lunedì 24 luglio 2023

DUOMO DI MODENA E GHIRLANDINA: CAPOLAVORI DELLO STILE ROMANICO TUTELATI DALL'UNESCO

STORIA

L'edificazione del Duomo di Modena, ebbe inizio il 9 Giugno 1099, tra i capolavori assoluti dell'arte romanica italiana, dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO a partire dal 1997.

La Relatio del innovatione ecclesiae Sancti Geminiani ac de Trlanslatione Eius Beatissimi Corporis, meglio nota come Relatio, tra i più importanti codici conservato nell'Archivio del Capitolo del Duomo di Modena, narra le vicende che portarono a dare avvio ai lavori di edificazione della Cattedrale romanica, le vicende connesse al trasferimento del corpo del Santo dalla vecchia alla nuova Cattedrale, e la consacrazione dell'altare a lui dedicato, risalente al 1106.

L'autore della Relatio viene riconosciuto nello storico Aimone, i cui versi dono incisi nell'epigrafe commemorativa, situata nella muratura esterna dell'abside maggiore del duomo.

Dalla lettura dello stesso documento, si apprende che la scelta dell'Architetto incaricato di eseguire la progettazione della Cattedrale, avvenne per ispirazione divina.

Il Clero e i cittadini modenesi, affidarono l'incarico della progettazione del duomo, all'Architetto Lanfranco, che diede vita ad un'architettura nuova, andando a costituire un modello di architettura romanica per gli stessi architetti dell'epoca che vennero dopo di lui.

La struttura venne rivestita utilizzando materiale lapideo di reimpiego proveniente dalla città di Mutina, antico nome latino di Modena durante l'epoca romana.

Lanfranco ideò una struttura ripartita in tre navate, suddivise da colonne e pilatri, terminanti in un presbiterio molto sopraelevato, al fine di ospitare la sottostante cripta, mentre l'Architetto Wiligelmo, venne incaricato di realizzare la decorazione delle superfici lapidee dell'esterno.

Facciata Duomo di Modena

FACCIATA

La facciata è suddivisa in due ordini, quello inferiore ove si aprono tre portali, e quello superiore occupato dal rosone circolare.


Rosone circolare del Duomo

All'officina di Willigelmo si deve la realizzazione dello splendido Portale Maggiore, e dei magnifici bassorilievi che decorano la facciata, incluse raffigurazioni sacre, profane, celestiali e mostruose, che danno corpo ad uno stupefacente riassunto dell'anima dell'uomo medievale, possessore nello spirito di timori, dubbi e perplessità ma allo stesso tempo anche di fede, speranze e certezze.

La decorazione a rilievi più completa realizzata da Willigelmo, è quella che raffigura il Ciclo della Genesi, scolpiti su lastre di pietra, anch'esse di reimpiego.

RILIEVI DELLA GENESI

Le quattro lastre raffiguranti i Rilievi della Genesi, sono poste a differenti altezze sulla facciata della Cattedrale: due sopra le porte laterali, le altre due a fianco del protiro centrale.

La collocazione dei quattro pannelli, sfalsati nella facciata, è considerato frutto di un rimaneggiamento compiuto in epoche successive a quella della realizzazione del duomo, in particolare in epoca campionese.

Primo rilievo: Il primo Rilievo della Genesi, è situato al di sopra dell'entrata sinistra della facciata del duomo, e si presenta composto da quattro scene. La prima scena presenta la figura frontale del Creatore a mezzo busto, racchiusa da una mandorla sorretta da due angeli posti di profilo e simmetrici.

Nella seconda scena, il Creatore, raffigurato a figura intera di profilo, con il volto a tre quarti, crea Adamo, raffigurato con le braccia piegate a metà, e il corpo seminflesso.

Nella terza scena è scolpita la Creazione di Eva. Anche in tal caso il corpo e il capo di Eva sono raffigurati per tre quarti, il braccio destro posto ad angolo retto, nell'atto di raccogliere la mano di Eva raffigurata a mezzo busto, affiorata dal corpo di Adamo. Nella quarta e ultima scena, Adamo ed Eva consumano il frutto proibito.

Secondo rilievo: Il secondo Rilievo della Genesi, incassato in un contrafforto del portale centrale del Duomo, si compone di tre scene. La prima scena ripropone le due figure di Adamo ed Eva affiancate e ritratte in posture quasi identiche.

Nella seconda scena un angelo con le ali spiegate e la spada sguainata caccia i progenitori dal paradiso. Adamo ed Eva, sono scolpite di nuovo come una coppia quasi identica, con pochi attributi per essere differenziate.

Terzo rilievo: La lastra incassata sul lato destro del portale centrale del Duomo, si compone di tre scene. La prima scena raffigura il sacrificio di Abele e Caino, prole di Adamo ed Eva. Caino ha le mani avvolte in un pano, dal quale spunta il covone di loglio, mentre Abele regge un agnello a mani nude.

Le figura dei due fratelli, ognuna raffigurata in un blocco, si rivolgono verso la scena centrale, ove è scolpita l'immagine del Creatore in mandorla sorretta da un telamone. Nella scena successiva è raffigurata l'uccisione di Abele da parte di Caino.

Il mazzo di loglio si trasforma in un bastone con il quale Caino colpisce il capo di Abele. L'ultimo episodio della lastra si apre con l'ispezione di Caino che incontra l'eterno dopo il fratricidio.

Quarto rilievo: Il quarto rilievo, posto al di sopra del portale laterale di destra, si compone di due scene. Il lavoro si conclude con l'Uccisione di Caino da parte del Cieco Lamech. Segue la rappresentazione dell'Arca, da cui escono Noé e figli.

PORTA DEI PRINCIPI E PORTA DELLA PESCHIERA

Le due porte disposte lateralmente alla porta centrale sono la Porta dei Principi, affacciata su Piazza Grande, che accoglie i fedeli narrando la storia della Vita del Santo Geminiano, costituita da stipiti, archivolto e architrave scolpiti, inquadrati da un protiro con colonne appoggiate su leoni stilofori.

La costruzione della porta risale agli anni compresi tra il 1106 e il 1110. Lungo gli stipiti è posta una decorazione a tralcio. Le sculture e i rilievi della porta, sono state realizzate dal Maestro di San Geminiano e dal Maestro dell'Agnus Dei.


Leone stiloforo ove poggiano le colonne
della Porta dei Principi

La Porta della Pescheria, vicino alla Ghirlandina, si apre nei pressi della quarta arcata est, formato da due stipiti sormontati da un architrave e da un archinvolto.

Ciascuno dei telamoni, sostiene un tralcio vegetale abitato da animali reali e fantastici. Nello stipite sinistro, troviamo a partire dal basso un quadrupede, la Volpe e l'Aquila, il Leone a la Cicogna, il Leone e l'Avvoltoio e la Manticora.

Nello stipite destro, a partire dal basso si sovrappongono: Volpe e Gallo Confessore, Volpe e Nibbio confessore, Volpe Finta Morta, il Leone e il Basilico e la Manticora.


Bassorilievi dello stipite destro della
Porta dei Principi

Sulla parte interna degli stipiti, è posto il Ciclo dei Mesi. Nello stipite di destra in basso l'anno comincia con Gennaio, per poi riprendere con il mese di Luglio, nella parte inferiore dello stipite sinistro. A ciascun mese è associata una figura scolpita, con accanto riposta la scritta che riporta il nome del mese.

Nell'archivolto sono presenti dei bassorilievi raffiguranti l'assalto ad un castello, entro cui una donna è prigioniera, separata da una barriera di acque. L'archivolto venne realizzato entro il 1130.

TORRE CIVICA (GHIRLANDINA)

Posta di fianco all'abside del Duomo, con un'altezza pari a 89,32 m, la Ghirlandina è il campanile del Duomo di Modena, simbolo indiscusso della città nel mondo.

Realizzata come campanile della Cattedrale, la Ghirlandina ha svolto nel corso dei secoli anche un'importantissima funzione civica. Tra le sue mura veniva conservata la cosiddetta "Sagrestia" del Comune, archivio ove venivano conservati documenti pubblici e atti di grande valore.


Torre Civica “Ghirlandina”

Mancano fonti certe concernenti le prime fasi di edificazione della Ghirlandina. Le fondamenta vennero scavate intorno al 1160. Nel 1261 la costruzione giunse al sesto piano, mentre nel 1319 il monumento venne completato con la sistemazione della cuspide ottagonale gotica, progettata da Enrico da Campione.

L'esterno della Ghirlandina presenta un ricco corredo scultoreo, e rivestimento con materiali lapidei provenienti dall'antica città romana di Mutina, Ogni cornice marcapiano presenta una decorazione con archetti pensili, semplici e intrecciati, e da protomi figurate.

Negli spigoli delle tre cornici, sono posti blocchi angolari scolpiti con bestiari medievali nella prima cornice, figure animali nella seconda cornice e figure umane nella terza cornice.


Affreschi della volta di una stanza della
Ghirlandina in cui si trova la Secchia, riproduzione
del manufatto originale esposto all’interno del
Palazzo Comunale requisito dai modenesi
a danno dei bolognesi come trofeo al termine
della Battaglia di Zappolino nel 1325

All'interno della Ghirlandina sono presenti numerose e interessanti stanze, tra le quali al quarto piano la Stanza dei Torresani, con importanti capitelli scolpiti, come il Capitello dei Giudici, il Capitello di David e il Capitello dei Leoni.

Stanza dei Torresani: La salita alla Ghirlandina è fortemente consigliata, ma non obbligatoria nella visita del Duomo di Modena. Dopo aver completato la salita dei gradini all'interno della struttura della torre, sulla cuspide del campanile, posta al quinto piano della Ghirlandina, si accede alla Stanza dei Torresani.


Stanza dei Torresani, sopraelevata nel 1261,
che ospita un locale ornato da colonne con
capitelli decorati

L'edificazione della stanza viene ricompresa nel periodo tra il 1169 e il 1184. L'ambiente venne sopraelevato nel 1261, intervento che lo trasformerà nella Stanza dei Torresani.

Il nome deriva dal fatto che la stanza venne adibita ad ospitare i Torresani, ossia le guardie del Comune, cui se ne attesta l'istituzione a partire dal 1306, con l'incarico di vegliare sulla città, e dare l'incarico per l'apertura e la chiusura delle porte.

Nella stanza sono presenti otto colonne, che presentano capitelli assai decorati, risalenti al 1180 circa.


Capitello dei Leoni che decora la
Stanza dei Torresani

INTERNO

L'interno della Cattedrale, suddiviso in tre navate, conserva opere d’arte risalenti ai secoli XV e XVI.


Interno del Duomo di Modena, in stile
romanico, suddiviso in tre navate

Il pulpito della Cattedrale, emblema della scultura romanica, venne realizzato da Enrico da Campione, che lo realizzò nel 1322

All'esterno della scala del pulpito, in spazi trapezoidali, vi sono degli affreschi del XV secolo, raffiguranti due episodi della vita di Sant'Ignazio, Vescovo di Antiochia.


Pulpito della Cattedrale di Enrico da Campione,
realizzato nel 1322 e decorato con affreschi del XV secolo
raffiguranti due episodi della vita di Sant’Ignazio

Nel terzo e nel quarto montante sono visibili due frammenti di scultura medievale del IX secolo, ivi collocati nel Quattrocento. Il primo presenta una decorazione a girali bisolcati, con volute contrapposte riempite da foglie stilizzate, mentre il secondo una decorazione a treccia.

Tra le altre opere collocate è presente l'Altare delle Statuine, un grandioso polittico in terracotta collocato nella navata sinistra. Presenta due registri principali con figure entro nicchie inquadrati da colonnine tortili, una predella con scene narrative e una figura intermedia, che funge da elemento di scansione orizzontale.

La Madonna, titolare della Cattedrale è posta nell'atto di sorreggere il Bambino che si rivolge verso i fedeli.


Polittico in terracotta nella navata sinistra

E' affiancata al Patrono di Modena San Geminiano, sulla destra, e al tutore della Chiesa di San Pietro a sinistra.

All'esterno sono collocati San Giovanni Battista e San Nicola di Bari. Nella predella si susseguono da sinistra a destra: il Battesimo del Giordano, Gesù tra i Dottori, la Natività, l'Adorazione dei Magi e la Fuga in Egitto. I quattro dottori raffigurati a mezzo busto sullo sfondo degli scanni del coro ligneo e i quattro evangelisti seduti al loro scrittoio, identificano i simboli su cui si fonda la Chiesa.

Nelle nicchie dei contrafforti vi sono gli Apostoli e alcuni Santi, mentre sulla sommità vi sono l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunziata.

Nella navata destra del duomo, si apre la Cappella Bellincinisi, composta da un altissimo fornice a tutto sesto, inquadrato fra due pilastri scanalati con alta base, e con capitelli corinzi che reggono un architrave. La lunetta è decorata da un affresco raffigurante la Natività.

Al di sotto, i pennacchi dell'arco presentano a sinistra la figura dell'Angelo Annunciante, mentre sulla destra quella della Vergine Annunciata. Il sottarco è occupato da otto immagini a mezzo busto di personaggi dell'Antico Testamento, noti come Profeti.

Nella parete di fondo della Cappella, è rappresentato il Giudizio Finale suddiviso in tre fasce: in alto, nella prima fascia si trova la figura di Cristo Giudice all'interno di una grande mandorla, con al suo fianco figure di Santi e dell'Antico Testamento, nella fascia mediana San Michele Arcangelo affiancato da Due Angeli

Nella parte bassa vi sono due gruppi di risorti e un finto dossale marmoreo, con le figure di San Girolamo, della Madonna con Bambino e di San Bernardino da Siena.


Finto dossale marmoreo con figure di San Girolamo,
della Madonna con Bambino e di San Bernardino
da Siena

Splendido è il coro ligneo intarsiato, composto da trentaquattro stalli, dei quali venti situati nell'ordine superiore riservato ai canonici, e quattordici nell'ordine inferiore, riservato ai mansionari. Il coro venne realizzato ad opera dei Fratelli Cristoforo e Lorenzo Canozi da Lendinara.

I Lendinara realizzarono i pannelli con nature morte e vedute, secondo i canoni geometrici di Piero della Francesca. Nel campo interno dell'ordine superiore dello stallo, è presente una tarsia raffigurante il Dottore della Chiesa.

Nel primo stallo di sinistra del coro è posto Sant'Agostino, ritratto in abito vescovile. A destra San Girolamo, è rappresentato nella veste cardinalizia, intento nella lettura di un libro poggiato sul davanzale della finestra.

La zona presbiteriale é sorretta da uno splendido pontile ligneo scolpito a bassorilievi, sorretto da colonne sostenute da statue leonine stilofore. I rilievi scolpiti del pontile rappresentano le Scene della Passione di Cristo, realizzate dai Maestri Campionesi.

Sulla sinistra del pontile é posto il pulpito in pietra impreziosito da cinque formelle scolpite a rilievi.

Nella formella centrale è raffigurato Cristo mentre, nelle formelle laterali, due sulla destra e due sulla sinistra della centrale, sono scolpiti i quattro evangelisti.


Pontile ligneo scolpito a bassorilievi con le Scene della Passione
 di Cristo. In dettaglio é rappresentata l’Ultima Cena


Leone stiloforo che sostiene una delle due
colonne del protiro dinanzi alla cripta

CRIPTA

Il presbiterio della Cattedrale appare molto rialzato, in modo tale da ospitare la sottostante cripta.


Volta decorata della cripta

La cripta è costituita da un grande spazio sotterraneo suddiviso in tre navate. Venne edificata tra il 1099 e il 1106 ad opera dell'Architetto Lanfranco, rimasta inalterata per la maggior parte della sua struttura, esclusa la zona adibita ad ospitare il sepolcro di San Geminiano, modificata a partire dal XVIII secolo.


Struttura della cripta divisa in tre navate


Sepolcro in pietra di San Geminiano


Seduta localizzata nella cripta con schienale in legno
intarsiato, ove al centro é raffigurato San Geminiano

I capitelli che ornano la sommità delle colonne che sostengono la cripta sono tutti differenti per forma e dimensioni. Alcuni di essi raffigurano motivi animali e vegetali, di differenti dimensioni.

NB. Le informazioni riportate nel post concernenti la storia del Duomo di Modena, sono state estrapolate dalla pagina "Cattedrale", nel portale "UNESCO Modena", nel sito www.unesco.modena.it

NB. Le informazioni riportate nel post concernenti l'interno della cattedrale, e le opere in esso presenti, sono state estrapolate dal post "CATTEDRALE - DUOMO DI MODENA", nella pagina internet "VISIT MODENA", in www.visitmodena.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche concernenti la Ghirlandina, sono state estrapolate dal post denominato "Ghirlandina", e dagli ulteriori post linkati nella pagina, nel portale "UNESCO Modena", nel sito www.unesco.modena.it.

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