martedì 25 luglio 2023

CASTEL SANT'ELIA: PAESE DELL'AGRO FALISCO SULLA VIA AMERINA

 STORIA

Castel Sant'Elia rientra tra i luoghi più scenografici della Provincia di Viterbo, nel Lazio, e costituisce uno dei borghi storici più interessanti dell'Ager Faliscus, territorio della Tuscia ove in epoca preromana, s'insediò l'antica popolazione dei Falisci.

Le testimonianze degli insediamenti nei quali visse la popolazione falisca, sono state rinvenute all'interno di numerose tombe e grotte abitative. Questi piccoli insediamenti sono oggi ricompresi nelle località di Pizzo e Castel d'Ischi, i cui centri abitati sovrastano possenti rupi tufacee. Nonostante tali centri vennero abbandonati durante il periodo romano, il territorio beneficiò molto dei traffici commerciali, grazie all'edificazione da parte dei Romani, delle vie consolari Amerina, Flaminia e Cassia.

Durante il pontificato di Gregorio Magno, il territorio di Castel Sant'Elia si ripopolò, mentre a causa del periodo di grande instabilità, venne costruita una rocca per proteggersi dalle devastazioni provocate dalle Invasioni Barbariche. La cittadina divenne di proprietà dell'Abbazia di San Benedetto di Pentoma, come tra l'altro è possibile stabilire dalla lettura di un documento dell'872. Successivamente entrò a far parte dei domini territoriali dello Stato Pontificio. Nel XIII secolo divenne feudo degli Orsini.

Il maggior periodo di splendore vissuto dal borgo di Castel Sant'Elia, venne a coincidere con la creazione del Ducato di Castro, amministrato dalla Signoria dei Farnese, la famiglia in grado di  lasciare nel borgo le testimonianze più durature.

Lo stemma dei Farnese, il giglio, è tutt'ora scolpito sulla porta d'accesso del centro storico, edificata nel 1900. Con la Signoria del Duca Pier Luigi Farnese, il borgo venne inglobato nel Ducato di Castro. Nel 1649 il Ducato di Castro tornò sotto la diretta amministrazione della Santa Sede. In questo periodo, l'amministrazione di Castel Sant'Elia venne affidata ad un gruppo di appaltatori fino al 1790.


Porta d'accesso al centro storico edificata
nel 1900


Intradosso della porta d'accesso
sovrastata dalla torre

Nel XVIII secolo il paese iniziò ad estendere la sua giurisdizione al di fuori delle mura del centro storico, mentre dopo il 1790 venne dato in enfiteusi dapprima a Carlo Maria Luciani, poi a partire dal 1815, al Conte Domenico Panimolli. Infine venne concesso al Marchese Andrea Lezzani, titolare del palazzo in cui si trova oggi la sede del Municipio.

Nel 1870 Castel Sant'Elia, insieme a Roma e al Lazio, venne annessa al Regno d'Italia, in particolare alla Provincia di Roma, per poi passare nel 1927, alla neocostituita Provincia di Viterbo.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Castel Sant'Elia è uno dei tanti borghi della Provincia di Viterbo che merita di essere visitato, sia per le sue splendide testimonianze storiche, sia perché al pari di altri borghi del territorio, come ad esempio Corchiano, offre i paesaggi più belli del comprensorio, tra forre, alte pareti tufacee caratteristiche del territorio, enormi blocchi di tufo, e strade completamente scavate nella roccia, che è possibile percorrere.


Panorama del banco tufaceo su cui si erge
il centro storico di Castel Sant'Elia, con in basso
la Basilica di Sant'Elia

Visitare Castel Sant'Elia vuol dire venire a contatto con un luogo davvero magico, plasmato sia dalla storia, che in particolare dalla natura, dove l'azione dell'uomo è stata in grado di far godere alle future generazioni spettacolari panorami, ma anche di edificare ardite costruzioni e opere d'arte che meritano di essere visitate e valorizzate.

In questo paragrafo non ci soffermeremo sulla trattazione della Basilica di Sant'Elia, la cui analisi approfondita sarà oggetto del prossimo post. Andremo invece ad esaminare gli altri monumenti degni di nota, che caratterizzano il centro storico.

1) SANTUARIO DI SANTA MARIA AD RUPES

Il Santuario di Santa Maria ad Rupes, è un'ardita costruzione, edificata sulla parete della forra che costeggia il centro storico di Castel Sant'Elia. Costituisce una costruzione di grande fascino, ove si fondono storia, spiritualità e natura.


Discesa al Santuario di Santa Maria ad
Rupes, scavata nella roccia

L'accesso al santuario avviene percorrendo a piedi un viale alberato, al termine del quale ci si ritrova dinanzi la facciata di un santuario. Varcando la porta d'ingresso, ci si trova dinanzi una scalinata che scende nelle viscere della montagna, conosciuta come la Scalinata di Frà Rodio.


Parete rocciosa che fiancheggia la
discesa al santuario

SCALINATA DI FRA' RODIO

Il primo culto documentato in questo luogo risale al 1520, quando alcuni monaci eremiti s'insediarono nelle cavità presenti nelle pareti tufacee. In una grotta utilizzata come luogo di preghiera viene venerato un affresco ove è rappresentata la Madonna con Bambino.

Nel momento in cui i monaci benedettini diedero avvio all'edificazione, sul fondo della valle, della Basilica di Sant'Elia, il Santuario venne progressivamente abbandonato, per cinque secoli, a partire dal 1258.

Bisognerà aspettare molto tempo, fino al 1777, per tornare ad assistere alla celebrazione della messa domenicale presso il Santuario. Fu proprio in questo anno che giunse a Castel Sant'Elia il frate francescano Andrea Rodio, il quale con la sua opera riuscì nell'intento di ristrutturare il santuario, rendendolo nuovamente meta di pellegrinaggi.


Pianerottolo di sosta della Scalinata
di Fra' Rodio

Per facilitare l'accesso dei pellegrini al Santuario, Andrea Rodio si fece promotore dello scavo della parete rocciosa fino al luogo di culto, al fine di costruirvi una grande scalinata in grado di facilitarne l'accesso. I lavori di costruzione della Scalinata di Andrea Rodio si protrassero per quattordici anni. Il completamento della scalinata, che contava ben 144 scalini, consentì ai pellegrini di scendere direttamente alla Grotta della Madonna. Rodio fece anche costruire la Via dei Santi, che scende fino a raggiungere la Basilica di Sant'Elia.

Nella grotta è conservata la tela della Madonna con Bambino, una delle poche opere del genere su cui è raffigurata la Madre adorante vero il Figlio, che dorme sulle sue gambe.

2) BASILICA DI SAN GIUSEPPE

Al fine di accogliere un afflusso sempre maggiore di pellegrini, tra il 1908 e il 1910 venne edificata, in stile neogotico, la Basilica di San Giuseppe. La chiesa costituisce la prima grande costruzione che s'incontra alla fine del viale alberato.


Facciata della Basilica di San Giuseppe

L'edificio, in stile gotico e a navata unica, venne progettato dall'Ingegnere Carlo Waldis. Sul portone di accesso, è possibile vedere un bassorilievo raffigurante San Giuseppe con Gesù Bambino.

Ai lati del portale, sono poste due statue, che raffigurano San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova.


Abside poligonale tripartito della
Basilica di San Giuseppe


Interno in stile gotico a tre navate della
Basilica di San Giuseppe, suddiviso
in tre navate

NB. Le informazioni storiche riportate sul borgo di Castel Sant'Elia, sono state estrapolate dal post "Castel Sant'Elia. La solennità nelle forre", nel portale "INAGROFALISCO", nel sito www.inagrofalisco.it.

NB. Le informazioni sui monumenti di Castel Sant'Elia, sono state estrapolate dalla pagina "Santuario Ss. Maria ad Rupes", nel portale "INAGROFALISCO", nel sito www.inagrofalisco.it.

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