venerdì 21 luglio 2023

CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA (CREMONA): IL CAPOLAVORO ARTISTICO E ARCHITETTONICO DELLA CITTA'

STORIA

Secondo quanto riportato nella "Pietra di Fondazione", una lastra marmorea murata nella facciata del duomo, si afferma che la progettazione prese avvio su iniziativa dell'Architetto Wiligelmo il 26 agosto 1107. Il cantiere ove si svolsero i lavori, avviato poco dopo la conquista delle libertà comunali della città, divenne sin da subito il simbolo dell'espressione dell'autonomia politica, appena conquistata con successo.

Tre sono le date considerate come cruciali per lo sviluppo dei lavori nel cantiere di edificazione della Cattedrale: la prima data di grande importanza in tal senso è il 1107, cui si fa risalire la fase iniziale dell'edificazione, che andò a coincidere probabilmente, con l'edificazione dell'abside e del presbiterio.

Purtroppo i lavori di edificazione subirono, appena dieci anni dopo l'avvio del cantiere di costruzione, un primo arresto, dovuto ad una forte scossa di terremoto che colpì la Valle del Po, e comportò cedimenti e crolli alla struttura appena edificata. Per fortuna questi primi danneggiamenti si rivelarono reversibili. Nel periodo in cui scoppiò il terremoto, la fase di avanzamento dei lavori di  costruzione, aveva probabilmente raggiunto il completamento di entrambe i bracci del transetto.

Nel 1129, al di sotto dello strato di macerie, vennero rinvenute le reliquie di Sant'Imerio, giunte a Cremona nel 965 per volontà del Vescovo Liutprando. Verso la metà del secolo, i lavori per l'edificazione della Cattedrale, poterono dirsi praticamente conclusi.

ESTERNO

Nella facciata della Cattedrale, si possono ammirare significativi gruppi scultorei. Intorno agli anni Trenta del XII secolo, vennero realizzati alcuni bassorilievi, grazie all'intervento di artisti che facevano capo alla bottega del Magister Niccolò, un capo Mastro cui vennero commissionati lavori di realizzazione di opere in rilievo anche sui paramenti murari di altre Cattedrali, in particolare quelle di Verona, Ferrara e Piacenza.

Si ritiene che il rivestimento lapideo dai toni grigiastri ancora visibile, parzialmente nascosto dal portico rinascimentale, sia da attribuire alla primitiva facciata della chiesa. Tale rivestimento giunge fino alla conclusione superiore dei due oculi cinquecenteschi. Opera di grande pregio realizzata dal Magister Niccolò, è sicuramente il grande portone centrale, ornato dall'alternanza di torciglioni ed elementi alti e strombi, arricchiti da due semicolonnine libere, sorretti da due telamoni ai lati dei battenti.

Principale elemento di decorazione del portale, sono senza alcun dubbio le quattro sculture dei Profeti, la cui realizzazione viene attribuita al "Maestro dei Profeti", anonimo artista attivo prima del sisma del 1117. Sulle colonnine a sinistra del portale sono i Profeti Geremia ed Isaia, mentre sulle colonnine di destra i Profeti Daniele ed Ezechiele. Ad un'epoca più tarda risalgono i simboli degli Evangelisti, dei quali è presente una coppia al di sopra dei capitelli degli strombi, ossia il Leone (Marco) e il Toro (Luca), mentre gli altri sue simboli l'Angelo (Matteo) e l'Aquila (Giovanni), non sono più visibili perché murati.

Grande rilevanza possiedono alcuni gruppi scultorei presenti nella facciata del duomo: alla sinistra del portale sotto il portico, sono presenti le lastre in pietra attribuite a maestranze della bottega di Willielmo, raffiguranti le Scene ispirate alla Genesi. Sul lato nord si trovano due fregi di reimpiego posti nell'architrave d'ingresso del transetto, raffiguranti un Cristo benedicente in mandorla affiancato agli Apostoli, sul lato frontale, ed un tralcio vegetale popolato da figure mostruose sul lato inferiore.

Sulla fronte del protiro aggettante, è presente una stretta fascia orizzontale in muratura, ove durante l'episcopato di Sicardo (1185 - 1215) venne eseguito il Ciclo dei Mesi, ora murato sulla fronte del protiro, e interrotto da una scultura verticale più tarda raffigurante un Vescovo. L'opera venne attribuita ad un Maestro appartenuto alla bottega di Benedetto Antelami, attivo in quel periodo a Parma.

Nel secolo successivo prenderanno parte alla realizzazione del duomo i Mastri Campionesi, che contribuirono alla realizzazione delle parti elevate della facciata e dei transetti della Cattedrale. La facciata maggiore della Cattedrale, venne completata con un rivestimento in marmo bianco e rosato. Il rosone è costituito da ventisei colonnette, unite fra loro da archetti che s'intersecano, e presenta uno strombo decorato con torciglioni e tralci vegetali stilizzati.


Facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta

Il protiro aggettante che anticipa il portale, è sostenuto dalle sculture di due leoni stilofori. L'ordine superiore del protiro, dovrebbe essere ascrivibile al pieno XV secolo, costituito da una loggia su tre arcate con volte a crociera, che interrompe la decorazione ad archetti intrecciati alla base delle gallerie. La costruzione dei leoni stilofori a sostegno delle colonne del protiro è attribuibile ai Maestri Campionesi.

I lavori della facciata settentrionale, vennero portati a compimento nel 1288, ad opera di Giacomo Camperio e Bartolino Bragherio. L'intervento campionese comportò dunque, sia un rinnovamento dell'aspetto decorativo della Cattedrale, che una sostanziale modifica strutturale, tramite varie opere integrative della struttura, quali ad esempio, la sostituzione delle capriate. Le statue collocate nella loggia del protiro della facciata, vennero ultimate all'inizio del Trecento. Tra queste si riconoscono: la Madonna con Bambino, Sant'Omobono e Sant'Imerio, opere dello scultore toscano Marco Romano.

Solo alla fine del XV e inizio del XVI secolo, la facciata assumerà l'aspetto con cui possiamo ammirarla oggi, grazie all'innalzamento del nuovo attico in marmo bianco e rosato, opera di Alberto Maffioli da Carrara del 1491, e portata a termine da Giovan Pietro da Rho, con la realizzazione delle quattro statue poste nelle nicchie, raffiguranti i Santi Marcellino, Pietro e Paolo Apostoli e Pietro Esorcista.


Il "Torrazzo", campanile della Cattedrale, la cui forma
ha ispirato, secondo la leggenda, il Torrone


Salita delle scale all'interno del Torrazzo
per l'ascensione alla cella campanaria


Ultima rampa di scale per accedere
alla cella campanaria


Vetrate della cella campanaria


Campana forgiata in bronzo


Capitelli dei pilastri di sostegno della
cella campanaria


Panorama della città di Cremona
dalla cella campanaria


Panorama della città di Cremona
dalla cella campanaria


Forma a croce della Cattedrale,
con navata principale e transetto 

NAVATA CENTRALE

Nonostante l'interno della Cattedrale prenda spunto dalla struttura romanica, presenta una decorazione interna in stile barocco. Il ciclo di affreschi e le tele che ornano le pareti della navata centrale, l'abside e la controfacciata, raccontano le Storie della Salvezza, in un susseguirsi di scene con raffigurazioni dei momenti salienti della vita della Vergine e di Cristo.


Interno della Cattedrale di Santa Maria
Assunta, in stile barocco a tre navate

Il ciclo di affreschi venne realizzato per la maggior parte dall'artista Boccaccio Boccaccino nel biennio 1506 - 1507, con la realizzazione delle scene raffiguranti il Cristo Pantocratore e l'Annunciazione. Nelle raffigurazioni dei due affreschi, si ritrovano sintetizzati l'inizio e la fine del processo della Salvezza.

Nel catino absidale è stato realizzato l'affresco che raffigura il Cristo Pantocratore di Boccaccio Boccaccino. La potente raffigurazione idealizza la figura umana di Cristo, raffigurato come contornato da quattro Santi, due alla sua sinistra (i Santi Marcellino e Imerio), e gli altri due posti alla sua destra (i Santi Omobono e Pietro Esorcista).

Lo stesso Cristo presente sul trono in gloria, è posto sul patibolo dal quale egli, sacrificando se stesso, redime l'umanità intera. Egli è colui che, Signore del tempo e della storia, giudicherà per tempo e rettitudine.

Volgendo lo sguardo alle pareti della navata maggiore, sulla parete settentrionale s'incontrano le Storie della Vergine, ove sono raccontati gli Episodi emblematici della Vita della Madonna. Dalla memoria di Gioacchino e Anna al Matrimonio con Giuseppe, proseguendo con episodi tratti dai Vangeli Apocrifi, per poi intersecarsi con la Venuta di Cristo negli Episodi della Natività e dei primi anni di vita di Gesù, opere realizzate dagli artisti Boccaccio Boccaccino e Altobello Melone nel 1514.


Parete settentrionale della navata centrale,
ove sono raffigurate le Storie della Vergine, con
Episodi emblematici della Vita della Madonna
di Boccaccio Boccaccino e Altobello Melone del 1514

Sulla parete meridionale il ciclo delle Storie della Passione continua. A partire dalla zona absidale, fino alla controfacciata, sono affrescate le Storie della Passione, che si concludono con il Calvario. Le tele realizzate dagli artisti Altobello Melone, Romanino e Pordenone, raccontano il dolore e la sofferenza di Cristo, a partire dall'Ultima Cena, fino alla Crocifissione.

Il ciclo narrativo degli affreschi rappresentati, si conclude accanto alla Deposizione, opera del Pordenone insieme alla Resurrezione. La tela della Resurrezione è opera di Bernardino Gatti, artista che ha realizzato la grande Pala dell'Assunta riposta nell'abside, completata nel 1579 dall'artista Giovanni Battista Trotti detto "il Malosso".


Grande tela in controfacciata raffigurante
la Deposizione dipinta dal Pordenone

Nell'abside della navata centrale è riposto il bellissimo coro ligneo intarsiato della Cattedrale, realizzato dall'intagliatore Giovanni Maria de Platina tra il 1483 e il 1489. Il coro venne riposto nella posizione ove si trova, a seguito di un intervento di restauro del 1540, eseguito grazie all'opera d’intagliatori di grande valore.

Il coro è intarsiato e strutturato in due ordini: uno superiore ed uno inferiore. L'ordine superiore rivela una sapiente disposizione architettonica degli scanni, che dialogano gli uni tra gli altri grazie agli effetti cromatici chiari e scuri.


Coro ligneo intarsiato dell'intagliatore
Giovanni Maria de Platina del 1489


Intarsi del coro ligneo


Intarsi del coro ligneo

Ai lati dell'altare si aprono la Cappella del Battista, sulla destra e la Cappella del Santissimo Sacramento, sulla sinistra. La Cappella del Santissimo Sacramento venne realizzata in stile barocco, dotata di una grande esuberanza stilistica ornata da stucchi, ori, pitture, realizzate da artisti cremonesi. Il punto focale della cappella è la porta d'argento che contiene il prezioso Tabernacolo. Venne realizzata sul lato destro della Sagrestia.


Cappella del Santissimo Sacramento realizzata
in stile barocco alla sinistra dell'altare

La Cappella del Battista, realizzata sul lato sinistro della Sagrestia venne progettata dall'Architetto Francesco Dattaro, mentre Giovanni Battista Cambi venne incaricato della realizzazione della decorazione in stucco.

Cappella del Battista in stile barocco progettata da Francesco Dattaro

Stucchi nella volta della Cappella del Battista

TRANSETTO

Il ciclo pittorico realizzato nei transetti è costituito da trentasette vele dipinte ove sono descritte le storie di Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe. Le iscrizioni riportate spiegano scene che raccontano le vicende cristiane.

La narrazione superstite di questi affreschi realizzati a tecnica mista ha inizio nella prima volta della navatella est del transetto nord vicino al presbiterio con il racconto di Agar che si rifugia nel deserto, per poi completare il giro nel presbiterio. Tali opere risalgono alla prima metà del 1300.


Volte a crociera del transetto nord

CRIPTA

Scendendo le scale poste nel presbiterio ai lati dell'abside della Cattedrale, si accede alla splendida Cripta di Sant'Omobono, Patrono di Cremona vissuto nel XII secolo, morto nel 1197. Venne canonizzato dal Pontefice Innocenzo III il 12 gennaio 1199, appena due anni dopo la sua morte


Cripta di Sant'Omobono a tre navate


Tomba di Sant'Omobono


Volte a botte della cripta affrescate

Tra Quattrocento e Cinquecento venne realizzata l'opera scultorea presente nella cripta, nota come Arca dei Santi Marcellino e Pietro. Lo scultore Bernardino Briosco realizzò nel 1506 sei quadri e sei statue, quattro angeli insieme ai Santi Marcellino e Pietro.


Arca di Sant'Omobono realizzata da Gian Giacomo
Della Porta nel 1525. Una delle tre formelle rappresenta
il Battesimo della famiglia del carceriere Artemio

Nel 1525 presero parte al completamento dell'Arca vari artisti, tra i quali Gian Giacomo Della Porta, che realizzò una delle tre formelle raffigurante il Battesimo della famiglia del carceriere Artemio. Precedentemente smontata, l'Arca venne riassemblata nella cripta della Cattedrale da Matteo Galletti nel 1609.

NB. Le informazioni riportate nel post, sono state estrapolate nella sezione "Arte e Storia, l'espressione del tempo in Cattedrale", nel portale ufficiale della "Cattedrale di Cremona", nel sito www.cattedraledicremona.it.

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