A causa della complessità della visita di tutti gli ambienti della Cattedrale di Santa Maria di Anagni (FR), principale monumento della città, e simbolo dell'architettura medievale italiana, verrà omesso nel post il paragrafo dedicato alla storia del monumento, affrontato nel seguente paragrafo descrittivo, e in parte nel precedente post che tratta la storia della città.
Ciò a causa della stretta connessione tra la storia della città, e quella dell'edificazione dei suoi monumenti principali.
1) CHIESA
ESTERNO
La realizzazione della Cattedrale si fa risalire al periodo compreso tra gli anni 1072 e 1104, su iniziativa del Vescovo Pietro da Salerno. Secondo la leggenda, tale Vescovo venne inviato a Costantinopoli (oggi Istanbul) come legato pontificio, e durante il soggiorno, venne a sapere della miracolosa guarigione dell'Imperatore Bizantino Michele VII, colto da un morbo improvviso, grazie all'intercessione di San Magno, ossia Papa Gregorio I detto "Magno", ideatore del Canto Gregoriano.
L'Imperatore bizantino fu molto grato al Vescovo guaritore, tanto che una volta tornato ad Anagni, riuscì a portare a termine i lavori di edificazione della maestosa Cattedrale.
L'esterno della Cattedrale di Santa Maria, presenta un prospetto in stile romanico emiliano - lombardo.
La facciata, realizzata in Pietra Tartara, domina il sagrato insieme al possente campanile romanico, alto 30 m, sul quale si aprono finestre monofore, bifore e trifore.
In occasione dei lavori di restauro intrapresi nel 1938, venne costruita una torre di legno in grado di sostenere il peso delle cinque campate.
L'edificio, di grande impatto visivo, domina Piazza Innocenzo III, la principale del centro storico, con la presenza della Loggia delle Benedizioni, l'esterno della Cappella Caetani e la salita posta nella zona retrostante le absidi.
INTERNO
L'interno della chiesa, primo ambiente del complesso di edifici che compongono la Cattedrale di Santa Maria, presenta sia elementi tipici dello stile romanico, che elementi tipici dello stile gotico.
Tra gli elementi tipici del romanico spicca l'alternanza di pilastri e colonne come elementi di separazione delle navate, mentre gli elementi gotici risalgono alle operazioni di restauro eseguite ad opera dei Vescovi Alberto e Pandolfo, conclusi nel 1250.
A costoro si deve la costruzione del soffitto a capriate in legno della navata centrale, e la realizzazione delle volte ogivali costolonate, terminanti nei pilastri a fascio di scarico delle forze, posti sul transetto.
Negli anni Trenta e Quaranta del XX secolo, le pareti interne della Cattedrale vennero rivestite di finto bugnato, con l'eliminazione delle sovrastrutture moderne, ossia stucchi e dipinti che poco avevano a che fare con la tipica architettura medievale della Cattedrale.
Di grande impatto è il pavimento cosmatesco della Cattedrale, databile tra il 1224 e il 1227, opera di Cosma di Jacopo di Lorenzo, realizzato su commissione del Vescovo Alberto, con il sostegno economico di Rainaldo di Anagni, cappellano del Pontefice Onorio III.
Il pavimento cosmatesco si è mantenuto sostanzialmente integro, nonostante numerosi ritocchi e restauri effettuati nel corso del tempo.
Interno in stile gotico della Cattedrale
di Santa Maria ad Anagni
La zona presbiteriale della Cattedrale venne completata entro la prima metà del XIII secolo. A questo periodo risalgono la sistemazione del presbiterio, la realizzazione dell'altare maggiore e del cero pasquale.
L'opera di maggior pregio artistico presente all'interno della basilica superiore è tuttavia costituita dalla splendida cattedra episcopale, autografata da un artista romano che si firma come Vassalletto, e commissionata dal Vescovo Lando, sotto il pontificato di Papa Urbano IV (1261 - 1264).
Degli affreschi medievali presenti nella basilica superiore, se ne sono conservati pochi: una Vergine con il Bambino affiancata da San Magno e Santa Secondina, posta nella lunetta al di sopra dell'altare maggiore del XIV secolo, una Vergine con Bambino e la Testa di San Pietro, posto sul pilastro sinistro nelle vicinanze del presbiterio, risalente al XIII secolo, e la Madonna in Trono con Bambino tra Santa Caterina d'Alessandria e Sant'Antonio Abate del XV secolo.
Gli affreschi presenti nelle tre absidi sono di epoca moderna: nell'abside di sinistra è affrescata la Cena di Emmaus, mentre nell'abside di destra la Morte di San Giuseppe, realizzati nel XIX secolo dai pittori Pietro e Giovanni Gagliardi. Opera degli stessi pittori sono i due affreschi realizzati nel catino absidale, raffiguranti l'Annunciazione, e i Santi venerati dalla Chiesa anagnina.
Nell'emiciclo dell'abside sono raffigurati i Santi Apostoli con San Giovanni Battista, realizzato nel 1837 con la tecnica dell'olio sul muro.
Nella parete sinistra della Cattedrale sono presenti: 1) la Cappella Lauri, 2) il Battistero e 3) la Cappella Caetani; mentre sulla parete di destra è presente la sola Cappella Raolo, consacrata alla Madonna della Misericordia, che custodisce le spoglie di Monsignor Luigi Paolo Angelo Belloli, vescovo della Diocesi di Anagni - Alatri dal 1987 al 1999.
2) MUSEO
La visita più interessante è però costituita dal Museo della Cattedrale, che comprende tutti gli altri ambienti che compongono il complesso. La visita è organizzata molto bene, con tanto di audioguida molto esaustiva.
Nell'intento d'invogliare i lettori a visitare questa meraviglia descriverò il percorso in modo esaustivo, e non sintetico, in quanto la complessità del monumento, non consente, a mio avviso, una visita sbrigativa e superficiale.
BIBLIOTECA
Il primo ambiente del percorso museale è la Biblioteca capitolare, che ospita una ricca collezione di 1814 volumi, la cui periodizzazione è compresa tra il XV e il XX secolo.
Particolare importanza rivestono gli incunaboli, primo prodotto della tipografia, che ricoprono un periodo compreso tra le origini della Cattedrale e il 1500. Realizzati nel XV secolo, sono anche conosciuti con l'appellativo di "Quattrocentine".
I volumi ivi conservati trattano svariati argomenti: quello che riveste maggiore importanza è una copia del Codice Giustinianeo, datata 1518. La maggior parte della collezione bibliotecaria, comprende opere teologiche risalenti agli anni successivi allo svolgimento del Concilio di Trento (1545 - 1563).
Gli armadi lignei contenenti il patrimonio librario della biblioteca, risalgono all'inizio del XX secolo.
Al di sopra degli armadi lignei è collocato lo splendido Paliotto di San Magno, realizzato in legno e argento, recante le effigie del Santo. Il dipinto posto sulla parete raffigurante l'Annunciazione, opera di Pietro Gagliardi, risale al biennio 1880 - 1882.
Armadio ligneo dell'Archivio Storico sovrastato dal
Paliotto di San Magno in legno e argento
SALA CAPITOLARE
La Sala Capitolare prende il nome dal Capitolo, che costituisce l'assemblea dei canonici addetti ad una chiesa, contraddistinti dall'usanza di leggere, durante le adunanze, un Capitolo della Regola o un Passo delle Sacre Scritture.
L'edificazione dell'ambiente risale al XIX secolo, dato attestato anche da un'iscrizione pavimentale presente accanto alla porta d'ingresso delle Sagrestie.
La volta della sala è ornata di affreschi raffiguranti motivi vegetali e putti alati che sorreggono una corona di rose.
Il mobilio è in stile impero in legno di noce e mogano risalente al XIX secolo: ad ogni canonico spetta un armadio contrassegnato dal corrispondente numero.
SAGRESTIA NUOVA
La sala successiva che s'incontra nel percorso di visita è la Sagrestia Nuova, piccolo ambiente ove sono conservati oggetti che vanno dal XV al XX secolo tra i quali pissidi, paramenti liturgici, calici e ostensori di tipo ambrosiano, così chiamati perché la loro struttura ricorda la forma della facciata del Duomo di Milano. Tali ostensori vennero donati alla Cattedrale dal Pontefice Leone XIII.
Notevole importanza rivestono le piccole ampolle realizzate in vetro verde e metallo prezioso, originariamente appartenute a Papa Paolo V Borghese.
SAGRESTIE
La realizzazione delle Sagrestie risale al XIX secolo, con la chiusura di un portico affacciato sul chiostro. All'interno sono presenti una serie di pregevoli armadi in legno di noce di manifattura laziale, della fine del XIX secolo.
Le Sagrestie della Cattedrale di Anagni e il mobilio ivi contenuto, continuano tutt'ora ad assolvere le funzioni per le quali sono state realizzate. Al centro della prima sagrestia, sono poste delle teche ove sono conservati i busti - reliquiario raffiguranti San Pietro Vescovo e San Magno.
Tali pregevoli opere di oreficeria, furono realizzate nel 1542 in lana d'argento, su una base in legno ove sono conservate le reliquie.
I busti - reliquiario di San Pietro e San Magno vengono tutt'ora portati in processione il 19 agosto, per le vie del centro storico, in occasione della festa del Santo Patrono, collocati su una macchina conservata nella navata destra della Cattedrale.
TESORO ANTICO
La maggior parte dei pezzi e delle opere d'arte ivi conservati, si fa risalire a una donazione effettuata da Papa Bonifacio VIII, registrata in un manoscritto conservato all'interno della Cattedrale.
Tale documento, riportato su pergamena, mostra l'elenco degli oggetti che il Pontefice donò alla Cattedrale durante tutta la durata del suo pontificato.
Nell'elenco sono contenuti più di cento oggetti, costituendo perciò una tra le più variegate raccolte di oggetti sacri e artistici dell'età medievale. Tra gli oggetti più preziosi ivi trascritti, notevole valore ha il cofanetto - reliquiario di Thomas Becket, realizzato in smalti di Limoges.
CAPPELLA DEL SALVATORE
Secondo la tradizione, la Cappella del Salvatore fu voluta dallo stesso Pietro da Salerno al termine della costruzione della Cattedrale.
Venne utilizzata per le celebrazioni private. E' probabile che in occasione dei lavori commissionati dai Vescovi Alberto e Pandolfo, la Cappella subì modifiche, tra le quali la sopraelevazione del pavimento, la realizzazione della copertura voltata a crociera e l'inserimento di un arco centrale di forma ogivale poggiante su due semicolonne con capitello in travertino.
Sulle volte si notano resti di affreschi che rappresentano il Cielo Stellato.
Le pareti della cappella sono affrescate tramite un palinsesto decorativo, ossia strati di affreschi sovrapposti fra loro, che evidenziano le varie fasi decorative delle pareti.
Gli affreschi visibili nell'abside appartengono alla seconda fase delle lavorazioni, risalenti al XIII secolo, ove sono rappresentati Cristo affiancato dai Santi Magno e Secondina.
Della terza fase di lavorazioni, si conservano affreschi che rappresentano tracce di cornici decorate a ovali, motivi vegetali o con stelle a sei punte.
L'altare risale ai medesimi anni di realizzazione della Cappella, realizzato in marmi di recupero. L'elemento di maggior pregio presente in questo ambiente è il pilastrino sulla destra, risalente al V secolo, mentre l'altare è frutto dell'opera di ricostruzione intrapresa in occasione del restauro del 1973.
Tra gli oggetti lignei di valore conservati nella cappella, meritano considerazione: 1) la Cattedra Episcopale del XIII secolo che con il tempo ha perduto alcuni dei suoi elementi tra cui il Dossale, 2) il Crocifisso Ligneo risalente al XV secolo, permeato di grande realismo, per l'attenzione ai dettagli anatomici, 3) la Statua di Sant'Antonio Abate, 4) l'icona della Vergine e di Rainaldo presbitero, realizzata da Lello de Urbe nel 1325, ove sono conservate reliquie appartenenti a Thomas Becket, Tommaso d'Aquino e San Pietro da Salerno. 5) Infine l'icona della Madonna con Bambino del 1316 in precario stato di conservazione.
CAPPELLA CAETANI
L'ambiente successivo alla Cappella del Salvatore è la Cappella Caetani, completata nel 1296 su commissione di Papa Bonifacio VIII, al fine di celebrare il duplice potere, temporale e spirituale del Pontefice.
Sulla parete orientale è posto il Sepolcro Caetani, costituito da un ciborio a due colonne, addossato al muro, chiuso in sommità da una copertura a timpano, decorato con mosaici cosmateschi ed elementi decorativi tipici dell'architettura gotica.
I sarcofagi adibiti alla sepoltura sono due, il più piccolo caratterizzato dalla decorazione musiva con cinque scudi araldici della Famiglia Caetani.
L'affresco che decora la porzione della parete di fondo del ciborio, fu realizzato tra il 1296 e il 1297.
Al centro è posta la figura della Vergine seduta sul trono con il Bambino benedicente; ai lati è posto Santo Stefano, sulla destra è una figura identificata come l'Arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, sulla sinistra, due figure affrescate nell'atto di presentare altri due personaggi inginocchiati, identificati come esponenti della Famiglia Caetani, tra i quali, sulla destra Roffredo II, Conte di Caserta fratello di Bonifacio VIII, e sulla sinistra una figura oramai non riconoscibile, identificata come il Cardinale Benedetto II Caetani.
La decorazione ad affresco sulle pareti della cappella, risale alla stessa epoca del Ciborio.
Sepolcro Caetani costituito da un Ciborio a due colonne
con copertura a timpano. Nella parete di fondo è affrescata la Vergine seduta sul trono
con il Bambino benedicente, e ai lati Santo Stefano a destra
e Thomas Becket a sinistra
AMBULACRO
Prima di giungere all'Oratorio di Thomas Becket, un assaggio della meravigliosa decorazione di epoca medievale ivi presente, lo si potrà trovare nell'Ambulacro, spazio dalle ridotte dimensioni, che mette in comunicazione l'Oratorio di San Thomas Becket con la Cripta di San Magno.
Questo antico luogo, venne destinato alla sepoltura dei personaggi illustri di Anagni, che potevano permettersi di essere sepolti al di sotto della pavimentazione della chiesa superiore della Cattedrale.
La scala di accesso nella navata sinistra risale al XVII secolo.
Nell'ambulacro sono conservati affreschi votivi di epoca medievale: sulla paretina ovest sono affrescati un Santo Vescovo ignoto, insieme a San Magno e Santa Secondina che affiancano la Vergine con Bambino, mentre sulla parete nord sono posti due pannelli.
Quello di sinistra risalente alla metà del XIII secolo, in cui sono affrescati Sant'Oliva, l'Arcangelo Michele, Cristo Benedicente, San Pietro Apostolo e San Giovanni Battista.
Il pannello di destra, realizzato dal Terzo Maestro della Cripta di San Magno, presenta Cristo tra i Santi Giacomo e Giovanni Evangelista, accompagnati a sinistra dalla madre Salome. I volti dei personaggi raffigurati in questo pannello non sono pienamente riconoscibili, in quanto deturpati prima della loro esposizione nel museo.
ORATORIO DI SAN THOMAS BECKET
Realizzato in un luogo nell'antichità adibito a Mitreo tra il I - II secolo d.C., costituisce la struttura più antica di tutto il complesso della Cattedrale di Anagni.
Sulla parete di fondo, è posta l'antica Ara pagana sulla quale venivano sacrificati i tori. Ancora oggi, al centro dell'altare del Mitreo, può essere notato il canale di scolo del sangue, ove correva il sangue del toro sacrificato.
L'ambiente è consacrato al culto dell'Arcivescovo Thomas Becket, ucciso da quattro cavalieri inglesi nel 1170 a causa dei dissidi con il Sovrano Enrico II, e successivamente canonizzato nel 1173 dal Pontefice Alessandro III.
Visione d'insieme dell'Oratorio di San Thomas Becket
con le pareti decorate da splendidi affreschi medievali
La volta dell'oratorio posta al di sopra dell'altare, presenta affreschi raffiguranti l'Agnello Mistico tra Santi e simboli degli Evangelisti, e un'Ascensione di Cristo in mandorla sorretta da Angeli.
Nel presbiterio, sulla parete destra è posta una Teoria di Apostoli, mentre sulla sinistra quattro pannelli illustrano fasi della vita e il martirio di San Thomas Becket.
Sulla volta in pietra dell'oratorio sono presenti affreschi raffiguranti le Storie della Genesi, suddivise in quattro registri. La narrazione del ciclo di affreschi ha inizio nel secondo registro di sinistra, ove sono illustrate la Creazione dell'Universo e la Separazione della Luce dalle Tenebre.
A questi affreschi seguono: la Creazione di Adamo ed Eva, il Peccato Originale e il Rimprovero dei Progenitori.
Sul secondo registro da destra sono presenti: la Spada di Fuoco a guardia dell'Eden, la Cacciata dei Progenitori, il Sacrificio di Caino e Abele, l'Assassinio di Abele e Noè nell'Arca.
Sul terzo registro sono raffigurati: il Sacrificio di Abramo e Melchisedec, ed episodi relativi all'incontro tra Abramo e i tre Angeli.
Sul quarto registro, il primo da sinistra, sono raffigurati Episodi relativi al Sacrificio di Isacco e alla Primogenitura di Giacobbe.
Sulla parete sinistra s'intravedono cinque episodi del Nuovo Testamento: l'Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l'Adorazione dei Magi e la Presentazione al Tempio.
Sull'altro lato è posta una rappresentazione di Santi, tra i quali San Remigio, San Leonardo, San Benedetto e il gigante San Cristoforo.
L'utilizzo che venne fatto dell'ambiente nei secoli passati, come cimitero per i canonici della Cattedrale, ne ha alterato in maniera significativa lo stato di conservazione degli affreschi parietali.
Parete di fondo dell'Oratorio di San Thomas Becket
con l'Ara Sacrificale proveniente dall'antica destinazione d'uso
dell'ambiente come mitreo
10) CRIPTA DI SAN MAGNO
Edificata per volere del Vescovo Pietro da Salerno, la Cripta di San Magno fu costruita contemporaneamente alla Cattedrale tra il 1072 e il 1104. Il suo scopo sarebbe stato quello di contenere le reliquie dei Santi.
La struttura dell'ambiente presenta una ripartizione in tre navate terminanti con tre absidi, poste in senso trasversale, rispetto all'orientamento delle navate della Cattedrale. Nella cripta sono presenti ventuno volte che sottendono dodici colonne.
Le pareti e la volta sono decorate con un ciclo di affreschi di epoca medievale di grande bellezza.
Il ciclo di affreschi della cripta narra le Scene della Salvezza dell'Uomo, dalla sua creazione fino alla fine dei tempi.
La realizzazione degli affreschi è attribuita a tre botteghe di artisti anonimi, conosciuti come Primo Maestro di Anagni o Maestro delle Traslazioni, Secondo Maestro di Anagni o Maestro Ornatista e Terzo Maestro di Anagni.
Gli affreschi della cripta risalgono a un periodo di tempo compreso tra la fine del XII secolo, e la prima metà del XIII secolo.
CICLO DELLA CREAZIONE
Nell'angolo sinistro dalla parte opposta rispetto alle absidi, è collocato il ciclo di affreschi che rappresentano le Scene della Creazione. Sulle volte è illustrata la Creazione del Cosmo e delle sue componenti fisiche.
Nella volta angolare è rappresentato il Firmamento con i segni zodiacali, mentre in quella immediatamente successiva è affrescata una Creazione Filosofico - Scientifica dell'Uomo.
In quest'ultima rappresentazione l'uomo è posto al centro di un doppio sistema circolare: in quello più interno è rappresentato il ciclo della vita umana, corrispondente al microcosmo, mentre nel cerchio più esterno è rappresentato il ciclo della natura, corrispondente al mundus.
Entrambi sono suddivisi in quattro parti, e ad ogni parte corrisponde un'età della vita dell'uomo (infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia), un temperamento umano (sanguigno, collerico, melanconico e flemmatico), una stagione dell'anno (primavera, estate, autunno, inverno) e i quattro elementi (aria, fuoco, terra e acqua).
Rappresentazione del ciclo della vita umana (microcosmo)
e del ciclo della natura (mundus). Tutte le scene sono suddivise
in quattro parti, ove sono rappresentate età della vita dell'uomo,
temperamento umano, stagione dell'anno e quattro elementi
Su uno dei pilastrini è raffigurato il diagramma della Teoria degli Elementi, tratto dal Timeo di Platone, con i quattro elementi nelle sfere di sinistra che sono associati ad alcune caratteristiche fisiche poste nelle sfere di destra. Nella lunetta accanto sono posti i medici Ippocrate e Gelano.
TETRAMORFI E STORIE DI SANTI
Procedendo da sinistra verso destra, ossia verso la parete opposta della cripta, s'incontrano quattro Tetramorfi, ossia esseri dalle quattro forme, menzionati nella visione di Ezechiele nell'Antico Testamento.
Questi potrebbero alludere alla Creazione, oppure all'anima dell'uomo, ritenuta suddivisa in quattro parti.
Gli affreschi presenti nella parete raffigurano due scene: sulla sinistra è rappresentata la Prova di San Giovanni Evangelista a Porta Latina a Roma, immerso nell'olio bollente e oltraggiato dal taglio dei capelli, mentre sulla destra è rappresentato San Magno nell'atto di salvare un bambino caduto in un pozzo, mentre la madre stava raccogliendo dei frutti dall'albero di Fico.
Le pitture eseguite in questa zona della cripta sono opera del cosiddetto Secondo Maestro di Anagni, o Maestro Ornatista.
CRISTO PANTOCRATORE
Procedendo ancora verso destra, proprio al centro della parete di fondo della cripta, è affrescato il grande Cristo Pantocratore, ossia Onnipotente, nell'atto benedicente, affiancato da quattro Santi, tra i quali, da sinistra a destra: San Pietro Apostolo, San Marco Evangelista, San Leonardo e San Giovanni Evangelista.
Nella volta centrale, proprio al di sopra del Cristo Pantocratore è raffigurato un disco con croce gemmata, sorretto da quattro angeli.
Al di sotto dell'affresco del Cristo Pantocratore è posta una lapide che testimonia il ritrovamento delle reliquie di San Magno durante i lavori di realizzazione del pavimento cosmatesco della cripta, terminato nel 1231 dal Maestro Cosma e dai suoi figli Luca e Jacopo.
Tra i marmi di riuso utilizzati e assemblati nella composizione del pavimento della cripta, si riconoscono il porfido rosso, il serpentino verde, il marmo bianco e il giallo antico.
Affreschi delle volte della Cripta di San Magno, con a destra
la raffigurazione di un disco con croce gemmata sorretto da quattro angeli
MIRACOLI DI SAN MAGNO
Procedendo ancora verso destra si notano raffigurati sulle pareti due miracoli di San Magno: in alto è posta la guarigione miracolosa della contadina Cita, affetta da paralisi e guarita dal Santo.
Al di sotto dell'affresco è raffigurato San Magno insieme ad Andrea lo Zoppo, custode della Cattedrale, mentre lo guarisce, e lo incarica di raggiungere il Vescovo Pietro per convincerlo a tornare ad Anagni, nonostante le calunnie di cui era stato fatto oggetto.
Sulla parete di destra, è raffigurato in alto San Magno che guarisce la mano dello storpio Italo, e gli indica il luogo in cui scavare per trovare le reliquie.
Nella scena sottostante è rappresentato Paterniano di Leone miracolosamente resuscitato a contatto con la tomba di San Magno.
Gli affreschi presenti in quest'area della cripta sono opera della bottega del Terzo Maestro di Anagni, considerato uno dei maggiori esponenti della pittura italiana del Duecento. Anche se ancora non era stata inventata la prospettiva, si avverte nei suoi affreschi un accenno di profondità.
STORIE DELL'ANTICO TESTAMENTO
Nelle volte della navata centrale, tranne nell'ultima di destra, e in due volte della navata orientale tranne nell'ultima di destra, sono affrescate le Storie Veterotestamentarie del Popolo Ebraico in Lotta contro i Filistei, fino all'elezione del Primo Re Saul.
Le storie rappresentate, sono tratte dal Primo Libro di Samuele.
La narrazione di tali storie aveva inizio dagli affreschi andati perduti nelle volte poste al di sopra dell'Altare di Sant'Oliva. Gli affreschi sono andati distrutti nel XVIII secolo.
Nella volta successiva verso destra sono raffigurati i Filistei che uccidono i figli del Sacerdote Eli, e rubano l'Arca contenente i Dieci Comandamenti, il Bastone di Aronne, la Bacchetta di Mosè e la manna scesa nel deserto. Il sacerdote Eli, ricevuta la notizia, cade dal seggio e muore.
Procedendo sempre verso destra, la volta successiva illustra i Filistei che trasportano l'Arca Santa nella loro città, la cui presenza causa morte e pestilenza.
Nella volta posta ancora a destra è raffigurato il popolo filisteo che restituisce l'Arca al popolo ebraico. Trainata da due vitelle da latte, l'Arca lascia Azotum e giunge a Besamis.
Procedendo ancora verso destra, nella volta successiva si nota il popolo ebraico che accoglie l'Arca, mentre i cittadini osano guardarla, cadendo a terra morti.
Volta ove è affrescato il popolo ebraico che accoglie
l'Arca, mentre i cittadini osano guardarla cadendo a terra morti
Nella volta successiva, sempre nella stessa direzione, si nota il Re Samuele che ordina la distruzione dei falsi idoli: Astaarot e Balim vengono distrutti, e segue la purificazione del popolo ebraico, attraverso il sacrificio di un agnello.
Nella volta a sinistra si nota l'affresco della Battaglia di Maspht, dove il popolo ebraico sconfigge i Filistei con l'aiuto di Samuele.
Nella volta posta dinanzi a quella del popolo ebraico che accoglie l'Arca, è rappresentato il momento in cui il popolo ebraico chiede a Samuele di scegliere per loro un Re.
STORIE DI SANTA SECONDINA
Nell'abside sinistra della cripta è posto l'Altare di Santa Secondina, e delle Principesse Aurelia e Noemisia, sorelle armene vissute nel IX secolo, morte ad Anagni e raffigurate ai lati della finestra posta a sinistra
Nella zona centrale dell'abside è affrescata la Storia di Secondina, donna convertita al Cristianesimo proprio da San Magno.
Nella parete di fondo dell'abside, da sinistra verso destra si riconoscono: la Cattura durante la persecuzione operata dall'Imperatore Decio (250), il processo, la conversione dei carcerieri ad opera della Santa e il suo rifiuto a fare un sacrificio agli dei, il suo martirio, l'elevazione della sua amina al cielo, la traslazione del corpo e la sua sepoltura.
Il catino absidale è dominato dall'affresco raffigurante la Vergine come odighitria, ossia di colei che indica suo figlio Gesù, come la via per la salvezza dell'umanità.
Nella volta superiore posta a sinistra dell'abside preso in esame è raffigurato Cristo benedicente circondato dai simboli dei quattro Evangelisti, mentre nella volta posta a destra è raffigurata l'Etimasia, che simbolizza la preparazione al Trono Celeste.
Tutta la navata di sinistra, le volte raffiguranti la Creazione, e la prima volta delle Storie dell'Antico Testamento, sono state realizzate dal Primo Maestro o Maestro delle Traslazioni.
APOCALISSE
Nel catino absidale principale, posto al centro della parete di fondo della cripta, e nelle volte al di sopra di esso, sono raffigurate le scene tratte dall'Apocalisse di Giovanni.
Nella volta centrale, è raffigurato Cristo Giudice, posto all'interno di una mandorla con capelli e barba bianca, la spada che esce dalla bocca, due chiavi in mano e sette stelle dell'altra, simbolo delle Sette Chiese d'Asia.
Al di sopra della finestra è posto l'affresco raffigurante l'Angelo Mistico con il libro chiuso dai Sette Sigilli. Intorno a lui sono affrescati i quattro simboli degli Evangelisti, mentre al di sotto, i Ventiquattro Vegliardi che li venerano.
Catino absidale principale della cripta, con al centro una finestra.
Nel registro superiore possono essere identificate
le figure dell'Angelo Mistico con il libro chiuso dai Sette Sigilli,
con intorno i simboli degli Evangelisti,
mentre nell'inferiore i Ventiquattro Vegliardi.
Sulle pareti ai lati dell'abside, sono raffigurati: A) a destra i quattro cavalieri dell'Apocalisse, ossia Vittoria, Guerra, Carestia e Morte; B) sulla sinistra i martiri nell'intento di chiedere giustizia a Cristo; C) nell'arco posto accanto alla parete di sinistra dell'abside centrale il Sole che si oscura, la Luna che si colora di rosso, e le stelle che cadono dalla volta celeste.
Sulla volta posta a destra dell'abside principale, sono rappresentati quattro cavalieri, quattro angeli che chiudono le bocche a quattro demoni, che rappresentano i venti di distruzione.
Nella parete alla destra della volta di destra dell'abside principale, è raffigurato l'angelo che sale da oriente, che non avendo ancora individuato tutti i giusti, non ha posto sui quattro demoni della scena precedente, il Sigillo del Dio Vivente.
STORIE DI SAN MAGNO
Prendendo in considerazione sempre l'abside centrale della cripta, di maggiori dimensioni, dedicato a San Magno, Vescovo di Trani, evangelizzatore di Anagni e martire nel III secolo, la parete semicircolare dell'abside centrale, mostra la Storia della Vita di San Magno, sin dalla sua cattura presso Fondi (LT).
La narrazione delle scene rappresentate ha inizio sulla sinistra della parete absidale, in cui è affrescata la scena dei Soldati dell'Imperatore Decio che tagliano la testa di San Magno perché morto prima del martirio, ad opera dell'intervento divino.
La narrazione prosegue poi verso destra, ove è affrescata la traslazione del corpo di San Magno dalla città di Fondi alla città di Veroli. Procedendo ancora verso destra si notano i Saraceni, che una volta conquistata Veroli nel IX secolo, decisero di profanare il luogo di sepoltura di San Magno, utilizzandolo come stalla. Tuttavia i loro cavalli morirono, come punizione per il sacrilegio compiuto.
Immediatamente a destra della finestra centrale dell'abside principale è affrescato il Re Saraceno Muca che riceve l'offerta da parte degli anagnini per il riscatto del corpo del Santo. Sulla destra la narrazione prosegue rappresentando l'intera popolazione, con a capo il Vescovo Zaccaria, nell'atto di accogliere il corpo di San Magno, e di seppellirlo poi nella Cattedrale.
La scena della sepoltura è rappresentata ancora a destra rispetto alla scena dell'accoglimento delle reliquie ad Anagni.
ALTARE DEI SANTI MARTIRI E ALTARE DI SAN PIETRO
L'altare posto sulla destra della parete di fondo della cripta, in corrispondenza anche dell'abside principale, è dedicato al culto dei vari martiri, le cui immagini sono affrescate nella parete che forma l'emiciclo del suddetto abside.
Al di sopra dell'abside sono poste due volte a botte, in cui sono raffigurati, su quella di sinistra il Profeta Elia che ascende in cielo su una quadriga di fuoco, mentre su quella di destra l'incontro tra Abramo e Melchisedec con l'offerta del pane e del vino.
Sulla parete destra della cripta, è posto l'Altare del Vescovo Pietro. L'abside retrostante a tale altare presenta un affresco del 1324 realizzato dal pittore Lello de Urbe, della scuola del Cavallini, attivo nella prima metà del XIV secolo, raffigurante il Santo Vescovo tra le Sante Aurelia e Noemisia.
Affreschi della Cripta di San Magno raffiguranti, nella volta
la Croce Gemmata, mentre nella parete di fondo, Santo Vescovo tra le
Sante Aurelia e Noemisia
Sulla volta posta alla destra dell'abside di cui si è appena parlato, sono raffigurati i profeti Isaia, Davide, Salomone e Daniele nell'atto di annunciare la nascita del Messia. Sulla parete sottesa da tale volta è affrescata la Madonna del Latte che testimonia l'avverarsi delle parole appena pronunciate dai quattro profeti.
Tra le considerazioni finali in merito all'illustrazione degli affreschi della Cripta di San Magno, è necessario considerare che a causa dell'ottimo stato di conservazione degli affreschi, della notevole estensione della superficie dipinta, corrispondente a circa 540 mq, e dei temi trattati, hanno valso a questa meraviglia storico - artistica l'appellativo di "Cappella Sistina del Medio Evo".
NB. Le informazioni riportate nel post sono state estrapolate dalle sezioni "La Cattedrale" e "Il Museo", poste nel portale ufficiale del "Museo Della Cattedrale di Anagni - MUCA", nel sito www.cattedraledianagni.it.










Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.