martedì 18 luglio 2023

CASTELL'ARQUATO: BORGO MEDIEVALE NEL VERDE NEI COLLI PIACENTINI

 STORIA

Castell'Arquato è un borgo in Provincia di Piacenza, immerso nel verde dei Colli Piacentini, con aspetto tipicamente medievale. Le antiche case che costituiscono il borgo, nelle giornate particolarmente terse, sono visibili anche da molto lontano.

Il declivio collinare al di sopra del quale è stato edificato il borgo, è di origine marina, formatosi a seguito della sovrapposizione di sedimenti nel corso del tempo. Ebbe così inizio la storia, non solo del borgo di Castell'Arquato, ma anche di quella porzione del territorio piacentino, la Val d'Arda, che costituisce una delle quatto valli, solcate a rispettivamente da quattro torrenti, in cui si suddivide il territorio piacentino, ossia la stessa Val d'Arda, la Val Nure, la Val Trebbia e la Val Tidone.

Dai documenti storici, si apprende che nei secoli, il borgo è stato abitato ed amministrato da civiltà e governanti assai differenti fra loro, tra cui Liguri, Romani, Galli, Cavalieri di Ventura e Signori rinascimentali, ognuno dei quali ha lasciato una propria testimonianza nel territorio.

Durante il periodo della dominazione romana, il borgo venne a trovarsi proprio in prossimità del confine territoriale tra i due municipi di Veleja, oggi sito archeologico di Veleia Romana, e Placentia fondata dagli stessi Romani nel 218 a.C..

Le origini dell'abitato sono avvolte nel mistero, ma si crede che abbia inizialmente costituito un castrum quadratum difensivo contro i Liguri.  Le Invasioni Barbariche provocarono un duro colpo all'economia del territorio, portando pestilenze e carestie.

Il primo documento scritto su cui è menzionato il borgo di Castell'Arquato, viene ritenuta una copia di un atto di vendita, che riporta la data del 13 marzo 760, parte della raccolta delle Carte dei Varsi, di età longobarda, ove è stata rinvenuta la dicitura finibus castri Arquatense.

In epoca longobarda, e in particolare durante la Guerra Greco - Gotica, durata dal 535 al 553, Castell'Arquato godette di una certa autonomia da Piacenza, controllato dalle truppe longobarde contro i bizantini. A partire dall'VIII secolo, si hanno notizie certe concernenti la Chiesa di Santa Maria Assunta.

Nel 789 Castell'Arquato venne governata dal Vescovo di Piacenza Sigifredo, che poco dopo riceverà dall'Imperatore Ottone III il titolo di Conte. Con l'inizio del Basso Medio Evo, il borgo vive un periodo di rinascita dai secoli bui, durante il quale i Vescovi di Piacenza esercitarono un forte potere di carattere feudale e patrimoniale. Con la scelta di Castell'Arquato come sede vescovile da parte del Vescovo di Piacenza Grimerio, si riuscì nell'intento di sottrarre il borgo alla giurisdizione e all'influenza piacentina. Nell'estate del 1220 Castell'Arquato viene riconosciuto come Libero Comune.

Durante le guerre tra guelfi e ghibellini, nel 1256 il borgo, di parte guelfa, venne attaccato dalle truppe ghibelline di Oberto Pallavicino, al quale venne opposta strenua resistenza. Con la successiva vittoria della comunità cittadina, Pallavicino venne condannato a morte e impiccato. Nel 1290 il guelfo Alberto Scotti divenne Signore di Piacenza, e Castell'Arquato ricadde sotto il suo dominio. Venne ivi insediato il Podestà Tedesio de' Spectinis.

Alberto Scotti governerà il borgo a fasi alterne fino al 1316, anno in cui venne assalito dalle truppe viscontee. Il Signore Scotti venne fatto prigioniero nel 1317.

Con la conquista del Ducato di Milano da parte del Duca Francesco Sforza, nel 1453 venne investito come Governatore del feudo Bartolomeo Colleoni. Il borgo verrà governato da vari Capitani di Ventura, che poco s'interesseranno alle sue sorti. Con la morte di Francesco Sforza gli succedette il figlio Galeazzo Maria, ma il governo venne retto dalla madre Bianca Maria Visconti, a causa della sua minore età. Nel 1531 venne governato da Bosio II Sforza, ma alla sua morte nel 1533 venne concesso al governo di Costanza Farnese, moglie di Bosio, figlia di Papa Paolo III Farnese e sorella del Duca di Piacenza e Parma Pierluigi Farnese. Nel 1541 Papa Paolo III Farnese, concesse l'indipendenza al borgo.

Il dominio degli Sforza proseguì fino al 1707, quando Castell'Arquato entrò a far parte del Ducato di Parma e Piacenza, prima sotto i Farnese, poi sotto i Borbone. Nel 1805 durante le campagne napoleoniche, si manifestarono sollevazioni popolari, che sfociarono in eventi cruenti nel 1805 quando esattamente il 31 dicembre molti rivoltosi vennero fucilati all'interno della rocca. Fino al 1860, anno di annessione del territorio al Regno d'Italia, il Ducato di Parma e Piacenza entrò a far parte dei domini di Maria Luigia d'Austria

L'economia del borgo si basa prevalentemente sull'attività agricola, e in particolare sulla viticoltura e la produzione di salumi, tra i quali i tre prodotti DOP piacentini: la Coppa Piacentina DOP, la Pancetta e il Salame, ma anche i tipici primi piatti, come gli Anolini e i Tortelli di erbette con la coda. Il borgo è famoso anche per essere compreso in un territorio ricco di fossili.


Fontanile medievale all'ingresso del borgo

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Castell'Arquato è un caratteristico borgo medievale, che conserva intatta la struttura urbanistica tipica dell'età comunale. Nonostante alcune modifiche apportate in particolare ai luoghi di culto, le testimonianze storico - artistiche si conservano pressoché integre e ben armonizzate nel tessuto urbano.

Al borgo fa da sfondo lo splendido panorama dei Colli Piacentini, che ne hanno fatto un'eccellenza nella coltura della vite, e nella produzione di ottimi vini.


Porta d'ingresso del borgo medievale


Arco d'ingresso nel paese


Affresco posto sulla volta dell'arco
d'ingresso nel centro storico

1) COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Il principale monumento, visitabile non appena si giunge nel centro storico, è la Collegiata di Santa Maria Assunta. Le origini dell'edificio religioso risalgono all'VIII secolo, quando Castell'Arquato era dotato di un'organizzazione religiosa, civile ed economica retta dal Clero.

L'edificio svolse la funzione di Pieve e Battistero, tra le più antiche del territorio piacentino. Secondo la leggenda, nel 756 il nobile Magno operò un allargamento della struttura in onore della Madonna, che venne poi donata al Vescovo di Piacenza.

Sul finire del XI secolo, la Pieve venne eretta al rango di Collegiata, amministrata da un Collegio, ossia un Capitolo di Canonici. Nel 1122 la chiesa venne consacrata, e inizialmente contava al suo interno dodici Canonici, che poi vennero ridotti a sette.

Sulla destra della chiesa è posto il Portico del Paradiso di origine tre - quattrocentesca, mentre il portale dello stesso periodo, venne spostato e collocato nella facciata ove si trova tutt'ora.


Portale tre - quattrocentesco della
Collegiata di Santa Maria Assunta

INTERNO

L'interno della chiesa è in stile romanico, suddiviso in tre navate. Nella parete di fondo della chiesa, è collocato un fonte battesimale in pietra, ad immersione, risalente al VII secolo, fattore che sta ad indicare l'antichissima fondazione dell'edificio.


Interno in stile romanico della Collegiata
suddiviso in tre navate


Fonte battesimale in pietra ad
immersione del VII secolo

Degne di nota sono due splendide cappelle, che si aprono nelle navate laterali della Collegiata.

La Cappella di San Giuseppe venne realizzata nel XVII secolo, e presenta al suo interno splendide decorazioni barocche in stucco bianco.


Decorazione barocca in stucco
della Cappella di San Giuseppe del XVII secolo


Volta affrescata della Cappella di San Giuseppe


Stucchi barocchi della cappella con riposta una tela

La cappella più rilevante dal punto di vista artistico è quella consacrata a Santa Caterina d'Alessandria, edificata in stile gotico con due volte a crociera poste una di seguito all'altra. La cappella è ornata da splendidi affreschi risalenti al XV secolo, in cui sono rappresentate delle Scene Religiose.


Cappella di Santa Caterina d'Alessandria
affrescata nel XV secolo con delle Scene Religiose


Altri affreschi della Cappella di Santa Caterina
d'Alessandria raffiguranti Scene Religiose


Affreschi sulla volta della Cappella di Santa Caterina
d'Alessandria ove sono raffigurati Tondi con i Quattro Evangelisti

Purtroppo i restauri degli affreschi della cappella eseguiti nel XX secolo, non hanno rispettato il ciclo originario di epoca medievale, e sono stati realizzati secondo libere interpretazioni personali da parte dei restauratori. Nonostante ciò, la cappella costituisce un prezioso scrigno d'arte sacra.

2) ROCCA VISCONTEA

La Rocca Viscontea costituisce una splendida manifestazione medievale del borgo antico. Gli eventi che hanno dato vita alle strutture che costituiscono la fortificazione, sono stati rinvenuti nel documento Pacte Roche Castri Arquati.

Nel Registrum Magnum di Piacenza è fissata la data d'inizio dell'edificazione della fortificazione, identificata con il 1342, durante la dominazione di Luchino Visconti. La rocca sorge sulle fondamenta del castrum quadratum di origine romana, risalente al III secolo a.C..  La costruzione della Rocca venne portata a termine nel 1349, anno della morte di Luchino Visconti.

DESCRIZIONE

Della fortificazione restano visibili le mura perimetrali esterne e le quattro torri difensive, delle quali solamente quella orientale è integra. E' possibile visitare l'interno del dongione, e salire le scale che conducono fino alla cima, ove è allestito un Museo di Vita Medievale.


Rocca Viscontea con il dongione
sulla destra


Cortile interno della Rocca Viscontea

Dalla terrazza superiore del dongione, è possibile ammirare uno splendido scorcio sul centro storico del paese sottostante, e un bel panorama che spazia sui Colli Piacentini.


Panorama visibile dalla terrazza del dongione della rocca
con vista sul centro storico e sui Colli Piacentini

La rocca svolse un'importante funzione difensiva e militare, e non venne pertanto utilizzata come dimora signorile. Il dongione, ossia la torre più elevata, venne utilizzato come fondamentale punto di osservazione, con la vista che spaziava tra il territorio della Pianura Padana, nel quale era compresa Milano, e le pendici degli Appennini, consentendo anche l'osservazione della costa e del mare.


Scale interne alla rocca per la
salita sulla terrazza del dongione

3) PALAZZO DEL PODESTA'

Il Palazzo del Podestà di Castell'Arquato, venne eretto sul lato settentrionale della piazza nel 1292. Il principale elemento duecentesco del palazzo è il mastio rettangolare, cui nel Quattrocento vennero aggiunti gli ulteriori corpi.

La torre civica è a sezione pentagonale, e la sua edificazione venne prevista già a partire dal progetto originale. Il corpo che sporge verso la piazza, venne aggiunto successivamente. Al di sotto di questo, si apre un grande arco a sesto acuto, che consente di percorrere nella sua interezza la Via Sforza Caolzio.


Facciata del Palazzo del Podestà ornata
da merlature ghibelline

Altro avancorpo del palazzo, edificato nel Quattrocento, è la Loggetta dei Notari, che nei secoli, si è sviluppata in senso verticale. La facciata del palazzo è impreziosita dalla scalinata esterna, che a partire dal XV secolo venne munita di parapetto. Nei secoli il palazzo assunse la funzione di sede podestarile, mentre una sala collocata al pianterreno venne utilizzata come scuola comunale. I locali ora adibiti ad enoteca, svolsero la funzione di carcere, prima che questa stessa funzione venisse svolta dalla Rocca Viscontea. Attualmente è sede consiliare del Comune di Castell'Arquato, pertanto non visitabile.

NB. Le informazioni riportate nel post, sono state estrapolate nelle sezioni "La Storia" e "Monumenti", nel portale "Comune di Castell'Arquato", nel sito www.comune.castellarquato.pc.it.

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