martedì 11 luglio 2023

BORGO FANTASMA DI CELLENO: TRA I LUOGHI PIU' SUGGESTIVI DELLA TUSCIA VITERBESE

STORIA

Non è difficile stabilire son certezza l'epoca cui risalgono le origini del centro storico medievale di Celleno, oggi suggestivo borgo fantasma: tra le date ipotizzate che ci sono pervenute, la più accreditata è quella stabilita dallo storico Dioniso d'Alicarnasso.

Nei suoi scritti, Dioniso sostiene che la città venne fondata da Italo, in memoria di sua figlia Cilenia, molti anni prima della fondazione di Roma. Anche se questo dato proviene da una leggenda, non verificata a livello storico, è ragionevole ipotizzare la presenza di un piccolo insediamento nel territorio cellenese, già prima della fondazione di Roma.

Dati certi sull'esistenza di Celleno, vengono fatti risalire al massimo al VII secolo a.C., durante la dominazione etrusca del territorio viterbese. Sotto gli etruschi il borgo, venendosi a trovare lungo la via di comunicazione, e principale via commerciale tra le città di Orvieto e Ferento, svolse un importante ruolo strategico.

Con la crescita di Roma, Celleno venne sottomessa dai romani, insieme alle altre città etrusche, cadendo in mano nemica a partire dal 264 a.C.. Nonostante i danni riportati nei saccheggi, la struttura urbana della cittadina venne risparmiata.

Con l'inizio della dominazione romana, la città beneficiò di un nuovo sistema viario, che ne fece un importante luogo di transito, per le merci che dalla Media Valle del Tevere raggiungevano Montefiascone, e quindi Roma.

Durante il periodo delle invasioni barbariche, Celleno divenne teatro di sanguinose scorrerie da parte dei Goti, e in particolare dei Longobardi, dai quali venne a più riprese saccheggiata. Nel 774 Carlo Magno, a seguito della sconfitta dei Longobardi, riconsegnò la cittadina al dominio della Chiesa.

Celleno venne affidata dalla Camera Apostolica all'autorità dei Signori Monaldeschi della Cervara, già Signori di Orvieto e Bolsena. La città divenne teatro delle lotte intestine tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini, nella lunga contesa che vide opposte le amministrazioni di Orvieto e Viterbo. Durante il Basso Medio Evo, Celleno si schierò a fianco dei viterbesi, e ciò garantì al paese un periodo di sostanziale stabilità, anche a seguito dell'acquisizione del feudo da parte degli Orsini, Duchi di Bracciano, in particolare del Cardinale Orsini Franciotto, divenendo una città guelfa, e passando sotto la dominazione della Santa Sede.

Con il pontificato di Papa Gregorio XIII, iniziò per Celleno un periodo di stabilità, sotto l'effettiva dominazione della Santa Sede. Nel 1457 si stabilì a Celleno Papa Callisto III, e nel 1572 Papa Innocenzo XI.

Ormai relegata in secondo piano, fuori dalle principali vie del commercio, Celleno venne devastata dal terremoto del 1696, che ne danneggiò seriamente le strutture pubbliche e civili. E' probabile che la valle che oggi si trova alle porte del borgo antico, sia il frutto dell'azione distruttiva di tale terremoto.

Un secolo dopo, il borgo medievale di Celleno venne devastato dalla dominazione francese, quando nel 1789 perse più di cento uomini a causa di una cruenta battaglia. Tra il 1832 e il 1833 fu soggetto ad una grave epidemia di febbre petecchiale che provocò quaranta morti, mentre nel 1855 una seconda forte scossa di terremoto costrinse gli abitanti ad abbandonare, questa volta definitivamente, il centro storico, trasformandolo in un borgo fantasma.

Con la migrazione, la popolazione si trasferì nella Località Le Poggette, dove venne edificata la Nuova Celleno.


Borgo medievale di Celleno

MONUMENTI DI CELLENO ANTICA

Il borgo fantasma di Celleno, sorge su uno sperone tufaceo a 350 m.s.l.m., a circa 1,5 km dal nuovo insediamento di Celleno. Il centro storico si trova al centro di due torrenti, che sfociano entrambi nel Fiume Tevere. La rupe tufacea ove sorge, è purtroppo soggetta ad una lenta e progressiva erosione.

Ad esempio, al contrario di Celleno, Civita di Bagnoregio è stata salvata dal disfacimento grazie ad un'imponente opera di puntellamento.

Salita al centro storico

1) CASTELLO ORSINI

Il principale monumento storico visitabile del borgo fantasma, è senza dubbio il Castello Orsini, posto all'ingresso del borgo antico. Circondato da un fossato, il Castello è munito di un fortilizio e di una torre di guardia.

Dalla piazza posta al di sotto del Castello (Piazza del Mercato), si accede alla piazza principale, denominata Piazza del Comune. Da qui si raggiunge il Castello attraversando un bel ponte in muratura costituito da un'unica arcata. L'ingresso al Castello è munito di un bel portale. Gli ambienti interni non sono tutti visitabili, a causa di alcune zone soggette a frane.

Nella zona non visitabile si trovano una serie di cunicoli che mettevano in comunicazione le diverse stanze. Il Castello, recentemente restaurato ad opera del pittore Enrico Castellani, venne confiscato dal Comune di Celleno.


Accesso al Castello Orsini

2) PIAZZA DEL COMUNE E CHIESA DI SAN DONATO

Nel muraglione che s'innalza nella piazza inferiore del Castello, si notano due pietre bianche. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, queste due pietre sorreggevano una targa marmorea con su scritte sanzioni applicate dall'Italia agli invasori.

In Piazza del Comune è presente il Campanile della vecchia chiesa parrocchiale dedicata a San Donato, a sezione quadrangolare, composto da tre blocchi tufacei, disposti l'uno sopra l'altro.


Campanile della Chiesa Parrocchiale
di San Donato

A sinistra del Castello, sorgono le mura appartenenti all'antica Chiesa di San Carlo, mentre nelle vicinanze della piazza è posta la Chiesa di San Donato. Tale chiesa, risalente all'anno 1000, venne edificata in stile romanico, ornata in facciata da un bel portale d'ingresso in pietra basaltica.

3) ABITAZIONI DEL CENTRO STORICO

Nel centro storico di Celleno, la struttura delle abitazioni private, è costituita da costruzioni di tufo rosso senza intonaco. Percorrendo le strette e tortuose vie, s'incontrano abitazioni completamente diroccate, che hanno ancora mantenuto la loro struttura originaria.


Apertura di un'abitazione ornata
da una bella cornice

Tali abitazioni civili, composte da ambienti scavati nel tufo, rendono il paesaggio molto suggestivo. Nel corso della sua storia, il borgo è stato interessato da numerosi interventi di ristrutturazione.


Rampa di scale che scendono in una cantina

Tra i vari ambienti di urbanistica civile presenti a Celleno, sono visitabili numerose botteghe utilizzate come cantine per la cottura del pane, e la fermentazione del vino.


Bottega ove è conservato il butto ligneo
per la cottura del pane

La bottega ove è conservato il butto in legno utilizzato per la cottura del pane, ha la forma di una lunga galleria, situata due piani sotto terra, raggiungibile dopo aver sceso due rampe di scale. In una parete laterale della galleria posta più in profondità, si possono ancora notare i segni, più o meno profondi, lasciati dalle picconate degli abitanti nel tufo fresco, in eccezionale stato di conservazione.


Parete di tufo fresco, ove sono visibili i
segni lasciati dalle picconate eseguite dagli
addetti allo scavo dei cunicoli

NB. Le informazioni storiche sono state estrapolate dal post "La storia di Celleno Antica", nella pagina internet "Lazio Nascosto", in www.lazionascosto.it.

NB. Le informazioni sui monumenti visitabili a Celleno, sono state estrapolate dal post "Celleno Antica", nella pagina internet "Lazio Nascosto", in www.lazionascosto.it.

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