STORIA
Sul lato est della Piazza Innocenzo III di Anagni (FR) è posto il Palazzo Papale di Bonifacio VIII, edificato durante il pontificato di Gregorio IX. Nel Settembre del 1230 verrà ospitato nel palazzo l'Imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia, da poco prosciolto dalla scomunica a seguito della Pace di San Germano.
Nel medesimo palazzo, il Pontefice Innocenzo IV, eletto ad Anagni nel 1243, vi ricevette Manfredi, figlio naturale e successore di Federico II, di cui s'impegnò a tutelarne i diritti, ma in seguito scomunicato, per non aver rispettato i patti stipulati con il Papa.
Nel 1297 i Conti vendettero il palazzo ai Caetani, famiglia cui apparteneva Papa Bonifacio VIII, e l'8 Settembre 1303, sarà la sede del celebre Schiaffo di Anagni, che Dante nel XX Canto del Purgatorio rese famoso, riabilitando la figura del Papa.
DESCRIZIONE
ESTERNO
Il corpo principale del palazzo, ricalca esternamente le sembianze di una residenza padronale del 1200: il palazzo è composto da due grandi arcate in pietra, una scalinata di accesso esterna laterale che conduce al primo piano, e nella parte superiore cinque bifore, con gli scopi di abbellire la facciata, dare luce all'interno e alleggerire la struttura muraria.
Successivamente venne edificata l'ala posta sulla sinistra del corpo principale, collegando i due edifici con un arco a sesto acuto, oggi murato. La prima sala è divisa in due parti da un arco in pietra, terminante su capitelli cistercensi. L'unico accesso al piano superiore è garantito da una scala elicoidale in pietra.
INTERNO
Al termine della scala è posta una balaustra, che dà accesso alle due sale principali. I nomi delle sale rimandano agli affreschi ivi contenuti.
Balaustra del Palazzo che permette di
salire al piano superiore
1) SALA DEGLI SCACCHI
La prima sala che s'incontra durante la visita interna del palazzo è la Sala degli Scacchi, così denominata dalla decorazione che ricopre la parete est. Sono ivi rappresentate forme quadrilobe in cui sono inscritte delle scacchiere, con fiori ad otto petali, elicoidali negli spazi intermedi.
Le scacchiere affrescate, simboleggiano niente di meno che il gioco degli scacchi, in cui si fronteggiano due eserciti. Altra interpretazione vede nella rappresentazione delle scacchiere, l'arte della guerra o la summa della strategia militare.
Gli affreschi presenti nella parete sud, raffigurano uccelli che alternativamente si guardano, raffigurando l'amore, con lo sguardo rivolto in direzione est - ovest, punti in cui sorge e tramonta il sole, simboleggianti pertanto la ciclicità del giorno e della notte, quindi l'Eternità.
Al di sopra è posto un affresco raffigurante quel che rimane di un giardino.
Parete meridionale della Sala degli Scacchi
con affreschi raffiguranti uccelli che alternativamente
si guardano, raffigurando l'amore
2) SALA DELLE OCHE
Procedendo nella visita, s'incontra la Sala delle Oche, così denominata dalla decorazione, posta sulla parete ovest, di riquadri romboidali ove sono rappresentate figure di volatili, individuati come oche.
Osservando attentamente le figura dei volatili affrescati sulla parete, si potrà notare come gli affreschi non rappresentano solamente oche, ma anche altre specie di volatili. L'elemento che differenzia alcuni volatili da altri, è stato individuato nella forma del corpo, nella lunghezza del becco e nello stesso corpo degli uccelli.
Gli affreschi vennero eseguiti nel XIII secolo, e la classificazione dei volatili ivi raffigurata, è tratta dal Trattato della Falconeria "De arte venandi cum avibus", redatto dall'Imperatore Federico II.
Tali affreschi andarono a sostituire gli arazzi che un tempo arredavano le sale interne del Palazzo.
La rappresentazione degli affreschi parietali, con immagini di animali in grado di rimandare ad un arazzo, è il risultato della mutazione su parete, delle immagini rappresentate sulla superficie degli arazzi.
Tali affreschi risultano essere tra i primi esempi di decorazione interna riservata all'architettura civile.
Affreschi nella Sala delle Oche, all'interno
di cornici romboidali
3) MUSEO BONIFACIANO E DEL LAZIO MERIDIONALE
Nella sala che si affaccia a Sud, non sono presenti affreschi. Tale ambiente svolse un'importante funzione strategica, in quanto costituì un ottimo punto d'osservazione della campagna circostante.
Proprio per tale motivo, la costruzione venne adibita a scopi difensivi.
Le mensole in pietra affisse al muro, e i fori utilizzati per l'inserimento delle stesse, stanno a testimoniare la presenza di camminamenti sopraelevati, destinati a ricoprire la funzione di punti d'osservazione, in cui si stabilirono le guardie.
La sala ospita un allestimento museale, al fine di narrare la storia di Anagni, dall'età romana all'epoca medievale.
Molto noto è il busto di Papa Bonifacio VIII, conservato nella sala, copia dell'originale di Arnolfo di Cambio, esposta nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze. Un angolo è dedicato al primo giubileo del 22 febbraio del 1300, voluto proprio da Papa Caetani.
Copia del busto di Papa Bonifacio VIII nella sala che ospita il
Museo Bonifaciano e del Lazio Meridionale, il cui originale
è conservato nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze
NB. Le informazioni riportate, sono state estrapolate dal post "Anagni: Palazzo Bonifacio VIII", nel portale "CIOCIARIATurismo.it, le Colline di Cicerone intorno a Roma", nel sito www.ciociariaturismo.it.




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