
La struttura della chiesa risale al 1075, ma la facciata come la vediamo oggi, venne modificata a seguito degli interventi di restauro del 1463. Le due maestose torri campanarie che affiancano la facciata, sono originali solamente nella loro parte inferiore. La torre di destra subì modifiche strutturali nel 1532, anno in cui il comune fece edificare la cella campanaria, e ottenne dal Vescovo il permesso di installarvi un orologio.
La torre di sinistra, originaria torre campanaria a sezione quadrangolare, presentava finestre trifore che si aprivano su tre lati, mentre sul lato ovest venne aperta una monofora. L'accesso all'edificio avviene attraverso la discesa della scalinata, edificata a causa della sopraelevazione della piazza antistante la chiesa attuata in epoca tardobarocca.
INTERNO
L'interno del duomo ha una pianta a croce latina, ed è suddiviso in tre navate. Lungo le navate laterali si aprono delle cappelle voltate a crociera.
Le decorazioni che ornano l'interno sono state realizzate nel biennio 1896 - 1897 in stile neobizantino, anche se conferiscono comunque un senso di maestosità e di omogeneità a tutta la chiesa, e si fondono bene con la decorazione originaria più antica.
Gli affreschi che ornano la zona del transetto e del presbiterio, raffigurano splendide quadrature prospettiche, realizzate dall'artista Francesco Porro, nel triennio compreso tra il 1723 e il 1726.
Di grande pregio è l'affresco che rappresenta l'Annunciazione, databile al XV - XVI secolo, posto all'interno della Cappella di San Giovanni Battista.
CRIPTA
La cripta del Duomo di Bobbio, edificata nel XV secolo, si presenta come un ambiente in stile romanico suddiviso in tre navate, al cui centro è posto un altare.
Dalla parte opposta rispetto all'altare, un cunicolo conduce ad uno stretto e breve corridoio, ove sono presenti delle tombe, sia sulla destra, che sulla sinistra. Sono le tombe appartenenti ai Vescovi di Bobbio, e per questo motivo il luogo viene anche chiamato Sepolcro dei Vescovi. La tomba più antica risale al 1600.
Di fronte al Sepolcro dei Vescovi, scendendo le scale si giunge nella Cappella dedicata a Sant'Antonio Maria Giannelli, Vescovo di Bobbio dal 1838 al 1846, sepolto in un'urna trasparente al di sotto dell'altare della cripta.
2) PONTE VECCHIO (O GOBBO)
Il vero simbolo di Bobbio, è sicuramente il Ponte Vecchio, anche conosciuto con il nome di "Ponte Gobbo", cui non è facile stabilire con certezza una data di edificazione, costruito con lo scopo di collegare il centro storico di Bobbio, con la sponda destra del Fiume Trebbia.
Alcuni studiosi ritengono che la sua fondazione, risalga addirittura ad un'epoca precedente a quella della stessa Abbazia di San Colombano. Non a caso, a quell'epoca, diverse attività commerciali già si vennero a trovare proprio sulla sponda destra del fiume, come le saline del Condottiero Longobardo Sundrarit e la Fornace del Rio Gambado.
Il ponte venne quasi completamente distrutto a causa delle potenti alluvioni del 1452 e del 1472.
Si decise quindi di edificare una temporanea struttura in pietra di piccole dimensioni, per consentire l'attraversamento del fiume. Questa struttura, è la stessa identificata dalla studiosa Carla Glori sullo sfondo della celebre Gioconda di Leonardo Da Vinci. Solo nel XVIII secolo il ponte venne ad assumere la struttura definitiva.
Il monumento presenta una struttura composta da undici arcate, con una lunghezza pari a 273 m. Il nome "gobbo" è dovuto alla lunghezza irregolare delle arcate, ognuna delle quali è differente dall'altra. Secondo la leggenda, questa particolarità costruttiva, è dovuta al fatto che il ponte venne costruito dal Diavolo in una sola notte, in cambio dell'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato.







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